8/17 ottobre 2018
Eccomi in ritardo sul mio diario della quarta settimana con la nuova prima elementare. Quarta e un po' di più perché, in realtà, ho voluto raccogliere le giornate fino a tutto il 17 ottobre, giornata che chiude il nostro primo mese di scuola.
Il diario diventa inevitabilmente più snello perchè la classe si è già fatta piccola comunità, perciò sono tante le cose che hanno preso un ritmo naturale e l'organizzazione che ci siamo dati, con anche le sue piccole regole, comincia a funzionare.
Con il rischio di ripetermi, ma le regolarità nella scuola sono fondamentali, ripercorro questa settimana attraversando proprio lo sviluppo delle nostre mattine e portando dentro anche quegli aspetti apparentemente marginali, ma che io considero importanti.
Alle 8.30, puntualissimi (è bello registrare che si è colta subito l'importanza della puntualità), i bambini sono in classe. Nonostante le mie resistenze, mi sono dovuta convertire agli zaini dentro l'aula perchè lasciarli nell'andito, se era meglio per la sicurezza e per la gestione degli spazi, stava diventando un problema per gli ingressi e le uscite dei bambini dovute al bisogno di reperire le loro cose dagli zainetti. Si stavano abituando a prelevare le poche cose necessarie al mattino, ma poi c'erano l'acqua, la merenda, i giochi per la ricreazione, qualcosa di dimenticato e l’esigenza di riporre tutto alla fine; insomma, per proseguire con quella organizzazione, sarebbe stato necessario più tempo, ma i nostri bisogni entrano in relazione anche con chi vive la scuola accanto a noi e non si può non tenerne conto.
Tornando all'ingresso, dunque, i bambini posano le giacche (finalmente è ricomparso l'attaccapanni, anche se, a guardare l’altezza, Maria Montessori avrebbe qualcosa da dire…) e arrivano in aula. La cosa bella è vederli da subito tutti presi con l'organizzazione in vista della nuova giornata: chi stacca le faccine della valutazione del giorno prima dalla lavagnetta in sughero per riporle nel cestino dal quale le recupereremo a fine mattinata; chi sistema la data sul calendario del Piccolo Principe e chi rimette i cartoncini colorati delle ore sulla lavagna interattiva.
Quando tutti sono arrivati, ci si siede per darsi il buongiorno collettivo, facciamo l'appello fonologico e poi subito il programma della giornata. Nel programma ormai i bambini richiamano subito le attività presenti con regolarità, prevedendo sempre le routine, l'alternanza del lavoro sulle parole con quello sui numeri, la ricreazione e il gioco e, infine, la valutazione. Il sabato, non dimenticano che, essendo la giornata che chiude la settimana, non si introduce niente di nuovo ma si prevede il completamento e il rinforzo, e non dimenticano mai di inserire la ginnastica e l'autovalutazione settimanale con ClassDojo. Il mio compito è quello di arricchire con ciò che è oltre le regolarità: nell'ultima settimana, l'apertura all'esperienza “Io leggo perché”.
Eccomi in ritardo sul mio diario della quarta settimana con la nuova prima elementare. Quarta e un po' di più perché, in realtà, ho voluto raccogliere le giornate fino a tutto il 17 ottobre, giornata che chiude il nostro primo mese di scuola.
Il diario diventa inevitabilmente più snello perchè la classe si è già fatta piccola comunità, perciò sono tante le cose che hanno preso un ritmo naturale e l'organizzazione che ci siamo dati, con anche le sue piccole regole, comincia a funzionare.
Con il rischio di ripetermi, ma le regolarità nella scuola sono fondamentali, ripercorro questa settimana attraversando proprio lo sviluppo delle nostre mattine e portando dentro anche quegli aspetti apparentemente marginali, ma che io considero importanti.
Alle 8.30, puntualissimi (è bello registrare che si è colta subito l'importanza della puntualità), i bambini sono in classe. Nonostante le mie resistenze, mi sono dovuta convertire agli zaini dentro l'aula perchè lasciarli nell'andito, se era meglio per la sicurezza e per la gestione degli spazi, stava diventando un problema per gli ingressi e le uscite dei bambini dovute al bisogno di reperire le loro cose dagli zainetti. Si stavano abituando a prelevare le poche cose necessarie al mattino, ma poi c'erano l'acqua, la merenda, i giochi per la ricreazione, qualcosa di dimenticato e l’esigenza di riporre tutto alla fine; insomma, per proseguire con quella organizzazione, sarebbe stato necessario più tempo, ma i nostri bisogni entrano in relazione anche con chi vive la scuola accanto a noi e non si può non tenerne conto.
Tornando all'ingresso, dunque, i bambini posano le giacche (finalmente è ricomparso l'attaccapanni, anche se, a guardare l’altezza, Maria Montessori avrebbe qualcosa da dire…) e arrivano in aula. La cosa bella è vederli da subito tutti presi con l'organizzazione in vista della nuova giornata: chi stacca le faccine della valutazione del giorno prima dalla lavagnetta in sughero per riporle nel cestino dal quale le recupereremo a fine mattinata; chi sistema la data sul calendario del Piccolo Principe e chi rimette i cartoncini colorati delle ore sulla lavagna interattiva.
Quando tutti sono arrivati, ci si siede per darsi il buongiorno collettivo, facciamo l'appello fonologico e poi subito il programma della giornata. Nel programma ormai i bambini richiamano subito le attività presenti con regolarità, prevedendo sempre le routine, l'alternanza del lavoro sulle parole con quello sui numeri, la ricreazione e il gioco e, infine, la valutazione. Il sabato, non dimenticano che, essendo la giornata che chiude la settimana, non si introduce niente di nuovo ma si prevede il completamento e il rinforzo, e non dimenticano mai di inserire la ginnastica e l'autovalutazione settimanale con ClassDojo. Il mio compito è quello di arricchire con ciò che è oltre le regolarità: nell'ultima settimana, l'apertura all'esperienza “Io leggo perché”.