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venerdì 7 febbraio 2020

Cari bambini, a maggio ci attendono le Prove INVALSI


Ci sono scelte che vanno fatte e, nonostante abbia le mie riserve sul coinvolgimento di bambini tanto piccoli nelle Prove INVALSI, per il semplice motivo che il tempo destinato a costruire è appena cominciato, percorro sempre la strada coerente a ciò che considero valore e che mi impegno a trasmettere: il riconoscimento delle Istituzioni e il rispetto della legge. A fare eccezione - e questo ho avuto modo di esprimerlo in tante occasioni - sono solo quelle leggi che non sono rispettose dell'umanità e quelle che, poco coerenti con i principi della nostra Costituzione, devono vederci impegnati a cambiarle.

Perciò, ieri, mentre mi accingevo a trasmettere alle famiglie i moduli per acquisire le informazioni di contesto consegnatimi dalla segreteria, ho ritenuto fosse giusto accompagnare questa fase informando prima di tutto loro, i bambini, in modo che avessero notizie chiare su ciò che li attende a maggio, su quelli che saranno gli aspetti organizzativi e sulle attività che apriranno e chiuderanno questa esperienza. Così ho scritto loro una lettera.

Questa mattina, guidata dalla volontà di approfittare anche di questa occasione per lavorare su lettura e comprensione del testo, ho organizzato i bambini in coppie eterogenee e ho consegnato loro il documento "al buio", invitandoli a leggerlo insieme più volte fino ad essere in grado di raccontarne il contenuto.
Alla fine li ho sollecitati a riflettere: che documento è? chi è il mittente? chi sono i destinatari? quali sono i contenuti?...  per poi sollecitare con domande mirate la rilevazione dei particolari importanti che mi interessava che emergessero. Subito dopo, siamo passati ad una rilettura condivisa e a nuove riflessioni.

Un modo semplice per aprire anche a questa esperienza che ci attende a maggio, ma che non ci allontanerà dalle nostre scelte e dai nostri percorsi di senso (sono contraria all'allenamento per le prove INVALSI). Quello che faremo è certamente un lavoro di avvicinamento alle prove che possa consentire ai bambini di esplorarle insieme e di affrontarne qualcuna prima, così da conoscerle e poterle vivere con la dovuta serenità. Per il resto, il mio impegno sarà quello di tradurre l'esperienza in opportunità da cui trarre nuove riflessioni sul nostro modo di apprendere, sulle nostre sicurezze e sulle nostre difficoltà.

La lettera è molto schietta, specie negli aspetti che so già che avrebbero creato preoccupazione ai bambini, come sapere che le prove saranno proposte da un docente esterno, con banchi separati e senza la possibilità di collaborare. Ma contiene anche la più importante rassicurazione: "La valutazione non riguarda voi ma la scuola. Serve per capire se questa funziona bene o male. A voi un solo compito: dare il vostro massimo".

Iglesias, 6 febbraio 2020


Cari bambini,
c’è una cosa che dovete sapere.
Dato che frequentate la seconda della scuola primaria, nel mese di maggio dovrete svolgere delle prove di italiano e di matematica uguali per tutti i bambini di Italia. Si chiamano Prove INVALSI.

Queste prove servono per capire se la scuola funziona bene o male e se i bambini stanno imparando nel modo migliore.

Le prove saranno due e vi saranno proposte con dei fascicoli (specie di quaderni) con delle letture, delle domande e delle attività da svolgere sia in italiano che in matematica.

Per preparare questo momento, in questi giorni, i vostri genitori dovranno compilare un modulo con delle informazioni che servono per conoscere meglio voi e la vostra famiglia.

Le prove saranno proposte in due diversi giorni:
il 7 maggio, quella di italiano;
il 12 maggio, quella di matematica.

Ciò che è giusto dirvi fin d’ora è che durante le prove noi non saremo con voi perché le regole prevedono che queste vi siano proposte da altre maestre.

