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domenica 18 marzo 2018

Miriam: l'insegnamento di Stephen Hawking

 
Mercoledì, Stephen Hawking era entrato in classe con il dolore di Miriam che, dopo aver "adottato" il suo NO alla rassegnazione, lo aveva riconosciuto come esempio e aveva iniziato a leggere i suoi racconti. Ieri è tornato. Questa volta con l'invito - rivolto proprio a Miriam - di raccontarci di lui, di dirci della sua vita, delle sue passioni, della sua determinazione, degli insegnamenti che ci ha lasciato.
Ad accompagnare la bellissima presentazione, ricca e carica di commozione, c'erano "Io dico NO", il libro di Daniele Aristarco che venerdì prossimo avremo l'onore di avere in classe, e il bellissimo disegno di Davide Tonioli. Su questo anche una frase che è un prezioso invito per tutti noi: 
"Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi".
Tempo davvero speciale, condiviso con noi anche dalle studentesse dell'Università. Ancora una volta è stato sufficiente accogliere quanto portato dai bambini e creare spazio. 
A Miriam, per come ha saputo occuparlo, per ciò che ci ha saputo dare, di cuore: grazie!

 

giovedì 15 marzo 2018

La scuola è questo

La scuola è questo. Un luogo dove entrano di continuo vissuti, emozioni che, se accolti, diventano opportunità per ognuno di noi.
Ieri era la sofferenza, e a portarla dentro è stata Miriam. 
È arrivata in lacrime, così che tutti i compagni le sono andati intorno per capire cosa fosse successo, per confortarla. Poi mi hanno chiamato: - Maestra, Miriam è molto triste, è morto... Ho lasciato tutto e mi sono subito avvicinata per chiederle cosa fosse successo, e quando lei è riuscita a raccontarmi, ho chiesto a tutti di mettersi seduti e ho cercato il silenzio. Era un momento da condividere tutti insieme.
- È morto Stephen Hawking - ci ha detto Miriam - il personaggio del mio NO e lo scrittore de "La chiave segreta per l'Universo", il libro che sto leggendo. Era malato di SLA e tutta la sua vita ha lottato per sopravvivere nonostante tutto. 
Poi ha aggiunto che per lei lui era stato molto importante "perchè io sono una che si arrende facilmente, ma lui mi ha insegnato a tenere duro e a non arrendermi mai". La ascolto, la guardo. Dieci anni, possibile?
Abbiamo accolto le sue emozioni e ci siamo commossi con lei.
- Non è strano piangere la morte di chi non abbiamo conosciuto personalmente, ma è stato capace di darci tanto. È segno di tanta sensibilità, ho detto. 
E mi sono unita a lei raccontando che era successa la stessa cosa anche a me non troppi mesi fa. Era per la morte di Severino Cesari, un giornalista di un'umanità straordinaria che, da malato terminale, aveva fatto dono a chi lo leggeva del suo prezioso sguardo sulle cose, sulla vita. 
Abbiamo applaudito tutti insieme al passaggio di Stephen Hawking ad altra vita e con Miriam più serena, abbiamo avviato la giornata che non ha tardato a proporre nuovi fuori programma.

È in momenti come questi che ho la certezza che la mia decisione di continuare a stare a scuola, di continuare a vivere tra i bambini, sia stata la scelta migliore che potessi fare...
Forse spostarsi in altri contesti da tanti è considerata un'opportunità, ma la scuola è qui, è questo e da nessun'altra parte esiste tanta straordinaria bellezza.