lunedì 31 maggio 2021

La nostra indagine sui consumi digitali: inizia la rilevazione

 
 
Vi comunichiamo che questa mattina, mentre in aula era in corso la costruzione delle figure solide utilizzando stecchini e patafix, nell'andito, tre coppie alla volta, hanno iniziato ad occuparsi della rilevazione e tabulazione delle risposte chiuse della nostra indagine sui consumi digitali.

Un lavoro impegnativo, ma interessante, che inizia a mettere i bambini a contatto diretto con le risposte dei compagni.

Si riprende domani con gli altri fascicoli, per poi passare alla raccolta delle risposte aperte.
 
Per chi sta offrendo la sua collaborazione per l'indagine su digitale, invece, ci sarà da attendere. 
Ce ne occuperemo solo alla fine per riflettere sulle differenze nella gestione. 
 
Intanto vi ringraziamo, felici dell'accoglimento che la nostra proposta ha trovato e sta trovando anche da parte di scuole lontane.  

Per chi volesse ancora partecipare: https://forms.gle/1fdkLJbWNxxQfNLX8
 
 






sabato 29 maggio 2021

Il museo lo allestiamo noi!

A completamento del nostro lavoro alla scoperta degli ominidi, arricchito dalla lettura dei libri Lucy, la prima donna di Daniele Aristarco e Darwin, rivoluzionario della scienza di Jacopo Olivieri (ancora in corso), nonché dalla visione del documentario L'incredibile storia dell'uomo di Alberto Angela, ogni bambino ha scelto la storia di un ominide da approfondire, a cui associare un artefatto da costruire. Quest'ultimo doveva essere accompagnato da una scheda (di fatto, un vero e proprio testo regolativo) contenente: materiali utilizzati, fasi di realizzazione, consigli per chi volesse cimentarsi nella costruzione dello stesso oggetto.

La scelta è stata la risposta a questo tempo: "Quest'anno niente musei? Il museo lo allestiamo noi!"

Così è stato.

Nel breve video fotografico, un'anticipazione di quanto realizzato dai bambini.

L'esposizione si trova nella sala della biblioteca. 

giovedì 27 maggio 2021

La nostra indagine sui consumi digitali: volete aiutarci?

Dopo un impegnativo lavoro, iniziato in didattica a distanza e proseguito in presenza, che ha visto i bambini impegnati nella preparazione di un'indagine sui consumi digitali, tra attività in sottogruppi e in plenaria, da oggi prende avvio la distribuzione dei questionari agli alunni della nostra scuola, accompagnati dalla presentazione in video curata da Alice (le regole di prevenzione anticovid ci impediscono di spostarci nelle altre classi).

Il nostro impegno è quello di raccogliere i dati entro la prossima settimana, per poi preparare una restituzione realizzando dei grafici sugli aspetti più importanti.

Il questionario, proposto in forma anonima, potrà essere compilato anche dagli alunni di scuola primaria di altri Istituti e città, utilizzando il form online.

Questa possibilità per noi sarà molto importante perché ci consentirà di conoscere e analizzare la differenza tra un'indagine proposta con questionario cartaceo e una su digitale, in particolare per quanto riguarda la fase della raccolta dei dati e la preparazione dei grafici.

Non sappiamo che cosa riusciremo a fare entro l'anno scolastico in termini di restituzione - i tempi stringono - ma stiamo documentando puntualmente ogni fase perché, se non dovessimo riuscire, sarà il primo dei nostri impegni con la ripresa a settembre.

Che dite? Volete aiutarci? 

Intanto noi, ieri, ci siamo impegnati in una giornata di digiuno digitale. Un impegno che abbiamo deciso di assumere per riflettere insieme sugli effetti (come cambiano le nostre giornate? Solo difficoltà o anche qualche vantaggio?) per provare a ragionare sulle possibili caratteristiche di una "buona dieta digitale".

Per chi volesse collaborare all'indagine con la propria classe: https://forms.gle/1fdkLJbWNxxQfNLX8

Si precisa che il questionario è interamente realizzato dai bambini, passando per diversi step, e che le risposte a scelta multipla sono state studiate a partire dalla compilazione fatta da loro stessi in forma aperta, a cui è seguito il raggruppamento.

Il questionario, una volta terminato, è stato testato dai bambini. Come tutto, è ancora migliorabile, ma noi abbiamo deciso di fermarci così (modello cartaceo).

Ecco il video di presentazione. Era pensato per i compagni della scuola, ma può essere utilizzato anche fuori. Perciò, se doveste accogliere il nostro invito, ci farebbe piacere che introduceste la proposta con questo. È un modo per accompagnare... 

