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domenica 15 marzo 2020

Aula Aperta: raccontami...

Post di Isabella Ongarelli e Maura Mei, genitori

Qualche tempo fa.
- Come sta andando Aula Aperta, Maura? Non immagini quanto in questi giorni abbia pensato a voi genitori. Se non sbaglio per te è stata la prima volta. Dai, raccontami un pochino come l’hai vissuta…
- Una cosa mi ha colpito molto, Isa. Ho constatato un grande salto in avanti a livello comportamentale. Una crescita personale di ciascun bambino, ma soprattutto di gruppo dove ho assistito a un continuo aiuto, sia nel dare, che nel ricevere. Un uso consapevole delle tecnologie. Ma la cosa che mi ha colpito profondamente è la voglia di esserci dei bambini: una, due, dieci volte. Perché l’apprendimento è un gioco, l’apprendimento è una conquista, l’apprendimento è superarsi. Col sorriso, con la complicità. Lontanissimi dal nascondersi, dalla paura dell’errore, dalla pesantezza dell’esecuzione di un compito, dall'ansia del voto.
Aula Aperta è un'esperienza straordinaria, è un'opportunità e ogni volta ritorno felice di scoprire che tutto questo non è solo possibile, ma è realizzabile.
Fermo un istante le parole di Maura, le riavvolgo e mi ritrovo nella classe di mio figlio oggi, più presente che mai.
- Riconosco quanto dici. Rivedo il mio stupore nel trovarmi davanti a bambini creatori del loro sapere. Respiro tutta la passione, l’energia. Sento ancora forte il clima sereno, disteso; il luogo senza protocolli e direttive, dove esistono unicamente i bambini con le loro meravigliose storie differenti che abitano la scuola come il posto per trovarsi, per stare bene, per stare comodi, per sentirsi accolti e riconosciuti per quello che sono, certi dei loro valori e pronti ad affrontare le difficoltà senza timore e senza mai sentirsi soli. Abbraccio tutta la bellezza, l’armonia, la reciprocità e il rispetto, valore ben chiaro a tutti dove i diritti di ciascuno sono un dovere per l'altro. Ascolto quel sano rumore educativo. Rivivo quel tempo invisibile così tanto concreto, prezioso, capace di saper ospitare l’inaspettato che alle volte regala di più di quanto si possa mai aver pensato o immaginato; un tempo senza fretta dove esiste ancora l’incanto e la fiducia nell'attesa; un tempo dei tempi, quelli di ciascun bambino. Un tempo in cui il mondo chiede di poter entrare in classe, di presentarsi ai bambini e sedersi accanto a loro, accompagnandoli alla scoperta della vita, diventando il sapere più alto. Rivedo numeri, lettere, momenti storici, luoghi e paesaggi muoversi e incrociarsi in armonia dentro a contesti finemente pensati, ricercati, anche riconosciuti e accolti, organizzati e costruiti.

