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martedì 8 giugno 2021

- 4, la nostra indagine sui consumi digitali volge al termine


-4

Sono giorni intensi a scuola. È stato un anno di scelte continue per far stare i bambini al meglio possibile e per tenersi sulle cose che contano. Più che mai, abbiamo messo al centro percorsi di senso che li coinvolgessero in attività motivanti, lavorando sulle diverse discipline.
Al solito, il nostro interesse non è finire tutto, ma non lasciare lavori a metà, questo no.
Perciò, finita l'autovalutazione e i colloqui con i bambini, siamo tornati sulla nostra indagine sui consumi digitali. In classe un lavoro, nell'andito un altro.
Dopo la tabulazione dei dati e la raccolta delle più significative risposte aperte, siamo alla realizzazione dei grafici.
D., uno dei nostri grandi appassionati di numeri, ha ricontrollato i conti di tutte le tabelle usate per le rilevazioni e ieri li abbiamo riportati al computer. Stampato tutto, in coppie, abbiamo iniziato a realizzare i nostri istogrammi. I primi due grafici li abbiamo realizzati tutti, così da orientarci, poi ogni coppia ne ha preso in carico qualcuno, in modo da essere sicuri di riuscire a finire questa mattina.
Abbiamo lavorato su una base che ho messo a disposizione io, sulla quale i bambini hanno stabilito la scala graduata e hanno riportato i dati.
Oggi si conclude. Passiamo le foto al pc e si lavora in modo puntuale sull'analisi che, nel frattempo, è già nata in modo spontaneo.
Lo step finale lo lasciamo a giovedì: comporta andare a vedere i dati pervenuti con i questionari compilati su digitale, e il processo automatico che genera foglio di calcolo e grafici, per poi ragionare sulla forma con la quale offrire una prima restituzione snella alle classi che hanno accolto la nostra indagine. A questa, è già deciso, ne seguirà una più accurata a settembre, che sarà per noi occasione per tornare e riflettere sull'intero processo.
Intanto, in parallelo, abbiamo da concludere altre piccole cose, tra cui la lettura del libro di Darwin e ritornare al nostro "museo" per chiudere il percorso di storia.
Come sempre, quando l'ansia da tempo rischia di prendere il sopravvento, noi la spostiamo fuori e ci affidiamo all'organizzazione. Una cosa l'abbiamo imparata bene: l'ansia a scuola non ci fa niente.

 





 

lunedì 31 maggio 2021

La nostra indagine sui consumi digitali: inizia la rilevazione

 
 
Vi comunichiamo che questa mattina, mentre in aula era in corso la costruzione delle figure solide utilizzando stecchini e patafix, nell'andito, tre coppie alla volta, hanno iniziato ad occuparsi della rilevazione e tabulazione delle risposte chiuse della nostra indagine sui consumi digitali.

Un lavoro impegnativo, ma interessante, che inizia a mettere i bambini a contatto diretto con le risposte dei compagni.

Si riprende domani con gli altri fascicoli, per poi passare alla raccolta delle risposte aperte.
 
Per chi sta offrendo la sua collaborazione per l'indagine su digitale, invece, ci sarà da attendere. 
Ce ne occuperemo solo alla fine per riflettere sulle differenze nella gestione. 
 
Intanto vi ringraziamo, felici dell'accoglimento che la nostra proposta ha trovato e sta trovando anche da parte di scuole lontane.  

Per chi volesse ancora partecipare: https://forms.gle/1fdkLJbWNxxQfNLX8
 
 






sabato 29 maggio 2021

Il museo lo allestiamo noi!

A completamento del nostro lavoro alla scoperta degli ominidi, arricchito dalla lettura dei libri Lucy, la prima donna di Daniele Aristarco e Darwin, rivoluzionario della scienza di Jacopo Olivieri (ancora in corso), nonché dalla visione del documentario L'incredibile storia dell'uomo di Alberto Angela, ogni bambino ha scelto la storia di un ominide da approfondire, a cui associare un artefatto da costruire. Quest'ultimo doveva essere accompagnato da una scheda (di fatto, un vero e proprio testo regolativo) contenente: materiali utilizzati, fasi di realizzazione, consigli per chi volesse cimentarsi nella costruzione dello stesso oggetto.

La scelta è stata la risposta a questo tempo: "Quest'anno niente musei? Il museo lo allestiamo noi!"

Così è stato.

Nel breve video fotografico, un'anticipazione di quanto realizzato dai bambini.

L'esposizione si trova nella sala della biblioteca. 

giovedì 27 maggio 2021

La nostra indagine sui consumi digitali: volete aiutarci?

Dopo un impegnativo lavoro, iniziato in didattica a distanza e proseguito in presenza, che ha visto i bambini impegnati nella preparazione di un'indagine sui consumi digitali, tra attività in sottogruppi e in plenaria, da oggi prende avvio la distribuzione dei questionari agli alunni della nostra scuola, accompagnati dalla presentazione in video curata da Alice (le regole di prevenzione anticovid ci impediscono di spostarci nelle altre classi).

Il nostro impegno è quello di raccogliere i dati entro la prossima settimana, per poi preparare una restituzione realizzando dei grafici sugli aspetti più importanti.

