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lunedì 4 gennaio 2021

Il crepuscolo dell'ora di lezione

Con piacere, condivido l'articolo pubblicato su Agenda digitale in data 30 dicembre 2020: "Il crepuscolo dell'ora di lezione: parte da qui il futuro della Scuola":

https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/il-crepuscolo-dellora-di-lezione-nuovi-assemblaggi-umano-digitali-per-una-scuola-a-geometria-variabile/

di:

Emiliano Grimaldi
L@B-ED: Research L@Boratory on Education and Digitalization, Dipartimento di Scienze Sociali Università degli Studi di Napoli Federico II – IRPPS-CNR

Paolo Landri
L@B-ED: Research L@Boratory on Education and Digitalization, Dipartimento di Scienze Sociali Università degli Studi di Napoli Federico II – IRPPS-CNR

Danilo Taglietti
L@B-ED: Research L@Boratory on Education and Digitalization, Dipartimento di Scienze Sociali Università degli Studi di Napoli Federico II – IRPPS-CNR

domenica 29 novembre 2020

Alberto Manzi, l'ultima intervista al maestro di "Non è mai troppo tardi"

Mentre è in arrivo l'Ordinanza sulla valutazione nella scuola primaria, incontro un invito da Insegnare - Rivista del Cidi, che mi piace fare mio. Lo condivido.

Guardiamolo e ascoltiamolo fino alla fine. La penultima parte è dedicata agli amanti della valutazione e alla commissione che deve redigere le nuove schede di valutazione. Tutto il resto a chi riesce ancora ad essere almeno un insegnante. Un/a "maestro/a" è più difficile.

sabato 2 maggio 2020

Pronti? Vi porto in classe!

In questo video accompagno a conoscere la nostra classe virtuale, le motivazioni che ne hanno guidato la nascita e le caratteristiche che l'hanno resa un luogo tutto nostro e rispondente ai nostri bisogni.

Illustro l'organizzazione tra spazi formali e spazi informali e le scelte che consentono di salvaguardare una dimensione di classe.

Chiudo con due approfondimenti conclusivi:
- la centralità delle restituzioni condivise;
- i vantaggi dei percorsi asincroni per garantire centralità alle attività al bambino, a una didattica che continui a mettere al centro le domande.

Torno quanto prima con il secondo video: "L'unica valutazione possibile: il nostro Portfolio".

venerdì 1 maggio 2020

I voti proprio no

Nelle mie classi, i voti non hanno mai fatto il loro ingresso, se non al termine dei periodi didattici e dopo un lungo percorso di autovalutazione che da diversi anni si chiude anche con i colloqui con i bambini.
Non ci ho mai creduto, ma ho scelto il rispetto della legge e ho trovato la strada.
Ma ora proprio no. E non risponderò con un voto uguale per tutti. Il problema si risolverebbe in fretta, ma io non amo le non scelte.
Ho documentato con attenzione tutto, ma è una narrazione quella che posso offrire, nulla più. Ci sta dentro ciò che ho fatto io e quelle che sono state le risposte. Di più non posso. Quanto è accaduto dipende tanto da noi, da ciò che la scuola aveva e ha saputo mettere in piedi, dalla nostra formazione, dalle famiglie, dagli strumenti, dalla connessione, dal contesto sociale e culturale, dal tempo di cui i genitori potevano disporre... Non mi ripeto. Sono cose che sappiamo tutti.
Perciò, se le sappiamo tutti, è possibile essere qui anche solo a metterlo in discussione?
Io non mi rifiuto. Ma non chiedetemi di fare ciò che non posso fare.
Mi chiedereste di non rispettare i miei bambini e le mie famiglie. E non voglio e non posso permettermelo perché se la scuola è continuata, nonostante tutto, comprese le nostre mancanze, è grazie a loro e a quanto mi hanno riconosciuto maestra e si sono fidati di me.

