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giovedì 3 giugno 2021

Autovalutazione e colloqui con i bambini

  

Si è svolta questa mattina l'attività di autovalutazione, a cura dei bambini, di questo particolare anno scolastico.

Tre le attività proposte: 

  • discussione nei piccoli gruppi, guidata dalle carte-domanda; 
  • compilazione del modulo di autovalutazione; 
  • condivisione di una riflessione, un suggerimento, una proposta.

È stato impossibile non sostare davanti a ciò di cui i bambini hanno sentito maggiormente la mancanza con le restrizioni anti-covid e alle loro riflessioni sulla riorganizzazione della didattica a distanza.
Tutti aspetti su cui torneremo con calma nella rilettura dell'anno scolastico insieme alle famiglie.

Adesso ci attendono i colloqui con i bambini, programmati per domani - 4 giugno 2021 - dalle ore 8:45 alle ore 11:30.

Qualora non si riuscisse a completarli domani, questi proseguiranno lunedì 7 giugno, dalle ore 8:45 alle ore 10:30.

 

 

venerdì 29 gennaio 2021

Nessuno cresce perché lo misuriamo spesso

Condivido questa bella infografica, realizzata da @viaggiopedagogico, su un'idea di @unamaestracentomaestre, per spiegare ai bambini (e alle famiglie) i livelli della nuova valutazione. Unica cosa: sostituirei il verbo studiare con il verbo imparare.

Colgo l'occasione per proporre una riflessione: ho già visto nascere strumenti per utilizzare questa valutazione nel quotidiano (fotocopie con i quattro simboli da inserire nei quaderni). Sono modalità che - facciamo attenzione! - non farebbero che riportare a una valutazione continua con forme che poco si differenzierebbero da quella numerica.

La nuova valutazione sposta l'attenzione sulla crescita. La crescita non si misura di continuo. Meglio, quindi, a mio avviso, costruire l'abitudine a un'osservazione continua, questa si, e a offrire feedback sulla specificità delle proposte, per poi soffermarsi a ragionare sulla crescita periodicamente, ripartendo dalla documentazione a disposizione raccolta con tanti possibili strumenti. Lo ha mostrato molto bene Sonia Sorgato nel secondo incontro di formazione del MIUR sulla nuova valutazione, rivolto ai docenti. Possono essere: diario di bordo, interviste, trascrizione di discussioni, osservazioni durante le situazioni di routine o di gioco, attività didattiche strutturate, analisi di produzioni individuali o di gruppo, raccolta di testi liberi...

Per quanto mi riguarda, credo che non avrei potuto fare scelta migliore, nei miei ultimi otto anni, di quella di liberare e di liberarmi di qualunque forma di valutazione legata a ogni singola prestazione (il riferimento è a voti o giudizi in qualunque forma). Se ne sono avvantaggiati tanto la serenità del clima di classe e la collaborazione tra gli alunni. Ampio spazio hanno assunto l'autovalutazione, la valutazione tra pari e le diverse forme di feedback continuo, legate alle ordinarie attività didattiche, nell'ottica di una valutazione come apprendimento.

Come ha detto Pietro Lucisano, in un suo bellissimo contributo all'interno dei recenti percorsi formativi organizzati dal Miur "Nessuno cresce perché lo misuriamo spesso", così come nessuno dimagrisce perché si pesa di continuo.

Intanto, proprio da ieri sera, i nostri bambini hanno a disposizione, nella classe virtuale, il nuovo documento per l'autovalutazione periodica (primo quadrimestre), affinché possano iniziare a rifletterci anche con le famiglie, in attesa della compilazione che sarà proposta dalle colleghe, in classe, lunedì. 

Il documento è costruito in linea con quelli proposti in prima e seconda, che riportavano già quattro livelli (gli stessi pallini dell'autovalutazione in itinere), ma è arricchito dagli obiettivi di apprendimento declinati per i bambini che, ormai, essendo in terza, ci si possono rapportare in modo più diretto.

Il documento è pensato come strumento in preparazione dei colloqui con i bambini.  È un tempo dedicato in cui si ritorna sui diversi aspetti dell'autovalutazione in forma dialogica e in cui esprimiamo e argomentiamo il nostro accordo o disaccordo, sempre con l'attenzione al nostro compito: promuovere la crescita di ognuno.

 

Altri post su Nuova ordinanza sulla valutazione:
https://enricaena.blogspot.com/search/label/Nuova%20Ordinanza%20valutazione


domenica 24 gennaio 2021

È di nuovo tempo di valutazione


È di nuovo tempo di valutazione. Per me, che sarò costretta a gestirla a distanza, è il momento dello studio di nuovi strumenti per non sacrificare lo spazio di riflessione e autovalutazione periodica che prepara ai colloqui con i bambini e alla compilazione del documento di valutazione. Quest'anno, poi, con la consapevolezza che cresce (siamo in terza) e la nuova valutazione, non può proprio mancare il passaggio che vede i bambini davanti agli obiettivi declinati per loro.
 
