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venerdì 29 settembre 2017

giovedì 20 luglio 2017

Un salto nella civiltà nuragica

Carissimi bambini, sono qui per invitarvi a partecipare alla presentazione del libro "Un salto nella Civiltà Nuragica. Viaggio a ritroso nel tempo" di Clelia Martuzzu. L'incontro si terrà in Piazza Lamarmora, giovedì 27 luglio, alle ore 19.  Sarà una presentazione diversa dalle solite perché i protagonisti saranno i bambini e i ragazzi che leggeranno brani a due voci con l'autrice e porranno quesiti all'Archeologo Nicola Dessi che risponderà con piacere a tutti!

Io sarò lì ad aspettarvi.

Grazie alla sua Pintatera la Sacerdotessa Nur apre un varco nella linea del tempo permettendo ad un Fanciullo Moderno di fare un viaggio in Sardegna tra le diverse epoche temporali.
Un viaggio a ritroso nel tempo che va ben oltre la sequenza degli avvenimenti storici.
Un viaggio che offre uno spaccato di vita della poliedrica Civiltà Nuragica che non ha mai "temuto" di confrontarsi con i propri contemporanei, con i quali ha intessuto relazioni commerciali e culturali.
Un viaggio per riscoprire le nostre radici, in una terra di impareggiabile bellezza, costellata di monumenti ciclopici che resistono al passare del tempo.  

Estate d'Autismo

Non è comune incontrarsi d'estate a tarda serata per parlare d'autismo; eppure, ieri eravamo in tanti e, andando via, la sensazione condivisa era proprio quella di gratitudine nei confronti di chi ci aveva regalato questa bella opportunità.
Uno scenario incantevole, quello del giardino della Chiesa del Salvatore, un'apertura musicale straordinaria di Gianluca Tocco, con pezzi che non potevano accoglierci e prepararci ad accogliere in modo migliore e i preziosi contributi di Roberta Fadda e Valentina Campus, che hanno consentito ad ognuno di noi di portare via le riflessioni che contano; il tutto con il sapiente coordinamento di Barbara Mura che ci ha anche regalato alcune bellissime letture tratte da “(s)legàmi”, il libro che ospita l'esperienza che ci aspettava nella proiezione. Poi, dritti verso un magico silenzio ad accogliere la delicatezza di “Tutto Cambia”, il cortometraggio scritto e diretto da Christian Castangia.

Lo avevo visto tante volte, eppure, questo corto, che racconta un anno di scuola di Gianmarco, accompagnato da un maestro che ha scelto di mettere su un lavoro di squadra che partisse dalla specificità del bambino, dai suoi bisogni, e orientato a un vero progetto di vita, non mi ha emozionato meno della prima volta, quel 2 aprile del 2014, in cui l’ho visto insieme ai miei bambini in occasione della Giornata mondiale dell’autismo.
Chi, come me, quella storia ha potuto viverla, sa che cosa abbia rappresentato per il bambino, per la famiglia, per la sua classe e per l'intera scuola. Gianmarco, quell'anno, aveva un nome per tutti, era parte integrante della sua piccola comunità e di tutta la scuola; e noi, tutti noi, abbiamo avuto un esempio straordinario di cosa significhi fare squadra per offrire a un bambino il massimo delle opportunità e garantirgli una vera inclusione.
Tuttavia, ieri sera, insieme alla gratitudine, ho portato via con me anche tanta tristezza, la stessa che, a fine serata, abbiamo ascoltato nelle parole della madre di Gianmarco - parole forti ma che non potevano non essere dette - per il fatto che il corto racconta di un incontro fortunato che è durato un anno scolastico e, con questo, è sfumato. Era un maestro precario Christian, e la nostra scuola, ancora, anche se si sta ragionando in questa direzione, non prevede continuità professionale, non guarda al valore della relazione che si costruisce, a quanto ti formi, investi e ti spendi. Guarda alle graduatorie.
E la tristezza che ho portato via era proprio questa. Sapere che la narrazione parlava di un'eccezione, mentre, di norma, abbiamo a che fare con tanti insegnanti non specializzati e che cambiano più volte anche nello stesso anno, con operatori tenuti fuori dalla scuola, con un lavoro solitario, con una bassa inclusione.
Sarebbe bello non dover pensare ad incontri fortunati, ma normali. Vedere storie come quella di Gianmarco raccontarci l'ordinarietà della nostra scuola e non, appunto, un anno speciale, certo straordinario, ma unico. Allora sì, davvero, potremo dire che tutto cambia.
Grazie agli organizzatori per questa “Estate d’Autismo”, e grazie soprattutto a Christian che con i suoi cortometraggi continua a provocare in noi tante riflessioni e ci aiuta a ripensarci, a crescere.

