martedì 22 gennaio 2019

A cinque giorni dal Giorno della Memoria

Oggi, 22 gennaio 2019, a cinque giorni dal nostro appuntamento per Il Giorno della Memoria, esce in tutte le librerie A un passo da un mondo perfetto, Il Battello a Vapore Edizioni Piemme, il nuovo libro di Daniela Palumbo che, dopo Le valigie di Auschwitz, ritorna sulla storia della Shoah offrendoci una prospettiva differente. È quella di Iris, la dodicenne protagonista del libro che, pur abitando un mondo in cui la forma appare perfetta, e niente sembra poter essere messo in discussione, vede insinuarsi il dubbio e nascere crepe. Crepe che si fanno sempre più profonde, consegnandole la capacità di vedere l'altro come uomo dove tutti vedono semplicemente uno jude. Il niente.
Un libro che è un'opportunità in questo presente in cui di crepe abbiamo bisogno, di vederle aprirsi, di saperle generare, perché trovi spazio il saper guardare l'altro con l'unico sentimento capace di salvarci: l'amore.

Vi aspettiamo domenica 27 gennaio nella Biblioteca Comunale di Iglesias, dove Daniela Palumbo sarà con noi per presentare A un passo dal mondo perfetto in anteprima nazionale (un altro appuntamento è previsto il 26 gennaio, in Sala Consiliare, a Gonnesa).

Ma non dimenticate che gli appuntamenti per Iglesias saranno due. Ad aprire - alle ore 18 - sarà il gruppo dei miei ex alunni (Maria Elena Chessa, Chiara Era, Miriam Garau, Lucilla Giua, Seynabou Niang, Alessia Nuvoli, Anna Pilloni, Veronica Porcheddu, Sebastian Vacca) impegnato a portare tra noi la storia di Liliana Segre, quella stessa che lei, facendoci un dono speciale, ci ha consegnato nel mese di maggio davanti al binario 21 di Milano, e che oggi è posata con delicatezza dentro Fino a quando la mia stella brillerà, scritto con Daniela Palumbo.
Un libro nato perché la sua testimonianza possa camminare anche senza di lei e raggiungere le nuove generazioni. Quei nipoti che Liliana Segre vede come la vera speranza perché si possa coltivare una società più giusta, inclusiva, antirazzista.

Daniela Palumbo sarà con noi dal principio. Ha voluto esserci, semplicemente. E il suo, per noi, è un rinnovare un abbraccio speciale che ci accompagna da tempo e di cui le siamo profondamente grati.

Vi aspettiamo numerosi per ricordare e per aprire crepe.
Lo sentiamo nostro compito, oggi più che mai.

L'incontro è un appuntamento della FieraOff della Fiera del Libro di Iglesias, organizzato da ArgoNautilus, con la partecipazione di Mondadori Bookstore Iglesias.

lunedì 21 gennaio 2019

Si ritorna in Biblioteca

Vi ricordiamo che domani - 22 gennaio 2019 - è programmato il nostro secondo appuntamento presso la Biblioteca Comunale di Iglesias. 
Questa volta, a una nuova attività di animazione alla lettura, seguirà il tesseramento e il primo prestito, così da far conoscere ai bambini questa bella opportunità e costruire l'abitudine alla frequenza della Biblioteca.
Per facilitare le attività invitiamo gli alunni ad indossare la maglietta della scuola, perché le bibliotecarie possano chiamarli per nome.
Grazie per la collaborazione.

domenica 20 gennaio 2019

Auguri, Grace!

Le maestre, le compagne e i compagni della 1ª A augurano a Grace un felice compleanno!

 

mercoledì 16 gennaio 2019

Il 29 gennaio, tutti in altalena!


[...] Portami in alto per non sentire
le frasi ostili di chi divide
e le parole di chi mi esclude
Quelle no, quelle no
Sull'altalena non le metterò.