Un’altra novità riguarda il fatto che non potrete collaborare come siete abituati a fare di solito e che non potrete stare nelle isole perché sarete separati gli uni dagli altri.
Ciò che interessa capire a chi prepara queste prove è proprio che cosa sa fare ognuno di voi quando si trova da solo.

Però state tranquilli. Io non vi abbandono.
Prima di quel giorno, vi porterò qualche prova in modo da poterle osservare bene e farle con la collaborazione dei vostri compagni, così poi ci rifletteremo insieme, come facciamo sempre.

Perciò… mi raccomando: nessuna preoccupazione!
Sarà per voi un nuovo modo di lavorare ma ce la farete, soprattutto perché sapete bene che quel che conta è fare il proprio massimo.
Quando ognuno di noi fa il suo massimo, deve sentirsi sempre a posto.

E poi… sarà bello ciò che accadrà dopo: rileggeremo le prove insieme, discuteremo di ciò che avrete fatto, rifletteremo… Insomma, faremo proprio ciò che siamo abituati a fare sempre.
Quindi, potrete semplicemente fare finta che sia una delle nostre consegne al buio e andrà tutto bene :-)

                                                                                     Maestra Enrica



P.S.    Vi starete domandando: perché se le prove sono a maggio, vi scrivo oggi che siamo appena al 7 di febbraio? Perché questa mattina vi consegnerò i moduli per i genitori e intorno a voi inizierete a sentir parlare di queste prove.
Quindi per me era importante essere io a raccontarvi direttamente di questa novità, dandovi tutte le informazioni importanti per voi.

venerdì 4 maggio 2018

Prove INVALSI 2018

Si ricorda che nel calendario scolastico è inserita la programmazione delle Prove INVALSI 2018.
Le prossime prove sono programmate nelle seguenti date:

- mercoledì 9 maggio 2018: prova di italiano
- venerdì 11 maggio 2018: prova di matematica


giovedì 3 maggio 2018

Pronti? É il momento di salire sull'albero!

Ieri, in classe, ci siamo dedicati a una prova Invalsi di italiano. Lo stesso faremo sabato, quando ne proporremo una di matematica.
L'obiettivo, uno solo. Conoscere la tipologia di prova, ragionarci insieme, poterla affrontare con serenità.
Non riuscirei davvero a impostare il mio lavoro sulle prove per assicurarmi un buon risultato. Non riuscirei e non ne avrei il tempo. Così come non riuscirei a cercare alleanze per sottrarmi, non lo troverei professionale e neanche utile. Che cosa può preoccuparmi se faccio tutto quanto nelle mie possibilità?
Ciò che conta, almeno per me, è dare alle prove il peso che meritano, né più né meno, senza mai dimenticare che lavoro nella scuola dell'obbligo, alla scuola primaria, con bambini tutti diversi.
Così ho fatto ciò che è più coerente con il mio modo di lavorare. L'ho proposta prima in coppia, perché i bambini potessero ragionarci insieme, confrontarsi e supportarsi nelle diverse interpretazioni e, perché no?, nella scelta di strategie; poi l'ho proposta in gruppo, per un confronto più aperto. Gli alunni con disturbo specifico di apprendimento sono stati affiancati da compagni che si sono occupati di leggere per loro (una cosa meravigliosa, credetemi...). Per il resto, mi basta. Quello che penso l'ho già detto quando i miei bambini erano in seconda elementare e con una rubrica pubblicata su Scuola Italiana Moderna in questo periodo proprio lo scorso anno.
Quindi, è certamente chiaro, non vivo questo momento con preoccupazione; con serietà, questo sì. Per la coerenza che voglio che mi venga riconosciuta dai miei bambini, dalle famiglie.
Però, non posso non dirlo, c'è una cosa che continua a spiazzarmi, ed è l'impatto con i bambini in difficoltà. Il punto è che dopo che tutto il nostro impegno è improntato nel far capire che non chiederemmo mai a un pesce di salire su un albero (abbiamo anche condiviso la magnifica lettura di Lynda Mullaly Hunt edita da Uovonero), all'improvviso, nei prossimi giorni, in classe, entrerà qualcuno che, senza conoscere i bambini, misurerà le distanze tra i banchi, fornirà loro un fascicolo, leggerà istruzioni, metterà un orario alla lavagna e, strumenti compensativi o meno, dirà ai bambini: - Pronti? È il momento di salire sull'albero!
Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido. (Albert Einstein)