giovedì 5 marzo 2020

Aula Aperta: lo sguardo di Chiara


 Post di Chiara Pusceddu, studentessa

«Come è andata a scuola?»
«Bene.»
«Cosa avete fatto?»
« Niente.»
Tipica scenetta familiare di cui siamo stati i diretti protagonisti o alla quale abbiamo assistito più volte all’uscita della scuola o al rientro a casa, con lo zaino ancora in spalla e la giacca indosso.
Eppure mamma e papà fremono dalla voglia di sapere in che modo il proprio figlioletto abbia trascorso tutte quelle ore in loro assenza.
Più tardi, stimolati da altre domande, durante i pasti, il gioco o prima di dormire, alcuni bambini si dilettano in racconti ricchi di dettagli e fantasia che riguardano la mattinata scolastica; altri genitori invece, ahi loro, si devono accontentare del niente.
“Aula aperta” permette alle mamme e ai papà di conoscere personalmente quel niente, che è invece carico di tutto.
In una comune mattinata di scuola, in cui nulla è strutturato o diverso per l’occasione, i genitori entrano in aula e sin dal primo minuto di lezione vengono accolti dai bambini e dalla maestra come parte integrante della classe, i quali addirittura si divertono ad inserirli nell’atipico “appello con i verbi”.
In giro per le isole oppure seduti in fondo all’aula nelle seggioline e sui pouf rossi, osservano i loro piccini alle prese con le attività.
È così che scoprono che il loro piccolo riesce ad essere se stesso ed è amato per ciò che è all’interno della classe, che tra l’altro ha tutto l’aspetto di una famiglia, in cui si collabora e ci si aiuta l’un l’altro. Riscoprono il proprio bambino e allo stesso tempo superano le loro paure.
Notano che c’è un tempo per riflettere sugli apprendimenti, che l’errore viene vissuto come un’opportunità per crescere e che gli stimoli belli non mancano mai. Ammirano la padronanza nel calcolo e le alte capacità attentive dei bambini.
Non puoi fare a meno di notarli i volti silenziosi di quelle mamme e di quei papà, così carichi di stupore. Come nei fumetti, mi piace immaginare la nuvoletta sopra le loro teste: «Ma vuoi vedere che questa maestra alternativa ha trovato la chiave giusta? Guarda un po’ come è attento il mio bambino, accipicchia! Quante mani alzate impazienti di intervenire e quanti bambini con una gran voglia di andare alla lavagna! Ricordo che quando io andavo a scuola non era proprio così…».
Quando dal punto di vista didattico ed educativo la maestra sceglie una rotta diversa, quando il quaderno non parla, un genitore fa fatica a comprendere.
“Aula aperta” è l’occasione giusta per capire che a parlare, quando non ci sono i libri di testo, c’è tutto il resto. Aprire le porte ai genitori consente loro di riflettere sui ruoli educativi propri della famiglia e della scuola e attuare una collaborazione fruttuosa e vincente, per camminare insieme nella stessa direzione.
Per riuscire a fidarsi e costruire una solida alleanza educativa è indispensabile condividere e conoscere: vedere con i proprio occhi e sentire con le proprie orecchie.
D’altronde, dalle porte aperte entra sempre la luce.

