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venerdì 14 maggio 2021

Didattica a bassa direttività: la strada che vedo, la strada che percorro

Venerdì 14 maggio, ore 10:00

Pausa di un'ora nella mia attività didattica di oggi su digitale. I bambini, al momento, sono impegnati con l'attività di religione o di alternativa, e io sono qui che, ancora una volta, faccio fatica a trattenere l'emozione di ciò che ho osservato questa mattina, durante i primi cinquanta minuti di attività.
Davanti a me, i bambini, organizzati in stanze, impegnati a completare le risposte alle domande sui consumi digitali che hanno preparato loro stessi per la nostra indagine destinata ai compagni della scuola. Devono testarle e individuare, tra le risposte, le voci da inserire nel questionario che abbiamo deciso che sarà prevalentemente a scelta multipla per facilitare la raccolta e l'elaborazione dei dati.
Nel mio schermo ho tutte le stanze, compresa la plenaria, nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di me, ma attivo l'audio di una alla volta e mi immergo, tanto che faccio fatica a spegnere per attivare l'audio della successiva. I coordinatori svolgono il compito in modo impeccabile e i gruppi si sono autogestiti per gli altri incarichi. Ogni tanto si divaga - e meno male, visto quello che arriva - ma c'è sempre chi riconduce al compito. Le domande sono sulla chat, le risposte nei blocchi personali delle bozze. E c'è un gruppo che è arrivato alla fine del lavoro. Così decido di trattenermi di più mentre rileggono ogni domanda e le risposte. Sono stati raccolti i pensieri di tutti tutti. Io osservo: organizzazione, attenzione alla consegna, la loro capacità argomentativa, il linguaggio, i consigli che offrono e raccolgo informazioni sui loro consumi digitali di cui sapevo poco o niente e nomi di applicazioni che so già che non saprò nemmeno scrivere.
Così sono qui che ragiono su una scuola che ancora separa, quando per tanti è diventato praticamente l'unico luogo in cui stare insieme attorno a progetti comuni. Penso al valore dei loro scambi tra pari, di come si supportano, delle contaminazioni. E penso che questo che ho davanti oggi, già da solo, trasforma la scuola in un'altra cosa.
Eppure siamo ancora lì. Agli alunni distanti, alla collaborazione tenuta fuori a vantaggio della competizione e della classificazione - Non aiutatevi, devo capire che cosa sai fare tu, proprio tu, da solo - all'errore demonizzato, al controllo costante dell'adulto.
Chi mi conosce sa che c'è una parola che ripeto di continuo e che trova spazio in tanti incontri che organizzo. Questa parola è "costruire". Ecco, per me la scuola è questa. È quella che costruisce, che mette insieme, che riconosce il valore aggiunto dell'apprendimento collaborativo, senza che gli insegnanti vengano meno al ruolo di creare contesti, mettere a disposizione materiali, guidare la metacognizione e gli approfondimenti.
Per me la scuola è quella che non ha fretta di valutare, ma è luogo in cui si osserva molto, di continuo, e con le osservazioni guida, sostiene, offre strumenti su misura. Ma sa aspettare. Sa che certe conquiste hanno bisogno di tempo. Di fiducia.
Ieri sera, ero con tante insegnanti, genitori, dirigenti, studenti universitari a ragionare di Cittadinanza. E parlavamo di una cittadinanza che non può stare racchiusa in un'ora dedicata all'educazione civica, ma che si costruisce giorno dopo giorno.
Oggi, sempre con più chiarezza, so che, per farlo, più di qualunque altra cosa, conta chi scegliamo di essere e la scuola che facciamo.
Sono felice di avere scelto di documentare tutto questo in modo puntuale. Essere su digitale mi ha offerto la possibilità di una documentazione impossibile in presenza, non con i nostri strumenti. E io sento di avere un tesoro fra le mani perché questi materiali dicono più di qualunque libro.
Basta sostare davanti a queste immagini vive per leggere il valore aggiunto della bassa direttività e fugare ogni dubbio.
È un lavoro impegnativo, certo, ma io, che pure vivo nel dubbio continuo, sento che la strada è questa.

giovedì 6 maggio 2021

Nonostante tutto... la bellezza

Nonostante gli anni di servizio.
Nonostante la stanchezza immensa dovuta alla fatica del periodo.
Nonostante il nostro ritorno in dad.
Nonostante... il mio lavoro ancora mi emoziona, tanto da non stare nella pelle quando so di essere davanti a un'immensa bellezza.
E, senza voler essere presuntuosa, davanti alle pratiche che si fanno risposta alle tante discussioni di mesi e mesi.
Oggi, dopo un percorso propedeutico, avviato mercoledì: analisi di una serie di grafici per scoprirne scopo e caratteristiche, siamo partiti con un'indagine sui consumi mediali, che ci ha visto intercettare obiettivi e metodo. 
 

