martedì 17 aprile 2018

Il nostro incontro con Muhammad Sayfaddin


Sono scelte che ci trovano convinti. La scuola non può chiudere il mondo fuori ma deve essere contesto in cui creare opportunità e offrire strumenti per leggere, comprendere e interpretare la realtà.
Questo è ciò che abbiamo cercato di fare questa mattina ospitando in classe Muhammad Sayfaddin, cittadino siriano, che vive e lavora ad Iglesias da ormai quattro anni. Grazie a lui abbiamo potuto approfondire la difficile storia della Siria, sempre alle prese con gli interessi di tanti, l'equilibrio esistente nel paese prima della guerra e la difficile situazione in cui versa oggi. E abbiamo potuto soffermarci sul vero stato d'animo di chi ha vissuto e vive questo terribile dramma dall'interno.
Ancora grazie di cuore a Giovanna Grillo, direttrice di Casa Emmaus e mamma del nostro Mattia, per averci prontamente supportato nel nostro desiderio di poter avere in classe un testimone diretto della situazione siriana, e Muhammad Sayfaddin che, con una narrazione delicata, filmati e immagini, ha saputo portarci dentro un mondo non semplice da comprendere, per offrirci una visione "pulita" dai forti condizionamenti mediatici.
Come ci ha detto Muhammad in chiusura, né lui né noi possiamo fare niente. Restano la speranza e la preghiera. Nelle nostre mani sempre lo stesso potere: promuovere conoscenza, istruzione, "cambiare le persone che cambieranno il mondo".
Questo è il senso dei nostri tanti percorsi in questa direzione. Siamo fiduciosi che saranno buoni frutti.


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