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mercoledì 10 marzo 2021

Distacchi faticosi: il nostro saluto a Cristiana

 
I distacchi in classe nostra sono sempre difficili. Costruiamo legami, siamo fatti così. Credo che sia perché entriamo in classe tutti interi, e questa cosa è contagiosa, e perché finiamo sempre per andare un po' oltre. Cioè finiamo sempre per volerci bene.

Oggi è stato il giorno di salutare Cristiana, una delle nostre tirocinanti della facoltà di Scienze della formazione. Era con me sin dalla quinta dell'altro ciclo e con i miei attuali bambini ormai da tre anni, compreso il tempo della didattica a distanza. Oggi, che ha guidato un bellissimo lavoro sulle frazioni, era anche il giorno del suo saluto. Ed è lì che abbiamo sentito ancora più forte quanto fosse parte di noi.

Le prime a non trattenere la commozione siamo state io e lei, con le parole rotte dal pianto, poi i bambini. Quando è arrivato il momento di andar via, non potendola abbracciare, siamo ricorsi ancora al nostro saluto. Ognuno si è alzato in piedi e, mano nel cuore, le ha consegnato una parola. C'era tanto dentro quelle che sono state dette, e tanto negli occhi e nella voce di ogni bambino.
 
- Non bisogna implicarsi troppo. - Non conto più le volte in cui mi è stato detto.
Eppure oggi, ancora una volta, ho sentito quanto sia fortunato chi lo fa e quanto sia bello che siano così i bambini.
 
Ci mancherai, Cristiana, ma quanto è grande quello che abbiamo condiviso e quanto quello che è nato. Sei parte di questa storia e lo sarai sempre. È questa la bellezza degli incontri veri.
Siamo felici di sapere che la scuola accoglierà presto una maestra come te. Hai tutto quello che serve per guardare in profondità e per non essere mai tranquilla. Quindi, per essere Maestra davvero.
 

La filastrocca che ci ha donato Cristiana nel salutarci:

Filastrocca Libera

Libero, libera, liberi tutti
Libero l’albero e libero il seme
Liberi i belli di essere brutti
Le volpi furbe di essere sceme
Il fiume è libero d’essere mare
Il mare è libero dall’orizzonte
Libero il vento se vuole soffiare
Liberi noi di sentircelo in fronte
Libero tu di essere te
Libero io di essere me
Liberi i piccoli di essere grandi
Liberi i fiori di essere frutti
Libero, libera, liberi tutti.

(da Rima Rimani, Rai Eri, 2007) 

 

A presto con le immagini che ripercorrono l'unità didattica sulle frazioni, guidata da Cristiana.

martedì 9 marzo 2021

Il nostro 8 marzo: la storia di Marie-Sophie Germain e il suo amore per la matematica

Da tempo, mi piace molto che la Giornata dell'otto marzo sia dedicata a una donna che ci aiuti, con la sua vita, a comprendere appieno il senso di questa ricorrenza, facendoci sostare davanti al difficile cammino delle donne per la conquista della parità dei diritti.

È per questo che ho accolto con grande piacere la proposta di Cristiana Corradi, una delle nostre tirocinanti, quando si è resa disponibile a raccontarci una storia che riguarda l'amore di una donna per la matematica, che è poi la sua stessa passione, e che ci avvicina all'ambito all'interno del quale si muoverà anche mercoledì 10 marzo per presentarci la sua unità didattica.

Si tratta di Marie-Sophie Germain (Parigi 1776, 1831), una ragazza parigina cresciuta durante la rivoluzione francese: una grande matematica del suo tempo che ha dovuto combattere i pregiudizi per affermare le sue idee e il suo talento, ma che non si è mai data per vinta, tanto da assumere l'identità di Antoine-Auguste LeBlanc, uno studente che aveva abbandonato gli studi.
Erano gli anni in cui a Parigi apre l’Ecole Polytechnique (1795), alla quale le donne non erano ammesse.