domenica 16 luglio 2017

Il XII Festival Tuttestorie lo aspettiamo così... abbracciandoci!

Quando le belle esperienze chiamano, è difficile non rispondere. Se poi queste sono collegate a un Festival, quello Tuttestorie, che da anni è capace di emozionare e di accompagnare noi insegnanti e i nostri bambini dentro lo straordinario mondo della letteratura per ragazzi, come si fa a non sentire il richiamo?
Così ieri, nonostante fosse il quindici di luglio, è stato impossibile non dire subito il nostro “Sì!” all’invito delle bibliotecarie di Iglesias che per il secondo anno ospiteranno alcuni laboratori del Festival in collegamento con l’evento programmato a Cagliari dal 5 all’11 ottobre.
È stato un richiamo semplice ma efficace. Volete un abbraccio speciale? Non sapete quanti tipi di abbracci ci sono? Il Festival, d’altronde, quest’anno è dedicato proprio a loro: gli abbracci, quelli che donano emozioni speciali quando li fai e quando li ricevi, ma che dicono anche tanto dell’atteggiamento nei confronti dell’altro e delle cose della vita. L’abbraccio accoglie, l’abbraccio avvolge, l’abbraccio accompagna. L’abbraccio ci dice che non siamo soli.
Per quanto mi riguarda, quando ho ricevuto la mail di invito, non ci ho pensato un attimo: avviso sul blog di classe, contatto con la rappresentante dei genitori. – Bambini! In città c’è un evento che accompagna verso il Festival Tuttestorie. Vi aspetto, io ci sarò!
E gli alunni che erano in città sono venuti, e con loro anche tutti i genitori, perché noi ormai lo sappiamo bene: quando c’è di mezzo il Festival le emozioni entrano in gioco tutte.
L’iniziativa era all’inizio di via Nuova, tanto semplice quanto preziosa. Un mimo, Giovanni, esperto abbracciatore, e tutti, proprio tutti, invitati ad essere presenti portando con sé solo la disponibilità a farsi abbracciare. E si sono fermati in tanti. Bambini, adulti. Da soli, in gruppo, per farsi abbracciare una volta, più volte. Per chi non lo sapesse… gli abbracci non stancano!
E noi che non sappiamo proprio resistere senza offrire un piccolo contributo, ci siamo uniti in cerchio per recitare la Filastrocca del bambino futuro di Bruno Tognolini che finisce proprio così “Come sarà l’orizzonte che tracci, dipende da come mi abbracci”. Ah… certo, dimenticavo. Il titolo del festival quest’anno è proprio questo: “Dipende da come mi abbracci. Racconti, visioni e libri sui legami che ci fanno noi”. Una scelta particolarmente fortunata per noi che l’anno prossimo saremo in quinta. Vorrà dire aprire l’anno ragionando di abbracci e di legami sapendo che è con questi che chiuderemo il nostro tempo insieme. Già perché desideriamo lasciare in eredità legami significativi, capaci di accompagnare i bambini per la vita.
Grazie alle bibliotecarie di Iglesias, Clara Congia e Daniela Sanna, all’Amiministrazione Comunale, a Vittoria Negro.
Il vostro abbraccio, che per noi viene ormai da molto lontano, è stato davvero speciale. Ci ha accolto nel mondo della lettura, facendoci un dono prezioso. Perché quando si amano i libri, non si è mai soli e mai infelici. Grazie.



Segnalazione iniziative: "Estate d'Autismo"