Grazie a tutti!!!

martedì 25 maggio 2021

A proposito di valutazione

Ieri, in classe, eravamo alle prese con la valutazione tra pari dei video realizzati per invitare gli altri compagni della scuola alla partecipazione alla nostra indagine sui consumi digitali.

Ha funzionato così: la scorsa settimana, completato il questionario, abbiamo deciso di accompagnarlo con un video (anche se siamo tornati in presenza, le regole di contenimento del Covid non ci consentono di andare nelle altre classi). Così, abbiamo stabilito le caratteristiche che avrebbe dovuto avere, rifacendoci alle esperienze precedenti, e abbiamo costruito il testo in forma collaborativa (era importante essere sicuri che contenesse tutte le indicazioni utili). Al termine, abbiamo individuato i criteri - appuntandoli sulla LIM - sulla base dei quali avremmo valutato i video per poter fare la nostra scelta.

A quel punto, io, sulla base di quanto fermato con uno screenshot, ho preparato lo strumento per la valutazione che questa mattina ho illustrato ai bambini.

Arrivato il momento di aprire il padlet con i lavori realizzati, ho proposto l'organizzazione: visione di un video alla volta - erano sette - e valutazione di ognuno subito dopo.

Perciò ho distribuito i moduli, dove i bambini dovevano esprimersi per ogni criterio e, al solito, scrivere, in uno spazio dedicato, i loro consigli per i compagni.

Una proposta ormai familiare ai miei bambini, che viene solo rimodellata a seconda di ciò che si valuta.

Durante la visione del terzo filmato, incuriosita dalla vista di un braccio allungato per sospendere la ripresa, chiamo da parte la bambina che lo aveva realizzato e scopro che ha organizzato e gestito tutto completamente da sola.

Così, mi ha raccontato che, prima di ogni cosa, ha sistemato un po' la stanza perché era troppo in disordine e che poi si è posizionata vicina alla tv. Voleva poter attaccare una ciabatta alla presa perché, dato che ormai era tardi e il video veniva troppo buio, ha pensato di aiutarsi con la luce di una lampada. Poi ha cercato dove incastrare il tablet perché stesse fermo e fosse alla sua altezza e, infine, ha preso il suo scrigno portagioie per posizionarci il foglio sopra, in modo che, se si fosse dimenticata qualcosa, avrebbe potuto leggere senza che nessuno lo notasse. Mi ha anche detto di aver fatto le riprese più volte, perché ogni tanto sbagliava; poi, quando le è sembrato che andasse bene, lo ha caricato. In un secondo momento, si è anche resa conto di un nuovo errore, ma ormai aveva già messo il video sul padlet e le sembrava che rifare tutto fosse un po' troppo.

A quel punto, veramente colpita da tanta autonomia e dalle strategie messe in atto, le ho chiesto di spostarsi un attimo fuori dalla porta con me; ho acceso il registratore del mio telefono e le ho chiesto se poteva raccontarmi di nuovo tutto, senza tralasciare nessun particolare.

Così, ora sono qui che la riascolto soffermandomi sui tanti dettagli e penso a quanto contenga ogni aspetto che mi ha raccontato a livello di autonomia e di ricerca di soluzioni, senza che niente di tutto questo trovi spazio tra i criteri stabiliti.

E io appunto e rifletto, sempre più catturata dalle tante informazioni che i bambini mi offrono sulla loro autonomia che cresce e sul loro pensiero e di quanto per me sia sempre più importante trovare il modo di raccogliere proprio questo, per tornarci con calma e guardare a loro in modo completo.

lunedì 24 maggio 2021

Educare alla cittadinanza oggi: perché? Come?

Con grande piacere, condivido la registrazione dell'intervento di Philippe Meirieu, accompagnato da Enrico Bottero, al secondo incontro sulla Cittadinanza (21 maggio 2021), organizzato da "Il cambiamento nasce da dentro": "Educare alla cittadinanza oggi: perché? Come?"

«Il mondo di oggi ha di fronte a sé alcune sfide importanti: bisogna lottare sia contro l’individualismo sia contro il comunitarismo, rendere tutti capaci di “pensare con la propria testa” e, nello stesso tempo, costruire “il bene comune”. Si tratta di due esigenze essenziali per permettere la costruzione di autentiche democrazie e un mondo più giusto. Esse richiedono un’educazione alla cittadinanza che coinvolga tutti gli attori dell’educazione e la scuola in modo particolare.
Ci siamo chiesti ciò che gli insegnanti possono fare per esercitare pienamente il loro ruolo in questo campo
».

