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sabato 24 aprile 2021

Il nostro 25 aprile

Non sono un'amante delle giornate per ogni cosa. Ragiono come per il carico cognitivo: se metti dentro troppo, la testa butta fuori. Si protegge. Mi piace scegliere e dare senso. So bene che se mi trattengo su tutto, è come se non mi trattenessi su niente. 

Ma ci sono alcune date che, da maestra, non lascio mai fuori. Sono il 27 gennaio, il 25 aprile e il 2 giugno. Tre date intrecciate fra loro che mi consentono di aprire a una storia che non può stare fuori dalla scuola fino a che "i programmi" ne prevedono l'ingresso. Una storia fondamentale per comprendere il valore della democrazia e il significato profondo della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza. 

Per questo, anche in questo anno così difficile, ci siamo presi il tempo per tornare su ciò che costruiamo anno dopo anno con i nostri appuntamenti ricorsivi, fatti di letture, documenti, filmati, canti... il tutto ripartendo sempre dalla nostra linea del tempo e da un brainstorming su ciò che i bambini hanno fatto loro, per sollecitare nuove relazioni, mettere a fuoco, riposizionare, approfondire.

Quest'anno, per ritornare su questa importante ricorrenza nazionale, eravamo avvantaggiati: avevamo il nostro padlet costruito durante il lockdown. Con questo, lo scorso aprile, partendo da una mia videolettura, avevo invitato i bambini a riflettere sul significato di libertà, per poi metterli in movimento facendo sì che ognuno adottasse e completasse un post-it con una parola importante, che io avevo depositato lì per loro.

È stato emozionante, giovedì, di primo mattino, senza anticipazione alcuna, chiudere gli scurini, spegnere le luci e riascoltare la videolettura tutti insieme, leggere i pensieri sulla libertà e riaprire i post-it, uno ad uno, zoomando al massimo sulla nostra lim, fino a occupare tutto lo schermo con quelle parole così importanti da rileggere insieme. Ed è stato emozionante rivedere, questa volta in presenza, la liberazione di Milano e il primo cinegiornale dell'Italia liberata e cantare ancora Bella Ciao con la registrazione preparata da Leoś insieme al suo papà (il canto).

 

Inevitabilmente, dentro l'emozione, c'era anche il ricordo di un percorso vissuto a distanza in un momento di grande incertezza, e dei nostri appuntamenti in videoconferenza, a cui era affidato il compito di chiudere le attività della settimana; quelli in cui, per la prima volta, ci eravamo ritrovati a cantare insieme davanti a uno schermo.

Un 25 aprile che si è snodato e si snoda dentro vissuti molto particolari, ma a cui sono felice di aver fatto spazio per costruire ancora. 

Non si può mancare di trovare una forma per conoscere e conoscersi e per ricordare che la nostra Costituzione è figlia di chi ha saputo scegliere da che parte stare. 

E adesso, ancora una volta, il compito di ripercorrere è affidato ai bambini perché si vada verso il 25 aprile sempre più consapevoli.

http://enricaena.blogspot.com/2020/04/e-25-aprile-e-tempo-di-liberta.html

https://it.padlet.com/enrica_ena/25aprile2020

sabato 25 aprile 2020

Streaming resistente: "La nostra nuova normalità"

Con piacere condivido lo streaming resistente di questa mattina in cui ho offerto un contributo sulla scuola dal titolo "La nostra nuova normalità".
Grazie agli amici di R.U.A.S., dell'A.N.P.I. e a tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro.

venerdì 24 aprile 2020

Messaggi grandi

Sono tornata in classe virtuale, stasera, dove continuano ad arrivare bandiere realizzate nei modi più diversi.
Il mio invito era stato quello di preparare una bandiera per domani, ognuno con la propria creatività, ognuno con i materiali che preferiva.

Questa l'ultima condivisa. È della nostra Viola ed è arrivata con questo messaggio:

Ecco la mia bandiera con gli omini LEGO che ricostruiscono l’Italia dopo questo brutto periodo🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹❤️❤️❤️❤️🌈🌈🌈🌈 



Cose che succedono quando la scuola si fa in squadra! A tutti... grazie!

Tracce volanti: "Enrica e il 25 aprile dei bambini"

La bandiera di Chiara

Qualche giorno fa mi ha cercato Valeria Scafetta. Non la conoscevo. Voleva sapere se potessi dedicarle dieci minuti al telefono per raccontarle il mio portare la Resistenza in classe. 
Ci siamo sentite ieri a fine mattinata. Una bellissima chiacchierata, semplicemente e, dato che ero alle prese con la chiusura del lavoro sul 25 aprile con i bambini, le ho raccontato un po' di come ci stessimo muovendo ora, in questo nuovo scenario.

Solo alla fine le ho chiesto davvero qualcosa su ciò che facesse lei e dove sarebbero andate le mie parole. La sua grande curiosità per il lavoro di una maestra del Sud Sardegna mi era sembrata un motivo più che sufficiente per rispondere alle sue domande, dato che subito, mentre mi parlava, capivo che aveva esplorato il mio blog con attenzione vera e conosceva il mio sguardo sulla scuola e il mio modo di interpretare il ruolo di maestra.

Questo pomeriggio mi ha raggiunto con il pezzo che è entrato nel suo blog: 
Tracce volanti. Qui passa chi lascia il segno. (https://traccevolanti.com/)

Sono andata a vedere e mi è piaciuto molto ritrovare il mio impegno nella sezione "tracce", che è presentata con queste parole:

"Volontariamente o inconsapevolmente c’è chi decide di lasciare un segno da cui far partire nuove strade o farne ritrovare di antiche.
Tracce che dovrebbero essere impresse, ferme, volano per raggiungere chiunque voglia provare a seguirle, in aria o a terra.
Storie di chi non cammina solo per arrivare in un posto, ma lascia briciole buone e sassolini lucenti per tutti.
Per chi crede nel valore delle impronte anche se ha i piedi piccoli.
"

Ora so che è proprio un onore esserci. Grazie Valeria.
All'articolo:

È 25 aprile. È tempo di libertà.

