giovedì 15 novembre 2018

Giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Vi informo che in data martedì 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, saremo presenti all'iniziativa programmata in Piazza Sella dall'Associazione Nuova Via con la quale apriremo ai nostri percorsi su questo tema. In particolare, parteciperemo - alle ore 10.30 - al laboratorio "Mandala-lab" a cura di Martina Salis.

Auguri, Riccardo!

Le maestre, le compagne e i compagni della 1ª A augurano a Riccardo un felice compleanno!

mercoledì 14 novembre 2018

Lavori in corso: la nostra carta d'identità numerica

Come ho già avuto modo di dire, non amo la presentazione dei numeri uno ad uno, come non amo che in prima elementare si circoscriva il lavoro ai numeri entro il 20. Quindi, se è vero che questi sono oggetto delle nostre routine giornaliere che prevedono il riconoscimento visivo del numero, la ricerca del numero complementare, le attività monta/smonta (propedeutiche all'addizione e alla sottrazione) e i giochi con le carte, mi piace che in classe entrino da subito tutti in numeri che i bambini incontrano nella realtà. 



Per questo, subito dopo l'iniziativa "Io leggo perché" abbiamo introdotto l'uso del quadro del cento, sul quale ormai stiamo lavorando stabilmente partendo da qualunque numero incontriamo (ricerca del numero, individuazione del precedente e del successivo, intuizione dei "numeri cugini") e, dalla scorsa settimana, la carta di identità numerica.
Su questa, per l'importanza che rivestirà nelle nostre attività di queste settimane, voglio soffermarmi con più attenzione.


Il lavoro sulla carta di identità è partito con l'analisi di questo documento, mostrandone uno originale: che cosa è una carta di identità? a che cosa serve? conoscete le informazioni che contiene? chi la rilascia?...
Siamo poi passati alla carta di identità preparata per i bambini, precisando l'importanza di compilarla gradualmente e tutti insieme per approfittare di questo lavoro per conoscere tante cose non solo di noi stessi, ma dell'intera classe. Una compilazione fatta a casa, infatti, sarebbe stata certamente più veloce ma non ci avrebbe consentito di fare le osservazioni e rilevazioni a noi utili.

La prima attività che ho proposto ai bambini è sta quella di disegnarsi e di inserire le loro prime informazioni: nome e cognome.


Siamo poi passati a inserire l'età e a completare i dati relativi alla nascita (sono nato a..., luogo, giorno, mese, anno).
Questo ci ha consentito di individuare le città in cui si è nati (Iglesias, Carbonia, Cagliari, Roma, Napoli, Polonia) per poi indagare insieme quali, tra queste, fossero in Sardegna, quali fuori dalla Sardegna, quali fuori dall'Italia.
Siamo poi passati a un'analisi più dettagliata delle date di nascita, forti di un gioco realizzato la settimana precedente che, partendo dal riconoscimento del cartellino del proprio compleanno, ci ha visto completare il cartellone dei compleanni dell'intera classe, inserendoli nel rispetto della successione dei mesi dell'anno.

A questo punto, i bambini sono stati invitati a trovare il modo di individuare quale fosse il bambino più "anziano" della classe e quale il più "giovane". Qui è stato necessario accogliere le diverse riflessioni, fino a quando è stato chiaro a tutti che il più piccolo andava rintracciato tra i bambini che avevano cinque anni (bambini nati più tardi: nel 2013) e il più grande tra quelli che hanno sei anni (bambini nati prima: nel 2012). A quel punto, lo stesso ragionamento è stato proposto con i mesi, ma per capire chi fosse nato prima e chi dopo è stato necessario farsi supportare dal tabellone dei compleanni.
Tra i bambini di cinque anni, quello nato più tardi è risultato essere Vinicio (marzo); tra i bambini di sei anni, quello nato prima è risultato essere Leos (marzo). È stato molto interessante rilevare che il bambino più grande e quello più piccolo sono nati lo stesso mese ma in due anni diversi.
Terminata questa parte del lavoro, abbiamo fermato quanto scoperto con una breve sintesi scritta che abbiamo illustrato.