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Philippe Meirieu è autore di numerosi libri tradotti in tutto il mondo. Ha insegnato in Francia in quasi tutti gli ordini di scuola, ha guidato molte ricerche sulla scuola e ha partecipato all’elaborazione di importanti riforme scolastiche nel suo Paese. Ha anche operato assiduamente nella formazione iniziale e in servizio degli insegnanti. Oggi è professore emerito di Scienze dell’Educazione all’Università Lumière Lyon II.  

Tra i suoi libri tradotti in lingua italiana: Una scuola per l’emancipazione (Armando, 2020); Pedagogia. Dai luoghi comuni ai concetti chiave (Aracne, 2018), Fare la Scuola, fare scuola. Democrazia e pedagogia (Franco Angeli, 2015), I compiti a casa. Genitori, figli, insegnanti: a ciascuno il suo ruolo (Feltrinelli, 2013), Pedagogia. Il dovere di resistere (Edizioni del Rosone, 2013), Lettera agli adulti sui bambini di oggi (Junior, 2011), Frankenstein educatore (Junior. 2007).

All’indirizzo https://www.enricobottero.com/philippe-meirieu sono disponibili articoli e saggi di Philippe Meirieu in lingua italiana. Philippe Meirieu ha un sito ampio e documentato in lingua francese (http://www.meirieu.com). 

La pedagogia Freinet, un "sistema" alternativo alla pedagogia tradizionale

Vi informo che in data giovedì 27 maggio 2021, alle ore 17:00, è programmato un nuovo incontro con "Il cambiamento nasce da dentro", il progetto di formazione itinerante, che ho il piacere di coordinare e che fa capo al nostro Istituto.

L'appuntamento, dal titolo: "La pedagogia Freinet, un sistema alternativo alla pedagogia tradizionale", è con il pedagogista Enrico Bottero, e sarà anche occasione per discutere del suo nuovo libro, con prefazione di Philippe Meirieu: "Pedagogia cooperativa. Le pratiche Freinet per la scuola di oggi", Armando Editore. 

Ai lavori offrirà il suo contributo anche Sonia Sorgato, insegnante attiva nel MCE, che lavora da tempo sulle tecniche Freinet.

L'incontro è programmato su ambiente Zoom, ed è rivolto a docenti delle scuole di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici, genitori, figure educative, studenti universitari e del Liceo delle Scienze Umane.
La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi compilando il seguente form:
https://forms.gle/XLxUbC4ExTLTtorK7

A seguito dell'iscrizione sarà trasmesso via mail il link per la partecipazione.

 

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Enrico Bottero è stato insegnante, dirigente scolastico, ricercatore presso l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa del Piemonte e professore incaricato presso l’Università di Torino. Si è occupato di ricerca educativa e di educazione musicale. Oggi si occupa soprattutto di pedagogia della scuola. Tra le sue pubblicazioni, Il metodo di insegnamento, Milano, Franco Angeli, 2014; Pedagogia cooperativa. Le pratiche Freinet per la scuola di oggi, Roma, Armando 2021. Il suo sito web è https://www.enricobottero.com.


Sonia Sorgato è insegnante di scuola primaria presso l'Istituto Comprensivo Perasso di Milano; è membro attivo nel MCE e lavora da tempo sulle tecniche Freinet.
Sonia Sorgato è anche membro del gruppo nazionale sulla nuova valutazione nella scuola primaria e conduce laboratori per i futuri insegnanti presso l'Università Milano Bicocca.

Gli incontri sono organizzati in collaborazione con Casa Emmaus Impresa Sociale di Iglesias e Fondazione Giuseppe Dessì di Villacidro.

 

 