All'etichetta "Colloqui con i bambini":

mercoledì 17 giugno 2020

Dai colloqui: lo sguardo dei bambini

Anche il secondo quadrimestre di questo particolare anno scolastico si è chiuso con i colloqui con i bambini. Questi sono stati un  tempo importante per ripercorrere insieme l'autovalutazione finale, ma anche,  e soprattutto, per rileggere in modo completo l'esperienza, partendo dalle osservazioni dei bambini su ciò che è accaduto, sull'organizzazione che ci siamo dati e sulla "nuova scuola", per poi spostare lo sguardo verso settembre.
Ne riporto tre brevi estratti, ringraziando Alice, Samuele, Chiara e le loro famiglie per la disponibilità alla condivisione.





sabato 6 giugno 2020

Non abbiamo finito

Credevo che ci aspettasse il momento più difficile di quest'anno: esprimere le valutazioni finali. Ma mi sbagliavo.
Certo, non è mancata la fatica di rivedere il percorso di ogni bambino, a partire da come ha accolto la scuola a casa e da come si è riorientato nel nuovo scenario, per poi costruire uno strumento di sintesi che ci accompagnasse al profilo finale con serenità.
Tanti i documenti da tenere presenti: il portfolio, organizzato in tre file condivisi, uno per ogni mese; i materiali nati dalle nostre attività; il form dell'autovalutazione finale e il documento che riunisce gli sguardi coinvolti: il nostro, quello dei bambini e quello dei genitori.
Quello che non sapevo è che le ultime fatiche avrebbero racchiuso la parte più bella, quella impossibile da ridurre dentro anche il migliore e più accurato degli strumenti.

Sto parlando dei colloqui con i bambini, per i quali devo ringraziare la mia cocciutaggine tutta sarda. Così, nello stupore collettivo, li abbiamo programmati anche ora, a scuola chiusa. Due mattinate intere e un pomeriggio. Venti minuti per ogni bambino.
I primi segnali sono arrivati subito. Il file editabile per iscriversi si è presto riempito e i bambini hanno compilato con cura l'autovalutazione in preparazione del colloquio.
Nelle date stabilite, 4 e 5 giugno, si sono presentati tutti puntuali, e puntuali abbiamo terminato; cosicché, la nostra terza stanza su Jitsi, quella dedicata agli incontri, ha visto un traffico ordinatissimo, che ci ha consentito di vivere serenamente quel tempo. 
Per ognuno avevo messo da parte l'autovalutazione, per tornarci velocemente con la condivisione dello schermo solo alla fine. In pochissimi casi questa era discordante dalle mie osservazioni, perciò meglio lasciare più spazio possibile alla loro rilettura di questi mesi.
Dopo la richiesta di alcune informazioni su organizzazione, autonomia nel lavoro e difficoltà incontrate, il tempo ha visto al centro due domande "Se fra noi, ora, arrivasse un extraterrestre che non sa niente di ciò che è accaduto sulla terra e alla nostra scuola, come glielo racconteresti?" e ancora "Come immagini settembre?"
Domande che hanno aperto completamente e mi hanno reso parte del loro sguardo.

Ciò che ho visto sono bambini di sette anni - non posso prescindere un attimo dalla loro età - completamente consapevoli di ogni cosa: di ciò che è accaduto, del perché sono state chiuse le scuole, di come ci siamo organizzati e di che effetti hanno avuto le nostre scelte, del ruolo della classe virtuale e degli appuntamenti sincroni, delle differenze tra tutto questo e la scuola vera. "Qui vedi, senti, usi anche le mani per scrivere, ma questa scuola non ha odore, non ha sapore..." Sono le parole di Vinicio. "Qui, sì, mi piace perché ci vediamo, perché facciamo le cose insieme - dice Chiara, mentre quasi attraversa lo schermo con la sua gestualità - ma non ci possiamo abbracciare."
Nessuna parola entrata per caso, ogni cosa un nome, il suo, che, probabilmente, tre mesi fa non era mai entrato nel loro vocabolario.
Li ho visti cresciuti, maturati. Ho visto che questo tempo gli ha regalato quella capacità grande di dare voce alle cose che vivi, che senti. Forse perché era davvero l'unico modo di condividerle con tutti noi.

