giovedì 28 maggio 2020

Tecnologie, apprendimento e collaborazione

Questo pomeriggio, alle ore 16.00, appuntamento con il Centro CRESPI, Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M. Bertin” dell'Università di Bologna:

https://www.youtube.com/user/MelaUnibo

Tecnologie, apprendimento e collaborazione.

Elena Pacetti (Università di Bologna) ne discute con:

Donatella Cesareni (Sapienza Università di Roma)
Giovanni Bonaiuti (Università di Cagliari)
Daniela Di Donato (Insegnante dell'IC Parco della Vittoria di Roma e dottoranda)
Enrica Ena (Insegnante alla Scuola primaria "I.C. Pietro Allori" di Iglesias)

Io porterò un contributo su "La Scuola primaria prima e dopo l'emergenza".

https://centri.unibo.it/crespi/it/webinar?fbclid=IwAR2ltSSvupWeQeQTVVqJ2iyJUpuvo-bxQ8uWquTmm9Y3uUnHjF8AhxtsUUw

mercoledì 27 maggio 2020

Verso la chiusura: autovalutazione finale e colloqui con i bambini

È stata dura organizzare questa fine dell'anno in vista della valutazione finale, ci sono tornata e ritornata infinite volte e, certamente, ci sono limature che mi impegneranno ancora. 
Così, mentre con i bambini siamo completamente immersi in un impegnativo lavoro sul 2 giugno, che si completerà lunedì pomeriggio con l'incontro con Anna Sarfatti, solo ieri, a notte fonda, ho messo finalmente a punto tutti i passaggi finali. 
Lunedì i bambini riceveranno il form per l'autovalutazione finale, che andrà ad integrare il Portfolio e le mie osservazioni. 
Per i giorni successivi, ho programmato i colloqui con i bambini: giovedì mattina, venerdì mattina e venerdì pomeriggio. Venti minuti a bambino, durante i quali raccogliere le loro riflessioni in modo più diretto, discutere insieme dell'autovalutazione, ascoltare ciò che pensano di avere imparato: da questo periodo, dall'ambiente e dagli strumenti che abbiamo utilizzato, dalle attività proposte. 
Per me, questo passaggio, ora più che mai, non poteva mancare. So già che non basterà comunque, ma di più non sono proprio in grado di fare. 
Adesso non resta che attendere le iscrizioni dei bambini ai colloqui nel file editabile che, da questa mattina, li attende dalle 8:30 in aula virtuale. 
Un altro passo importante è fatto, eppure, so bene che la fase più difficile deve ancora arrivare.

lunedì 25 maggio 2020

Dalla didattica in presenza alla didattica a distanza: i video

Con piacere condivido le registrazioni del secondo appuntamento con gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze: "Dalla didattica in presenza alla didattica a distanza", tenutosi il 22 maggio 2020.
Questa volta erano con me due mamme Rossella Cui (Referente DAD per la classe) e Maura Mei (anche componente del Gruppo di lavoro "Il cambiamento nasce da dentro") e due studentesse che svolgono il tirocinio nella nostra classe: Chiara Pusceddu e Cristiana Corradi.
A loro rinnovo il mio grazie per la preziosa disponibilità che ci ha consentito di condividere questa bella esperienza insieme.
Per quanto mi riguarda, come ho già avuto modo di dire, in un momento tanto rumoroso, il tempo con gli studenti ha il sapore di una sosta in mezzo alla bellezza.



"La nostra nuova normalità: ciò che resta, ciò che cambia, ciò che manca".

Con piacere, condivido questo appuntamento che mi vedrà presente con gli amici della Rete "C'è speranza se accade".


ALLE CINQUE DELLA SERA
DISTANZE DI VITA EDUCATIVA
90’ di diretta FB per ascoltare storie di scuola, 
educazione, DAD, lavoro che c’era, 
passato prossimo e futuro all’orizzonte.
Il martedì e il giovedì dalle 17:00 alle 18:30.
V Incontro

Martedì 26 maggio
Ore 17:00
"La nostra nuova normalità: 
ciò che resta, ciò che cambia, ciò che manca".
con:
Enrica Ena
Insegnante scuola primaria - IGLESIAS

https://www.facebook.com/pg/sequestoaccade/

venerdì 22 maggio 2020

Dalla didattica in presenza alla didattica a distanza: cosa resta, cosa cambia, cosa manca

Questo pomeriggio è programmato il secondo appuntamento con gli studenti della Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Firenze. Un incontro al quale mi presenterò accompagnata. 
Con me, due studentesse - Chiara Pusceddu e Cristiana Corradi - e due mamme - Rossella Cui e Maura Mei.
Le cose che piacciono a me. Anche perché è davvero tempo di fare spazio agli altri sguardi.