Mi unisco all'appello della Redazione e del Gruppo di lavoro della Rivista "Insegnare" del Cidi e ne chiedo la sottoscrizione e la condivisione a tutte le colleghe e i colleghi.
Nel frattempo, impegniamoci a divulgare nei nostri Collegi dei docenti l'appello di Cidi e MCE che invitano a non utilizzare i voti numerici, bensì la definizione di un profilo formativo.

http://www.insegnareonline.com/rivista/editoriali/moratoria-valutazione-voti-ordine-scuole

giovedì 30 aprile 2020

La scuola del primo ciclo oggi e domani: una riflessione a più voci

Una buona lettura che riparte dalle Indicazioni Nazionali.
Importanti le considerazioni sulla valutazione in vista della chiusura dell'anno scolastico.
Si ragiona su un profilo che racconti e narri in termini pro-attivi lo sviluppo di apprendimenti e comportamenti (cognitivi, sociali, personali) omettendo l'indicazione numerica di un voto finale.
Orientamento di buon senso. Per quanto mi riguarda, l'unica valutazione che considero possibile.

https://www.tuttoscuola.com/la-scuola-del-primo-ciclo-oggi-e-domani-una-riflessione-a-piu-voci/

Documento a firma dei componenti dell’ex Comitato Scientifico Nazionale per l’accompagnamento delle Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo (2012)
Italo Fiorin, Maria Patrizia Bettini, Giancarlo Cerini, Sergio Cicatelli, Franca Da Re, Gisella Langè, Franco Lorenzoni, Elisabetta Nigris, Carlo Petracca, Franca Rossi, Maria Rosa Silvestro, Rosetta Zan. Collaborazione di Daniela Marrocchi

sabato 4 aprile 2020

Ddidattica a distanza, vademecum per docenti e studenti

Con piacere segnalo l'articolo "Didattica a distanza, vademecum per docenti e studenti."
Undici tesi sulla didattica a distanza. È vitale cercare di chiarirsi le idee su quello che si può o non si può fare.

L'articolo è di Mauro Piras, pubblicato su www.ilsole24ore.com in data 31 marzo 2020

La didattica a distanza ha invaso le case degli italiani. La scuola è una presenza costante, per la maggior parte delle famiglie. Tuttavia, in condizioni normali, è una presenza-assenza: per diverse ore i bambini e i ragazzi sono fuori, a scuola appunto, e poi quando tornano se devono fare i compiti possono farlo, almeno in parte (si spera), per conto loro. Con l'interruzione delle attività didattiche, gli studenti sono sempre a casa. E lo sforzo di raggiungerli con la didattica a distanza ha portato in casa una parte di quello che si fa in classe, coinvolgendo le famiglie molto più dei soliti compiti.

La scuola diventa molto più invasiva. È vitale cercare quindi di chiarirsi le idee su quello che si può o non si può fare con la didattica a distanza (da qui in avanti: DAD), per evitare di creare tensioni controproducenti.

sabato 21 marzo 2020

Essere a scuola, fascicolo speciale: "La scuola a casa"

La Redazione di "EaS. Essere a Scuola" ha preparato un numero speciale sulla realtà della scuola alle prese con il virus, la discorsivizzazione dei media, le sfide della didattica a distanza. È stato progettato con l'idea di aiutare la riflessione, di avviare esperienze, di condividere le pratiche.
Riporto il link al sito dell'Editrice Mocelliana-Scholé, dal quale è possibile scaricarlo gratuitamente:

Essere a Scuola, fascicolo speciale "La scuola a casa"

La scuola al tempo del Coronavirus

Sono tanti i documenti che circolano in queste settimane e che ragionano sulle risposte che siamo chiamati a dare come scuola in un momento come questo. Sono documenti che esprimono le posizioni più diverse, quelle a cui poi tanti di noi ricorrono per sostenere le proprie scelte, o per giustificare le non scelte pur di non mettere in discussione quelle certezze, senza le quali corriamo il rischio di non sentirci adeguati.
Ma poi arrivano documenti come questo, che aiutano a sostare sulle uniche cose che contano davvero.

È lo scritto che un dirigente - Giuseppe Scarpa, dell'IC Simaxis-Villaurbana - ha mandato al suo Collegio dei Docenti in data 20 marzo 2020, allegandolo alla Circolare sulle indicazioni operative per la didattica a distanza.
Un documento di chi si chiede "Che cosa ci faccio qui?" e sceglie la sua postura con chiarezza.  
Non orienta su piattaforme, strumenti. Non si preoccupa di mettere paletti. Invita a guardare ciò che conta per scegliere che cosa mettere al centro, e si siede accanto ai suoi docenti per capire come tradurre questo in pratiche. Con il coraggio di spostare tutto ciò che ora sarebbe di troppo e con l'attenzione a non tenere fuori nessuno.