L'attività è proceduta con la registrazione dell'indirizzo e del numero civico. I bambini che conoscevano queste informazioni erano pochi, così ci siamo aiutati con l'elenco degli indirizzi fornitoci dalla segreteria, cogliendo l'occasione per soffermare l'attenzione dei bambini sull'importanza di conoscere i propri dati personali.


Finita questa fase, ci siamo spostati sulla prima delle attività che ci consentirà un lavoro vero e proprio sui numeri: rilevazione e confronto fra le altezze.
Per fare questo, ho portato in classe un metro da muratore, che ho presentato ai bambini in modo molto essenziale, facendo riferimento alla sua lunghezza e alla suddivisione in 100 centimetri.
Subito dopo, ho consegnato ad ognuno una tabella con i nomi di tutti i compagni nella quale poter registrare le altezze di tutti i componenti della classe.


L'attività è proseguita misurando i bambini uno alla volta, facendo rilevare ad ognuno la propria altezza in centimetri sul metro e invitandoli a registrarla sia sul computer che sulla tabella. Man mano che procedevamo, proponevo anche il confronto fra le altezze registrate. 





Ho invitato quindi i bambini a osservare bene tutte le altezze per individuare quale fosse il compagno più alto e quale quello più basso. Nonostante ci muovessimo con i numeri sopra il 100, i bambini non hanno espresso alcuna difficoltà e hanno scoperto con immediatazza che il bambino più alto della classe è Leos e la bambina più bassa Emma.
 

Per concludere, ho invitato i bambini a cerchiare con l'arancione la propria altezza, con il verde quella di Leos e con il rosso quella di Emma, compilando contestualmente la legenda che avevamo già incontrato con i grafici sulla scuola dell'infanzia di provenienza e sull'uso del treno.
 

Terminato il lavoro, ho voluto rinforzare un po' preparando velocemente i cartellini con tutte le altezze e disponendoli su un tavolino. Così ho invitato tutti i bambini, isola per isola, a riconoscere la propria altezza per poi mettersi in ordine crescente (dal numero più basso al più alto, e quindi dal bambino più basso al più alto). In questo modo i bambini hanno potuto rilevare la corrispondenza tra numero che cresce e altezza che cresce.





Il lavoro si è chiuso con la sintesi scritta dell'esperienza e l'illustrazione.
L'attività proseguirà, con la stessa modalità, per la rilevazione del peso e del numero di scarpa. Partendo da qui, coglieremo l'occasione per rinforzare alcuni importanti concetti.


giovedì 8 novembre 2018

"Il cambiamento nasce da dentro" al Festival Scirarindi

Sono molto felice di condividere il programma dello spazio che il Festival Scirarindi - Fiera Internazionale della Sardegna, Cagliari 1 e 2 dicembre - ha deciso di dedicare alla scuola e, in particolare, ad alcune realtà che, definendo con chiarezza la propria idea di scuola, si sono messe in movimento verso il cambiamento.
Tra le proposte, domenica 2 dicembre, anche un mio contributo con "Il cambiamento nasce da dentro. Vi raccontiamo una scuola possibile." (ore 10.30 sala A, Palazzo dei Congressi) e un appuntamento con gli ex alunni: "Apprendere tra consegne aperte e spazi di libertà" che li vedrà presentare il libro "Finché la mia stella brillerà" di Liliana Segre e Daniela Palumbo (ore 15.00 sala B, Palazzo dei Congressi).

Qui il link al programma completo, che rimanda alle schede dei nostri contributi:
http://festival.scirarindi.org/facciamo-scuola-uno-spazio-…/

A nome del gruppo di lavoro, ringrazio di cuore a Giovannella Dall'Ara e a Paola Foddi per la bellissima opportunità.

La media education tra scuola e famiglia: invito

Il nostro Istituto, in collaborazione con l’IC “E. D’Arborea” di Iglesias e l’I.C. “F. Meloni” di Domusnovas, propone una formazione sulla Media Education (educazione ad un uso consapevole dei media al fine di far crescere cittadini attivi e responsabili) rivolta a insegnanti e genitori.

La formazione sarà curata dal Cremit (Centro di Ricerca sulla Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia), sotto la responsabilità scientifica del Prof. Pier Cesare Rivoltella, e sarà curata dalle Dott.sse Alessandra Carenzio e Elena Valdameri.