Non è finita. Non può. L'ho capito subito durante il primo pomeriggio dedicato ai colloqui. Ascoltandoli, ho avuto chiaro che non sarebbe stato possibile chiudere un vissuto come questo con l'ultimo post della settimana nella bacheca della classe virtuale, né con una videoconferenza, ancora a sfidare connessioni fragili e strumenti in cui c'è sempre qualcosa che non va.
Ho capito che, ora più che mai, il nostro ultimo giorno doveva essere quello di sempre, e che non poteva che essere in presenza: il giorno della consegna del documento di valutazione.
Non possono mancare uno spazio e un tempo dedicati a rileggere l'anno insieme, e un'ultima semplice attività comune che faccia da ponte tra questo e il prossimo anno. Non può mancare un luogo, fisico, in cui proclamare i promossi ad alta voce, uno ad uno, regalare loro un applauso. Non può mancare un saluto guardando insieme verso settembre con fiducia.
Lo meritano. Glielo dobbiamo.
I rituali sono importanti. Ora più che mai.

È seguita una richiesta formale. Va bene all'aperto, va bene con le distanze, va bene con un solo genitore per ognuno. Ma deve essere come scuola, non altro.
Dobbiamo sapere di essere a scuola e i bambini dovranno sentirlo.
E mentre aspettiamo la risposta, già immagino un grande cerchio, con sedie distanziate le une dalle altre. Ogni bambino, un suo genitore. Questo sì, vicino.
Immagino uno spazio al centro con tanti gessi colorati con i quali dar vita, uno per volta, a un grande brainstorming con ciò che porteremo con noi a settembre.
E già li vedo quando, chiamati uno ad uno, rispettosi delle distanze, ritireranno questo documento che raccoglie un vissuto importante, per il quale non esiste voto, ma la capacità di riconoscere che non è passato per niente e che lascerà un segno indelebile nelle loro vite.
E li vedo mentre accolgono il nostro applauso che li accompagna in terza elementare. Commossi loro, commosse noi.
Quando le cose le vedo così, come se fossero già state, vuol dire che non possono mancare.
Aspettiamo la risposta alla nostra richiesta. Fiduciosi.

mercoledì 27 maggio 2020

Verso la chiusura: autovalutazione finale e colloqui con i bambini

È stata dura organizzare questa fine dell'anno in vista della valutazione finale, ci sono tornata e ritornata infinite volte e, certamente, ci sono limature che mi impegneranno ancora. 
Così, mentre con i bambini siamo completamente immersi in un impegnativo lavoro sul 2 giugno, che si completerà lunedì pomeriggio con l'incontro con Anna Sarfatti, solo ieri, a notte fonda, ho messo finalmente a punto tutti i passaggi finali. 
Lunedì i bambini riceveranno il form per l'autovalutazione finale, che andrà ad integrare il Portfolio e le mie osservazioni. 
Per i giorni successivi, ho programmato i colloqui con i bambini: giovedì mattina, venerdì mattina e venerdì pomeriggio. Venti minuti a bambino, durante i quali raccogliere le loro riflessioni in modo più diretto, discutere insieme dell'autovalutazione, ascoltare ciò che pensano di avere imparato: da questo periodo, dall'ambiente e dagli strumenti che abbiamo utilizzato, dalle attività proposte. 
Per me, questo passaggio, ora più che mai, non poteva mancare. So già che non basterà comunque, ma di più non sono proprio in grado di fare. 
Adesso non resta che attendere le iscrizioni dei bambini ai colloqui nel file editabile che, da questa mattina, li attende dalle 8:30 in aula virtuale. 
Un altro passo importante è fatto, eppure, so bene che la fase più difficile deve ancora arrivare.

venerdì 1 maggio 2020

I voti proprio no

Nelle mie classi, i voti non hanno mai fatto il loro ingresso, se non al termine dei periodi didattici e dopo un lungo percorso di autovalutazione che da diversi anni si chiude anche con i colloqui con i bambini.
Non ci ho mai creduto, ma ho scelto il rispetto della legge e ho trovato la strada.
Ma ora proprio no. E non risponderò con un voto uguale per tutti. Il problema si risolverebbe in fretta, ma io non amo le non scelte.
Ho documentato con attenzione tutto, ma è una narrazione quella che posso offrire, nulla più. Ci sta dentro ciò che ho fatto io e quelle che sono state le risposte. Di più non posso. Quanto è accaduto dipende tanto da noi, da ciò che la scuola aveva e ha saputo mettere in piedi, dalla nostra formazione, dalle famiglie, dagli strumenti, dalla connessione, dal contesto sociale e culturale, dal tempo di cui i genitori potevano disporre... Non mi ripeto. Sono cose che sappiamo tutti.
Perciò, se le sappiamo tutti, è possibile essere qui anche solo a metterlo in discussione?
Io non mi rifiuto. Ma non chiedetemi di fare ciò che non posso fare.
Mi chiedereste di non rispettare i miei bambini e le mie famiglie. E non voglio e non posso permettermelo perché se la scuola è continuata, nonostante tutto, comprese le nostre mancanze, è grazie a loro e a quanto mi hanno riconosciuto maestra e si sono fidati di me.