Il questionario, proposto in forma anonima, potrà essere compilato anche dagli alunni di scuola primaria di altri Istituti e città, utilizzando il form online.

Questa possibilità per noi sarà molto importante perché ci consentirà di conoscere e analizzare la differenza tra un'indagine proposta con questionario cartaceo e una su digitale, in particolare per quanto riguarda la fase della raccolta dei dati e la preparazione dei grafici.

Non sappiamo che cosa riusciremo a fare entro l'anno scolastico in termini di restituzione - i tempi stringono - ma stiamo documentando puntualmente ogni fase perché, se non dovessimo riuscire, sarà il primo dei nostri impegni con la ripresa a settembre.

Che dite? Volete aiutarci? 

Intanto noi, ieri, ci siamo impegnati in una giornata di digiuno digitale. Un impegno che abbiamo deciso di assumere per riflettere insieme sugli effetti (come cambiano le nostre giornate? Solo difficoltà o anche qualche vantaggio?) per provare a ragionare sulle possibili caratteristiche di una "buona dieta digitale".

Per chi volesse collaborare all'indagine con la propria classe: https://forms.gle/1fdkLJbWNxxQfNLX8

Si precisa che il questionario è interamente realizzato dai bambini, passando per diversi step, e che le risposte a scelta multipla sono state studiate a partire dalla compilazione fatta da loro stessi in forma aperta, a cui è seguito il raggruppamento.

Il questionario, una volta terminato, è stato testato dai bambini. Come tutto, è ancora migliorabile, ma noi abbiamo deciso di fermarci così (modello cartaceo).

Ecco il video di presentazione. Era pensato per i compagni della scuola, ma può essere utilizzato anche fuori. Perciò, se doveste accogliere il nostro invito, ci farebbe piacere che introduceste la proposta con questo. È un modo per accompagnare... 

Grazie a tutti!!!

venerdì 14 maggio 2021

Didattica a bassa direttività: la strada che vedo, la strada che percorro

Venerdì 14 maggio, ore 10:00

Pausa di un'ora nella mia attività didattica di oggi su digitale. I bambini, al momento, sono impegnati con l'attività di religione o di alternativa, e io sono qui che, ancora una volta, faccio fatica a trattenere l'emozione di ciò che ho osservato questa mattina, durante i primi cinquanta minuti di attività.
Davanti a me, i bambini, organizzati in stanze, impegnati a completare le risposte alle domande sui consumi digitali che hanno preparato loro stessi per la nostra indagine destinata ai compagni della scuola. Devono testarle e individuare, tra le risposte, le voci da inserire nel questionario che abbiamo deciso che sarà prevalentemente a scelta multipla per facilitare la raccolta e l'elaborazione dei dati.
Nel mio schermo ho tutte le stanze, compresa la plenaria, nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di me, ma attivo l'audio di una alla volta e mi immergo, tanto che faccio fatica a spegnere per attivare l'audio della successiva. I coordinatori svolgono il compito in modo impeccabile e i gruppi si sono autogestiti per gli altri incarichi. Ogni tanto si divaga - e meno male, visto quello che arriva - ma c'è sempre chi riconduce al compito. Le domande sono sulla chat, le risposte nei blocchi personali delle bozze. E c'è un gruppo che è arrivato alla fine del lavoro. Così decido di trattenermi di più mentre rileggono ogni domanda e le risposte. Sono stati raccolti i pensieri di tutti tutti. Io osservo: organizzazione, attenzione alla consegna, la loro capacità argomentativa, il linguaggio, i consigli che offrono e raccolgo informazioni sui loro consumi digitali di cui sapevo poco o niente e nomi di applicazioni che so già che non saprò nemmeno scrivere.
Così sono qui che ragiono su una scuola che ancora separa, quando per tanti è diventato praticamente l'unico luogo in cui stare insieme attorno a progetti comuni. Penso al valore dei loro scambi tra pari, di come si supportano, delle contaminazioni. E penso che questo che ho davanti oggi, già da solo, trasforma la scuola in un'altra cosa.
Eppure siamo ancora lì. Agli alunni distanti, alla collaborazione tenuta fuori a vantaggio della competizione e della classificazione - Non aiutatevi, devo capire che cosa sai fare tu, proprio tu, da solo - all'errore demonizzato, al controllo costante dell'adulto.
Chi mi conosce sa che c'è una parola che ripeto di continuo e che trova spazio in tanti incontri che organizzo. Questa parola è "costruire". Ecco, per me la scuola è questa. È quella che costruisce, che mette insieme, che riconosce il valore aggiunto dell'apprendimento collaborativo, senza che gli insegnanti vengano meno al ruolo di creare contesti, mettere a disposizione materiali, guidare la metacognizione e gli approfondimenti.
Per me la scuola è quella che non ha fretta di valutare, ma è luogo in cui si osserva molto, di continuo, e con le osservazioni guida, sostiene, offre strumenti su misura. Ma sa aspettare. Sa che certe conquiste hanno bisogno di tempo. Di fiducia.
Ieri sera, ero con tante insegnanti, genitori, dirigenti, studenti universitari a ragionare di Cittadinanza. E parlavamo di una cittadinanza che non può stare racchiusa in un'ora dedicata all'educazione civica, ma che si costruisce giorno dopo giorno.
Oggi, sempre con più chiarezza, so che, per farlo, più di qualunque altra cosa, conta chi scegliamo di essere e la scuola che facciamo.
Sono felice di avere scelto di documentare tutto questo in modo puntuale. Essere su digitale mi ha offerto la possibilità di una documentazione impossibile in presenza, non con i nostri strumenti. E io sento di avere un tesoro fra le mani perché questi materiali dicono più di qualunque libro.
Basta sostare davanti a queste immagini vive per leggere il valore aggiunto della bassa direttività e fugare ogni dubbio.
È un lavoro impegnativo, certo, ma io, che pure vivo nel dubbio continuo, sento che la strada è questa.