L’iniziativa si svolgerà presso il Centro Culturale di via Cattaneo, Iglesias, secondo la seguente articolazione:

22/11/2018 e 23/11/2018 - ore 15/18
Destinatari: insegnanti e rappresentanti dei genitori

22/11/2018, ore 18/20
Destinatari: genitori

Sperando che accogliate questa preziosa opportunità formativa, siamo a disposizione per eventuali informazioni.

Al form per le iscrizoni: entra

Un incontro molto speciale


Sono felice di invitare alunni e genitori di oggi e alunni e genitori di ieri a uno specialissimo appuntamento con lo scrittore Daniele Aristarco, che ritorna a trovarci con il suo libro "Fake. Non è vero ma ci credo".
L'appuntamento è per martedì 27 novembre, alle ore 16.30, direttamente nella nostra aula (ci piace l'idea che sia un incontro informale tutto giocato in casa...). 
Sarà un bel momento che consentirà ai nuovi bambini e genitori di conoscere questo autore a noi ormai molto caro, ma anche un'occasione per mettere insieme le nostre più belle energie e proiettare la nuova classe verso una partecipazione attiva alla Fiera del Libro di Iglesias, con la guida dell'esperienza degli ex alunni.
Un grazie speciale ad Argonautilus che ha reso possibile questo incontro e che continua ad impegnarsi per costruire bellezza intorno allo straordinario mondo dei libri.
Sarà bello lavorare ancora insieme... GRAZIE!

Vi aspettiamo!

Un mappamondo, un prezzo e la voglia di provocare un po'

Questa mattina, mentre andavo a scuola e camminavo con passo veloce, ero impegnata a staccare il prezzo dalla scatola che conteneva il mappamondo gonfiabile acquistato per la classe.
Amo quella geografia che, sin da quando i bambini sono piccolissimi, li mette davanti al mappamondo e a tutte le possibili carte geografiche, e mi piace che i viaggi dei bambini siano sempre occasione per esplorare il mondo. Ed era proprio quello che ieri avevo fatto in classe, utilizzando le carte che abbiamo a disposizione, per poi viaggiare con Google Earth. Questa volta partivamo dai viaggi di Viola, Vinicio, Nicola e Gaia.

Ma torniamo a quel prezzo che cercavo di staccare e che, di fatto, ho staccato. È accaduto che, proprio nel momento in cui me lo sono ritrovato tra le mani, e già piegato in due, pronto per essere abbandonato nel primo cestino che avrei incontrato, ho capito che quel prezzo poteva essere importante per un altro dei nostri percorsi: “i numeri intorno a noi” che, proprio oggi, avevo deciso di portare in classe in modo più strutturato, avviando il lavoro con la carta d’identità numerica.

Perciò, dopo aver fatto metà del tragitto nel tentativo di staccare il prezzo dalla scatola del mappamondo, ho passato l’altra metà a cercare di staccare i due lembi dell’etichetta adesiva, ormai incollati tra loro, per poi rimettere il prezzo al suo posto. Alla fine ce l’ho fatta… ed è proprio mentre lo facevo che l’attività prendeva forma.

Così, una volta in classe, fatto l’appello fonologico, condivise le comunicazioni del giorno e il programma delle attività, ho chiamato un bambino perché osservasse la scatola e l’aprisse per tutti noi.

Samuele ha osservato l’involucro, indagato il contenuto e letto il prezzo che abbiamo appuntato alla lavagna. Subito dopo, ha tirato fuori il mappamondo e lo abbiamo gonfiato, un po’ a fiato (il mio) e un po’ con una pompetta che ho ricordato di avere nell’armadio. 

Una volta che il Mappamondo era pronto, abbiamo osservato ancora una volta la posizione dei continenti, per poi fermarci sull’Europa (che iniziamo ad identificare con facilità: è sopra l’Africa), sull’Italia e sulla Sardegna. Abbiamo perciò rivisto la posizione dei paesi che ieri avevamo cercato sulle carte ed esplorato con Google Earth. Il Mappamondo è poi passato ad ogni isola, perché tutti potessero metterci le mani e osservarlo da vicino, e, infine, l’ho appeso ad altezza di bambino perché potessero esplorarlo ancora.