Questo documento lo porto sul mio blog perché mi rappresenta, perché rappresenta la scuola che sa quando arriva il momento di scegliere e sceglie. E perché ora, più che mai, è importante farsi quella domanda che io tengo sempre con me:  "A che cosa serve la scuola?".

Il documento è lungo. Potrebbe spaventare i tanti ormai abituati alle letture veloci. Ma merita di essere letto, prendendosi tutto il tempo necessario. Perché è denso di senso.

Grazie Giuseppe Scarpa

venerdì 20 marzo 2020

Suggerimenti per la didattica a distanza

In data 8 marzo, su invito dell'USR, ho registrato un breve video, reperibile nel sito PNSD - Équipe Formativa Territoriale Sardegna con tre suggerimenti per affrontare la didattica a distanza.
Lo riporto anche qui, dato che questi nella loro semplicità, esprimono le convinzioni che mi hanno guidato e che ci hanno consentito di ritrovarci come classe, famiglie e colleghe in un nuovo spazio e, oggi, in una "nuova normalità".

mercoledì 18 marzo 2020

Tecnologia più condivisione: così si può fare buon e-learning

Vi invito alla lettura di un articolo di Pier Cesare Rivoltella, pubblicato su Avvenire del 17 marzo 2020 che punteggia con puntualità quello che stiamo vivendo in queste settimane: "Tecnologia più condivisione: così si può fare buon e-learning". (leggi)

[...] Serve pensare che la qualità della relazione non è una questione di formati o di strumenti e che il digitale non è un’alternativa alla presenza ma una sua dimensione. La relazione è il risultato dell’intenzionalità educativa, è la consapevolezza che l’altro è al centro della mia attenzione. E il digitale può essere uno dei modi per mantenercelo. Lo è se diviene carezza nei momenti di sconforto, supporto nei momenti di difficoltà, legame nelle situazioni di solitudine, presenza quando si sperimenta l’assenza.

lunedì 9 marzo 2020

La SIREM per la didattica a distanza

Con piacere condivido gli interessanti suggerimenti che la SIREM, Società Italiana di Ricerca sull'Educazione Mediale, ha rivolto a Università e Scuole per l'adozione e la sperimentazione di forme di didattica a distanza in risposta al DPCM del 4 marzo 2020 (recante misure urgenti per il contenimento del COVID-19).

All'articolo sul sito della SIREM, dal quale è possibile scaricare il Compendio Sirem per l'Università, il Compendio Sirem per la Scuola e Link e tutorial. Tutti e tre i documenti sono in continuo aggiornamento.

lunedì 17 febbraio 2020

domenica 17 novembre 2019

Qualcuno mette i voti

A proposito di voti e della campagna "Voti a perdere", promossa dal Movimento di Cooperazione educativa: http://www.mce-fimem.it/firma-la-petizione/, vi invitiamo all'ascolto di Mario Ambel (Melbam), "Qualcuno mette i voti..", un pezzo del 2009, attuale più che mai.

domenica 27 ottobre 2019

Domani a Milano-Bicocca: Non sono un voto

Domani, appuntamento a Milano-Bicocca per dare voce alla scuola senza voto. Saremo in tanti, oltre 1000, perché le scelte in termini di valutazione dicono in che scuola crediamo, per quale scuola abbiamo scelto di impegnarci e, con questa, per quale società.
La scuola e l’azione pedagogica devono rappresentare lo spazio del possibile, anzi lo spazio del rendere possibile quello che sembra impossibile, il luogo dell’utopia concreta […] Fare della scuola il luogo dell’utopia pedagogica dove è possibile vivere e sperimentare quello che la società sembra non offrire e non permettere. (Alain Goussot)
 

martedì 22 ottobre 2019

Il metodo Montessori: "Il bambino è il maestro"


Informo colleghi, genitori e studenti interessati che nei prossimi giorni, al Madison Cineworld di Iglesias, è programmato il film sul metodo Montessori "Il Bambino è il maestro" (da giovedì 24 ottobre a martedì 29 ottobre 2019).

ll regista Alexandre Mourot ha portato la macchina da presa nella più antica scuola montessoriana di Francia con bambini dai 3 ai 6 anni e ha incontrato bambini felici, liberi di muoversi, capaci di lavorare da soli o in gruppo. Alcuni leggono, altri fanno il pane o le divisioni, o ridono, o dormono. L’insegnante rimane una presenza discreta.

