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lunedì 12 ottobre 2020

L'ultima testimonianza di Liliana Segre: il nostro lavoro interdisciplinare

Storia, geografia, educazione civica, italiano, arte e immagine.
Una mattina interessante e intensa quella di oggi in classe, interamente dedicata a ripercorrere e approfondire l'incontro in streaming, con il quale venerdì abbiamo accolto l'ultima testimonianza di Liliana Segre, rivolta alle scuole e a tutti i giovani.
Siamo ripartiti con l'aiuto di un breve video pubblicato sul sito di Rondine Cittadella della Pace, per poi intrufolarci nella storia di Liliana Segre, prima e dopo la deportazione, attraverso le foto di alcuni momenti significativi della sua vita (i bambini avevano espresso questo desiderio). Abbiamo proseguito curiosando nelle foto del Memoriale della Shoah, scattate con gli ex alunni durante il nostro viaggio di istruzione, e siamo passati a scrivere un testo collettivo di sintesi. Per concludere, abbiamo rintracciato sulle carte geografiche tutti i luoghi della testimonianza.
Un lavoro che ha abbracciato diverse discipline e che abbiamo chiuso con un impegno: tornare ancora sulla storia di Liliana Segre tra qualche anno, quando, più grandi, si potrà affrontare la bellissima lettura di "Fino a quando la mia Stella brillerà", il libro scritto con Daniela Palumbo.
E lì, chi lo sa, magari sarà ancora occasione per riportare tra noi qualche ex alunno.





venerdì 9 ottobre 2020

Oggi la storia è entrata in classe

 
Oggi la storia è entrata in classe. È entrata con un emozionante streaming di due ore da Rondine Cittadella della Pace, dalla quale Liliana Segre ha scelto di consegnare la sua ultima testimonianza agli studenti. 

Vista l'età dei bambini, ho riflettuto molto sull'opportunità di partecipare; perciò nei giorni scorsi ho preso diversi contatti per avere informazioni sull'organizzazione dell'evento, mentre non ho avuto dubbi sulla delicatezza che avrebbe usato Liliana nel consegnare la sua storia, perché è quella che ha connotato ogni sua testimonianza. 

Così c'eravamo. Abbiamo ascoltato i discorsi di apertura e quelli dei rappresentanti del governo e del Parlamento europeo, tutti particolarmente contenuti perché lo spazio fosse tutto per Liliana, e abbiamo accolto la sua storia, uniti virtualmente ai tanti presenti. 
Con loro, al termine, abbiamo applaudito in piedi per un tempo infinito e ci siamo commossi con le note di Gam Gam. 

Non potevamo mancare. E il motivo è nelle parole semplici che ho consegnato ai miei bambini alla fine del collegamento.
Perché ho scelto di farvi seguire questo incontro nonostante i vostri otto anni?
Perché questa è la storia. La storia che arriva con una testimonianza diretta. Non c'è libro che possa contenere lo stesso valore.
Perché Liliana è diventata "l'altra" proprio a otto anni, quando aveva la vostra età e frequentava la scuola elementare.
Perché desidero che la parola indifferenza, quella che Liliana ha incontrato proprio con la sua maestra, le sue compagne di classe i vicini di casa, le persone che fino ad allora aveva considerato amiche, non trovi mai spazio nelle vostre vite.
Perché al di là di quello che siete riusciti a capire - ci sarà tempo per questo - oggi avete vissuto un momento storico che so che non dimenticherete, e mi piace immaginarvi mentre, ormai adulti, lo racconterete ai vostri figli e ai vostri nipoti.
 
Un grazie di cuore a maestra Francesca per aver scelto di condividere questa esperienza e averci generosamente messo a disposizione il suo tempo.  
 
Alla testimonianza integrale (55 minuto): https://youtu.be/EjiJYJGb200
 





giovedì 8 ottobre 2020

Rondine Cittadella della Pace: ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre agli studenti

Domani, a partire dalle 10, dal borgo medioevale di Rondine Cittadella della Pace, ad Arezzo, Liliana Segre offrirà l’ultima testimonianza pubblica alle scuole italiane e a tutti i giovani per sottolineare l’importanza della memoria come strumento efficace contro l’indifferenza.