giovedì 6 maggio 2021

Nonostante tutto... la bellezza

Nonostante gli anni di servizio.
Nonostante la stanchezza immensa dovuta alla fatica del periodo.
Nonostante il nostro ritorno in dad.
Nonostante... il mio lavoro ancora mi emoziona, tanto da non stare nella pelle quando so di essere davanti a un'immensa bellezza.
E, senza voler essere presuntuosa, davanti alle pratiche che si fanno risposta alle tante discussioni di mesi e mesi.
Oggi, dopo un percorso propedeutico, avviato mercoledì: analisi di una serie di grafici per scoprirne scopo e caratteristiche, siamo partiti con un'indagine sui consumi mediali, che ci ha visto intercettare obiettivi e metodo. 
 

 
La palla è passata ai bambini (otto anni; non riesco mai a prescindere dalla loro età e dai loro vissuti di questo tempo): organizzati in sottogruppi e individuati i facilitatori, a loro il compito di ragionare sulle domande per costruire un questionario da proporre a tutti i compagni della scuola, utile per la registrazione delle informazioni, per la quale predisporremo una tabella, ed elaborare dei grafici per comunicare gli esiti. Una parte del mio piano di lavoro che, quest’anno, è stata penalizzata.
Così, dopo una plenaria aperta con un brainstorming per ripercorrere la fase precedente, sono iniziati i lavori.
 
 
 
A me un ruolo completamente esterno, che mi ha consentito di visualizzare le stanze una alla volta e osservare organizzazione e ragionamenti. Rari i miei interventi, se non quelli per sbloccare qualche situazione particolare o aiutare a rimettere a fuoco l'obiettivo e a tener conto dei tempi stabiliti.
A osservare, con me, sempre con ruolo esterno, ma con ingresso nelle stanze una ad una, un'altra studentessa, Claudia, che è con noi in questo periodo (quest'anno il tirocinio è possibile solo per una studentessa per volta e, nonostante questo, nessuna si è risparmiata la quarantena).
Conclusi i lavori, nuova plenaria per la restituzione.
Un gruppo per volta, tramite il facilitatore e l'incaricato degli appunti, ha riportato le informazioni in merito a: organizzazione, collaborazione e domande formulate che io avevo cura di riportare immediatamente su file perché venissero visualizzate e analizzate da tutti per eventuali osservazioni. Così si è parlato di pertinenza, di contenuti, di linguaggio... 
 
 
Ad assistermi Chiara, una delle mie bambine, in modo che la comunicazione fosse ben regolata anche durante la condivisione dello schermo.
Infine, il mio compito: estrapolare gli aspetti più importanti emersi, metterli a fuoco con i bambini, fermarli e offrirglieli per riflettere ancora in vista del lavoro che ci aspetta domani: ritornare su tutte le domande, raggrupparle per tipologia, selezionarle e costruire un unico questionario da sperimentare prima di tutto tra di noi, ancora nei piccoli gruppi.
Vediamo.
Intanto la mia emozione esplode nell'avere avuto l'intuizione di documentare tutto puntualmente e nell'essere consapevole di avere in mano la teoria che si fa pratica.
Giorni in cui il senso delle scelte è davanti agli occhi insieme agli effetti.
Adesso è tempo di stare concentrati e di proseguire, poi deve arrivare quello del condividere. Non sono esperienze da tenere solo per sé.

sabato 24 aprile 2021

Il nostro 25 aprile

Non sono un'amante delle giornate per ogni cosa. Ragiono come per il carico cognitivo: se metti dentro troppo, la testa butta fuori. Si protegge. Mi piace scegliere e dare senso. So bene che se mi trattengo su tutto, è come se non mi trattenessi su niente. 

Ma ci sono alcune date che, da maestra, non lascio mai fuori. Sono il 27 gennaio, il 25 aprile e il 2 giugno. Tre date intrecciate fra loro che mi consentono di aprire a una storia che non può stare fuori dalla scuola fino a che "i programmi" ne prevedono l'ingresso. Una storia fondamentale per comprendere il valore della democrazia e il significato profondo della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza. 