Mi unisco all'appello della Redazione e del Gruppo di lavoro della Rivista "Insegnare" del Cidi e ne chiedo la sottoscrizione e la condivisione a tutte le colleghe e i colleghi.
Nel frattempo, impegniamoci a divulgare nei nostri Collegi dei docenti l'appello di Cidi e MCE che invitano a non utilizzare i voti numerici, bensì la definizione di un profilo formativo.

http://www.insegnareonline.com/rivista/editoriali/moratoria-valutazione-voti-ordine-scuole

mercoledì 5 febbraio 2020

Colloqui prima e durante

Una breve sintesi fotografica delle attività svolte nei giorni scorsi in preparazione della valutazione quadrimestrale con il coinvolgimento dei bambini.

Mi perdoni chi nelle foto non c'è, ma a contare qui è la narrazione delle diverse fasi...

Grazie a Chiara Pusceddu (la tirocinante) per gli scatti durante gli ultimi colloqui.
 

lunedì 3 febbraio 2020

Questo vedo. Questo sento.


Venerdì. Colloqui con i bambini.

Arriva S., è il suo turno. Piccolo di statura, capelli lunghi e occhi molto grandi. Entra disinvolto e si siede a fianco a me. Davanti trova le carte domanda che avevano guidato le riflessioni in gruppo sul rapporto con la scuola e, dietro mia sollecitazione, aggiunge qualche altra considerazione rispetto a quelle emerse dal suo gruppo durante la restituzione alla classe.
Poi prendo in mano la sua tabella di autovalutazione per ripercorrerla con lui e offrirgli il mio sguardo rispetto a quanto da lui espresso.
Mentre gli chiedo se vuole dirmi qualcosa oltre le carte e oltre la tabella, mi guarda con i suoi occhi grandi e mi dice:
- Tu sei una maestra che fa lavorare molto.
- Davvero pensi questo? (Non riesco a nascondere la mia gioia nello scoprire che almeno i bambini se ne accorgano). Sai che invece molti grandi non pensano questo dato che non usiamo il libro di testo e che tante attività non le trovano sul quaderno…
Mi guarda come a dire “Ma sono matti?” e aggiunge: - Sì, lo penso. Tu sei una maestra che fa lavorare molto.
E io gli dico: - Ma questo ti fa stancare o ti piace?
- No, mi piace perché affrontiamo lavori in cui viene sempre fuori qualcosa che ti fa rimanere a bocca aperta, che ti lascia stupito. Non te lo aspetti e arrivano sempre significati che danno un senso all’argomento.
A questo punto, sentendo questo linguaggio e queste riflessioni, lo invito ad aspettare un attimo e gli chiedo il permesso di appuntarmi ciò che mi sta dicendo perché – gli dico - mi interessa molto. Così mi organizzo, scrivo velocemente queste prime cose, facendo attenzione a non perdere le sue parole, e lo invito a continuare.
- Sì, le cose che facciamo hanno sempre un senso, proprio un senso.
- Mi puoi fare un esempio? – gli chiedo io.
- Sì. Prendi la storia del bambino morto nel carrello a Parigi, quella dell’articolo che ci hai fatto leggere in coppia. Io all’inizio pensavo che non fosse il caso di parlare a scuola di un fatto così grave, poi però con questa storia ho pensato molto e ho imparato molte cose.
Ho capito che ci sono bambini che non si possono permettere di andare in un altro paese e questo per me è molto grave perché se uno non ha una bella vita deve poter cercare una vita migliore.
Cambio discorso e gli chiedo se voglia dirmi qualcos’altro sui suoi apprendimenti, se c’è qualcosa con cui fatica o qualcosa che sente di avere imparato proprio bene.
- Mi piacciono molto tutte quelle cose che sembrano difficili ma che mi fanno pensare molto e poi diventano facili, come quelle che ci fai fare a mente in matematica, perché mi piace trovare il modo per pensare.
Difficili trovo le lettere maiuscole in corsivo e le parole nuove quando le devo scrivere la prima volta.
- Però spesso ti vedo distratto – gli dico io – un po’ come se fossi da un'altra parte. - Beh… questi anni non sono stati facili per me, maestra – mi dice mentre gli occhi gli diventano lucidi - A me sono morte molte persone (e mi elenca i nomi di due nonne e di un nonno) e io penso spesso a loro. Mi mancano molto e questo è difficile per me. 
Ci fermiamo a mettere a fuoco ciò che dovrà impegnarsi a migliorare e il colloquio si chiude. Ci salutiamo con un bacio mentre va a chiamare la compagna che deve raggiungermi dopo di lui.