lunedì 2 marzo 2020

Aula aperta, l'osservazione di una studentessa

Post di Erica Puddu

Come studentessa ho spesso sentito parlare di continuità educativa, di come questa sia importante da attuarsi e da porsi come finalità. Paradossalmente però, sono state poche, se non nessuna, le volte in cui si è riusciti ad associare con un esempio pratico, o delle testimonianze di esperienze dirette sul campo, questo fondamentale aspetto. Essere presente durante due mattinate dedicate alla proposta "Aula aperta", mi ha dato l'occasione per vivere davvero quel bisogno e quella volontà, di congiungere i due mondi più importanti per il bambino, la scuola e la famiglia, definendo i contorni di un aspetto fino ad allora rimasto astratto e poco nitido. Per spostarsi dalla dimensione teorica a quella pratica è bastato compiere un gesto che, seppur semplice, sia da un punto di vista figurativo che pratico possiede un'importanza enorme, ed un significato prezioso: aprire le porte, accogliere i genitori dentro l'aula che i propri figli vivono ogni giorno, il campo di battaglia, il terreno fertile per le curiosità e le domande, dove il quotidiano entra e viene affrontato, senza paura, senza inutili filtri. Quell'aula era già pronta ad accogliere i genitori, proprio perché è sempre stata, in primo luogo, aperta al mondo e alle sue storie, buone e cattive che fossero, tutte degne di essere comprese grazie alla guida della maestra, che ha il fondamentale compito di prendere per mano i propri alunni e tracciare il sentiero, laddove il bosco fitto di informazioni e false notizie minaccia il cammino. Ed erano pronti anche i bambini, sereni nell'accogliere i propri genitori, o quelli degli altri compagni, senza farsi distrarre o condizionare dalla loro presenza, sicuramente già abituati a condividere la loro mattinata, sia grazie all'esperienza di "Aula aperta" conosciuta l'anno prima, che in altre occasioni, come ad esempio con noi tirocinanti. Ricordo molto bene quanto desiderassi anch'io, durante gli anni della scuola primaria, che i miei genitori vedessero coi loro occhi il lavoro di ogni mattina, il luogo che mi accoglieva per cinque ore tutti i giorni, la routine, i miei compagni, la mia maestra. E ho potuto osservare, alla luce di questo ricordo, quanto un simile bisogno appartenga anche ai genitori; lo si percepisce dagli sguardi rapiti, attenti e, al contempo, desiderosi di poggiarsi sui propri figli, se chiamati a rispondere o in procinto di intervenire durante la lezione. Si nota il divertimento e la voglia d'essere coinvolti fin dal primo momento, quando i bambini li hanno aiutati a trovare il verbo perfetto che riportasse l'iniziale del loro nome, coinvolgendoli nell'appello, quasi questa diventasse la parola magica per entrare ufficialmente nel loro mondo. E la magia si compie per davvero. Le mamme e i papà rimangono colpiti dalle abilità di calcolo a mente dei loro figli e dalla capacità di scardinare grandi numeri nelle loro componenti e valori, dall'organizzazione delle attività, dai momenti di verifica sereni e non condizionati dai voti, dove i bambini possono mettere in gioco la loro creatività anche affrontando la grammatica, col predicato verbale e nominale, ma non solo. L'aspetto positivo che viene colto riguarda la voglia dei bambini a partecipare, le numerose alzate di mano, gli interventi puntuali, il clima di condivisione che ci avvolge. Quando l'attività si ferma per riprendere qualche bambino, le parole della maestra non sono mai fini a se stesse, ma sono spesso cariche di significato, hanno il sapore di un lavoro educativo avviato da tempo. Così ai genitori viene presentata l'immagine dell'equità, uguaglianza e giustizia, che i bambini conoscono bene fin dall'anno precedente e che ricorda loro una lezione molto importante, sul non essere tutti uguali, sulle loro capacità e talenti, sulle richieste d'aiuto e il malumore di chi non lo riceve. Durante le attività le mamme e i papà hanno potuto lasciare i loro posti per girare liberamente tra le isole, con l'unica importante condizione di non aiutare i bambini nel lavoro. Questa richiesta non è risultata semplice per tutti i genitori allo stesso modo e, talvolta, ha vinto la tentazione di sedersi accanto ai propri figli, piuttosto che curiosare liberamente anche altrove. Nonostante ciò, le mattine sono state vissute all'insegna della condivisione e collaborazione, non soltanto da parte dei bambini che si ritrovano spesso a lavorare a coppie, ma di tutti i soggetti coinvolti, in un continuo scambio reciproco non soltanto verbale ma anche, e soprattutto, silenzioso. Perché spesso basta solo osservare e osservarsi, restituire uno sguardo, cogliere attimi e piccoli gesti importanti per farli propri, fermarsi un momento e ritrovarsi a sorridere, con la consapevolezza che ciò che accomuna tutti i presenti in quell'aula non è un tiepido fare, ma l'esserci per davvero, con la fame di vivere delle mattine speciali, nel ritaglio di un tempo condiviso.

domenica 9 febbraio 2020

Aula aperta: organizzazione definitiva


Ringraziandovi per aver accolto anche quest'anno la proposta "Aula aperta", eccomi a condividere l'organizzazione definitiva che tiene conto della modifica resasi necessaria per dare spazio alla festa di Carnevale:

mercoledì 12 febbraio:
Benedetta Trocini (Nicola)
Manuela Donadon (Riccardo)
Giuliana Capogrosso (Gaia)

lunedì 17 febbraio:
Silvia Suella (Rocco)
Silvia Medde (Chiara)
Davide Garau (Samuele)

giovedì 20 febbraio: 
Welmoed De Boer (Davide)
Francesco Matzuzzi (Viola)
Maura Mei (Alice)

lunedì 2 marzo:
Luis Tatullo (Ettore)
Luisanna Mua (Nicholas)
Simone Siotto (Grace)

mercoledì 4 marzo: 
Giampietro Tronci (Leonardo)
Lorena Licari (Emma)
Claudia Sanna (Alberto Cardia)

giovedì 5 marzo
Tiziana Manca (Elia)
Vlad Popescu (Toma)
Daniela Dello Preite (Vinicio)