Perciò domani seguiremo la diretta streaming per accogliere il suo testimone, consapevoli che sia un momento storico importante al quale è impossibile mancare.
 

Ricordo dell'incontro degli ex alunni con Liliana Segre al Memoriale della Shoah di Millano (aprile 2018)

sabato 25 gennaio 2020

Dalla parte dei Giusti

Quando, due anni fa, ho incontrato Liliana Segre a Milano, con i miei bambini della classe precedente, lei ha voluto accertarsi che non avessi iniziato a parlare di Shoah troppo presto. Una cosa che la preoccupava, e che invece io avevo fatto parlandone fin dalla prima elementare. Ma l'ho rassicurata, spiegando che avevo rispettato la gradualità e che ero stata molto attenta, scegliendo con cura tutto ciò che proponevo loro. Lei mi ha detto che non deve esserci fretta, che la memoria va consegnata ma che i bambini vanno rispettati.
Ho riflettuto molto su ciò che contenevano le sue parole e, in questo nuovo ciclo, pur avendo scelto di occuparmi della Memoria da subito - credo molto nella forza della ricorsività che mette pezzo su pezzo e che consegna appropriazione e consapevolezza - ho scelto di portarla in classe partendo dai Giusti, partendo da ciò che ritengo importante insegnare più di tutto: c'è chi non si fa vincere dalla paura ma sceglie chi vuole essere, sempre.
L'anno scorso, in prima, l'ho fatto portando in classe la lettura de La Portinaia Apollonia, la portinaia strega tanto temuta da Daniel, ma che, nascondendoli, salverà la vita a lui e a sua madre. L'ho fatto poi, facendo nostro il bellissimo canto dell’IC Trento 6 - L'Altalena - e portandolo ai giardini pubblici con genitori, nonni, amici della classe, in risposta al razzismo di oggi che sembra aver dimenticato quei cartelli che avevano tenuto fuori dai parchi i bambini ebrei.
Abbiamo respinto con parole piumate quelle appuntite di un mondo che dimentica troppo presto.
Quest'anno, la Memoria ha fatto il suo ingresso a settembre, con Gino Bartali, grazie a una consegna aperta sul libro di Riccardo Gazzaniga Abbiamo toccato le stelle. Ancora una volta dalla parte di un Giusto. Abbiamo approfondito la sua storia e ci siamo soffermati su Gino Bartali campione nella vita, mettendoci tutti alla ricerca di tanti materiali: articoli, foto, video, frasi... e ascoltando in diretta le parole di Gioia, sua nipote, che il mese prossimo avremo il piacere grande di incontrare via Skype.
E poi, per concludere, in attesa di riservarci un minuto di raccoglimento, lunedì, alle 11.59 in punto, abbiamo portato in classe una nuova lettura, una delle quattro storie contenute ne Le valigie di Auschwitz di Daniela Palumbo. La storia di Émeline, una bambina francese dell'età dei miei bambini, 7 anni, che scopre di essere ebrea solo quando, ad attenderla al parco, trova un cartello con il divieto di ingresso agli ebrei. Una bambina che conoscerà le leggi razziali assistendo a una commovente discussione (tutta da leggere) tra i suoi genitori e che scoprirà la profonda solitudine consegnata dalla stella gialla cucita sul braccio, quella che allontanerà tutti i suoi amici, anche René, il suo fidanzatino.
Ma anche qui, in questa storia così delicata, la nostra attenzione è stata su Jacques, il barbone che non ha paura di essere amico di una bambina ebrea, e su Fabien Durand, che salverà Émeline, consentendo a Brigitte e Pierre, i suoi genitori, di partire per Auschwitz sapendo sua figlia in salvo.
Ecco, c’è tanta Shoah in questi nostri mesi di gennaio della prima e seconda elementare, ma l'abbiamo raccontata dalla parte della bellezza. Dalla parte di chi rispetta i bambini e che desidera consegnare loro l'insegnamento più importante. Ognuno di noi ha sempre una possibilità. Scegliere chi vuole essere. Scegliere di restare umano.
Ieri, in classe, con la voce ancora rotta, che mi ha costretto a passare il libro in altre mani per la lettura dell'ultima frase, quella scritta da Brigitte sulla valigia “Ti voglio bene, Émeline. Mamma”, mi sono alzata in piedi e ho detto ai miei bambini che non avrei consentito di allontanare uno solo di loro dalla mia classe e che se, allora, fossi stata io al parco con il mio Alberto, non avrei permesso che nessun bambino lasciasse il parco davanti ai miei occhi.
C'era un'atmosfera bella in classe, eravamo tutti Émeline, ieri, e un po' tutti anche Gino Bartali.
È vero, Liliana Segre ha ragione, ci vuole attenzione e delicatezza con i bambini. Il nostro impegno, forse, è sufficiente che sia quello di fare sì che ascoltino forte il loro cuore e che sentano quello degli altri perché, credetemi, loro ne sono capaci.