Sette anni.

So che per chi non lo conosce sarà difficile credere a queste riflessioni e a queste parole, ma so anche che non sarà così per chi ha incontrato il bambino dietro quella S. e per chi i bambini si ferma ad ascoltarli e ad accogliere ciò che sanno vedere, sentire, esprimere.

Ero combattuta se condividere, ma poi ho pensato alle parole di una mamma che lavora molto con me e che conosce le mie resistenze, quelle che stanno finendo per avere sempre la meglio: “Enrica, pensa sempre e solo a cosa ti guida” e tutto il resto lascialo andare.

martedì 21 gennaio 2020

Autovalutazione periodica e colloqui con i bambini

 

Vi informo che a partire da venerdì 24 gennaio 2020 sono programmate le attività di autovalutazione periodica che si completeranno con i colloqui con i bambini. Questi si svolgeranno in data venerdì 31 gennaio e martedì 4 febbraio 2020.
Anche quest'anno l'autovalutazione sarà preceduta da spazi di riflessione in gruppo, guidati dalle carte-domanda. 

Post precedenti sull'argomento:

domenica 16 giugno 2019

Scuola senza voto? Perché?

Perché fare scuola senza voti? - mi hanno chiesto ieri - Alla fine cosa cambia davvero?

In effetti non è solo una questione di voti sì o voti no. Il solo togliere questi, cambia ben poco. Ciò che conta è il liberare la scuola dall'assillo continuo della valutazione che sta invadendo tutto lo spazio, oramai anche alla scuola primaria, generando una pressione continua che è tutta a svantaggio dell'apprendimento.
Mi piace l'idea di una scuola che all'essere concentrata sul valutare ogni singolo passo, sappia scegliere il riportare al centro ciò che conta: il costruire, con tutti, sempre.

In una scuola che sappia fare questo, la valutazione c'è, non può non esserci, ma gli alunni non si accorgono di essere valutati perché il momento della valutazione non è distinto da quello dell'apprendimento, vuol dire che valuto sempre e non valuto mai (il riferimento è all'idea di valutazione formatrice di Charles Hadji).
Questo modifica completamente il clima di classe. Gli alunni si concentrano solo sulle proposte e, non essendoci competizione data dall'attesa del voto o del giudizio dell'insegnante, trovano spazio favorevole l'apprendimento collaborativo, l'aiuto reciproco, la cura l'uno dell'altro. Ed è proprio grazie al supporto continuo tra pari - la più importante risorsa di cui disponiamo e ancora poco valorizzata - che tutti crescono.
In uno scenario di questo tipo, assumono molto spazio l'autocorrezione, l'autovalutazione e la valutazione tra pari.

Sono tanti a pensare che senza verifiche continue e senza valutazione non ci sia motivazione ad apprendere. Ma le esperienze dicono altro. Dicono che costruire una motivazione intrinseca è possibile. La motivazione viene dalle scelte didattiche, non dalla continua valutazione della prestazione; viene dalla capacità di non dare risposte prima che ci si sia fatti le domande (per dirlo con Freinet: non ci si può ostinare nella pedagogia del cavallo che non ha sete) e viene dalla capacità del docente di garantire un'organizzazione forte per poi sapersi spostare e "passare la palla" agli studenti, senza sottrargliela fino alla fine, per poi fare spazio alla metacognizione.
Queste sono scelte che non solo fanno crescere gli apprendimenti, ma costruiscono autonomia e responsabilità. Entrambe troppo assenti da una scuola e da famiglie che hanno dimenticato che niente è più importante dell' "aiutami a fare da solo", eredità di Maria Montessori.

Condivido, avendo acquisito i permessi necessari, questo video sul colloquio di Anna (febbraio 2017, quarta primaria). Ci sono alcune riflessioni sul voto, così come lo vedono i bambini. 
Occorre ascoltarlo con le cuffie o attivare i sottotitoli perché, essendo stato realizzato con lo smartphone, senza averlo deciso in anticipo, l'audio è debole.

Verso le consegne: la valutazione rivolta ai bambini

Scegliere di fare scuola eliminando i voti e qualunque altra forma di giudizio, ha significato, nella nostra esperienza, fare spazio importante all'autovalutazione e ai colloqui con i bambini. Percorsi che chiedono coerenza fino alla fine.
Pertanto, il giorno delle consegne, accanto al documento ufficiale rivolto alle famiglie, ce ne sarà uno che verrà consegnato personalmente ai bambini e che parla la loro lingua. Un documento, certamente più "morbido", più snello e più colorato, ma che contiene la stessa serietà che ha guidato l'autovalutazione finale e il colloquio all'interno del quale è stata discussa.