 
La palla è passata ai bambini (otto anni; non riesco mai a prescindere dalla loro età e dai loro vissuti di questo tempo): organizzati in sottogruppi e individuati i facilitatori, a loro il compito di ragionare sulle domande per costruire un questionario da proporre a tutti i compagni della scuola, utile per la registrazione delle informazioni, per la quale predisporremo una tabella, ed elaborare dei grafici per comunicare gli esiti. Una parte del mio piano di lavoro che, quest’anno, è stata penalizzata.
Così, dopo una plenaria aperta con un brainstorming per ripercorrere la fase precedente, sono iniziati i lavori.
 
 
 
A me un ruolo completamente esterno, che mi ha consentito di visualizzare le stanze una alla volta e osservare organizzazione e ragionamenti. Rari i miei interventi, se non quelli per sbloccare qualche situazione particolare o aiutare a rimettere a fuoco l'obiettivo e a tener conto dei tempi stabiliti.
A osservare, con me, sempre con ruolo esterno, ma con ingresso nelle stanze una ad una, un'altra studentessa, Claudia, che è con noi in questo periodo (quest'anno il tirocinio è possibile solo per una studentessa per volta e, nonostante questo, nessuna si è risparmiata la quarantena).
Conclusi i lavori, nuova plenaria per la restituzione.
Un gruppo per volta, tramite il facilitatore e l'incaricato degli appunti, ha riportato le informazioni in merito a: organizzazione, collaborazione e domande formulate che io avevo cura di riportare immediatamente su file perché venissero visualizzate e analizzate da tutti per eventuali osservazioni. Così si è parlato di pertinenza, di contenuti, di linguaggio... 
 
 
Ad assistermi Chiara, una delle mie bambine, in modo che la comunicazione fosse ben regolata anche durante la condivisione dello schermo.
Infine, il mio compito: estrapolare gli aspetti più importanti emersi, metterli a fuoco con i bambini, fermarli e offrirglieli per riflettere ancora in vista del lavoro che ci aspetta domani: ritornare su tutte le domande, raggrupparle per tipologia, selezionarle e costruire un unico questionario da sperimentare prima di tutto tra di noi, ancora nei piccoli gruppi.
Vediamo.
Intanto la mia emozione esplode nell'avere avuto l'intuizione di documentare tutto puntualmente e nell'essere consapevole di avere in mano la teoria che si fa pratica.
Giorni in cui il senso delle scelte è davanti agli occhi insieme agli effetti.
Adesso è tempo di stare concentrati e di proseguire, poi deve arrivare quello del condividere. Non sono esperienze da tenere solo per sé.

giovedì 18 marzo 2021

Prove di bassa direttività su digitale

Quando lessi le Linee guida per la Didattica Digitale integrata, rimasi sconcertata davanti alle ore previste per l'attività sincrona fin dalla scuola primaria. Nel paragrafo "L'orario delle lezioni", il documento parla di quote orarie settimanali minime di lezione in sincrono, indicando dieci ore per la classe prima e quindici per le restanti classi.
 
Sapevo bene di come in molti, moltissimi casi nel precedente anno scolastico la didattica a distanza era stata costruita sul modello “lezione, esercitazione, verifica”, con due opzioni prevalenti: video-spiegazione e una buona dose di compiti e pagine di studio, assicurate con WhatsApp e/o registro elettronico; lunghe mattinate in videoconferenza con replicazione pura delle lezioni frontali, per chi era ricorso ad ambienti di apprendimento con sistema di videoconferenza integrato.
Non solo. Ci sono state scuole che nel mettere su questa organizzazione, hanno addirittura seguito lo stesso orario delle lezioni in presenza, e che, per questo, venivano portate come esempio.
Ricordo ancora la mia preoccupazione davanti ad articoli usciti sulla stampa isolana che elogiavano queste pratiche.
 