venerdì 14 maggio 2021

Didattica a bassa direttività: la strada che vedo, la strada che percorro

Venerdì 14 maggio, ore 10:00

Pausa di un'ora nella mia attività didattica di oggi su digitale. I bambini, al momento, sono impegnati con l'attività di religione o di alternativa, e io sono qui che, ancora una volta, faccio fatica a trattenere l'emozione di ciò che ho osservato questa mattina, durante i primi cinquanta minuti di attività.
Davanti a me, i bambini, organizzati in stanze, impegnati a completare le risposte alle domande sui consumi digitali che hanno preparato loro stessi per la nostra indagine destinata ai compagni della scuola. Devono testarle e individuare, tra le risposte, le voci da inserire nel questionario che abbiamo deciso che sarà prevalentemente a scelta multipla per facilitare la raccolta e l'elaborazione dei dati.
Nel mio schermo ho tutte le stanze, compresa la plenaria, nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di me, ma attivo l'audio di una alla volta e mi immergo, tanto che faccio fatica a spegnere per attivare l'audio della successiva. I coordinatori svolgono il compito in modo impeccabile e i gruppi si sono autogestiti per gli altri incarichi. Ogni tanto si divaga - e meno male, visto quello che arriva - ma c'è sempre chi riconduce al compito. Le domande sono sulla chat, le risposte nei blocchi personali delle bozze. E c'è un gruppo che è arrivato alla fine del lavoro. Così decido di trattenermi di più mentre rileggono ogni domanda e le risposte. Sono stati raccolti i pensieri di tutti tutti. Io osservo: organizzazione, attenzione alla consegna, la loro capacità argomentativa, il linguaggio, i consigli che offrono e raccolgo informazioni sui loro consumi digitali di cui sapevo poco o niente e nomi di applicazioni che so già che non saprò nemmeno scrivere.
Così sono qui che ragiono su una scuola che ancora separa, quando per tanti è diventato praticamente l'unico luogo in cui stare insieme attorno a progetti comuni. Penso al valore dei loro scambi tra pari, di come si supportano, delle contaminazioni. E penso che questo che ho davanti oggi, già da solo, trasforma la scuola in un'altra cosa.
Eppure siamo ancora lì. Agli alunni distanti, alla collaborazione tenuta fuori a vantaggio della competizione e della classificazione - Non aiutatevi, devo capire che cosa sai fare tu, proprio tu, da solo - all'errore demonizzato, al controllo costante dell'adulto.
Chi mi conosce sa che c'è una parola che ripeto di continuo e che trova spazio in tanti incontri che organizzo. Questa parola è "costruire". Ecco, per me la scuola è questa. È quella che costruisce, che mette insieme, che riconosce il valore aggiunto dell'apprendimento collaborativo, senza che gli insegnanti vengano meno al ruolo di creare contesti, mettere a disposizione materiali, guidare la metacognizione e gli approfondimenti.
Per me la scuola è quella che non ha fretta di valutare, ma è luogo in cui si osserva molto, di continuo, e con le osservazioni guida, sostiene, offre strumenti su misura. Ma sa aspettare. Sa che certe conquiste hanno bisogno di tempo. Di fiducia.
Ieri sera, ero con tante insegnanti, genitori, dirigenti, studenti universitari a ragionare di Cittadinanza. E parlavamo di una cittadinanza che non può stare racchiusa in un'ora dedicata all'educazione civica, ma che si costruisce giorno dopo giorno.
Oggi, sempre con più chiarezza, so che, per farlo, più di qualunque altra cosa, conta chi scegliamo di essere e la scuola che facciamo.
Sono felice di avere scelto di documentare tutto questo in modo puntuale. Essere su digitale mi ha offerto la possibilità di una documentazione impossibile in presenza, non con i nostri strumenti. E io sento di avere un tesoro fra le mani perché questi materiali dicono più di qualunque libro.
Basta sostare davanti a queste immagini vive per leggere il valore aggiunto della bassa direttività e fugare ogni dubbio.
È un lavoro impegnativo, certo, ma io, che pure vivo nel dubbio continuo, sento che la strada è questa.

martedì 11 maggio 2021

Costruire Cittadinanza: quale ruolo per l'educazione civica?

Con grande piacere segnalo la ripresa in data giovedì 13 maggio degli incontri de "Il cambiamento nasce da dentro" - Progetto di formazione itinerante che fa capo al nostro Istituto - con il primo incontro sul tema "Costruire Cittadinanza: quale ruolo per l'educazione civica?".

Gli incontri sono organizzati in collaborazione con Casa Emmaus Impresa Sociale e la Fondazione Giuseppe Dessì di Villacidro, e saranno condotti da Enrica Ena, responsabile della progettazione e del coordinamento de "Il cambiamento nasce da dentro".

Ad arricchire gli appuntamenti, due nuovi ospiti autorevoli: Gherardo Colombo, ex magistrato, impegnato nella riflessione pubblica sulla giustizia e nell'educazione alla legalità con l'Associazione “Sulleregole” e Philippe Meirieu, professore emerito di Scienze dell’Educazione all’Università Lumière Lyon II.

