giovedì 3 ottobre 2013

Invitate i bambini a raccontare: avranno tanto da dire...

Oggi ho ricordato ai bambini in cosa consistono i loro piccoli impegni per casa. Fra questi, il più importante è certamente quello di raccontare in famiglia ciò che hanno fatto a scuola.
Può sembrare una cosa normale, ma l'invito è a non dare niente per scontato. Non tutti i bambini raccontano e molti hanno difficoltà a ricordare tutte le attività; così spesso condividono solo le ultime della giornata o quelle che li hanno colpiti maggiormente. 
L'invito a raccontare, invece, li abituerà a trattenere in memoria quanto fatto a scuola e ad attribuirgli senso, li eserciterà a esprimersi su contenuti specifici e, aspetto fondamentale, insegnerà loro a coinvolgervi nell'esperienza scolastica quotidiana.
Prendere insieme i quaderni in mano è una cosa importante, ma ricordate sempre che non è sufficiente. Le attività sul quaderno rappresentano solo la fine di un percorso ben più significativo che comprende esperienze di diverso tipo, integrate e trasversali, che costituiscono la vera ricchezza degli apprendimenti.

2 commenti:

  1. Buonasera! Oggi per la prima volta sono riuscita a leggere con attenzione e soprattutto "calma e tranquillità" il suo blog.
    Riguardo al tema di invitare i bambini a raccontare, è vero che - ovviamente nel mio caso specifico - il bambino riesce ad "incamerare" le ultime ore dell'attività didattica, anche se ogni giorno il racconto diviene sempre più completo.
    I primi giorni di scuola, forse per una mia curiosità di sapere subito, spronavo Sebastian all'uscita di scuola e durante il tragitto verso casa a raccontarmi cosa avesse fatto in classe. Il risultato era un "non lo so" "non mi ricordo!"...col tempo ho imparato e capito che dovevo semplicemente aspettare...Aspettare a fare domande, a guardare il quaderno, il libro, a controllare se ci fossero compiti. Sebastian chiedeva solo il suo tempo e soprattutto di sentirsi responsabile così che noi genitori ci potessimo fidare di lui.
    Ora racconta minuziosamente cosa ha fatto lui e cosa hanno fatto i compagni!
    Relativamente al tema della valutazione che viene fatta il sabato mi è piaciuto molto quando scrive che "tutti i giorni i bambini hanno dei feedback continui e personalizzati sul loro lavoro. Sono quelle frasi destinate ad ognuno durante le attività volte a gratificarli, ma anche a suggerire loro nuove strategie o a guidarli verso un maggiore impegno" e "E’ importante precisare che quello che conta è l’impegno, non la qualità del lavoro, perché le capacità di partenza sono diverse". A tal proposito proprio oggi leggevo un articolo circa LA SCUOLA DEL GRATUITO, ossia una scuola "senza voto" o meglio, una scuola più attenta alla persona, con insegnanti svincolati dai meccanismi del profitto per riuscire a far apprendere all'alunno con passione. Una scuola che ha come obiettivo anche quello di integrare con semplicità gli studenti "diversi". Oggi si parla tanto di BES, ma in realtà ogni alunno è speciale e portatore di un dono. Tutti hanno delle proprie risorse ed il valore di ciascun bambino/a non si deve confondere con la sua capacità di incamerare nozioni.
    Grazie per il lavoro che sta facendo e per la sensibilità con cui lo svolge!
    Isabella (mamma di Sebastian Vacca)

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    1. Grazie a lei Isabella per questo bellissimo contributo.
      Io sono pienamente d'accordo con quanto dice. Ogni bambino è speciale e la parte più bella del nostro compito è proprio quella di creare le condizioni perché ognuno possa esprimere pienamente quello che è affinché sia risorsa per tutti.
      Per questo, io credo che un clima sereno e la promozione della collaborazione siano le condizioni indispensabili senza le quali non sia possibile nessun reale percorso di crescita culturale e umana.
      Maestra Enrica

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