È per questo che quando lessi le Linee Guida, pensai che se fossi stata nella condizione di ricorrere ancora alla didattica a distanza, mi sarei impegnata a studiare un’organizzazione attenta a salvaguardare, anche in sincrono, gli spazi per la didattica a bassa direttività, in modo da garantire momenti di attività collaborativa nei piccoli gruppi.
 
Venivo da scelte molto diverse, certamente condizionate anche dal momento: una progettazione completamente autogestita, un ambiente di apprendimento che non prevedeva al suo interno la videoconferenza, competenze delle famiglie da costruire, strumenti e reti in molti casi non adeguati.
Tuttavia, ad aiutarmi, in quel contesto, insieme alle competenze sul digitale maturate nel tempo, sono state proprio le scelte metodologiche basate su pratiche didattiche collaborative a bassa direttività.
 
La nostra esperienza, che ho documentato puntualmente e raccontato in diversi contesti, ha mosso da subito da una progettazione esplicita articolata in proposte asincrone, garantite a cadenza regolare per tre giorni la settimana, con scelte pensate per custodire una dimensione di comunità anche a livello di apprendimento, e appuntamenti sincroni (quattro) della durata di un'ora, rivolti a un massimo di 5/6 bambini per volta (che sceglievano liberamente giorno e orario, registrandosi sul calendario proposto) dedicati prevalentemente alla metacognizione ripartendo dai lavori svolti (vedi).
Per assicurarmi che i bambini continuassero ad arricchirsi grazie ai lavori di tutti, ho organizzato la valutazione tra pari, integrata da una semplice strategia che si è rivelata molto efficace: negli incontri sincroni i bambini erano invitati a presentare non il loro elaborato, ma quello di un compagno, argomentando la propria scelta.
 
Torno ad oggi. Ho sempre creduto che il lavoro più importante da fare dopo l'esperienza dello scorso anno fosse quello di riflettere per conoscersi meglio e guardare alle diverse scelte con nuova consapevolezza.
 
La nostra esperienza, nonostante i limiti oggettivi, è stata positiva. Le scelte ci hanno tenuto tutti insieme fino alla fine. Ci siamo completamente ripensati in uno scenario nuovo, senza però perdere mai di vista il modo in cui guardiamo alla scuola e le nostre scelte.
Tuttavia, c’era una grande assente, insieme alla vita di comunità, e questo ci è stato chiaro da subito: la vivacità tipica dell’apprendimento collaborativo, che consente di muovere da provocazioni alte rese possibili dal sapere che nessuno è mai solo.
 
Questa settimana di quarantena, per noi che siamo stabilmente in presenza da settembre, non poteva che essere tradotta in opportunità per ripensarci ancora e per dare gambe alle nostre convinzioni.
 
Oggi, la nostra terza può contare su bambini in cui sono cresciute molto autonomia e responsabilità e su competenze digitali sviluppate in modo importante, sia nei docenti sia negli studenti.
Abbiamo curato la formazione dei genitori e possiamo contare su strumenti e connessioni più adeguati.
 
Neanche per un attimo, pertanto, nonostante l’efficacia della nostra esperienza, abbiamo pensato di replicarla.
 
Ciò che abbiamo fatto è stato tornare al Piano scolastico per la DDI del nostro Istituto e ai suoi vincoli, per costruire una proposta che avesse la nostra forma e custodisse le nostre pratiche didattiche.
 
Le quindici ore di attività sincrona obbligatoria prevedono tre mattine articolate prevalentemente in due sottogruppi, mentre, le due restanti sono pensate per attività destinate alle attività in quattro sottogruppi, così da garantire proposte in forma collaborativa da gestire in autonomia.
Questi sono: formiche, farfalle, tartarughe e coccinelle.

La regia è assicurata dal pannello delle breakout rooms che consente la supervisione esterna a cura dei docenti con interventi nei vari gruppi quando necessario.
 
Sapevo che non sarebbe andato subito tutto liscio e che gli spostamenti richiesti ai nostri alunni fra i vari ambienti erano tanti. Ma, al solito, sta tutto nel fidarsi dei bambini e nel costruire un'organizzazione forte.
 
La prima proposta con questa modalità è stata dedicata ad un'attività "ordinaria": l'analisi grammaticale con il supporto delle forme geometriche (una semplificazione del modello Montessori). Data una frase, i bambini dovevano associare la forma adeguata (cerchio, triangolo grande/piccolo, mezzaluna) alle parti del discorso conosciute, mettendole in relazione a partire dal verbo e dai nomi.