domenica 10 novembre 2019

Il desiderio di essere educatori fino in fondo

Questa mattina i social mi ricordano un mio post di due anni fa in cui condividevo la tristezza degli attacchi che stavo subendo perché mi occupavo troppo di accoglienza. Sì, di accoglienza. Io che ero cresciuta pensando che si potesse essere accusati di razzismo, di troppa accoglienza proprio no.
Oggi, mentre osservo gli effetti di adulti che hanno rinunciato al loro ruolo e di una società che è andata in confusione sul concetto di tolleranza, mi sento orgogliosa di essere espressione di quella parte della scuola che ha portato puntualmente la memoria in classe, che ha aperto ai fatti del mondo che chiedevano di interrogarsi sulla nostra umanità. Orgogliosa di aver partecipato ogni anno con la classe al 25 aprile, guidati dal desiderio di metterci idealmente accanto a chi aveva lottato contro il nazifascismo; di essermi fermata e indignata con loro davanti ai linguaggi violenti; di essere tornata infinite volte sui principi fondamentali della nostra Costituzione, di averli portanti dentro la nostra piccola comunità e di averne fatto bussola per leggere e interpretare il mondo.
E mi sento felice, molto felice, di aver scelto di chiudere la quinta elementare portando tutta la classe a Milano (tutta perché era un progetto a cui avevamo lavorato per tre anni) al binario 21, ad incontrare proprio Liliana Segre, a farci consegnare la storia dalla sua voce e a scusarci, con un abbraccio, per quelle compagne e quella maestra che l’avevano lasciata sola. 
E sono fiera, oggi, di quei bambini, che continuano a essere testimonianza contro l'indifferenza, quella parola che Liliana Segre ha voluto scolpita sul muro che accoglie i visitatori all'ingresso del Memoriale della Shoah perché niente come l'indifferenza aggiunge dolore al dolore.
Sì, nonostante la tristezza che ritrovo in quello e in altri post di due anni fa, a quelle accuse che mi sono costate anche un'interrogazione parlamentare e tanto inaspettato silenzio intorno, oggi, mi sento proprio bene per non essere espressione di quella parte della società che ha scelto l'assenza, la troppa tolleranza, la prudenza. Mi sento bene per aver scelto di assumere il mio compito di educatrice fino in fondo. L’unica cosa che potevo fare e che continuerò a fare.





giovedì 31 gennaio 2019

Dal Giorno della Memoria


Con piacere, eccomi a condividere alcuni materiali della Giornata della Memoria che ha visto due appuntamenti importanti nei locali della nostra Biblioteca Comunale:

- la presentazione del libro "Fino a quando la mia stella brillerà" di Liliana Segre e Daniela Palumbo, a cura dei miei ex alunni: Maria Elena Chessa, Chiara Era, Miriam Garau, Lucilla Giua, Seynabou Niang, Alessia Nuvoli, Anna Pilloni, Veronica Porcheddu, Sebastian Vacca.



- la presentazione, in anteprima nazionale, del libro "A un passo da un mondo perfetto" di Daniela Palumbo, Il battello a vapore.
"Quando vedi un uomo a terra, chiunque sia, non ti vergognare a sentire su di te il suo dolore, come ti capitava con il prigioniero ebreo all’inizio. Non te ne vergognare mai. Neppure se è ebreo, Iris. È questo sentire la sofferenza dell’altro che ci rende esseri umani." 