martedì 5 maggio 2015

Ai miei bambini che domani incontreranno le prove Invalsi


Carissimi bambini, domani vi troverete ad affrontare le prove Ivalsi e già so che molti di voi stanno provando un po' di ansia.
Vi scrivo per ricordarvi ciò che vi ho detto in tutto questo periodo. Dovete essere sereni. Non esiste una prova, neanche la migliore al mondo, che possa dirci quanto valete perché questo lo vediamo tutti i giorni con i vostri progressi personali, con tutte le vostre conquiste che vanno oltre i contenuti affrontati. Penso alla vostra sempre crescente autonomia, alla vostra capacità di porvi domande e cercare risposte, all'abitudine al confronto e al lavoro di gruppo, all'impegno che mettete per riflettere e autovalutare il vostro lavoro.
Eppure avete solo 7 anni.
Io, ve lo confesso, non riesco a non commuovermi pensando che l'anno scorso vi ho incontrato che non sapevate leggere e scrivere, che un bel gruppo di voi non riconosceva ancora il suono iniziale e finale del proprio nome, e vedere che oggi scegliete libri con la passione di scoprirne i contenuti, li divorate e li consigliate ai vostri compagni, vi scambiate opinioni...
So già che diversi tra voi avranno difficoltà davanti a questi fascicoli che hanno poco a che fare con il nostro mondo, con le conquiste che abbiamo messo al primo posto. So già che per tutti non sarà facile comprendere alcune consegne, interpretare le immagini, dare senso a molti quesiti...
Lo so. Ma non abbiate paura. La paura, lo sapete bene, blocca il corpo e la testa e ci rende immobili.
Invece respirate forte, come è necessario fare davanti a tutte le prove della vita, rilassatevi e fate il vostro massimo. Ancora una volta sarà questa l'unica cosa importante. Che ognuno di voi dia il suo massimo.
Per il resto, tranquilli. Non è per voi il voto. La prova Invalsi serve per sapere se la scuola gode di buona salute, se sta funzionando bene, se noi insegnanti riusciamo a darvi la preparazione adeguata.
E allora starò serena anche io, bambini miei. Perché, credetemi, e questo lo dico anche ai genitori, io faccio il mio massimo. Leggo, studio, mi aggiorno, costruisco materiali. Monto e smonto di continuo guardando voi e cercando di creare le condizioni migliori perché possiate "tirare fuori" tutto ciò che avete dentro e possiate formarvi nel modo migliore.
Lo so, questo non significa che ci riesca. Per questo, io spero tanto che questa valutazione, così come fa il medico con il paziente, non serva solo a dire se siamo sani o malati. Spero che ci dica che malattia abbiamo e che ci dia la cura. Perché, se io sbaglio, e certamente sbaglio, voglio la cura. Voglio che qualcuno si sieda accanto a me e mi dica qual è la strada che devo percorrere. Allora io mi rimboccherò le maniche e ricomincerò ancora.
Mi sono dilungata, bambini. Vi chiedo scusa. Avete capito che il mio cuore è con voi.
Non mi resta che augurarvi buon lavoro.
Ormai sapete che cosa dovete fare. Le prove le conoscete, sapete come gestirvi. Non vi avrei mai lasciato, per puro principio, scoperti davanti a una prova tanto importante.
Adesso sappiate solo questo: sereni, fate il vostro massimo e ciò che fate sempre: cercate dentro di voi la strada per tutto ciò che ancora non conoscete. Potete trovarla. E se non la troverete, non importa. Ancora una volta vi dico: c'è tempo. Siamo all'inizio di un cammino e prima di valutarvi, noi tutti abbiamo ancora il dovere di costruire. 
Con tutto il mio bene, 
maestra Enrica