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sabato 8 giugno 2019

8 giugno: "La scuola è finita"

La scuola è finita

Alla lavagna spunta una scritta
8 giugno: la scuola è finita!
A noi il compito di salutare
la nostra prima elementare.

Mi fermo sull'aula ancora festosa
che da domani sarà silenziosa
su qualche grembiule sbottonato
per il caldo ormai arrivato
Ma a incantare è l'armonia
di tanta unione ed allegria.

Tante le immagini a tornare nel cuore
le nostre routine, suoni e parole
numeri in gioco, fatti ed eventi
per incuriosirci e scoprire contenti.

Ma soprattutto quel fare insieme
di cui abbiamo piantato il seme
il prendersi cura l'uno dell'altro
che nel nostro viaggio
sarà un gran vantaggio.

Felice estate bambini gioiosi
andate incontro a ogni giorno curiosi
godete di amici, di sole e di mare
per poi ritrovarci ancora a imparare.

Maestra Enrica


Appuntamento al 24 giugno, ore 10, per rileggere l'anno insieme e consegnare il documento di valutazione. Vi aspettiamo!

mercoledì 3 ottobre 2018

Giocando con l'erba delle stelle...

Certo son grande
io questo lo so
ma ancora desidero
può esser di no?

Perciò se mi incanto
è perché ne ho bisogno
mi spingo lontano
e mi trovo in un sogno

Son spazi morbidi e colorati
ritmi piacevoli che voglio danzare
amici cari da stringere forte
parole gentili per conversare

Ti vedo, ti sento
tu invece non sogni
pensi agli impegni
ai tanti bisogni
che abbia paura delle cose belle?
Guarda lassù, vieni con me
ci aspetta l'erba delle stelle!

EE

venerdì 14 settembre 2018

Ce la posso fare!


Ieri mattina ho scritto una filastrocca molto imperfetta, proprio come me. L'ho scritta pensando ai bambini di prima che accoglieremo lunedì, per il loro primo giorno alla scuola elementare.
Rileggendola, mi sono resa conto di aver portato dentro tanto del sentire dei nostri ex alunni che si accingono a incontrare la scuola media. Perciò la dedico a entrambi, ai vecchi e ai nuovi alunni, con il desiderio di immaginarli dire a se stessi "Ce la posso fare!", perché è così: ce la farete!


Ce la posso fare!

Tanto tempo hai aspettato
questo giorno così speciale
in cui saltellante saresti arrivato
alla scuola elementare.

Eri curioso, emozionato
di ciò che avresti potuto trovare
Eppure adesso che il tempo è arrivato
sei fermo sui giorni che hai salutato.

Tu ti nascondi e ogni tanto mi guardi
l'aula ti piace e il sorriso ti accoglie
ma d'improvviso non fai che cercarli
Dove saranno i miei vecchi compagni?
Le mie maestre? E i luoghi che ho amato?

Osservi intorno e sei un po' spaesato
e nuove domande senti arrivare
Saranno questi tempi felici?
Saprò conquistare dei nuovi amici?
Cosa desidero? Cosa mi aspetto?
Lettere, numeri, un luogo perfetto?

Ma ciò che vorrei io in fondo lo so
Prima di tutto voglio star bene
sentirmi sereno e poter curiosare
Voglio portare quello che sono
scoprire, parlare e ancora giocare.

Mamma mi lascia, è pronta ad andare
ma scorgo una lacrima che sta per cadere
Non sono l'unico preoccupato
Non era pronta a vedermi cresciuto?

La nuova maestra è lì che mi guarda
sorride felice e mi chiama per nome
Non so se son pronto, mamma lo senti?
ma accolgo la mano e mi lascio guidare.

Mamma, tranquilla, ce la posso fare
Tu pensami forte ma lasciami andare
Ci sono scoperte che aspettano me
e tante esperienze che voglio affrontare

Mamma, tranquilla, ce la posso fare!