Per questo, anche in questo anno così difficile, ci siamo presi il tempo per tornare su ciò che costruiamo anno dopo anno con i nostri appuntamenti ricorsivi, fatti di letture, documenti, filmati, canti... il tutto ripartendo sempre dalla nostra linea del tempo e da un brainstorming su ciò che i bambini hanno fatto loro, per sollecitare nuove relazioni, mettere a fuoco, riposizionare, approfondire.

Quest'anno, per ritornare su questa importante ricorrenza nazionale, eravamo avvantaggiati: avevamo il nostro padlet costruito durante il lockdown. Con questo, lo scorso aprile, partendo da una mia videolettura, avevo invitato i bambini a riflettere sul significato di libertà, per poi metterli in movimento facendo sì che ognuno adottasse e completasse un post-it con una parola importante, che io avevo depositato lì per loro.

È stato emozionante, giovedì, di primo mattino, senza anticipazione alcuna, chiudere gli scurini, spegnere le luci e riascoltare la videolettura tutti insieme, leggere i pensieri sulla libertà e riaprire i post-it, uno ad uno, zoomando al massimo sulla nostra lim, fino a occupare tutto lo schermo con quelle parole così importanti da rileggere insieme. Ed è stato emozionante rivedere, questa volta in presenza, la liberazione di Milano e il primo cinegiornale dell'Italia liberata e cantare ancora Bella Ciao con la registrazione preparata da Leoś insieme al suo papà (il canto).

 

Inevitabilmente, dentro l'emozione, c'era anche il ricordo di un percorso vissuto a distanza in un momento di grande incertezza, e dei nostri appuntamenti in videoconferenza, a cui era affidato il compito di chiudere le attività della settimana; quelli in cui, per la prima volta, ci eravamo ritrovati a cantare insieme davanti a uno schermo.

Un 25 aprile che si è snodato e si snoda dentro vissuti molto particolari, ma a cui sono felice di aver fatto spazio per costruire ancora. 

Non si può mancare di trovare una forma per conoscere e conoscersi e per ricordare che la nostra Costituzione è figlia di chi ha saputo scegliere da che parte stare. 

E adesso, ancora una volta, il compito di ripercorrere è affidato ai bambini perché si vada verso il 25 aprile sempre più consapevoli.

http://enricaena.blogspot.com/2020/04/e-25-aprile-e-tempo-di-liberta.html

https://it.padlet.com/enrica_ena/25aprile2020

sabato 17 aprile 2021

Un silent book e il nostro incontro con il bullismo

 
Al rientro dalle festività pasquali abbiamo trovato ad aspettarci un'interessante proposta di Chiara Pusceddu, una delle nostre tirocinanti dell'Università (Facoltà di Scienze della Formazione Primaria).

Anche per Chiara, era arrivato il momento di un'unità didattica interamente progettata e sviluppata da lei e noi tutti ci siamo semplicemente affidati, ben sapendo di essere in ottime mani.


Tutto è iniziato con una consegna pasquale lasciata ai bambini su Classroom:

Ciao bambini,

vi chiedo di osservare attentamente più e più volte le immagini riportate di seguito.
Cosa vi viene in mente? Soffermatevi su ogni singolo fotogramma e provate ad
immaginare la storia raccontata da queste immagini.
Buona lettura delle figure e buon viaggio con la fantasia!

Vi abbraccio! Chiara
Trentatré immagini senza parole da guardare e riguardare per provare ad immaginare una storia (vedi).

Il giorno del rientro è così iniziata un'esperienza coinvolgente, proseguita il giorno successivo. Due intere giornate scolastiche che ci hanno fatto conoscere e riflettere sul tema del bullismo. 

La condividiamo anche qui, utilizzando la ricostruzione collettiva fatta in classe dagli stessi bambini a partire dalle foto scattate durante l'esperienza. La forma è quella delle didascalie, che poi abbiamo riportato anche sul quaderno in modo essenziale.

Prima giornata

Chiara ha iniziato la sua attività aprendo Classroom e mostrandoci la sequenza di immagini che aveva pubblicato per noi. Le ha quindi sfogliate una ad una, dandoci il tempo di riflettere ancora. Poi ci ha chiesto che cosa avessimo notato di particolare. La risposta è arrivata subito: si tratta di una storia senza parole. Ha poi chiesto se ognuno di noi fosse riuscito ad immaginare una storia. Tutti noi l'avevamo immaginata. Ma non ci ha chiesto di raccontare. Non subito.


Chiara ha distribuito un foglietto ad ognuno di noi, chiedendoci di scrivere un nostro titolo per la storia. Subito dopo, è passata a ritirarli e li ha semplicemente messi da parte. 

 
Chiara ci ha spiegato la fase successiva del lavoro e ha distribuito le immagini della storia fra noi, chiedendoci di descrivere in modo ricco quella che ci era stata assegnata. In alcuni casi, le immagini erano più di una, ma era sufficiente fare un'unica descrizione.

 

Dopo aver ritirato i nostri lavori, Chiara li ha scambiati tra noi compagni e ci ha invitato a fare la revisione tra pari, proprio come facciamo sempre: ognuno aveva il compito di leggere con attenzione il testo del compagno o della compagna, di cercare eventuali errori ortografici e, se lo voleva, di offrire un consiglio.