Entrambi gli appuntamenti hanno visto la presenza straordinaria dell'autrice Daniela Palumbo.

Gli incontri sono stati programmati all'interno della Fiera Off della Fiera del Libro di Iglesias, organizzata dall'Associazione ArgoNautilus, e hanno visto la collaborazione della Libreria Mondadori di Iglesias.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibili questi appuntamenti, alla carissima Daniela Palumbo e a chi ha voluto essere con noi per ricordare ma anche per riflettere sul nostro presente, in cui stanno ritrovando spazio proprio quell'indifferenza e odio per l'altro capaci di cancellare ogni forma di umanità.
Alle foto della serata

ai Pensieri dal blog di ArgoNautilus

Al Filmato realizzato per ArgoNautilus dal Videomaker Valentino Filmthelife

martedì 22 gennaio 2019

A cinque giorni dal Giorno della Memoria

Oggi, 22 gennaio 2019, a cinque giorni dal nostro appuntamento per Il Giorno della Memoria, esce in tutte le librerie A un passo da un mondo perfetto, Il Battello a Vapore Edizioni Piemme, il nuovo libro di Daniela Palumbo che, dopo Le valigie di Auschwitz, ritorna sulla storia della Shoah offrendoci una prospettiva differente. È quella di Iris, la dodicenne protagonista del libro che, pur abitando un mondo in cui la forma appare perfetta, e niente sembra poter essere messo in discussione, vede insinuarsi il dubbio e nascere crepe. Crepe che si fanno sempre più profonde, consegnandole la capacità di vedere l'altro come uomo dove tutti vedono semplicemente uno jude. Il niente.
Un libro che è un'opportunità in questo presente in cui di crepe abbiamo bisogno, di vederle aprirsi, di saperle generare, perché trovi spazio il saper guardare l'altro con l'unico sentimento capace di salvarci: l'amore.

Vi aspettiamo domenica 27 gennaio nella Biblioteca Comunale di Iglesias, dove Daniela Palumbo sarà con noi per presentare A un passo dal mondo perfetto in anteprima nazionale (un altro appuntamento è previsto il 26 gennaio, in Sala Consiliare, a Gonnesa).

Ma non dimenticate che gli appuntamenti per Iglesias saranno due. Ad aprire - alle ore 18 - sarà il gruppo dei miei ex alunni (Maria Elena Chessa, Chiara Era, Miriam Garau, Lucilla Giua, Seynabou Niang, Alessia Nuvoli, Anna Pilloni, Veronica Porcheddu, Sebastian Vacca) impegnato a portare tra noi la storia di Liliana Segre, quella stessa che lei, facendoci un dono speciale, ci ha consegnato nel mese di maggio davanti al binario 21 di Milano, e che oggi è posata con delicatezza dentro Fino a quando la mia stella brillerà, scritto con Daniela Palumbo.
Un libro nato perché la sua testimonianza possa camminare anche senza di lei e raggiungere le nuove generazioni. Quei nipoti che Liliana Segre vede come la vera speranza perché si possa coltivare una società più giusta, inclusiva, antirazzista.

Daniela Palumbo sarà con noi dal principio. Ha voluto esserci, semplicemente. E il suo, per noi, è un rinnovare un abbraccio speciale che ci accompagna da tempo e di cui le siamo profondamente grati.

Vi aspettiamo numerosi per ricordare e per aprire crepe.
Lo sentiamo nostro compito, oggi più che mai.

L'incontro è un appuntamento della FieraOff della Fiera del Libro di Iglesias, organizzato da ArgoNautilus, con la partecipazione di Mondadori Bookstore Iglesias.

mercoledì 9 gennaio 2019

Giorno della Memoria della Shoah: appuntamento in biblioteca


Per le celebrazioni del "Giorno della Memoria", domenica 27 gennaio, alle ore 18:00, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Iglesias, è programmata la presentazione del libro "Fino a quando la mia stella brillerà", di Liliana Segre e Daniela Palumbo, Edizioni Piemme, a cura dei bambini della ex Classe 5ª A della Scuola Primaria di via Roma, con la presenza straordinaria della coautrice Daniela Palumbo. A seguire: presentazione in anteprima nazionale del libro "A un passo da un mondo perfetto" di Daniela Palumbo, il Battello a vapore.
L'evento rientra tra le attività programmate dalla FieraOFF della Fiera del Libro di Iglesias e prevede la partecipazione della Libreria Mondadori di Iglesias.