Scriverà così di lei Carl Friederich Gauss, il più grande matematico dell'epoca, con il quale Sophie intratteneva una fitta corrispondenza, quando venne a conoscenza della sua vera identità:

«Il gusto per la scienza astratta in generale, e soprattutto per i misteri dei numeri, è molto raro: ciò non è strano, perché il fascino di questa sublime scienza si rivela in tutta la sua bellezza solo a coloro che hanno l’ardire di affrontarla. Ma quando una donna, che, per i nostri costumi e pregiudizi, deve incontrare difficoltà infinitamente superiori a quelle degli uomini per giungere a familiarizzarsi con questi spinosi problemi, riesce nondimeno a sormontare tali ostacoli e a penetrare fino alle regioni più nascoste della scienza, allora senza dubbio ella ha il più nobile ingegno, un talento straordinario e un genio superiore.»

La narrazione di Cristiana è stata supportata da alcune slide e da un breve filmato su Sophie destinato proprio ai bambini, tutti materiali che ci ha messo a disposizione e che ora sono pubblicati nella classe virtuale.


Questo con Marie-Sophie Germain, è il terzo incontro (dopo quello con Malala Yousafzai e con Kamala Harris) in cui, quest'anno, ci troviamo a riflettere sulla fatica che ha comportato e comporta la conquista dei diritti verso la parità di genere. Una conquista che, in tanti paesi, ancora oggi è molto lontana.

Adesso il desiderio è quello di portare in classe una storia più vicina a noi, sia in termini geografici che temporali, che ci consenta di conoscere la vita di una donna straordinaria del nostro territorio il cui amore per la matematica, unito alla sua passione educativa, ha guidato tutta la sua vita ed è stato nutrimento per un'intera comunità.
Vediamo se ci riusciamo.

Grazie Cristiana per questa tua proposta che ci ha molto affascinato. Adesso non ci resta che attendere la giornata di mercoledì per lasciarci accompagnare ancora da te dentro l'unità che hai pensato per noi.
La curiosità non manca.


Alle slide

Al filmato:



Per la storia completa:

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/marie-sophie-germain/

martedì 3 aprile 2018

La restituzione di Cristiana, futura maestra

Ho appena ricevuto queste parole da Cristiana Corradi che, dopo aver svolto il suo tirocinio con noi, ha accolto l'invito di offrirci una breve restituzione.
A Cristiana il nostro grazie di cuore, sempre molto felici di accogliere nuovi sguardi da custodire in questo spazio per noi tanto importante.

da Cristiana Corradi, studentessa della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria, Università degli Studi di Cagliari.
Quante volte sono entrata in quest’aula? Tantissime…Tanti anni fa come alunna, di recente come mamma. Oggi però è diverso, entro con un altro stato d’animo, oggi entro come futura maestra! “Devi solo osservare”, “Fai attenzione all’ambiente di apprendimento (in poche parole, all’organizzazione dell’aula)” mi dicono dalla facoltà. Devo ammettere che non sono stata una brava studentessa, dopo qualche minuto in classe la mia attenzione è tutta verso i bambini, anzi ormai dovrei dire ragazzi! Ho la fortuna di conoscerli da tempo e oggi li vedo cresciuti, organizzati e collaborativi. Me ne accorgo subito, dall’inizio della mattinata, quando Enrica stabilisce con loro l’ordine del giorno; si potrebbe pensare che gli alunni siano spettatori passivi in questa circostanza, tutt’altro! Loro propongono, ricordano, sono parte integrante della vita scolastica. E così rimane per tutto il resto del tempo, non ci si ferma un attimo. La giornata è ricca di lavoro, momenti di ascolto, confronto, emozioni. Più di una volta, incrociando lo sguardo di Chiara, la mia compagna di viaggio, mi accorgo che abbiamo entrambe gli occhi lucidi. Ricordo che qualche tempo fa Enrica mi disse: “Dal di fuori non si possono capire certi momenti di magia che avvengono all’interno della classe”. Ora capisco cosa intendesse dire! Io ringrazio Enrica e tutta la sua piccola grande squadra per queste magiche venticinque ore. A prestissimo!