Se fossi stata la maestra di Liliana Segre, o di uno dei tanti bambini ebrei allontanati dalla scuola, non mi sarei voltata dall'altra parte perché "Io cosa c'entro? Non le ho mica fatte io le leggi?" Né avrei modificato il mio rapporto con amici e vicini di casa quando, improvvisamente, le leggi razziali li hanno trasformati in persone da cui stare a distanza; meno che mai li avrei denunciati.
Così come non avrei fatto trattenere un attimo mio figlio in un parco nel quale avessi visto comparire un divieto di gioco per altri bambini.
Questo, almeno, è ciò che ho sempre pensato.
Non sono mai riuscita a immaginarmi in quella storia in altro modo. Ed è quello che ho detto a voce alta, tante volte, alle varie generazioni di bambini che ho incontrato. Il dolore più grande di chi ha vissuto quella storia dalla parte di chi, di punto in bianco, per legge, è diventato diverso, è stato quello causato dall'indifferenza. Indifferenza di coloro che, guidati dalla paura, non hanno pensato un attimo a sacrificare i valori umani a vantaggio della propria sicurezza.
Così, mi piace guardare ai fatti del presente come a una seconda opportunità. Come a un'occasione che ci viene offerta per scegliere chi vogliamo essere.
Per questo, per la ricorrenza della Memoria, abbiamo invitato bambini e genitori, ad unirsi al coro dell'Altalena dell'IC Trento 6. Un messaggio delicato che si leva chiaro: costruiamo per i nostri bambini un mondo inclusivo e antirazzista.
Tra gli obiettivi del nostro percorso quinquennale, al quale iniziamo ad affacciarci quest'anno, uno mi è particolarmente caro: riflettere sul pericolo del silenzio di fronte all'oppressione e far maturare nei giovani un'etica della responsabilità individuale e collettiva.
Iniziamo così, invitando a cantare e a suonare con noi altre classi, genitori, gruppi scout, per formare un unico coro che possa unirsi idealmente alla voce dei bambini di Trento.

 
Al video "L'altalena": https://youtu.be/zU8PcGM1j5U


Al testo della canzone, con gli accordi (aspettiamo tante chitarre!)
La canzone è composta dal maestro Alessio Zeni.

sabato 12 gennaio 2019

L'emozione delle prime attività collaborative

Oramai, appurato che si può osare, il desiderio di sollevare il tiro diventa difficile da trattenere, perciò questa mattina, restando sulla visita alla Biblioteca Comunale avvenuta giovedì, nuova proposta per i nostri piccoli alunni.

Ho proiettato sulla LIM nove foto dei diversi momenti della mattinata (le stesse del post con il quale ho condiviso l'esperienza con le famiglie) e ho invitato i bambini a raccontare quanto vissuto, sequenza per sequenza.

Subito dopo, ho stampato le immagini (in questa prima fase in b/n) e, organizzati gruppi eterogenei composti da tre bambini ciascuno, li ho invitati a collaborare per raccontare con semplici frasi i momenti rappresentati nelle foto.
Anche qui, attenzione!, ben sapendo che la competenza di scrittura è ancora in costruzione ma con grande fiducia nella forza della collaborazione.

 
Anche questa volta, per scelta, i bambini non hanno potuto contare su alcuna forma di intervento da parte degli adulti, perciò l'impegno necessario è stato tanto. 
Seguendo le indicazioni di partenza, i gruppi hanno osservato le immagini con attenzione, hanno condiviso cosa scrivere e, solo alla fine, si sono autodettati le frasi.

 


Terminata questa fase, ho fotografato le diverse immagini con la macchina digitale, così da portarle con la scheda sul PC, per poi proiettarle sulla LIM. In questo modo abbiamo potuto osservare insieme le produzioni di ogni gruppo, verificare se quanto scritto trovasse d'accordo tutti, per poi rilevare gli errori e procedere con le correzioni.

Per concludere il lavoro, ogni gruppo è stato invitato a ricostruire l'esperienza sul quaderno, riportando solo le immagini (questa volta a colori) sulle quali avevano lavorato. In questo caso, la copiatura doveva prevedere la correzione degli errori rilevati con la LIM.


Che dire? Una proposta didattica semplice ma molto bella perché osservare bambini così piccoli alle prese con le prime esperienze collaborative, senza intervento alcuno dell'adulto, è sempre una vera emozione!


venerdì 11 gennaio 2019

Apprendere tra proposte morbide e provocazioni

Mi piace la didattica che provoca. Perciò il mio lavoro ha sempre visto l'alternarsi di proposte morbide, che procedono con regolarità, nel rispetto dei tempi di ognuno, e puntano molto sulla ricorsività, con proposte alte (le chiamo provocazioni) che consentano di mettere completamente in gioco i bambini, facendo affidamento non solo sugli apprendimenti acquisiti, ma anche su tutti quelli che non ci sono ancora o di cui, comunque, manca la consapevolezza. Per queste ultime, mi piace promuovere il lavoro di squadra, così che gli alunni possano imparare presto che è mettendo insieme le risorse di tutti, che ogni cosa diventa possibile.

Pertanto, giovedì mattina, prima di andare alla biblioteca comunale, ho voluto lanciare un'attività collaborativa che facesse perno sulla capacità di lettura autonoma, nonostante questa sia ancora in costruzione. Ma l'aspetto interessante stava proprio in questo. Vedere fino a che punto...
La proposta era piuttosto comune, se non fosse che siamo a gennaio della prima elementare. Ho dato ai bambini una frase in disordine, costituita da otto parole, da dover leggere e ricostruire in gruppo perché avesse un significato chiaro.
Al solito, il mio impegno, illustrata la consegna, è stato quello di non intervenire in alcun modo.