Da parte mia, un grazie di cuore a Daniela Palumbo, per il dono della sua presenza; ad ArgoNautilus, per il prezioso sguardo e la puntuale organizzazione, e soprattutto a loro, il gruppo di ex alunni: Maria Elena Chessa, Chiara Era, Miriam Garau, Lucilla Giua, Seynabou Niang, Alessia Nuvoli, Anna Pilloni, Veronica Porcheddu, Sebastian Vacca, per aver scelto di continuare ad essere presenza contro l'indifferenza.
E a Liliana Segre, sempre.

Sarà un Giorno della Memoria davvero speciale. Non mancate!

lunedì 3 dicembre 2018

Festival Scirardini: il giorno dopo

È difficile che dopo qualcosa di importante per noi ci si senta completamente soddisfatti. C'è sempre il pensiero di qualcosa che avremmo potuto fare meglio, dire meglio; di qualcosa a cui non abbiamo dato la forma che avremmo voluto. Ieri no.
Forse era l'energia che ci siamo portati appresso; forse la consapevolezza della straordinarietà di essere lì, a Cagliari, in fiera, di domenica, con ex alunni e genitori. Forse il fatto che questi incontri siano arrivati alla fine di un percorso intenso che ci ha fatto riflettere molto. O, forse, semplicemente, il fatto di sapersi accolti esattamente per quello che siamo. Fatto sta che ieri siamo rientrati stanchi da morire ma senza spazio per nessun però. Con noi la consapevolezza di essere stati avvolti dalla bellezza e di aver donato tutto quello in cui crediamo, il modo in cui ci muoviamo. Quello che siamo.

Un grazie di cuore a Giovannella Dall'Ara e a Paola Foddi, con le quali ho sentito una vicinanza straordinaria. Scirarindi è stato un festival bello da tutti i punti di vista. Per me, una sorpresa inaspettata. Lo spazio scuola uno spaccato davvero interessante che ci ha consentito di apprezzare numerose presenze motivate, in giornate in cui è insolito dedicarsi alla scuola, a ricordarci che siamo in tanti a riconoscerle un ruolo importante. In tanti impegnati con convinzione per una scuola-comunità che sappia restituire centralità alla persona; in tanti impegnati in scelte didattiche capaci di lasciare spazio a un dialogo attivo con i significati. In tanti a credere in una scuola aperta al mondo e capace di camminare con le famiglie. E fra tutti, una convinzione comune: il cambiamento può nascere solo da dentro.
Sì, è vero, c'erano tanti sognatori a Scirarindi. Tanti l'hanno detto a voce alta. Ma come dare torto? È possibile un cambiamento senza la capacità di immaginare "un altro come ancora non è"?

Mentre ripenso ai fortunati incontri, alle belle condivisioni e alle tante restituzioni che terrò strette per i momenti difficili, voglio rivolgere il grazie più grande ai miei "bambini" e alle loro famiglie.
Ieri, davanti a loro, ho sentito un nodo in gola; quando hanno recitato Primo Levi. mi è stato impossibile trattenere le lacrime.



Io so bene di non avere meriti per ciò a cui sto assistendo, sono tutti loro. Di mio c'è esclusivamente l'essermi fidata, l'aver lasciato loro lo spazio per costruire autonomia, responsabilità; avergli insegnato a lavorare insieme e avergli trasmesso l'importanza di essere rigorosi nel progettare i loro percorsi, passo dopo passo, e di presentarsi puntuali a ogni appuntamento; aver fatto sì che le buone contaminazioni trovassero spazio.
Gli effetti non potevo immaginarli neanche io. Ciò che so è che loro sono la risposta a ciò che può succedere se la scuola smette di muoversi con i freni tirati; se si diventa capaci di liberare e di liberarsi, di aprire porte e finestre e di prendersi tempo. Quanto? Tutto quello che serve.

sabato 1 dicembre 2018

Scirardindi: "Apprendere tra consegne aperte e spazi di libertà"

#Scirardini2018
#Facciamoscuola


La vera voce de "Il cambiamento nasce da dentro" al Festival Scirardini sarà la loro. Costruire è un'emozione.