I bambini hanno guidato il regista attraverso un intero anno scolastico, mostrandogli la magia della loro autonomia e autostima, il lato di una nuova società di pace e libertà.

Per maggiori dettagli sul film: vedi scheda

domenica 29 settembre 2019

Università Milano Bicocca: "Non sono un voto"

Il 28 ottobre, è programmato - all'Università Milano Bicocca - un nuovo e importante appuntamento sulla scuola senza voto.

Avrò il piacere di essere presente anche io per contribuire con l'esperienza già documentata all'interno delle proposte "Il cambiamento nasce da dentro" e per condividere i percorsi ai quali abbiamo scelto di dare vita, guidati dalla convinzione che la scuola debba superare l'ossessione valutativa per mettere al centro il costruire, sempre e con tutti.

Al modulo di iscrizione: shorturl.at/cfjow
All'interno sono presenti le presentazioni di ciascun laboratorio.

martedì 24 settembre 2019

C'è un'improvvisazione che fa bene alla scuola

Quando uno studente in formazione, o un giovane collega, mi chiede quali siano per me, a livello didattico, le competenze del docente che ritengo fondamentali, rispondo, con sempre maggiore consapevolezza, che, accanto a quella del promuovere una didattica a bassa direttività, capace di liberare, e quindi di garantire un tempo autogestito per smontare e rimontare saperi e significati; l’altra, fuori da ogni dubbio, è quella tanto presente nelle aperture delle mie mattinate: l'utilizzo intenzionale delle anticipazioni cognitive.

Sono quelle che io ho sempre chiamato “anticipazioni funzionali”, denominazione che continuo a privilegiare in quanto mi riporta alla centralità di ciò che faccio: leggo con attenzione il contesto e favorisco, ogni volta che è possibile e utile, delle riflessioni, che si traducono in anticipazioni funzionali ai nuovi apprendimenti.

Una pratica di cui nel tempo ho potuto rilevare la grande efficacia, tant’è che mi ha visto impegnata ad affinare la mia attenzione a vantaggio di questa forma di improvvisazione che fa bene alla scuola, per liberarla dall’episodicità e cercare strategie che la rendessero più significativa.

Io ne sono davvero convinta: questa competenza del docente, che sta tutta nella capacità di leggere le opportunità del contesto e nella consapevolezza di ciò che interessa portare dentro, fa davvero la differenza nella costruzione di apprendimenti significativi e stabili.

È chiaro che questa rende necessario uno sguardo lungo, che affonda in una conoscenza profonda delle indicazioni nazionali e nella capacità del docente di sapere identificare quei saperi e quelle abilità che, a breve o a lungo termine, saranno al centro dei nostri percorsi.

Nessuna situazione, infatti, se pur proposta in analogia alla realtà, può essere significativa quanto la realtà stessa.
Le anticipazioni, dunque, possono essere lette semplicemente come la capacità di sollevare veli e di mostrare agli alunni ciò che è già lì ma che non riescono a vedere. In questo modo, quando le proposte didattiche apriranno su determinati saperi, questi non saranno mai nuovi. L’attenzione sarà allora tutta orientata a creare le condizioni per riflettere sugli stessi, facendo leva sui diversi incontri, per poi procedere verso percorsi che garantiscano un’appropriazione profonda.

Una sorta di trasposizione di quello che avviene con la lingua. I nostri alunni la conoscono, ne fanno uso costante, la parlano. Il nostro lavoro, quando ragioniamo su questa, non è portarla dentro,  quanto far riflettere muovendo proprio dall'uso che ne facciamo.

È alle anticipazioni che io faccio riferimento soprattutto per alcuni  apprendimenti di ambito logico-matematico, in particolare per quelli che ho rilevato essere particolarmente ostici per i bambini e che, dunque, necessitano di acquisire significato.

È con queste che, già al terzo giorno della nostra seconda elementare, ho accolto l’opportunità di portare in classe le frazioni, per rappresentare la riduzione del tempo scuola, in risposta alla domanda di un alunno. Anticipazione rinforzata, il giorno successivo - le anticipazioni si traducano in vere opportunità solo se oggetto di attenzione ricorsiva - passando per la verifica dell’avvenuta restituzione delle buste dei documenti consegnate il primo giorno di scuola. Un’occasione che ha visto i bambini intuire la rappresentazione sotto forma di frazione e individuare, in modo naturale, l'intero e la frazione complementare.