Quindi, chiariti gli aspetti organizzativi che caratterizzano le attività di gruppo e gli step (leggere le parole, fino a riconoscere ognuna rapidamente, ritagliarle e manipolarle, cosi da avere una frase di senso compiuto), mi sono limitata ad osservare le dinamiche di gruppo, le scelte operative, ascoltare la lettura, vedere i numerosi tentativi prima di trovare una frase chiara.
Gli interventi sono stati circoscritti a sbloccare situazioni particolari o a rasserenare quei bambini che, non sentendosi ancora competenti nella lettura, rischiavano di vivere l'esperienza con frustrazione se non avessero compreso che a ognuno veniva chiesto di dare il suo contributo solo per ciò che poteva.

 

Il lavoro non è stato semplice. Innanzitutto per la scelta di proporre direttamente una frase complessa (erano presenti due verbi) e poi perché si trattava della prima attività da gestire in questo modo, senza che avessi proposto alcuna esperienza propedeutica guidata. Ma il valore aggiunto di queste proposte sta proprio in questo.
Ciò che è stato possibile registrare immediatamente, è stata una partecipazione attiva e motivata. I bambini hanno letto (per questa fase ho dovuto chiedere ai più sicuri di fare un passo indietro a vantaggio degli altri compagni), hanno ritagliato e riordinando, rileggendo infinite volte, fino ad arrivare tutti alla soluzione. 
Gli apprendimenti che sono passati, come potete immaginare, sono tanti, ma, a questi, se ne aggiungeranno altri: una prima riflessione sintattica (di chi si parla? che cosa si dice?) e morfologica, iniziando dall'individuazione delle parole-nome (al momento, quelle che si possono disegnare). 
Il lavoro lo abbiamo completato registrando l'esperienza sul quaderno e ripercorrendola ancora questa mattina.

Abbiamo aperto, adesso non resta che sollevare il tiro.

Al via il percorso alla Biblioteca Comunale

Ieri mattina, come programmato, ci siamo recati alla Biblioteca Comunale per dare avvio al nostro percorso.
La motivazione dei nostri piccoli bambini, che già mostrano tanta curiosità nei confronti dei libri, era palpabile. Un passaggio importante: dalla piccola biblioteca di classe a quella comunale, con un'intera sala dedicata ai bambini!


Ad accoglierci e accompagnarci in questa prima esperienza, è stata Clara Congia, la bibliotecaria responsabile. Con la sua preziosa guida, abbiamo scoperto l'ambiente biblioteca (spazio e funzioni) e abbiamo potuto ascoltare una bellissima lettura per avvicinarci alle regole della biblioteca: Un leone in biblioteca, di Michelle Knudsen e kevin Hawkes, Ed. Nord-Sud, per poi riflettere sulle stesse e ricostruirle su un cartoncino.

 





Questa prima mattinata, che ha visto una motivazione altissima, si è conclusa con l'esplorazione libera dei libri e con il gradito dono di un segnalibro, a cui è seguita la consegna dei moduli che i bambini dovranno compilare con i genitori per poter procedere con il tesseramento e, quindi, con il prestito, al quale daremo avvio con il prossimo incontro.

 



La visita alla biblioteca è stata anche un'importante occasione per lanciare una prima piccola consegna aperta: "Chi era Nicolò Canelles? Quali saranno state le motivazioni che hanno portato a intitolare la nostra biblioteca proprio a lui?"


Oggi una bellissima sorpresa. I bambini sono ritornati in classe con tante informazioni reperite con i genitori, utilizzando strumenti diversi, che hanno riportato oralmente e raccontato con chiarezza e minuzia di particolari: dove e quando era nato Nicolò Canelles (Iglesias, 1515); quanto è vissuto (settant'anni); la vita a Roma che gli ha consentito di conoscere la tipografia per poi aprire la prima tipografia in Sardegna (Cagliari, 1566); il suo essere stato nominato Vescovo di Bosa; il suo amore per i libri e il suo impegno per la cultura. Non sono mancati i dettagli su che cosa sia una tipografia e come funzionasse in passato quella con i caratteri mobili, né le riflessioni sul perché la nostra biblioteca sia stata intitolata proprio a lui.

Cose belle. Certamente un ottimo inizio.

Grazie alle bibliotecarie e a Clara Congia, in particolare, per la bellissima accoglienza, e grazie ai genitori per la preziosa collaborazione!

Il prossimo appuntamento in biblioteca è programmato per martedì 22 gennaio 2019, ore 11.30.