(Maestra Enrica)

venerdì 28 ottobre 2016

Filastrocca della pace

Un pensiero semplice per aprire la giornata di oggi.

Filastrocca della pace

La pace è una bambina
Che non chiede cose matte
Solo alzarsi la mattina
Non col sangue, col latte.

Bruno Tognolini

sabato 24 settembre 2016

Dopo l'uscita

Dopo la bellezza delle vostre filastrocche, composte in attesa dell'incontro con Bruno Tognolini al Festival Tuttestorie, oggi spettava a me. Eccola, scritta ora ora...

Dopo l'uscita

Rieccomi in aula dopo l'uscita,
la settimana è appena finita.
Non prendo le cose,
non penso ad andare,
tutto rallenta
e mi piace restare.
Mi muovo tra i banchi,
nella scuola ormai silenziosa,
riordino ancora,
raccolgo qualcosa.
Scorgo un oggetto dimenticato,
ripenso a uno sguardo
che ho poco osservato.
Poi ritorno al mio tavolo
dove ancora è ogni cosa,
mi siedo tranquilla
appunto qualcosa.
Mi sposto al computer,
a file e cartelle,
aggiorno il registro
e fermo le cose belle.
Quando infine mi sento
pronta ad andare,
arrivo alla porta
e mi devo voltare.
Vi vedo presenti,
ora sono più attenta
e rifletto su ciò
che mi ha visto scontenta.
Così mentre adesso
dovrei riposare,
mi scopro già pronta
a riprogrammare.

Maestra Enrica

venerdì 5 giugno 2015

Una filastrocca tutta per voi


A volte mi piace parlarvi così... (audio)

Se io sapessi scrivere
come Bruno Tognolini
sapete cosa farei
miei cari bambini?
Scriverei una filastrocca
tanto gioiosa
per raccontare
di voi ogni cosa
Per fermare
con le parole la bellezza
di cui son parte ogni giorno
senza averne l'altezza.
Direi del vostro amore
per la scuola
che resiste e cresce
e chiede libera parola
Racconterei delle sorprese
del vostro apprendimento
della curiosità, della passione
e del coinvolgimento.
Mi fermerei sulla magia
della collaborazione
che conosce la cura
ma non la competizione
Che non conosce
voti belli e brutti
ma che lo sguardo posa
su uno e tutti.
E per finire,
ai genitori e al mondo
rivolgerei l'invito
di non guardare avanti
di non puntare il dito
Di non avere fretta
di veder ciò che sarete
e di apprezzare il miracolo
di ciò che già oggi siete.
Ma di parole e rime
io ne ho poche
e posso dirvi solo
che vi voglio bene
Sedermi ancora accanto
e accompagnare
la vostra testa e il cuore
pronti a danzare.

Maestra Enrica 

martedì 10 giugno 2014

Felice estate!

Oggi una mattina davvero speciale, non ci sono parole per raccontare.
Vi abbiamo visto alle prese con i tanti saperi che abbiamo incontrato quest'anno, ed è stato davvero difficile controllare il desiderio di fermare tutto con la videocamera o con la macchina fotografica. Ma oggi no. Oggi il tempo era solo per voi e le immagini solo per i nostri occhi e il nostro cuore.
Quando finisce la prima elementare è sempre sorprendente fermarsi a osservare il cambiamento avvenuto tra i primi giorni di scuola e la fine dell'anno. Non c'è esperienza che tenga.
Ma oggi c'era qualcosa di più: la serenità del fare insieme e l'armonia con la quale affrontavate le diverse prove. Tutti in gioco senza la fretta di andare.
Alla fine solo un pensiero: il nostro mestiere è un privilegio.

Grazie bambini, e grazie a voi genitori per averci dimostrato, con la delicatezza dei vostri gesti e delle vostre parole, che avete condiviso ogni passo.

Per salutarvi...

Amo dilettarmi con piccole filastrocche che scrivo al mattino presto. 
Questa è per voi bambini cari, nata nelle prime ore di questo dieci giugno per darvi il nostro augurio di una felice estate.