Siamo tornati alle immagini, mantenendo con noi la descrizione che ci era stata assegnata. Ognuno di noi aveva il compito di riconoscere l'immagine per la quale era stata scritta la descrizione in suo possesso. Abbiamo così riportato le scritte sotto le figure, facendo una sintesi.

Chiara ha appuntato sulla LIM tutti i nomi che erano stati utilizzati per le protagoniste della storia e abbiamo votato per scegliere quelli che preferivamo mantenere per la narrazione collettiva: Anna e Rita. 

Chiara ha ripreso i titoli che ognuno di noi aveva scritto all'inizio. Li ha letti a voce alta e abbiamo votato per scegliere quello comune. Ad avere la meglio è stato: “Gli amici sono migliori dei nemici”. 

A questo punto, abbiamo inserito il titolo nella storia e l'abbiamo riletta uniformando i tanti nomi utilizzati. È nato così il nostro lavoro finale (vedi) sul quale abbiamo riflettuto insieme, comprendendo che si trattava di una storia di bullismo.

Al termine del lavoro, Chiara ci ha presentato il silent book da cui aveva tratto le immagini per il nostro lavoro: “Io sto con Vanessa” e ce l'ha donato per la nostra biblioteca di classe.

Seconda giornata


Abbiamo ripreso l’attività facendo un brainstorming sul significato di bullismo per noi e ne abbiamo discusso insieme.

 


Siamo andati all'aperto e siamo stati divisi in quattro gruppi (papaveri, margherite, girasoli e tulipani), per ognuno dei quali è stato nominato un coordinatore. 
 
Chiara ha così consegnato un foglio ad ognuno di noi con una storia: noi avevamo il compito scegliere i ruoli e di fare una scenetta, dopo aver individuato gli attori per il bullo (Stefano), la vittima del bullo (Marco) e i compagni di classe che sono presenti mentre il bullo prende in giro la vittima.
Marco è un bambino molto triste. Da qualche mese ha perso la voglia di andare a scuola. A scuola, infatti, c’è Stefano: un suo compagno di classe che lo bullizza.
Marco ha un problema di salute a una gamba e per questo zoppica.
Stefano gli ha attribuito uno sgradevole soprannome ed ogni occasione è buona per prenderlo in giro.
I compagni di classe, forse per paura che Stefano prenda di mira anche loro, osservano questi comportamenti con indifferenza.



Noi abbiamo formato un grande cerchio per presentare le nostre scenette alla classe. 


Subito dopo, siamo tornati nei piccoli gruppi per scegliere insieme un finale della storia e per discutere con l’aiuto di alcune domande. A ogni gruppo sono state assegnate domande diverse: a un gruppo per riflettere dal punto vista del bullo; a un altro dal punto di vista della vittima; a due gruppi, dal punto di vista degli spettatori.
 
Come vi sentireste se foste Marco?
Come vi sareste comportati al suo posto?
Vi è mai successo di trovarvi in una situazione come quella di Marco?

Come vi sentireste se foste Stefano?
Come vi sareste comportati al suo posto?
Perché secondo voi Stefano si comporta così?
Vi è mai successo di trovarvi in una situazione simile a quella di Stefano?
 
Come vi sentireste se foste al posto dei compagni di classe?
Come vi sareste comportati al loro posto?  
Perché secondo voi si comportano così?
Vi è mai successo di trovarvi in una situazione simile a quella dei compagni di classe?


 
Tornati in classe, abbiamo presentato di nuovo le scenette, completandole con il finale che avevamo scelto con il nostro gruppo. 
 
 
I coordinatori hanno raccontato alla classe come è andato il lavoro di gruppo e ciò che è stato detto con la guida delle domande. 


Per concludere, Chiara ci ha proposto di inserire tre parole sul lavoro svolto su una pagina che si chiama Mentimeter. Qualcuno ha scritto sul computer, qualcuno sul tablet e qualcun altro sullo smartphone.

 
Nel frattempo, ognuno di noi ha fatto un disegno sulla storia di Stefano e Marco.


Al termine, Chiara ci ha mostrato la nuvola di parole nata con il Mentimeter e l'abbiamo letta insieme.
 
Nei giorni successivi, siamo ritornati sull'esperienza proprio partendo da queste immagini e l'abbiamo ricostruita sul quaderno.
 

Ma la vera conclusione del lavoro l'abbiamo affidata alla visione del film Wonder che ha aperto la nostra mattinata di mercoledì.
Un film bellissimo che ci ha emozionato tanto e tanto ci ha fatto riflettere.
 
 
"Se dovete scegliere tra essere giusti
ed essere gentili, siate gentili"
 
Grazie, Chiara, per questo percorso così speciale. Viverlo è stato coinvolgente; tornarci per ripercorrerlo ci ha fatto riflettere ancora e ci ha fatto capire quanto sia importante imparare a "sentire con il cuore dell'altro", partendo sempre dal rispetto.

giovedì 18 marzo 2021

Prove di bassa direttività su digitale

Quando lessi le Linee guida per la Didattica Digitale integrata, rimasi sconcertata davanti alle ore previste per l'attività sincrona fin dalla scuola primaria. Nel paragrafo "L'orario delle lezioni", il documento parla di quote orarie settimanali minime di lezione in sincrono, indicando dieci ore per la classe prima e quindici per le restanti classi.
 