 

sabato 8 maggio 2021

Gli adulti che siamo

Non entrerò nel dibattito acceso da due nuove settimane di chiusura delle nostre scuole. Le responsabilità sono tante e diffuse e io sento il bisogno di fare quello che ho imparato nelle situazioni in cui vedo le certezze cadere a pezzi: tengo il timone dritto.

Ma certo vivo il dispiacere grande, da una parte, di una politica dallo sguardo troppo corto e, dall'altra, della completa assenza di senso civico e di attenzione e cura del bene comune.

L'anno scorso abbiamo faticato molto, ma ogni cosa è stata compensata dall'aver tradotto la fatica in impegno e dall'esserci scoperti una grande forza nello stare uniti. Quest'anno, siamo al tutti contro tutti. Davanti, un panorama che mi dà immensa tristezza.

Il problema più grande dei nostri bambini, oggi, non è ciò che stanno perdendo, ma gli adulti che hanno davanti. 

La rabbia, le parole urlate, le regole aggirate, l'incapacità di assumersi responsabilità. E l'assenza completa di vedere l'altro. Perché ci sono drammi silenziosi accanto a noi, di chi vive situazioni difficilissime, rimaste invisibili. E io, per questo, mi vergogno di quello che siamo e dell'incapacità senza speranza di guardare ciò che conta.

giovedì 6 maggio 2021

Nonostante tutto... la bellezza

Nonostante gli anni di servizio.
Nonostante la stanchezza immensa dovuta alla fatica del periodo.
Nonostante il nostro ritorno in dad.
Nonostante... il mio lavoro ancora mi emoziona, tanto da non stare nella pelle quando so di essere davanti a un'immensa bellezza.
E, senza voler essere presuntuosa, davanti alle pratiche che si fanno risposta alle tante discussioni di mesi e mesi.
Oggi, dopo un percorso propedeutico, avviato mercoledì: analisi di una serie di grafici per scoprirne scopo e caratteristiche, siamo partiti con un'indagine sui consumi mediali, che ci ha visto intercettare obiettivi e metodo. 
 

 
La palla è passata ai bambini (otto anni; non riesco mai a prescindere dalla loro età e dai loro vissuti di questo tempo): organizzati in sottogruppi e individuati i facilitatori, a loro il compito di ragionare sulle domande per costruire un questionario da proporre a tutti i compagni della scuola, utile per la registrazione delle informazioni, per la quale predisporremo una tabella, ed elaborare dei grafici per comunicare gli esiti. Una parte del mio piano di lavoro che, quest’anno, è stata penalizzata.
Così, dopo una plenaria aperta con un brainstorming per ripercorrere la fase precedente, sono iniziati i lavori.
 
 
 
A me un ruolo completamente esterno, che mi ha consentito di visualizzare le stanze una alla volta e osservare organizzazione e ragionamenti. Rari i miei interventi, se non quelli per sbloccare qualche situazione particolare o aiutare a rimettere a fuoco l'obiettivo e a tener conto dei tempi stabiliti.
A osservare, con me, sempre con ruolo esterno, ma con ingresso nelle stanze una ad una, un'altra studentessa, Claudia, che è con noi in questo periodo (quest'anno il tirocinio è possibile solo per una studentessa per volta e, nonostante questo, nessuna si è risparmiata la quarantena).
Conclusi i lavori, nuova plenaria per la restituzione.
Un gruppo per volta, tramite il facilitatore e l'incaricato degli appunti, ha riportato le informazioni in merito a: organizzazione, collaborazione e domande formulate che io avevo cura di riportare immediatamente su file perché venissero visualizzate e analizzate da tutti per eventuali osservazioni. Così si è parlato di pertinenza, di contenuti, di linguaggio... 
 
 
Ad assistermi Chiara, una delle mie bambine, in modo che la comunicazione fosse ben regolata anche durante la condivisione dello schermo.
Infine, il mio compito: estrapolare gli aspetti più importanti emersi, metterli a fuoco con i bambini, fermarli e offrirglieli per riflettere ancora in vista del lavoro che ci aspetta domani: ritornare su tutte le domande, raggrupparle per tipologia, selezionarle e costruire un unico questionario da sperimentare prima di tutto tra di noi, ancora nei piccoli gruppi.
Vediamo.
Intanto la mia emozione esplode nell'avere avuto l'intuizione di documentare tutto puntualmente e nell'essere consapevole di avere in mano la teoria che si fa pratica.
Giorni in cui il senso delle scelte è davanti agli occhi insieme agli effetti.
Adesso è tempo di stare concentrati e di proseguire, poi deve arrivare quello del condividere. Non sono esperienze da tenere solo per sé.