Alla lavagna spunta una scritta
10 giugno: la scuola é finita!
A noi il compito di salutare
la nostra prima elementare.

Mi fermo sull'aula ancora festosa
che da domani sarà silenziosa
su qualche grembiule sbottonato
per il caldo ormai arrivato
Ma a incantare é l'armonia
di tanta unione ed allegria.

Tante le immagini a tornare nel cuore
le nostre routine, suoni e parole
numeri in gioco, fatti ed eventi
per incuriosirci e scoprire contenti.

Ma soprattutto quel fare insieme
di cui abbiamo piantato il seme
il prendersi cura l'uno dell'altro
che nel nostro viaggio
sarà un gran vantaggio.

Felice estate bambini gioiosi
andate incontro a ogni giorno curiosi
godete di amici, di sole e di mare
per poi ritrovarci ancora a imparare. 

(Maestra Enrica)

Da tutte noi... Buone vacanze!

mercoledì 23 aprile 2014

Incastro grande con forma semplice

Oggi, rientrati a scuola, in una giornata a singhiozzo tra le vacanze, ad aspettarci c’era un compito importante: consegnare ai bambini il perché della festa del 25 aprile.
È così che in classe è tornata Lia Levi, la stessa scrittrice che ci aveva portato dentro il mondo di Daniel, il bambino ebreo messo in salvo con la sua mamma dalla Portinaia Apollonia.
È bastato il nome – Lia Levi – ed è stato come avere in mano un facilitatore. I bambini la riportano subito alla memoria: chi è, la sua nazionalità, quale storia ci ha raccontato, il contesto storico. 
Inizia una nuova lettura. Come sempre i bambini si lasciano accompagnare, dal tono, dal ritmo, dal contenuto. Tutti attenti. Non sfugge una parola.
 Si tratta di un libro per bambini davvero piccoli: “Il pappagallo francese”. Con Franci, questo è il nome del Pappagallo, tutti noi ci fermiamo sul significato di Libertà. 
Segue una piccola domanda e il gioco è fatto.
Ricordate in che occasione abbiamo già incontrato persone che non erano libere?
Seconda guerra mondiale. Ebrei. Tutti quelli che la pensavano diversamente. Quelli che avevano un’altra religione. Gli zingari. Quelli che aiutavano.
In che senso non erano libere?
Non potevano lavorare. Non potevano andare a scuola. Non potevano stare con gli altri. Li chiudevano nelle prigioni più brutte. Si dovevano nascondere. Molti sono morti.  
Incredibile quante informazioni sono rimaste.
Così, sedute nelle sedie alla loro altezza, torniamo alla seconda guerra mondiale, stimoliamo ancora la memoria e restituiamo forma alle informazioni. 
Poi aggiungiamo un nuovo pezzo alla storia. L’occupazione tedesca. L’Italia divisa in due. Raccontiamo che qualcosa a un certo punto è cambiato. Tante persone, donne, uomini, giovani e vecchi, operai, maestri, professori, scrittori, preti… , hanno deciso di unirsi per riconquistare la libertà. I partigiani. La resistenza. La liberazione con gli Alleati americani e inglesi.
E ci siamo fermate solo quando abbiamo potuto dire che, grazie a tutto questo, in Italia è stato scritto un documento molto importante, il più importante. Una legge che si chiama COSTITUZIONE dove è scritto che tutti gli uomini sono uguali senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di idee… 
Una legge che ha bisogno del nostro impegno.

Un piccolo libro, qualche sollecitazione mirata, il racconto. Un’ora, poco più.
Abbiamo scelto di mettere sul tavolo un altro pezzo, incastro grande con forma semplice, sapendo che, con il tempo, troverà il modo di ricongiungersi in modo naturale con altri pezzi perché i bambini possano vedere l’immagine tutta intera.
Solo dopo, proporremo pezzi più piccoli, forme più definite, e impareremo a osservare nuovi particolari.