E ora non resta che aspettarvi. Sarà bello avervi con noi a condividere il nostro quotidiano, la bellezza e le difficoltà, le scelte che guidano il nostro fare scuola quotidiano, dove a essere stella polare è il crescere tutti come comunità, adulti compresi, avendo cura di tenere dentro tutti i bambini, nel rispetto di ciò che ognuno è e può. Perché, per dirla con Don Milani, non ci interessa essere uguali con tutti, ma dare a ognuno ciò di cui ha bisogno.
Allora... a presto!

mercoledì 5 febbraio 2020

Aula aperta: situazione iscrizioni

In vista dell'avvio dell'iniziativa Aula Aperta, al fine di facilitare il completamento delle iscrizioni, condivido le scelte già effettuate:

mercoledì 12 febbraio:
Benedetta Trocini (Nicola); Manuela Donadon (Riccardo); Giuliana Capogrosso (Gaia)

lunedì 17 febbraio:
Silvia Suella (Rocco); Silvia Medde (Chiara); Daniela Dello Preite (Vinicio)

mercoledì 19 febbraio (giornata riprogrammata per la festa di Carnevale)
Tiziana Manca (Elia); Vlad Popescu (Toma)
giovedì 20 febbraio: 
Welmoed De Boer (Davide); Francesco Matzuzzi (Viola); Maura Mei (Alice)

lunedì 2 marzo:
Luis Tatullo (Ettore); Luisanna Mua (Nicholas); Simone Siotto (Grace).

mercoledì 4 marzo: 
Giampietro Tronci (Leonardo); Lorena Licari (Emma), Claudia Sanna (Alberto Cardia)

giovedì 5 marzo (data programmata in sostituzione del 19 febbraio)
Tiziana Manca (Elia)

Si ricorda che per partecipare è sufficiente iscriversi - entro e non oltre domenica 9 febbraio 2020 - e che per ogni data è ammessa la partecipazione massima di tre genitori.

Al modulo per le iscrizioni: https://forms.gle/AxekAHjtZ8yu3xbp6

lunedì 3 febbraio 2020

Ritorna "Aula Aperta": attivo il form per le iscrizioni dei genitori

Con grande piacere, vi informo che anche quest'anno ritorna "Aula aperta", la proposta che consente alle famiglie di entrare in classe per osservare direttamente quella parte della vita dei loro figli che possono conoscere solo attraverso le narrazioni dei bambini, la documentazione sul blog o la lettura del registro elettronico.

Come ogni anno, mi preme precisare che "Aula aperta" non prevede niente strutturato per l'occasione; la sua caratteristica, infatti, è proprio quella di condividere con i genitori la vita scolastica nel suo svolgersi quotidiano, così da offrire la possibilità di conoscere l'organizzazione che ci siamo dati come classe-comunità, le diverse fasi che connotano la nostra mattina scolastica e, in particolare, le caratteristiche di una "didattica a bassa direttività", in cui sono centrali l'apprendimento collaborativo e la metacognizione. Certamente si tratta di un'importante occasione per comprendere tanto di quel "tempo invisibile" che non lascia traccia sui quaderni, ma che è espressione di scelte educative e didattiche che danno senso ai percorsi.