Ho nominato i coordinatori (in questa fase ci ho pensato io) con il compito di assicurare il coinvolgimento di tutti e curare la restituzione del lavoro in plenaria.
 
Il tempo si è ristretto in un attimo, come sempre accade in questi casi, e non è mancato qualche problema da gestire. Tuttavia, sono intervenuta in modo molto discreto dove necessario e, al solito, per gestire il resto, ho atteso la fine dei lavori.
 
La bellezza - già perché bisogna vederla ed essere consapevoli di che motore sia - è stata tanta.
Mentre osservavo le stanze da esterna, attivando l'audio di ognuna a rotazione per capire come i bambini si fossero organizzati e come procedessero i lavori, è stato impossibile per me non mettere in primo piano l'attenzione all'apprendimento collaborativo che, in questa forma, mancava dai primi giorni di marzo dello scorso anno. Davanti ai miei occhi i bambini lavoravano di nuovo in gruppo, senza mascherina e senza doversi preoccupare delle distanze. Collaboravano come se fossero fianco a fianco.


Scaduto il tempo, di cui l'organizzazione, essendo la prima volta, ne aveva occupato buona parte, i bambini hanno fatto la loro seconda pausa destinata alla merenda e, puntuali, alle 11:20 sono tornati in plenaria per la restituzione.
Non tutti i gruppi avevano finito il lavoro, ma era una cosa messa in conto da subito; così come lo era la gestione di alcuni problemi.
 
La restituzione al grande gruppo è stata fatta dai coordinatori. Questi sono stati inviatati a condividere a due livelli: aspetti organizzativi e funzionamento del gruppo; svolgimento del lavoro.
 
Prima di questa, tuttavia, cinque minuti pieni li ho occupati io per riportare ciò che avevo appuntato durante le mie osservazioni da esterna, ma anche per rassicurare su alcuni problemi che, nel frattempo, avevano creato preoccupazione in qualche genitore, rendendo necessario ricordare che la scuola sperimenta di continuo nuove strade e che questo comporta tanti aggiustamenti prima che tutto funzioni come atteso.
 
Ancora una volta, perciò, ho chiesto fiducia nella consapevolezza che guida le scelte di noi docenti, ricordando che nel nostro lavoro le regolazioni non finiscono mai. E che in nessun caso la strada può essere la rinuncia.  Questo in presenza, questo sul digitale.
 
Completata la restituzione, ci siamo messi insieme davanti al file nel quale io avevo riportato man mano il lavoro dei singoli gruppi. Ma non abbiamo completato. Non c'è fretta. La nostra analisi grammaticale si è fermata sulle forme grandi; sulle piccole torneremo.
Oggi la proposta era un pretesto, un buon pretesto, ma l'attenzione era su ciò che renderà possibile tanto di più.
 

Questa mattina si tornerà per completare ed approfondire il lavoro e mettere a punto l'organizzazione. Il desiderio è di consegnare tempi più distesi.

Il ritorno in plenaria sarà gestito con una restituzione più snella da parte dei coordinatori e una ruota della fortuna sulle parti del discorso organizzata per dare la parola a tutti tutti.
 
Se tutto procede, nei giorni che restano, ci attende la ripresa della scrittura collaborativa che proporrò a partire da un'immagine.
Vediamo che cosa succede.