Sapevo bene di come in molti, moltissimi casi nel precedente anno scolastico la didattica a distanza era stata costruita sul modello “lezione, esercitazione, verifica”, con due opzioni prevalenti: video-spiegazione e una buona dose di compiti e pagine di studio, assicurate con WhatsApp e/o registro elettronico; lunghe mattinate in videoconferenza con replicazione pura delle lezioni frontali, per chi era ricorso ad ambienti di apprendimento con sistema di videoconferenza integrato.
Non solo. Ci sono state scuole che nel mettere su questa organizzazione, hanno addirittura seguito lo stesso orario delle lezioni in presenza, e che, per questo, venivano portate come esempio.
Ricordo ancora la mia preoccupazione davanti ad articoli usciti sulla stampa isolana che elogiavano queste pratiche.
 
È per questo che quando lessi le Linee Guida, pensai che se fossi stata nella condizione di ricorrere ancora alla didattica a distanza, mi sarei impegnata a studiare un’organizzazione attenta a salvaguardare, anche in sincrono, gli spazi per la didattica a bassa direttività, in modo da garantire momenti di attività collaborativa nei piccoli gruppi.
 
Venivo da scelte molto diverse, certamente condizionate anche dal momento: una progettazione completamente autogestita, un ambiente di apprendimento che non prevedeva al suo interno la videoconferenza, competenze delle famiglie da costruire, strumenti e reti in molti casi non adeguati.
Tuttavia, ad aiutarmi, in quel contesto, insieme alle competenze sul digitale maturate nel tempo, sono state proprio le scelte metodologiche basate su pratiche didattiche collaborative a bassa direttività.
 
La nostra esperienza, che ho documentato puntualmente e raccontato in diversi contesti, ha mosso da subito da una progettazione esplicita articolata in proposte asincrone, garantite a cadenza regolare per tre giorni la settimana, con scelte pensate per custodire una dimensione di comunità anche a livello di apprendimento, e appuntamenti sincroni (quattro) della durata di un'ora, rivolti a un massimo di 5/6 bambini per volta (che sceglievano liberamente giorno e orario, registrandosi sul calendario proposto) dedicati prevalentemente alla metacognizione ripartendo dai lavori svolti (vedi).
Per assicurarmi che i bambini continuassero ad arricchirsi grazie ai lavori di tutti, ho organizzato la valutazione tra pari, integrata da una semplice strategia che si è rivelata molto efficace: negli incontri sincroni i bambini erano invitati a presentare non il loro elaborato, ma quello di un compagno, argomentando la propria scelta.
 
Torno ad oggi. Ho sempre creduto che il lavoro più importante da fare dopo l'esperienza dello scorso anno fosse quello di riflettere per conoscersi meglio e guardare alle diverse scelte con nuova consapevolezza.
 
La nostra esperienza, nonostante i limiti oggettivi, è stata positiva. Le scelte ci hanno tenuto tutti insieme fino alla fine. Ci siamo completamente ripensati in uno scenario nuovo, senza però perdere mai di vista il modo in cui guardiamo alla scuola e le nostre scelte.
Tuttavia, c’era una grande assente, insieme alla vita di comunità, e questo ci è stato chiaro da subito: la vivacità tipica dell’apprendimento collaborativo, che consente di muovere da provocazioni alte rese possibili dal sapere che nessuno è mai solo.
 
Questa settimana di quarantena, per noi che siamo stabilmente in presenza da settembre, non poteva che essere tradotta in opportunità per ripensarci ancora e per dare gambe alle nostre convinzioni.
 
Oggi, la nostra terza può contare su bambini in cui sono cresciute molto autonomia e responsabilità e su competenze digitali sviluppate in modo importante, sia nei docenti sia negli studenti.
Abbiamo curato la formazione dei genitori e possiamo contare su strumenti e connessioni più adeguati.
 
Neanche per un attimo, pertanto, nonostante l’efficacia della nostra esperienza, abbiamo pensato di replicarla.
 
Ciò che abbiamo fatto è stato tornare al Piano scolastico per la DDI del nostro Istituto e ai suoi vincoli, per costruire una proposta che avesse la nostra forma e custodisse le nostre pratiche didattiche.
 
Le quindici ore di attività sincrona obbligatoria prevedono tre mattine articolate prevalentemente in due sottogruppi, mentre, le due restanti sono pensate per attività destinate alle attività in quattro sottogruppi, così da garantire proposte in forma collaborativa da gestire in autonomia.
Questi sono: formiche, farfalle, tartarughe e coccinelle.

La regia è assicurata dal pannello delle breakout rooms che consente la supervisione esterna a cura dei docenti con interventi nei vari gruppi quando necessario.
 
Sapevo che non sarebbe andato subito tutto liscio e che gli spostamenti richiesti ai nostri alunni fra i vari ambienti erano tanti. Ma, al solito, sta tutto nel fidarsi dei bambini e nel costruire un'organizzazione forte.
 