Così la scuola si è spostata a casa: i video

Con piacere condivido le registrazioni del primo appuntamento con gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze: "Così la scuola si è spostata a casa", tenutosi il 15 maggio 2020.



domenica 17 maggio 2020

Storia di una lumaca... storia di noi

[...] Ho imparato che il Paese del Dente di Leone, a forza di desiderarlo, era dentro di noi.

Questa cosa di riuscire a sentire i bambini è strana.
Sto leggendo per loro il secondo libro, da quando la scuola si è spostata a casa. Un capitolo che trovano nella classe virtuale ad aprire le tre giornate stabilite per il "post organizzativo", che arriva puntuale, alle 8:30, il lunedì, il mercoledì, il venerdì.
Ieri ne ho registrato qualcuno in più del solito perché il libro era quasi alla fine e ho pensato di completarlo. Cambio di maglietta per ogni capitolo, scambio di due battute iniziali, con attenzione alla giornata in cui lo troveranno e si parte... Ma, per quanto ogni volta legga immaginandomeli di fronte, e gli parli come se fossero lì, mai avrei potuto immaginare che mi sarebbe successo ciò che mi accade in presenza.
Arriva il capitolo 11, l'ultimo. È la "Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza" di Luis Sepúlveda. Siamo al finale. Le lumache, quelle che sono riuscite a salvarsi, entrano nel tronco cavo che farà loro da casa. Ribelle, la protagonista della storia, prima di ritirarsi dentro il guscio, esce a spiare la scia di bava che brilla sulla rugiada e pensa che, pur essendo una traccia di dolore, è anche una traccia di speranza... e a me, proprio come mi accade in classe, con loro, quando uno dei nostri libri è alla fine, mi si rompe la voce, gli occhi mi diventano lucidi e fatico a completare il capitolo. Li vedo lì, davanti a me e, senza rendermi conto, li guardo, con gli occhi visibilmente lucidi che incontro sullo schermo, e dico loro che questo capitolo è l'ultimo di quest'anno e che mi sento un po' come Ribelle che ha intrapreso con loro un viaggio difficile pur di tenerle insieme e portarle al sicuro.
Non ricordo esattamente le mie parole arrivate da sole, e non le riascolterò, non prima che le ascoltino loro. Ma è stato bellissimo accorgermi della forza che ha il mio sentirmi con loro, oltre ogni distanza.
C'erano letture in rete, tante messe a disposizione dagli stessi scrittori, altre da lettori professionisti, ma sono contenta di aver scelto di esserci proprio io. Di averli aspettati a ogni appuntamento con la lettura, di aver tenuto duro, quando alla fine del primo libro, con la stanchezza che sopraggiungeva, ho scelto di leggerne comunque un altro. Non è iniziare che conta, è continuare. Ormai questo apprendimento l'ho fatto mio.
Forse, a commuovermi, è stato un po' anche questo. Sapere che quel capitolo 11 arriverà a poco meno di dieci giorni dalla fine della scuola e che davvero, come Ribelle, ho messo davanti ciò che conta, nonostante conoscessi la fatica e i rischi del viaggio... E forse, proprio come lei, ho sentito in anticipo la sensazione di pace, che arriva quando porti a termine il tuo compito.

- Hai mantenuto la parola. Ci hai portato nel nuovo Paese del Dente di Leone - disse una lumaca entusiasta.
- No - sussurrò Ribelle, - ti sbagli. In questo viaggio che è iniziato quando ho voluto avere un nome ho imparato tante cose. Ho imparato l'importanza della lentezza e, adesso, ho imparato che il Paese del Dente di Leone, a forza di desiderarlo, era dentro di noi - concluse in un sussurro e, lentamente, molto lentamente se ne andò a mangiare insieme alle sue compagne.