Per partecipare è sufficiente iscriversi - entro e non oltre domenica 9 febbraio 2020 - attraverso il modulo raggiungibile al seguente link:
https://forms.gle/AxekAHjtZ8yu3xbp6

Queste le date a disposizione delle famiglie:

mercoledì 13 febbraio - 8.30/11.30
lunedì 17 febbraio - 8.30/11.30
mercoledì 19 febbraio - 8.30/11.30
giovedì 20 febbraio - 8.30/11.30
lunedì 2 marzo - 8.30/11.30
mercoledì 4 marzo - 8.30/11.30

Si ricorda che per ogni data è ammessa la partecipazione massima di tre genitori.

Per chi è interessato a sapere di più sull'iniziativa "Aula aperta" si rimanda ai seguenti materiali, già disponibili sul blog:
Aula Aperta, Rubrica in Scuola Italiana Moderna, febbraio 2017
I genitori entrano in classe, Video intervista curata da Paolo Quadrino per il corso per Animatori Digitali di WikiScuola: https://goo.gl/9kQQCy

A un breve video fotografico sulle giornate di "Aula aperta" nell'a.s. 2018/19

giovedì 21 febbraio 2019

Aula Aperta... il nostro tempo insieme

Cinque anni fa, quando ho iniziato a portare i genitori in classe, una mamma a me molto cara mi ha detto che ero una kamikaze. Ma io continuo a vivere questa esperienza con estrema serenità ed è con grande piacere che la rinnovo di anno in anno. Mi piace che i genitori possano conoscere il nostro fare scuola, che possano condividere con i propri figli uno spazio che di norma gli è precluso e respirarne il clima educativo.

Per costruire una vera alleanza educativa è necessario conoscersi, accogliersi, comprendersi. Aula Aperta muove dei passi in questa direzione, ma so bene che da sola non basta. Ne saranno necessari tanti altri. 
A guidarci deve essere la volontà di camminare insieme, per garantire ai bambini un percorso formativo sereno e  motivante, attento a valorizzare al massimo bisogni e attitudini personali. Al primo posto, l'impegno ad offrire loro cinque anni belli. Anni che possano essere il bagaglio di sicurezza e benessere sul quale costruire il loro futuro.

Grazie per aver accolto. Grazie per questo tempo insieme.
Aula Aperta ritorna nel febbraio 2020. E sarà già seconda elementare...

Vi lascio a un breve video fotografico che racconta questi nostri giorni.



Alla cartella delle foto 

Se voleste lasciarci un vostro pensiero sull'esperienza vissuta in classe, sarà per tutti noi un grande piacere!

Per farlo, è sufficiente scrivere il vostro pensiero e inviarlo. Grazie!

domenica 17 febbraio 2019

La prima elementare? L'anno in cui farli innamorare della scuola!