La prima proposta con questa modalità è stata dedicata ad un'attività "ordinaria": l'analisi grammaticale con il supporto delle forme geometriche (una semplificazione del modello Montessori). Data una frase, i bambini dovevano associare la forma adeguata (cerchio, triangolo grande/piccolo, mezzaluna) alle parti del discorso conosciute, mettendole in relazione a partire dal verbo e dai nomi.

Ho nominato i coordinatori (in questa fase ci ho pensato io) con il compito di assicurare il coinvolgimento di tutti e curare la restituzione del lavoro in plenaria.
 
Il tempo si è ristretto in un attimo, come sempre accade in questi casi, e non è mancato qualche problema da gestire. Tuttavia, sono intervenuta in modo molto discreto dove necessario e, al solito, per gestire il resto, ho atteso la fine dei lavori.
 
La bellezza - già perché bisogna vederla ed essere consapevoli di che motore sia - è stata tanta.
Mentre osservavo le stanze da esterna, attivando l'audio di ognuna a rotazione per capire come i bambini si fossero organizzati e come procedessero i lavori, è stato impossibile per me non mettere in primo piano l'attenzione all'apprendimento collaborativo che, in questa forma, mancava dai primi giorni di marzo dello scorso anno. Davanti ai miei occhi i bambini lavoravano di nuovo in gruppo, senza mascherina e senza doversi preoccupare delle distanze. Collaboravano come se fossero fianco a fianco.


Scaduto il tempo, di cui l'organizzazione, essendo la prima volta, ne aveva occupato buona parte, i bambini hanno fatto la loro seconda pausa destinata alla merenda e, puntuali, alle 11:20 sono tornati in plenaria per la restituzione.
Non tutti i gruppi avevano finito il lavoro, ma era una cosa messa in conto da subito; così come lo era la gestione di alcuni problemi.
 
La restituzione al grande gruppo è stata fatta dai coordinatori. Questi sono stati inviatati a condividere a due livelli: aspetti organizzativi e funzionamento del gruppo; svolgimento del lavoro.
 
Prima di questa, tuttavia, cinque minuti pieni li ho occupati io per riportare ciò che avevo appuntato durante le mie osservazioni da esterna, ma anche per rassicurare su alcuni problemi che, nel frattempo, avevano creato preoccupazione in qualche genitore, rendendo necessario ricordare che la scuola sperimenta di continuo nuove strade e che questo comporta tanti aggiustamenti prima che tutto funzioni come atteso.
 
Ancora una volta, perciò, ho chiesto fiducia nella consapevolezza che guida le scelte di noi docenti, ricordando che nel nostro lavoro le regolazioni non finiscono mai. E che in nessun caso la strada può essere la rinuncia.  Questo in presenza, questo sul digitale.
 
Completata la restituzione, ci siamo messi insieme davanti al file nel quale io avevo riportato man mano il lavoro dei singoli gruppi. Ma non abbiamo completato. Non c'è fretta. La nostra analisi grammaticale si è fermata sulle forme grandi; sulle piccole torneremo.
Oggi la proposta era un pretesto, un buon pretesto, ma l'attenzione era su ciò che renderà possibile tanto di più.
 

Questa mattina si tornerà per completare ed approfondire il lavoro e mettere a punto l'organizzazione. Il desiderio è di consegnare tempi più distesi.

Il ritorno in plenaria sarà gestito con una restituzione più snella da parte dei coordinatori e una ruota della fortuna sulle parti del discorso organizzata per dare la parola a tutti tutti.
 
Se tutto procede, nei giorni che restano, ci attende la ripresa della scrittura collaborativa che proporrò a partire da un'immagine.
Vediamo che cosa succede.

lunedì 15 marzo 2021

Didattica a distanza: una mozione

La nostra prima giornata in didattica a distanza di quest'anno inizia con una mozione di T., seguita alla condivisione dell'organizzazione a cui si è fatto spazio nella fase di apertura, all’interno dell’ora dedicata alle attività trasversali.
- Maestra, ma lo possiamo avere un tempo solo per noi, per parlare, per condividere delle cose nostre?
Io rispondo ricordando che hanno lo spazio "Chiacchiere in libertà" e che anche questi primi cinquanta minuti sono proprio come il nostro tempo al mattino in cui, con il programma della giornata e la lettura del libro (al momento, Lucy), ci sarà sempre anche il tempo dedicato alle condivisioni.
- No, maestra - riaccende il microfono - ma io intendo proprio una videoconferenza tutta per noi, per parlare direttamente e poterci mostrare le nostre cose.
Mi rendo conto che ha ragione. Chiacchiere in libertà è uno spazio di comunicazione asincrona e qui ci siamo sempre noi. 
Già... ciò che chiede T. è qualcosa a cui non abbiamo proprio pensato.
Mentre la testa è già impegnata a riflettere, spiego che per una questione di sicurezza - e illustro i possibili rischi - da soli in videoconferenza non possiamo proprio lasciarli.
Tuttavia, subito dopo, con uno sguardo d'intesa con Chiara, la tirocinante presente con noi, mi dico che questo è un bisogno che non si può proprio non accogliere. In quattro e quattr'otto propongo di integrare quindici minuti liberi a fine attività, dove però saremo presenti da esterne: videocamera e microfono spento.
T. Accetta. Il compromesso lo convince. È soddisfatto. E tutti sono felici con lui.
Così alle 12:00, completate le attività, i gruppi hanno potuto ritrovarsi, noi abbiamo assunto uno sguardo esterno e sullo schermo sono comparsi altri spazi della casa, animali, costruzioni, PlayStation... Di tutto di più.
Non tutti sono tornati in plenaria. Forse la decisione presa in itinere non è stata chiara. O, forse, le famiglie si erano già organizzate su questi orari.
Da domani, tuttavia, un nuovo quarto d'ora entrerà stabilmente nella nostra organizzazione e l'appuntamento sarà nella videoconferenza dello spazio "Chiacchiere in libertà".
Anche questa non è un'idea nostra. È arrivata da V., una delle nostre bambine, e ci è piaciuta subito. Uno spazio dedicato anche "fisicamente" e distinto da quello delle attività.
Che dire? Al solito condividere il programma e tutta l'organizzazione con i bambini non può essere un solo presentare e io sono felicissima ogni volta che loro ci aiutano a vedere ciò che sfugge al nostro sguardo.