Sono impegni in più, certamente, ma lasciano la piacevole sensazione di sapere di aver fatto in modo che la valutazione sia davvero al servizio della crescita dei bambini, e non solo in termini di apprendimento.


Non dimenticate che vi aspettiamo il 24 giugno alle ore 10. Non mancate!

giovedì 30 maggio 2019

Colloqui con i bambini - 2° quadrimestre


Vi informiamo che domani - 31 maggio 2019 - a partire dalle ore 9.00, si svolgeranno i colloqui con i bambini per il secondo quadrimestre.
Questi sono stati preparati con le due attività propedeutiche che hanno interessato i bambini anche al termine del primo quadrimestre: riflessione in piccoli gruppi sul rapporto con la scuola, guidata dalle carte-domanda, e compilazione della scheda di autovalutazione riferita alle competenze educative attese e al rapporto con i saperi.

I contenuti delle carte domanda:

Hai frequentato la scuola volentieri?
Che cosa ti è piaciuto della scuola?
Che cosa non ti è piaciuto della scuola?
Come ti sei trovato con i compagni e con le maestre?
Hai trovato faticoso il lavoro scolastico?
Hai avuto delle difficoltà?
Come pensi di avere imparato?


venerdì 1 febbraio 2019

Sui colloqui con i bambini


Il giorno dei colloqui con i bambini è arrivato. 

Alle 11.00, organizzate le attività con maestra Francesca per potermi spostare dalla classe, ho ricordato ai bambini il nostro impegno (non che lo avessero dimenticato…) e ho preso a chiamarli nella biblioteca della scuola. In realtà mi sono occupata solo della prima bambina perché, subito dopo, sono stati loro a chiamare il compagno successivo e ad accompagnarlo in biblioteca per poi tornare in classe.

Con me si sono alternate due studentesse che hanno espresso il desiderio di assistere a questo momento, con l’impegno di spostarsi immediatamente qualora avessero rilevato una qualsiasi forma di disagio. Ma disagio non ce n’è stato e hanno potuto trattenersi tutto il tempo. I bambini erano emozionati, questo sì, ma sereni.

Ad accoglierli, sul tavolo, le stesse carte-domanda che avevano aperto il percorso propedeutico (Verso i colloqui con i bambini). Un modo per riportarli dentro alle riflessioni sul rapporto con la scuola con le quali volevo aprire il colloquio:

- Ricordi che cosa sono queste?
- Quando le abbiamo utilizzate?
- Ricordi qualcuna delle domande?
- Come avevi risposto? Vuoi aggiungere qualcosa? 
 
I bambini ricordavano, eccome. Le hanno chiamate “carte-domanda”, proprio con il nome che io avevo utilizzato nel proporgliele e hanno rievocato l’attività svolta in gruppo; in diversi casi con tanti dettagli: in che gruppo erano inseriti, chi aveva il ruolo di coordinatore, qual era il suo compito, cosa avevano risposto…

Subito dopo ho messo davanti ai bambini la loro tabella di autovalutazione, ancora una volta chiedendo se ricordassero che cosa fosse e perché l’avessero utilizzata.
Anche in questo caso, i bambini hanno mostrato piena consapevolezza. Hanno detto che strumento era e la sua funzione, e hanno ripercorso le immagini per richiamare le voci e raccontato l’uso e il valore delle palline colorate. 



A quel punto, dopo aver richiamato il mio impegno, di cui li avevo informati da subito - analizzare le autovalutazioni per poi dire loro se fossi o meno d’accordo e perché - il mio compito è stato quello di attendere che rilevassero quanto da me appuntato nella tabella per poi invitarli a intuire il significato. Così, voce per voce, abbiamo ripercorso e ragionato sulle possibili motivazioni che avevano guidato i miei appunti, mostrando una lettura sorprendente di sé, sia per quanto riguarda le competenze educative attese, sia per quanto concerne i saperi.

Lo scambio guidato dalla tabella è stato arricchito dalle considerazioni sui grandi cambiamenti avvenuti dall’inizio dell’anno ad oggi e che loro stessi si sono riconosciuti con grande soddisfazione.

Il tempo dedicato ad ogni bambino si è chiuso con una riflessione sul colloquio stesso:

- Era come te lo aspettavi? 
- Eri emozionato?
- Ti piace aver avuto un momento per poter parlare da solo con la maestra?

È stato subito chiaro che era difficile per i bambini farsi in anticipo un’idea di che cosa fosse il colloquio. Troppo piccoli anche solo per averne sentito parlare… 
Certo è che nessuno di loro si aspettava di spostarsi in un altro spazio e di sedersi accanto alla maestra per un momento di riflessione tutto dedicato a lui.