Con la stessa modalità, in questo caso grazie al salvadanaio di classe per il nostro viaggio di istruzione, nello scorso ciclo, hanno fatto il loro ingresso significativo i numeri decimali e le equivalenze.  Condividere le monete arrivate giorno per giorno per il nostro salvadanaio, ci ha trovato a familiarizzare con gli euro, a fare delle scelte di conversione che rendessero possibili i calcoli, che si sono piano piano tradotti in vere e proprie espressioni con numeri decimali ed equivalenze.

Ma questo avviene costantemente anche accogliendo opportunità che ci vengono offerte dalla lingua, dai fatti del mondo, dai nostri viaggi… Tutte cose che vanno a costituire un bagaglio fondamentale che si radica completamente in quanto incontrato dentro significati profondi.

So bene che non sto dicendo niente di nuovo e che è una pratica diffusa tra gli insegnanti. A essere meno scontata è la serenità con la quale si va incontro a quel tempo sottratto e l'uso che se ne fa. La vera efficacia, infatti, arriva con la crescita dell’intenzionalità, che la libera dall'episodicità e ne valorizza la ricorsività che stabilizza.

Se saper portare dentro è una grande qualità, tuttavia - e dico sempre anche questo a chi mi rivolge la domanda – ritengo che lo sia altrettanto il saper tenere fuori, il saper filtrare, tra il tanto, ciò che è opportuno far entrare e che cosa no.  Il pericolo che corre un bravo lettore è infatti quello di portare dentro troppo, con il rischio di spostare l'attenzione dai percorsi in atto e di sovraccaricare cognitivamente.

E allora la risposta è ancora una volta nella competenza più alta fra tutte, che è poi anche la più difficile: saper scegliere.


Nel video, una riflessione post-attività (è il momento della ricreazione), sul percorso attivo alla scoperta delle frazioni - terza elementare, a.s. 2015//16. Le domande sono del Prof. Giovanni Bonaiuti, docente di didattica generale all'Università di Cagliari, presente in classe per un'attività di ricerca. 
A partire dal minuto 1.40 - ben più silenzioso - un riferimento esplicito alle anticipazioni cognitive. 