lunedì 15 marzo 2021

Didattica a distanza: una mozione

La nostra prima giornata in didattica a distanza di quest'anno inizia con una mozione di T., seguita alla condivisione dell'organizzazione a cui si è fatto spazio nella fase di apertura, all’interno dell’ora dedicata alle attività trasversali.
- Maestra, ma lo possiamo avere un tempo solo per noi, per parlare, per condividere delle cose nostre?
Io rispondo ricordando che hanno lo spazio "Chiacchiere in libertà" e che anche questi primi cinquanta minuti sono proprio come il nostro tempo al mattino in cui, con il programma della giornata e la lettura del libro (al momento, Lucy), ci sarà sempre anche il tempo dedicato alle condivisioni.
- No, maestra - riaccende il microfono - ma io intendo proprio una videoconferenza tutta per noi, per parlare direttamente e poterci mostrare le nostre cose.
Mi rendo conto che ha ragione. Chiacchiere in libertà è uno spazio di comunicazione asincrona e qui ci siamo sempre noi. 
Già... ciò che chiede T. è qualcosa a cui non abbiamo proprio pensato.
Mentre la testa è già impegnata a riflettere, spiego che per una questione di sicurezza - e illustro i possibili rischi - da soli in videoconferenza non possiamo proprio lasciarli.
Tuttavia, subito dopo, con uno sguardo d'intesa con Chiara, la tirocinante presente con noi, mi dico che questo è un bisogno che non si può proprio non accogliere. In quattro e quattr'otto propongo di integrare quindici minuti liberi a fine attività, dove però saremo presenti da esterne: videocamera e microfono spento.
T. Accetta. Il compromesso lo convince. È soddisfatto. E tutti sono felici con lui.
Così alle 12:00, completate le attività, i gruppi hanno potuto ritrovarsi, noi abbiamo assunto uno sguardo esterno e sullo schermo sono comparsi altri spazi della casa, animali, costruzioni, PlayStation... Di tutto di più.
Non tutti sono tornati in plenaria. Forse la decisione presa in itinere non è stata chiara. O, forse, le famiglie si erano già organizzate su questi orari.
Da domani, tuttavia, un nuovo quarto d'ora entrerà stabilmente nella nostra organizzazione e l'appuntamento sarà nella videoconferenza dello spazio "Chiacchiere in libertà".
Anche questa non è un'idea nostra. È arrivata da V., una delle nostre bambine, e ci è piaciuta subito. Uno spazio dedicato anche "fisicamente" e distinto da quello delle attività.
Che dire? Al solito condividere il programma e tutta l'organizzazione con i bambini non può essere un solo presentare e io sono felicissima ogni volta che loro ci aiutano a vedere ciò che sfugge al nostro sguardo.

Beh... come primo giorno in didattica a distanza non possiamo che essere soddisfatti. Ora seguiranno le attività autogestite.
Certo è che poter vedere gli effetti dell'esperienza a un anno di distanza è veramente interessante. Che questa quarantena avesse anche questo scopo? Chi lo sa… 
I bambini, comunque sia, dai loro otto anni, sono stati davvero straordinari, sia in termini di autonomia che di maturità. E questo va detto.

domenica 14 marzo 2021

Si riparte con la didattica a distanza: nuova organizzazione

Questo, anche per noi che siamo stati in presenza sempre, è un anno particolare, condizionato da tanti eventi che hanno reso necessari nuovi adattamenti.

Dalla nostra, certamente, l'eredità della didattica a distanza, che ha visto crescere le competenze digitali di tutti: insegnanti, bambini e genitori. Aver allestito sin dall'inizio dell'anno i nostri nuovi spazi digitali (passando da Edmodo e Jitsi alla GSuite for education, diventato ambiente d'Istituto), infatti, ha fatto sì che il collegamento fra tutti noi non venisse mai meno e che come insegnanti, titolari e supplenti, in particolare durante la mia lunga assenza tra gennaio e febbraio, potessimo programmare puntualmente insieme, per dare continuità alle scelte educative e alle attività didattiche e, sempre insieme, gestire tutta la delicata fase dell'ingresso della nuova valutazione, coerentemente con le scelte che ci hanno caratterizzato da sempre.

Adesso, una nuova prova. Proprio mentre la Sardegna è in zona bianca, a un anno esatto dal lockdown, venerdì 12 marzo le nostre attività in presenza sono state sospese. Pertanto, da lunedì 15 marzo, le attività saranno assicurate sugli ambienti digitali per tutto il tempo previsto per la nostra quarantena di classe, che - rassicuriamo tutti - è solo precauzionale, a conferma che i nostri protocolli e l'impegno costante di tutti noi sono risultati efficaci.

Quest'anno, come noto, con l'ingresso del Piano per la DDI (Didattica Digitale Integrata) le cose, rispetto all'anno precedente, si sono modificate; perciò - venerdì stesso - abbiamo messo in piedi una proposta organizzativa in linea con il Piano, condivisa in un incontro d'équipe autoconvocato e, subito dopo, con la nostra Dirigente scolastica e con la Rappresentante di classe.

La proposta è articolata con attività in sincrono, con il coinvolgimento dell'intero gruppo docente, e attività in asincrono: consegne (anche autogestite) e attività di studio.

L'attività sincrona prevede tre ore di attività al mattino (che garantiscono le 15 ore/settimanale previste dalla normativa), intervallate da due pause.

