domenica 6 maggio 2018

A proposito della banca dei talenti

 

Mi è stato chiesto a che cosa faccio riferimento quando parlo della nostra banca dei talenti. Rispondo con un post, così da condividere con tutti i colleghi interessati.
Questa è una delle pratiche che nel nostro percorso si è rivelata essere tra le più importanti.
È nata nel novembre 2014, all'inizio della seconda elementare, con un post rivolto alle famiglie. Qui proponevo, attraverso un semplice form, l'indagine "Famiglia e dintorni: i vostri talenti". Lo scopo era quello di raccogliere informazioni sulla volontà di familiari, e altre persone vicine, a mettere il proprio talento a disposizione, così da essere coinvolti, se e quando necessario, nelle attività di classe (http://enricaena.blogspot.it/…/famiglia-e-dintorni-i-vostri…).
Questa pratica è stata molto utile, non solo per capire su quali risorse umane potessimo contare a seconda dei bisogni (nel tempo ne abbiamo portato in classe davvero tantissime, partendo dai genitori adottivi per spiegare il diritto alla famiglia, al papà esperto di basket, alla madre archeologa, alla nonna che aveva vissuto la guerra... sino ad arrivare ad amici venuti da lontano come Muhammad e Adrian) ma perché ci ha gradualmente abituato a spostare lo sguardo intorno e a fare un passo indietro ogni volta che riconoscevamo esserci chi avrebbe potuto arricchire i percorsi con più competenza di quanto avremmo potuto fare noi.
Ma "mappare le risorse", non significa far entrare tutto e tutti. Si parte comunque e sempre dai bisogni che nascono in classe, o che arrivano al mattino con quanto accade nel mondo, e si cerca una condivisione attenta di contenuti e gestione delle proposte.
Ciò che resta fondamentale, ancora una volta, è la disponibilità ad aprire l'aula e a riconoscere il valore di quei saperi fuori dai percorsi ordinari e difficilmente mutuabili da un libro di testo.
Le opportunità di cui ci siamo avvalsi anche quest'anno sono state tantissime. Una delle ultime, il 24 aprile, ci è stata offerta da un prezioso nonno filosofo, Nico Grillo, noto ex insegnante della nostra città, che abbiamo invitato in classe in risposta alla curiosità nata dall'incontro di Anna, una delle nostre bambine, con la filosofia, mentre studiava i greci. Questa è stata la volta di una bellissima lezione frontale (di quei momenti in cui comprendi con chiarezza che ci sono situazioni in cui la lezione frontale non può non sopravvivere) che ci ha accompagnato a comprendere il perché la filosofia (la capacità di meravigliarsi) sia nata proprio in Grecia e l'importanza che ha, nel rapporto che si costruisce con la conoscenza, la capacità di farsi domande e l'incontro con ciò che non si conosce.
Oggi, dopo un intero ciclo, so bene che senza queste opportunità non ci saremmo arricchiti allo stesso modo. Mi piace pensare che abbiamo fatto proprio come i Greci: ci siamo lasciati guidare dalla curiosità e ci siamo aperti all'incontro, sempre pronti a meravigliarci.

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