martedì 17 settembre 2019

A proposito di didattica con gli EAS

Condivido una sintesi in 10 punti degli aspetti che caratterizzano la didattica per EAS (Episodi di Apprendimento Situato), tratta dalla diretta streaming dell'intervento di Pier Cesare Rivoltella a Rimini (Convegno sulle Indicazioni Nazionali del 17 settembre), resa disponibile dal CREMIT.
Il contributo è proposto a partire dall'EAS come formato didattico e come organizzatore professionale.
  1. L'EAS non è un tipo di flipped learning. Questo fa parte delle metodologie di lavoro usate all'interno di una delle fasi dell'EAS.
  2. Il lavoro individuale è essenziale nella prima fase (fase preparatoria), per porsi davanti alla situazione problema, mentre la fase operatoria deve essere di gruppo. Non è possibile aggirare il "problema" del lavoro di gruppo, aspetto delicato se affrontato in maniera consapevole. Spesso residuale, il lavoro di gruppo è usato per alleggerire la tensione o in una accezione premiale. Ma questa logica è davvero fuorviante.
  3. Il debriefing serve, nella fase ristrutturativa, per discutere gli errori non in maniera repressiva, ma formativa. L'errore è una opportunità e non un problema, serve un cambio paradigmatico.
  4. La lezione a posteriori è più difficile, non è basata sulla improvvisazione, ma sulla capacità di micro-decisione e di riorganizzazione cognitiva istantanea.
  5. Episodicità non vuol dire frammentarietà, ma coerenza con i ritmi dell'attenzione, serve diffidare dal rumore sintattico. Il rumore semantico subentra quando il cervello entra in sovraccarico cognitivo e l'ippocampo entra "in pausa" necessaria.
  6. La situatività si colloca in due direzioni: l'embodiment, ovvero la consapevolezza del fatto che il corpo, l'esperienza, le situazioni immersive, autentiche e real life sono quelle più efficaci ai fini dello sviluppo dell'apprendimento; l'anticipazione cognitiva, poiché quando si lavora in classe si è già passati da quel tema e questo funziona bene, pur nella logica della pre-comprensione.
  7. L'EAS può essere attuato in forma carta e penna, la disponibilità del digitale e le competenze digitali danno tre cose in più: fornire un aggregatore (problema per tutti, non solo per chi lavora con l'EAS), garantire la presenza di tool di file sharing, accedere ad applicazioni didattiche per la produzione di situazioni stimolo e la produzioni di artefatti da parte degli studenti.
  8. Rispetto agli ambienti di apprendimento si evidenziano tre convinzioni: l'idea che serva una continuità tra dentro e fuori, tra formale e informale, per vedere cosa succede quando i ragazzi apprendono "apparentemente" da soli; l'importanza dell'ambiente digitale, o meglio dell'ambiente digitalmente aumentato (il web come risorsa e spazio di risorse, come luogo di co-costruzione della conoscenza); la flessibilità dello spazio aula, modulabile e organizzabile (servono almeno tre disposizioni: frontale per il framework concettuale e la lezione a posteriori; a isole per il lavoro a gruppi; assembleare per il debriefing).
  9. Hattie, basandosi sull'evidence based learning, prova a riportare il detto alle evidenze, alle prove di quello che si dice, escludendo dalle affermazioni didattiche quelle non sostenute dalla ricerca sperimentale. Allora, nel 2015, pubblicando una nota ricerca di meta-analisi sul concetto di apprendimento efficace arriva a un risultato interessante: il 50% dell'efficacia dipende dagli studenti (dal metodo di studio, dal note taking); il 25% dipende dall'insegnante (dalla sua significatività di adulto, dalla sua passione, dal bagaglio culturale, dalla sua credibilità); il rimanente te 25% è dato da come abbiamo organizzato l'ambiente (a livello di metodo, spazio, tecnologia).
  10. Potrebbe essere interessante studiare come supportare il 50% che conta veramente, passando da una rappresentazione della tecnologia come come tecnologia didattica a un'idea di tecnologia dell'apprendimento, con una presenza significativa dell'insegnante come facilitatore degli apprendimenti degli studenti.

lunedì 18 giugno 2018

EAS - Essere a Scuola - Giugno 2018

È disponibile il numero di giugno di EAS - Essere a Scuola, un numero per me molto speciale perché - in Aula Aperta - mette dirigenti, insegnanti e genitori davanti a un'importante domanda che dà anche il titolo alla rubrica: - A che cosa serve la scuola? I contributi sono di Giuseppe Scarpa, Alessandra Patti, Paola Limone, Davide Tamagnini, Isabella Ongarelli e Simona Banci. Ma anche perché chiudo il mio impegno in questo importante progetto editoriale che mi ha visto coinvolta con convinzione e vera passione sin dal principio, per lasciare ora spazio a nuove esperienze professionali.
Voglio ringraziare i miei preziosi colleghi di squadra, quelli che hanno condiviso con me anche un'intera annata su SIM, e coloro che si sono uniti a noi quest'anno. So quanto bene ci ha fatto riflettere insieme, e insieme lavorare, sui tanti temi messi sul piatto fino al momento in cui riconoscevamo le voci completarsi l'una con l'altra.
Un grazie particolare lo rivolgo al direttore, Pier Cesare Rivoltella, per la fiducia nella mia persona e per l'apertura con la quale ha subito accolto la forma della rubrica che, per la prima volta, insieme alla scuola e al territorio, ha voluto dare voce, in modo puntuale, anche alle famiglie; e ancora allo staff dell'editrice Morcelliana, a Ennio Pasinetti e a tutti i colleghi della redazione, in particolare a coloro con cui le affinità sono state subito forti: Rosaria Pace, Serena Triacca, Alessandra Carenzio e Luciana Ferraboschi.
Infine, il ringraziamento più importante lo rivolgo ai lettori che hanno riflettuto con noi e a quanti ci hanno scritto per dimostrare il loro apprezzamento per lo spazio di dialogo che Aula Aperta ha voluto rappresentare muovendo sempre dai vissuti della scuola e da chi la abita.
Buona lettura e felice estate.

La rivista è disponibile online e in cartaceo per i soli abbonati:
http://www.morcelliana.net/3028-essere-a-scuola