Quello che non ci aspettavamo noi, invece, era che bambini così piccoli potessero rileggersi con tanta attenzione.
È chiaro che il lavoro preparatorio è stato importante; soprattutto l’averlo proposto in gruppo, così da consentire un confronto tra loro, ma anche l’essere tornati sulla proposta più volte per ripercorrere insieme il senso di ogni passaggio.

Chiudo posando lo sguardo sulla loro attenzione, sulla responsabilità con la quale hanno vissuto questo momento, sul loro illuminarsi quando sottolineavo le loro conquiste, sulle parole che hanno scelto per esprimere le loro fragilità o per raccontare la gioia di quanto hanno capito di aver imparato a leggere...

Sono lavori faticosi, lo dicevo oggi con le tirocinanti. Il lavoro non sta nelle ore dedicate ai colloqui,  ma nell’impegno costante per costruire consapevolezza, giorno per giorno, nel tanto tempo invisibile che investiamo.

Ma ne vale la pena. Ed è in giorni come questo che per un attimo sospendo i dubbi e assaporo la bellezza.

giovedì 31 gennaio 2019

Via ai colloqui con i bambini!

Si informa che domani - venerdì 1 febbraio, dalle ore 11.00 alle ore 13.30 - sono programmati i colloqui individuali con i bambini. 
I colloqui saranno supportati dallo strumento di autovalutazione che ha guidato la fase propedeutica.
Appuntamento importante per i nostri piccoli alunni. Grande emozione per loro e per noi maestre.

venerdì 25 gennaio 2019

Verso i colloqui con i bambini


Fare scuola senza voti è per me una scelta professionale importante che ho fatto tanto tempo fa; anzi, a dirla tutta, i voti, io, non li ho usati mai. Questa è una decisione maturata con la volontà di mettere al primo posto un clima educativo sereno, in cui valorizzare la cura e l'aiuto dell'altro e l'apprendimento collaborativo, laddove ad avere la meglio, di norma, è la competizione. Ma anche di restituire forza alla motivazione intrinseca in uno scenario in cui tutto sembra essere legato esclusivamente al profitto.

Fare a meno dei voti, ma anche di qualunque altra forma di giudizio, non significa tenere fuori la valutazione. Questa resta presente, sempre. Ma è una valutazione che a numeri, lettere o quant'altro, preferisce il dialogo diretto e che non è separata dal momento dell'apprendimento. Al centro, per quanto mi riguarda, non può essere una pratica valutativa invadente che tende all'accertamento ancora prima di aver costruito. Questo perché sono convinta che il compito della scuola sia quello di garantire una crescita formativa a tutti, sempre e comunque.

Si tratta di scelte faticose, non solo perché si scontrano con attese diverse, consolidate nel tempo, ma perché comportano l'assunzione di nuovi compiti non semplici. Nel mio caso, la ricerca continua di tutte le possibili strategie per un fare scuola in cui siano sempre presenti pratiche didattiche orientate al continuo costruire: autocorrezione, valutazione tra pari, autovalutazione, fino a prevedere anche quella quadrimestrale, completata dai colloqui con i bambini.

Un impegno forte, quest'ultimo, specie quando, come quest'anno, mi sono ritrovata a ricominciare con un nuovo ciclo e a ragionare se queste scelte, in questa fase, fossero o meno opportune. 

Ad avere la meglio, però, è stata la convinzione che non mi sarebbe stato possibile tornare indietro. Dovevo solo trovare la strada adatta all'età dei bambini che mi erano stati affidati. Bambini di cui un numero importante è anticipatario. 

Ho riflettuto a lungo. Poi la risposta, come mi è capitato tante volte, è arrivata dallo scegliere la semplicità. Dal decidere di guardare esclusivamente loro, i bambini, tenendo fuori qualunque aspettativa adulta o eccessivamente tecnica.

Credo, così, di aver costruito uno strumento adatto a guidare i miei nuovi bambini nell'incontro con la valutazione quadrimestrale, capace di aiutarli a rileggersi e di supportarci durante i colloqui a loro riservati.

Ciò che va detto con chiarezza è che, per quanto si scelga la semplicità, queste sono proposte che hanno necessità di un contesto in cui certe pratiche hanno già preso piede (nel nostro caso l'autovalutazione è prassi quotidiana) e rendono necessario un attento accompagnamento.

La nostra esperienza verso i colloqui è partita mercoledì 23 gennaio, quando ho condiviso con i bambini la proposta dell'autovalutazione quadrimestrale e ho illustrato loro gli strumenti che avevo elaborato. 
Li abbiamo analizzati insieme in modo dettagliato e li abbiamo ripercorsi più volte, fino ad assicurarmi che tutto fosse chiaro. Poi, ieri - giovedì 24 gennaio - in apertura della mattinata, ho organizzato la classe in gruppi eterogenei, facendo attenzione che, all'interno di ognuno, fossero presenti buone competenze nella lettura, e ho avviato l'attività vera e propria.