A quel punto, sono tornata sul prezzo che era rimasto appuntato alla lavagna: € 12,00.
Dopo aver verificato che i bambini conoscessero il simbolo dell’euro, e aver detto qualche fondamentale parola su questa moneta, ho allestito un banchetto, visibile a tutti, sul quale ho posato alcune delle banconote di cui ero in possesso (meno male che oggi ne avevo!) e qualche moneta (cambiata velocemente dalla nostra dirigente). Quindi, sul banchetto erano presenti: una banconota da 5 euro, una da 10 euro e una da 20 euro, alle quali ho aggiunto le monete: due da 2 euro e una da 1 euro. 


Prima di dare avvio alle richieste, mi sono trattenuta un attimo per mostrare le banconote e le monete e per spiegare che ne esistono anche di più grandi e di più piccole ma che, per ora, erano quelle che avevamo a disposizione e che, comunque, per oggi, sarebbero state sufficienti.

Così ho iniziato a provocare con la prima richiesta, invitando chi se la sentiva ad avvicinarsi al banchetto.
- Con questi soldi a disposizione – ho chiesto - posso comprare un mappamondo uguale a questo?
La risposta è arrivata immediata da un bambino che ha individuato la banconota da 10 € insieme a una moneta da 2 €.
Sono poi passata a una seconda richiesta: - E con solo questa banconota da 5 €, posso comprare il mappamondo?
Ha continuato lo stesso bambino, al quale si è aggiunta la voce di un altro gruppo di compagni: - No! Bisogna aggiungere qualcosa…. 7 euro!
Sorrido, non mi aspettavo che la risposta arrivasse con tanta immediatezza.

Sollevo il tiro: - E se ho questa banconota da 20 euro, posso comprarlo?
I bambini sono un attimo spiazzati e si fermano a riflettere. C’è qualcosa che non gli torna. Io aspetto. Dopo un po’, ecco che alcuni rispondo che sì, con 20 euro possiamo comprarlo.
Però la risposta non mi basta, così chiedo loro cosa succede se pago con 20 € una cosa che ne costa 12. I bambini tergiversano. Attendo e poi rappresento la quantità chiedendo di individuare all’interno quella che corrisponde ai 12 €. Procedono con immediatezza, ma la risposta ancora non arriva.
A quel punto chiedo ancora come posso comportarmi. Mi rendo conto che non hanno esperienze da cui attingere, sono ancora molto piccoli, però non smetto di provocare: - Vi sembra giusto che io dia 20 euro al negoziante se per il mappamondo ne sono sufficienti 12?
Un bambino stringe gli occhi, concentratissimo, ed eccolo intervenire: - Sono di più, ci deve ridare qualcosa! Lo aiuto ad esprimere bene quanto vuole dire e introduco la parola “resto”.
Solo qualche secondo e un bel gruppo di bambini dice a gran voce: - Il negoziante deve restituire 8 euro!

Perfetto. Adesso voglio rinforzare. Perciò chiamo altri due bambini e faccio una nuova domanda: - Se avete a disposizione solo queste (e indico la banconota da 10 e quella da 5), posso comprare il mappamondo?
La risposta arriva immediata: - Sì, ma il negoziante deve rendere 3 euro!


Mi fermo. Non voglio esagerare. Ma prima ripercorriamo insieme mentre fisso sulla LIM quanto scoperto. In particolare, fermo l’attenzione sul fatto che per acquistare il mappamondo è necessaria una quantità di euro uguale o superiore a 12. Così ragioniamo sui numeri minori e maggiori di 12.

Partendo da un prezzo, abbiamo portato dentro la moneta, un po’ di numeri e qualche ragionamento matematico che ha fatto operare i bambini con l’addizione e con la differenza.

Dopo siamo passati alla nostra carta d’identità numerica. Altri numeri che arrivano da più parti e che raggrupperemo per osservarli e scoprire tante cose della classe: chi è il bambino più anziano e il più giovane (questo lo abbiamo già scoperto questa mattina); chi il più alto, chi il più basso, chi il più pesante e chi più leggero; chi ha il piede più lungo, chi quello più corto. E così via…
Non ci preoccuperemo se saranno numeri piccoli e grandi, i bambini in qualche modo li conoscono.
Ma tutto questo avverrà piano piano, c’è tempo… l’importante è che arrivino dentro percorsi di senso.