Nel tempo dedicato ad Aula Aperta, l'iniziativa che accoglie i genitori durante le normali mattine scolastiche, c'è anche la ricreazione. Un bel momento per andare all'aperto tutti insieme e per scambiare con loro qualche riflessione a caldo. 
Ne raccolgo diverse. Quella che arriva sempre è la gioia di essersi potuti presentare in classe con i propri figli; di aver abitato per qualche ora quegli spazi che di norma gli sono preclusi e di aver potuto vedere con i propri occhi quei vissuti conosciuti solo attraverso i racconti. E ancora il piacere di poter conoscere direttamente che cosa contiene quell’ora rosa che apre la giornata, e in cui trovano spazio gli apprendimenti più importanti, per poi respirare il clima di classe nelle ore successive, quelle dedicate all'attività di scoperta.
- Ora capisco tante cose... - Questo arriva.
Ma, l'altro giorno, una mamma mi ha detto qualcosa di più. Senza troppe parole, mi ha offerto la restituzione di quello che ha guidato le mie scelte in modo sempre più consapevole, più formato, negli ultimi sei anni. È una riflessione che mi ha espresso mentre eravamo lì che osservavamo i bambini giocare e sorridevamo davanti alle dinamiche relazionali in costruzione... 
- La cosa bella - mi dice - è quanto vengono a scuola volentieri. L'altro giorno parlavo con un'amica che mi diceva che suo figlio, anche lui in prima, non vuole andare a scuola. Sta sviluppando rifiuto. È stanco; ha sempre tanti compiti. Mio figlio invece si alza con piacere e viene a scuola volentieri e non lamenta mai stanchezza. Non ha compiti, eppure vedo che gli apprendimenti ci sono tutti. Vedo come legge, come conta e che non perde occasione per farlo... Il punto - aggiunge, riflettendo - è che poi alla fine, nonostante tutto, i genitori si fermano sui quaderni, quanti ne sono stati completati, le pagine del libro. Si preoccupano se non compare subito il corsivo... -
So bene cosa mi sta dicendo. Lo so. Alla fine i genitori, proprio come tanti tra noi maestri, pensano che quella, in fondo, sia l'unica scuola possibile, l’unica che prepari. Ma mi ha dato le due informazioni che per me contano più di tutto. Il bambino, suo figlio, viene a scuola volentieri (ho sempre visto come una grande sconfitta della scuola spegnere in pochi mesi la motivazione che infiamma i bambini i primi giorni in prima elementare...), e sta apprendendo bene, nonostante non abbia compiti, e anche lui, come mi hanno detto già diversi genitori, non perde opportunità per leggere e calcolare, per portare le nuove conquiste in ogni spazio della sua vita, e mostra tanta curiosità per ogni cosa. 
Mentre mi parla, e glielo racconto, ripenso allo stupore delle maestre neo immesse in ruolo quando, martedì scorso, durante il Visiting, hanno scoperto (e visto) che uso un solo quaderno per tutto, che non utilizzo libri di testo, che non do compiti... Alla loro sorpresa nel trovarmi così serena davanti alle mie scelte nell'insegnamento della letto-scrittura: un solo allografo, nessun esercizio ripetitivo, se non quello del gesto grafico. E lettura strumentale con le sole liste di parole, per il resto tanti libri scelti liberamente dai bambini... 
Io non credo che la prima elementare sia l'anno della strumentalità. Per me è l'anno in cui farli innamorare della scuola. Non significa che la strumentalità sia in secondo piano, che io non guardi in quella direzione di continuo, con attenzione e interventi sistematici. Ciò che faccio è creare le condizioni per una conquista naturale, che passi sempre dentro percorsi di senso. 
Il primo giorno di scuola ho chiesto ai bambini che fremevano dalla voglia di scrivere (in prima elementare si va per scrivere!) a cosa servisse la scrittura. - Perché scriviamo? - Beh nessuno di loro se l'era mai chiesto e nessuno glielo aveva mai domandato... - Si scrive per imparare le lettere! - è l'unica risposta che è arrivata. Oggi so che sarebbe un'altra... 
Ciò che deve essere chiaro, per questo sono felice quando qualcuno inizia a leggerlo nella serenità della classe, nella qualità dei lavori, nella solidità degli apprendimenti, è che evitare il carico cognitivo, e scegliere di semplificare, di alleggerire, non significa offrire meno e allineare verso il basso. Significa fare spazio ai significati, scegliere la didattica dell'affondo
Alle pagine di copiatura, scelgo la lettura di tante storie, la narrazione. Scelgo di provocare domande sul senso delle cose, di far riflettere i bambini su ciò che avviene in classe e intorno a noi. E do loro occasioni, tante occasioni, perché imparino a trovare le parole e la forma migliore per dare voce ai loro pensieri. 
Alle pagine di esercizi sui numeri, introdotti uno alla volta, scelgo di usarli, semplicemente, ogni giorno. E mi piace organizzare le attività perché gli apprendimenti si costruiscano con il fare insieme, misurandosi con le proposte, provando, sbagliando, per poi fermarsi a rileggere insieme. 
Mi sono sempre fatta una domanda, certamente molto banale, ma importante per me che mi interrogo sul senso di tutto. La nostra è una scuola invasa dai libri e dai quaderni. Una scuola dove si scrive l'impossibile. Allora... perché nella nostra Italia nessuno sa più scrivere? Non saranno proprio l’assenza di spazio e tempo per alzare lo sguardo, per guardarsi intorno, per farsi domande, per confrontarsi con l’altro, a privarci della capacità di esprimerci?

martedì 12 febbraio 2019

Aula Aperta: si comincia!