Vi aspettiamo!

martedì 23 ottobre 2018

Onorare un dono

- Cosa ne dite? - ho chiesto agli ex alunni qualche settimana fa - onoriamo il dono che ci ha fatto Liliana Segre incontrandoci, presentando il suo libro?
Così, questo pomeriggio, all'incontro della programmazione settimanale, è seguita la prima riunione del neonato gruppo di lavoro. Al solito, siamo partiti con un brainstorming, per poi passare a un possibile format dell'incontro e a ragionare sui materiali di supporto. Subito dopo, abbiamo predisposto il verbale, in cui abbiamo formalizzato gli impegni per ogni step di lavoro e abbiamo rivisto un video dal quale selezioneremo alcuni passaggi.

Il libro è "Finché la mia stella brillerà" di Liliana Segre con Daniela Palumbo. Lo presenteremo all'interno del Festival Scirarindi - 2 dicembre 2018, Fiera di Cagliari - e ad Iglesias il 27 gennaio 2019.

Che dire? Giornata intensa chiusa tra cose belle.
Questa è la scuola in cui credo e questi bambini (ragazzini) mi fanno ben sperare.






domenica 27 maggio 2018

Rai3: appuntamento con Liliana Segre

"Conosco come si sta, come si è, come si cerca di farsi accettare là dove si spera di trovare la salvezza. E quindi come faccio io a non essere quella stessa...? Come faccio a non notare quell'indifferenza quando un barcone si rivolta e duecento persone muoiono nel mediterraneo? Persone di cui non si saprà mai il nome..."
Vi segnalo che questa sera Liliana Segre sarà presente alla trasmissione di Gad Lerner "La difesa della razza", che andrà in onda su Rai3 alle ore 20.30.

giovedì 17 maggio 2018

Il viaggio viaggio


Siamo al dopo del nostro viaggio. Eh sì, già al dopo...
Vorrei dire tante cose, ma esperienze come quella che abbiamo vissuto hanno bisogno di essere posate prima di essere raccontate. E invece sono ancora lì, in circolo, e le emozioni sono ancora troppo forti.
Racconteremo, lo faremo certamente, al momento giusto, con la forma che ci chiamerà.
Ciò che posso dirvi ora è solo la gioia di aver vissuto con i bambini un viaggio viaggio. Già... un viaggio con tutto quello che comporta, quando prendi in mano il tuo bagaglio, hai un programma, ma sei anche aperto all'inatteso, che è la vita stessa. Credo che nessun'altra forma sarebbe stata adatta a chiudere il nostro percorso.
E poi lo stupore di che cosa può fare la vita quando improvvisamente si fa morbida e consente a ogni cosa di incastrarsi perfettamente. È chiaro, mi sto riferendo agli incontri avvenuti a Milano durante il nostro ultimo giorno di viaggio. Il primo, con Daniela Palumbo, la scrittrice con la quale avevamo conosciuto Maria Montessori; il secondo, con Liliana Segre, oggi senatrice a vita, che a tredici anni fu deportata ad Auschwitz dal binario 21 e che è stata l'unica a fare ritorno. Tutto questo nell'area della stazione Centrale di Milano, tra la Feltrinelli e il binario 21, dove ha sede il Memoriale della Shoah.
L'incontro con due donne speciali, che la vita ha messo insieme nella scrittura di un libro per consegnare la storia di Liliana Segre alle nuove generazioni perché, come dice lei stessa "Coltivare la memoria è un vaccino contro l'indifferenza".
"Fino a quando la mia stella brillerà", questo è il titolo del libro, oggi è in mano ad ognuno di noi con l'invito a continuare ad impegnarci a non voltare mai la faccia davanti a un'ingiustizia e ad avere sempre il coraggio di prendere una posizione, anche quando dovesse essere necessario farlo in solitudine. L'invito a combattere l'indifferenza.
Chiudo qui, con queste poche parole e vi lascio a qualche scatto. Iniziate a percepire i nostri vissuti e, attraverso le foto, fatevi raccontare. Al momento giusto, ci torneremo ancora insieme...