Beh... come primo giorno in didattica a distanza non possiamo che essere soddisfatti. Ora seguiranno le attività autogestite.
Certo è che poter vedere gli effetti dell'esperienza a un anno di distanza è veramente interessante. Che questa quarantena avesse anche questo scopo? Chi lo sa… 
I bambini, comunque sia, dai loro otto anni, sono stati davvero straordinari, sia in termini di autonomia che di maturità. E questo va detto.

martedì 9 marzo 2021

Il nostro 8 marzo: la storia di Marie-Sophie Germain e il suo amore per la matematica

Da tempo, mi piace molto che la Giornata dell'otto marzo sia dedicata a una donna che ci aiuti, con la sua vita, a comprendere appieno il senso di questa ricorrenza, facendoci sostare davanti al difficile cammino delle donne per la conquista della parità dei diritti.

È per questo che ho accolto con grande piacere la proposta di Cristiana Corradi, una delle nostre tirocinanti, quando si è resa disponibile a raccontarci una storia che riguarda l'amore di una donna per la matematica, che è poi la sua stessa passione, e che ci avvicina all'ambito all'interno del quale si muoverà anche mercoledì 10 marzo per presentarci la sua unità didattica.

Si tratta di Marie-Sophie Germain (Parigi 1776, 1831), una ragazza parigina cresciuta durante la rivoluzione francese: una grande matematica del suo tempo che ha dovuto combattere i pregiudizi per affermare le sue idee e il suo talento, ma che non si è mai data per vinta, tanto da assumere l'identità di Antoine-Auguste LeBlanc, uno studente che aveva abbandonato gli studi.
Erano gli anni in cui a Parigi apre l’Ecole Polytechnique (1795), alla quale le donne non erano ammesse.


Scriverà così di lei Carl Friederich Gauss, il più grande matematico dell'epoca, con il quale Sophie intratteneva una fitta corrispondenza, quando venne a conoscenza della sua vera identità:

«Il gusto per la scienza astratta in generale, e soprattutto per i misteri dei numeri, è molto raro: ciò non è strano, perché il fascino di questa sublime scienza si rivela in tutta la sua bellezza solo a coloro che hanno l’ardire di affrontarla. Ma quando una donna, che, per i nostri costumi e pregiudizi, deve incontrare difficoltà infinitamente superiori a quelle degli uomini per giungere a familiarizzarsi con questi spinosi problemi, riesce nondimeno a sormontare tali ostacoli e a penetrare fino alle regioni più nascoste della scienza, allora senza dubbio ella ha il più nobile ingegno, un talento straordinario e un genio superiore

La narrazione di Cristiana è stata supportata da alcune slide e da un breve filmato su Sophie destinato proprio ai bambini, tutti materiali che ci ha messo a disposizione e che ora sono pubblicati nella classe virtuale.


Questo con Marie-Sophie Germain, è il terzo incontro (dopo quello con Malala Yousafzai e con Kamala Harris) in cui, quest'anno, ci troviamo a riflettere sulla fatica che ha comportato e comporta la conquista dei diritti verso la parità di genere. Una conquista che, in tanti paesi, ancora oggi è molto lontana.

Adesso il desiderio è quello di portare in classe una storia più vicina a noi, sia in termini geografici che temporali, che ci consenta di conoscere la vita di una donna straordinaria del nostro territorio il cui amore per la matematica, unito alla sua passione educativa, ha guidato tutta la sua vita ed è stato nutrimento per un'intera comunità.
Vediamo se ci riusciamo.

Grazie Cristiana per questa tua proposta che ci ha molto affascinato. Adesso non ci resta che attendere la giornata di mercoledì per lasciarci accompagnare ancora da te dentro l'unità che hai pensato per noi.
La curiosità non manca.


Alle slide

Al filmato:



Per la storia completa:

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/marie-sophie-germain/