Da domani prendono avvio le attività con l'aula aperta ai genitori.

Questo il calendario che tiene conto delle iscrizioni espresse con il form:

mercoledì 13 febbraio:
mamme di Rocco, di Gaia e di Leos

giovedì 14 febbraio:
mamme di Grace, di Riccardo e di Samuele

sabato 16 febbraio:
papà di Vinicio e di Chiara

martedì 19 febbraio:
mamme di Elia, di Viola, Nicholas e di Toma

mercoledì 20 febbraio:
papà di Alice, mamme di Nicola e di Emma

Felici di sapere che vi avremo con noi... vi aspettiamo!!!

martedì 5 febbraio 2019

Lezioni a porte aperte


Da mercoledì 13 febbraio, conclusa l'esperienza del Visiting, organizzata con l'Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna, che vedrà in classe un gruppo di docenti neo-immessi in ruolo, sarà la volta di aprire le porte ai genitori.

L'esperienza, che alla sua nascita avevamo denominato "Aula Aperta", è nata nell'a.s. 2013/14  con la volontà di far entrare le famiglie in classe perché potessero osservare direttamente quella parte della vita dei loro figli che, di solito, gli è consentito conoscere solo attraverso le narrazioni. Una motivazione che andava ad aggiungersi a un'importante convinzione: la scuola, per essere riconosciuta, deve essere, prima di tutto, conosciuta.

La proposta è nata con grande semplicità. Abbiamo individuato una serie di giornate in cui aprire l'aula ai genitori e li abbiamo invitati ad iscriversi, precisando che avremmo accolto massimo tre/quattro ospiti al giorno.
Un'altra precisazione, fondamentale, ha riguardato ciò che avrebbero trovato in classe: nessuna rappresentazione della vita scolastica, niente di costruito per loro. Semplicemente il nostro quotidiano, in cui condividere con noi la nostra apertura della mattinata (dal programma della giornata, alla lettura, alle routine...), la nostra organizzazione e la nostra didattica a bassa direttività fondata sull'apprendimento collaborativo. Certamente l'occasione per comprendere tanto di quel "tempo invisibile" che non lascia traccia sui quaderni, ma che è espressione delle scelte educative e dà senso ai percorsi.

Questo mese, così come avviene da allora ogni febbraio, le porte dell'aula stanno per riaprirsi. A trascorrere del tempo con noi, questa volta, saranno i genitori della nuova prima che vorranno accogliere il nostro invito.

Per partecipare è sufficiente iscriversi - entro e non oltre domenica 10 febbraio - attraverso il modulo disponibile a questo link:
https://goo.gl/forms/brjzhUC209nQS6Ii1

Queste le date a disposizione:

mercoledì 13 febbraio - 8.30/11.30
giovedì 14 febbraio - 8.30/11.30
sabato 16 febbraio - 8.30/11.30
martedì 19 febbraio - 8.30/11.30
mercoledì 20 febbraio - 8.30/11.30

Per chi è interessato a sapere di più di questa iniziativa e delle altre esperienze che vedono i genitori in classe, sono a disposizione i seguenti materiali:

Qui, oltre a un mio pezzo di apertura sull'esperienza, è presente anche lo sguardo dei genitori ("Comprendere senza filtri" di Isabella Ongarelli e Simona Banci)

I genitori entrano in classe, Video intervista curata da Paolo Quadrino per il corso per Animatori Digitali di WikiScuola: https://goo.gl/9kQQCy


Per qualunque esigenza, siamo a disposizione!