Gli impegni in videoconferenza, con la volontà di gestire una didattica coerente con il nostro fare scuola, sono stati pensati assicurando un'ora di apertura in plenaria con attività trasversali (all'interno delle quali saranno presenti anche le nostre routine), e l'articolazione in due sottogruppi, per tutte le situazioni in cui è stato possibile. Negli altri casi, quando i tempi sono più distesi, sono state predisposte le breakout rooms, così da garantire l'apprendimento collaborativo in piccoli gruppi, per il quale assicurerà il supporto anche la studentessa che avrebbe dovuto riprendere il suo tirocinio in classe proprio lunedì.

Il lunedì pomeriggio, inoltre, è stato aperto uno sportello in sincrono (dalle 17:30 alle 18:30) al fine da gestire esigenze specifiche e garantire assistenza. 

Si segnala che nella classe virtuale è stato allestito - tra i materiali - uno spazio dedicato a tutti i documenti principali predisposti per organizzare le attività e già trasmessi alle famiglie: organizzazione complessiva; orario e gruppi; documento per guidare l'accesso alle attività sincrone a cura dalle diverse docenti:

DAD_3A_viaRoma_Organizzazione dal 15 al 22 marzo
DAD_3A_viaRoma_Orario e gruppi (file aperto ai soli alunni e genitori con account d'Istituto)
AD_3a_viaRoma_Come accedere alle lezioni (file aperto ai soli alunni e genitori con account d'Istituto)

Nello stesso spazio, è stato messo nuovamente a disposizione delle famiglie anche il video, predisposto a seguito dell'incontro formativo rivolto ai genitori nel mese di ottobre (vedi). Questo è nato a sostegno dell'utilizzo della GSuite for education sia da pc che da tablet e smartphone.

A questo punto, appuntamento a lunedì sulla classe virtuale!

sabato 26 settembre 2020

Benessere digitale e Cittadinanza

Segnalo la ripresa del ciclo di eventi formativi Coop per la Scuola sulle competenze digitali, avviato nel mese di luglio, per accompagnare insegnanti, educatori, famiglie e studenti, da un lato, allo sviluppo di un uso responsabile, sostenibile e critico delle tecnologie digitali e, dall'altro, ad acquisire conoscenze metodologiche e strumentali per un impiego delle tecnologie digitali a supporto dei processi di insegnamento e apprendimento, fuori e dentro le aule scolastiche.

Si tratta di webinar, completamente gratuiti, aperti a un massimo di 3.000 iscritti per ciascun evento, per i quali viene rilasciato l'attestato di partecipazione.

Nel mese di ottobre, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze – FORLILPSI Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia - ritorna la Prof.ssa Maria Ranieri, docente di Tecnologie dell'Istruzione e Didattica generale con un percorso interamente dedicato al Benessere digitale.

Queste le date e i contenuti degli appuntamenti:

Educazione alla lettura critica dei dati digitali tra big data e sostenibilità cognitiva
Venerdì 02 ottobre 2020, dalle 16.30 alle 18.00

I videogame tra riflessività e creatività: le tecniche dell’analisi e della produzione mediale
Venerdì 09 ottobre 2020, dalle 16.30 alle 18.00

Usi e abusi dello smartphone: indicazioni per un approccio equilibrato
Venerdì 16 ottobre 2020, dalle 16.30 alle 18.00

Social networking skills: come utilizzare i social network in modo consapevole
Venerdì 23 ottobre 2020, dalle 16.30 alle 18.00

Fake news e pensiero critico: per una educazione all’uso responsabile delle informazioni
Venerdì 30 ottobre 2020, dalle 16.30 alle 18.00

Link alla proposta formativa

giovedì 10 settembre 2020

Didattica Digitale Integrata e tutela della privacy

Segnalo che nella sezione "Rientriamo a scuola" del sito del Miur è stato pubblicato il documento  contenente le Indicazioni generali sulla tutela della privacy in merito alla Didattica Digitale Integrata. 

Il documento è stato predisposto da un Gruppo di lavoro congiunto tra Ministero dell'istruzione e l’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, al fine di fornire linee di indirizzo comuni e i principi generali per l'implementazione della didattica digitale integrata, con particolare riguardo ai profili di sicurezza e protezione dei dati personali, sulla base di quanto previsto dal Regolamento (UE) 2016/679.

Al documento