Questo l'obiettivo: invitare i bambini a riflettere sul rapporto costruito con la scuola e ad autovalutarsi in merito alle competenze educative attese e al proprio rapporto con i saperi e le abilità messe in gioco in questi primi mesi della scuola primaria.

La prossima settimana, lo stesso strumento elaborato per supportarci in questa fase, guiderà i colloqui individuali con i bambini. Dieci minuti in cui ognuno avrà l'opportunità di parlare di sé e di riflettere sul proprio percorso di crescita.

Il percorso di lavoro: dettagli.

Fase organizzativa
Illustrazione dettagliata dei materiali (carte-domanda e scheda di autovalutazione); organizzazione delle isole di lavoro e nomina di un coordinatore; consegna dei materiali.

Prima fase: discussione
Ogni gruppo è stato invitato, utilizzando le carte-domande, a confrontarsi sull'area "Io e la scuola". Le carte (sette) sono state riposte coperte al centro di ogni isola. Al coordinatore è stata data la consegna di pescarle una alla volta, di leggerle e di assicurarsi che, a turno, intervenissero tutti. La richiesta era anche quella di assicurarsi che le risposte fossero ricche e articolate (non solo sì o no, ma sì perché..., no perché...) e di memorizzare le risposte di tutto il gruppo per poi poterle condividere con la classe.
Io ero impegnata a girare tra le isole, evitando qualunque forma di intervento, se non quelle utili a chiarire la consegna e gli aspetti organizzativi. 

Domande riportate sulle carte in stampa maiuscola, accompagnate da immagini-gancio:

- Vieni a scuola volentieri?
- Che cosa ti piace della scuola?
- Che cosa non ti piace della scuola?
- È stato faticoso il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria?
- Come ti trovi con i compagni?
- Come ti trovi con le maestre?
- Trovi faticosa la mattinata scolastica? 



Seconda fase: restituzione
I coordinatori sono stati invitati a condividere con la classe quanto emerso dalla discussione di gruppo. I componenti dei diversi gruppi potevano contribuire per arricchire quanto riportato.
Io, in collaborazione con la tirocinante presente in classe, sono stata impegnata a registrare quanto condiviso.


Terza fase: compilazione dell'area relativa alle competenze educative attese
I bambini sono stati invitati, individualmente ma con il supporto del gruppo, ad autovalutarsi in merito alle competenze educative attese. A disposizione dei bambini quattro pallini da colorare. Questa fase è stata preparata riportando diversi esempi ricavati dalla realtà dei bambini, utili ad aiutarli a comprendere che la coloritura di un pallino rappresentava il valore minimo e quattro il valore massimo.

Frasi guida riportate in stampa maiuscola e accompagnate da immagini-gancio:

- Non  faccio assenze, se non quando sono malato, e vengo a scuola puntuale.
- Partecipo a tutte le attività con impegno.
- Rispetto le regole, i compagni e le maestre.
- Con i compagni sono gentile e li aiuto volentieri; nelle attività di gruppo collaboro con tutti; gioco senza escludere nessuno.
- Sono attento a far firmare le comunicazioni ai miei genitori, giustifico sempre le assenze, completo i lavori non finiti e svolgo le consegne.
- Collaboro nel tenere ordinata e pulita l'aula; ho cura del mio scomparto e della biblioteca di classe.
- Preparo con cura il mio materiale, controllando di avere sempre quello che mi serve.



Quarta fase: compilazione dell'area relativa agli apprendimenti disciplinari
I bambini, sono stati invitati, individualmente ma con il supporto del gruppo, ad autovalutarsi in merito agli apprendimenti disciplinari. 
In questa sezione, la scheda riporta anche dei semplici descrittori, riservati all'insegnante, utili sia a guidare verbalmente i bambini nel comprendere gli elementi di attenzione, sia a supportare il colloquio.

Aree, illustrate dal docente, riportate in stampa maiuscola e accompagnate da immagini-gancio:

- Io e il lavoro con le parole
- Io e il lavoro con i numeri e le forme
- Io e lo spazio, il tempo e la natura
- Io e le immagini
- Io e il movimento
- Io e la musica

Anche la terza e la quarta fase si sono svolte senza alcun intervento da parte mia, se non in merito alla comprensione delle voci e dell'uso dello strumento. 
Particolare cura ho avuto nell'evitare di esprimere qualunque valutazione sul lavoro dei bambini anche nel momento della consegna dei documenti compilati.

Concluso il lavoro di autovalutazione, sarà mia cura verificare quanto espresso dai bambini, così da appuntare le necessarie riflessioni che saranno utili durante i colloqui con gli alunni, programmati per la prossima settimana.