 

Un libro che torna, Il pappagallo francese di Lia Levi, questa volta con una mia videolettura, tre domande dentro una consegna affidata a Edmodo, un brainstorming da smontare e rimontare dentro un padlet, e il 25 aprile è entrato in classe anche quest'anno, nonostante la scuola diffusa, come piace chiamarla a me. Perché così la percepisco ora.
La cittadinanza si costruisce tutti i giorni, giorno dopo giorno, e la presenza è condizione fondamentale per appropriarsi degli aspetti che caratterizzano la vita di comunità, per fare della scuola palestra di democrazia. 
Ma anche le ricorrenze sono importanti perché, diversamente, c'è una storia che a scuola non entra mai. 

Da noi ci sono tre date sulle quali non manchiamo mai di fermarci, mettendole in relazione con il presente. Sono il 27 gennaio, il 25 aprile e il 2 giugno. E ci sono ogni anno, fino a consegnare ai bambini un'immagine sempre più definita della storia che ha visto la liberazione dal nazifascismo e, con questa, la nascita della Repubblica e della nostra bellissima Costituzione.

Come aprire questa volta al 25 aprile con bambini di 7 anni che abitano una classe virtuale ma che fanno scuola ognuno nella propria casa?
A venirci incontro è stata ancora una volta la semplicità e la possibilità di attingere al percorso svolto l'ultimo 27 gennaio.
Ognuno ha adottato una parola tra tante e ha assunto il compito di fare una breve ricerca insieme ai genitori, per poi declinare il significato con poche righe e in modo semplice. Potevano fare il loro ingresso anche altri materiali.
 

Così, ieri e oggi, nei quattro piccoli gruppi delle videoconferenze pomeridiane abbiamo ripercorso insieme analizzando i loro post-it in relazione al brainstorming e abbiamo arricchito raccontando ancora con un continuo andare dal particolare al generale, per mantenere la relazione con il tutto, fino a che ogni parola ha trovato il suo senso dentro un'unica storia.
Io ho integrato con due filmati storici, inseriti nel padlet e lanciati in videoconferenza: la liberazione di Milano e il primo cinegiornale Nuova Luce (26 luglio1945).


La chiusura è stata affidata al canto di Bella Ciao del nostro Leoś, riportato sul Padlet, a cui è seguito l'impegno di costruire una bandiera. Per chi se la sente, anche di realizzare un tutorial per i compagni.


È una storia che poseremo per poco più di un mese, perché ripartiremo proprio da qui quando, il 2 giugno, ci occuperemo del percorso che si è aperto con la liberazione, fino a portare, nel dicembre del 1947, alla firma della nostra Costituzione.  

Eravamo distanti fisicamente, ma so già che sarà impossibile che il tempo si porti via l'emozione enorme provata davanti alle schermate di questi due giorni. Visi di piccolini concentratissimi a ragionare sulla Liberazione per poi non trattenersi dall'intonare i canti.

Grazie alle famiglie per aver accolto anche questa proposta. E ai bambini, sempre.

Il nostro Padlet "Tempo di libertà": https://it.padlet.com/enrica_ena/25aprile2020

mercoledì 25 aprile 2018

Piccole cose


Oggi, la Festa della Liberazione della nostra quinta elementare l'abbiamo chiusa in piazza Sella riportando tra noi la storia de "Il pappagallo francese", il libricino di Lia Levi con il quale in prima elementare avevamo aperto sulla Libertà.
Un momento fatto di pagine piccole e caratteri grandi, capaci di richiamare infinite emozioni. 
Cose belle.



25 aprile 2014 - 25 aprile 2018

- Maestra, è strano e anche un po' triste. Quest'anno, qualunque cosa facciamo, è l'ultima...
Già... qualunque cosa facciamo è l'ultima. Ma, proprio per questo, all'inevitabile malinconia si aggiunge la consapevolezza di come tutto sia effetto di percorsi lunghi, che partono da incastri grandi con forma semplice per poi evolvere, un po' alla volta, fino ad assumere una forma fatta di tanta consapevolezza.
Così è stato per tanti nostri percorsi di storia e di cittadinanza, per quei percorsi che hanno tradotto le ricorrenze in opportunità, come la Festa della Liberazione...
Grazie al nostro blog, oggi ci sono potuta tornare al nostro primo incontro con il 25 aprile, quando tutto è partito da "Il pappagallo francese", dalla parola Libertà, quando io ho scritto per i bambini una semplice filastrocca...
Mi piace la scuola che cresce con loro, che posa un pezzo alla volta con fiducia, che sa che il segreto dell'appropriazione sta proprio nella ricorsività.
Con questi pensieri, e con le parole della mia semplice filastrocca, scritta per bambini di 6 anni, mi accingo ad incontrare i miei quasi ragazzi per sentire ancora una volta con loro il valore profondo della Festa della Liberazione, sicura che lo custodiranno come preziosa eredità.

Come Franci, il pappagallo,
ogni uomo vuol volare
e non cambia per la pelle,
la religione o il suo pensare.
Libertà è proprio questo
scegliere ciò che più ti piace
poter andare e ritornare
dire la tua e sentirti in pace.
Ma una cosa tieni a mente:
ogni passo dentro il mondo
deve esser delicato
Ogni altro come te
vuole esser rispettato.
(Maestra Enrica)