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giovedì 3 giugno 2021

Autovalutazione e colloqui con i bambini

  

Si è svolta questa mattina l'attività di autovalutazione, a cura dei bambini, di questo particolare anno scolastico.

Tre le attività proposte: 

  • discussione nei piccoli gruppi, guidata dalle carte-domanda; 
  • compilazione del modulo di autovalutazione; 
  • condivisione di una riflessione, un suggerimento, una proposta.

È stato impossibile non sostare davanti a ciò di cui i bambini hanno sentito maggiormente la mancanza con le restrizioni anti-covid e alle loro riflessioni sulla riorganizzazione della didattica a distanza.
Tutti aspetti su cui torneremo con calma nella rilettura dell'anno scolastico insieme alle famiglie.

Adesso ci attendono i colloqui con i bambini, programmati per domani - 4 giugno 2021 - dalle ore 8:45 alle ore 11:30.

Qualora non si riuscisse a completarli domani, questi proseguiranno lunedì 7 giugno, dalle ore 8:45 alle ore 10:30.

 

 

martedì 25 maggio 2021

A proposito di valutazione

Ieri, in classe, eravamo alle prese con la valutazione tra pari dei video realizzati per invitare gli altri compagni della scuola alla partecipazione alla nostra indagine sui consumi digitali.

Ha funzionato così: la scorsa settimana, completato il questionario, abbiamo deciso di accompagnarlo con un video (anche se siamo tornati in presenza, le regole di contenimento del Covid non ci consentono di andare nelle altre classi). Così, abbiamo stabilito le caratteristiche che avrebbe dovuto avere, rifacendoci alle esperienze precedenti, e abbiamo costruito il testo in forma collaborativa (era importante essere sicuri che contenesse tutte le indicazioni utili). Al termine, abbiamo individuato i criteri - appuntandoli sulla LIM - sulla base dei quali avremmo valutato i video per poter fare la nostra scelta.

A quel punto, io, sulla base di quanto fermato con uno screenshot, ho preparato lo strumento per la valutazione che questa mattina ho illustrato ai bambini.

Arrivato il momento di aprire il padlet con i lavori realizzati, ho proposto l'organizzazione: visione di un video alla volta - erano sette - e valutazione di ognuno subito dopo.

Perciò ho distribuito i moduli, dove i bambini dovevano esprimersi per ogni criterio e, al solito, scrivere, in uno spazio dedicato, i loro consigli per i compagni.

Una proposta ormai familiare ai miei bambini, che viene solo rimodellata a seconda di ciò che si valuta.

Durante la visione del terzo filmato, incuriosita dalla vista di un braccio allungato per sospendere la ripresa, chiamo da parte la bambina che lo aveva realizzato e scopro che ha organizzato e gestito tutto completamente da sola.

Così, mi ha raccontato che, prima di ogni cosa, ha sistemato un po' la stanza perché era troppo in disordine e che poi si è posizionata vicina alla tv. Voleva poter attaccare una ciabatta alla presa perché, dato che ormai era tardi e il video veniva troppo buio, ha pensato di aiutarsi con la luce di una lampada. Poi ha cercato dove incastrare il tablet perché stesse fermo e fosse alla sua altezza e, infine, ha preso il suo scrigno portagioie per posizionarci il foglio sopra, in modo che, se si fosse dimenticata qualcosa, avrebbe potuto leggere senza che nessuno lo notasse. Mi ha anche detto di aver fatto le riprese più volte, perché ogni tanto sbagliava; poi, quando le è sembrato che andasse bene, lo ha caricato. In un secondo momento, si è anche resa conto di un nuovo errore, ma ormai aveva già messo il video sul padlet e le sembrava che rifare tutto fosse un po' troppo.

A quel punto, veramente colpita da tanta autonomia e dalle strategie messe in atto, le ho chiesto di spostarsi un attimo fuori dalla porta con me; ho acceso il registratore del mio telefono e le ho chiesto se poteva raccontarmi di nuovo tutto, senza tralasciare nessun particolare.

Così, ora sono qui che la riascolto soffermandomi sui tanti dettagli e penso a quanto contenga ogni aspetto che mi ha raccontato a livello di autonomia e di ricerca di soluzioni, senza che niente di tutto questo trovi spazio tra i criteri stabiliti.

E io appunto e rifletto, sempre più catturata dalle tante informazioni che i bambini mi offrono sulla loro autonomia che cresce e sul loro pensiero e di quanto per me sia sempre più importante trovare il modo di raccogliere proprio questo, per tornarci con calma e guardare a loro in modo completo.

mercoledì 14 aprile 2021

A proposito di occhi bendati

Ne abbiamo parlato a lungo lo scorso anno: mentre ci ritrovavano dentro una situazione senza precedenti, la scuola, messa su la didattica a distanza, dopo una buona dose di lezioni frontali, interrogava e proponeva verifiche. Anche alla primaria. 

Cose che accadono quando si smette di chiedersi a cosa serva la scuola e quale sia il nostro compito. Quando non si è conquistata la capacità di attenzione al contesto e ai vissuti di chi apprende.

E ora, davanti alla notizia di una nuova interrogazione a occhi bendati, siamo allo sconcerto generale.

Ma cosa potevamo aspettarci da una scuola che si è occupata di tutto, ma è ripartita senza prendersi il tempo per rileggere ciò che durante il primo lockdown è stato messo in piedi in tutta fretta?
È sufficiente soffermarsi a guardare i contenuti di alcune sezioni dei vari Piani per la didattica digitale integrata e le preoccupazioni più diffuse che li hanno guidati saltano subito all'occhio. Documenti che dicono tanto su che scuola siamo e sull'incapacità di ripensarsi a partire dalle fragilità che sono state subito evidenti.

Eppure noi, ben prima di valutare, dovremmo avere il compito di aiutare i ragazzi a crescere (come ben scrive Regi Palermo), in un clima di fiducia, aggiungo io, costruendo autonomia e responsabilità.

Eppure, mentre noi siamo qui che discutiamo di occhi bendati durante un'interrogazione, ci sono tante altre bende che andrebbero rimosse.

Sono quelle di chi, in piena pandemia, con scuole e classi che aprono e chiudono tra colori e quarantene, famiglie in grave disagio economico e psicologico, docenti e studenti stremati, sta mandando circolari con il "cronoprogramma per la somministrazione delle prove per classi parallele".
Ne ho letto con attenzione una che mi è stata mandata ieri sera e mi sono chiesta: ma ci si è accorti dentro che cosa siamo? Come è possibile esprimere questo davanti alle evidenti difficoltà di essere accanto ai nostri studenti come meriterebbero e di garantire il nostro compito in modo adeguato?

È sconcertante osservare che anche ora, la scuola, scoperchiata come non mai, sia incapace di tornare al suo compito e di scegliere cosa mettere al primo posto. 

Perciò non stupiamoci troppo delle bende che si vedono: sono solo l'effetto di troppa cecità laddove, più che in qualunque altro luogo, si dovrebbe essere capaci di guardare lontano.

martedì 22 dicembre 2020

Nuova ordinanza sulla valutazione: pagina dedicata

Vista l'uscita dell'Ordinanza e delle Linee guida sulla valutazione nella scuola primaria (vedi), condivido con piacere la pagina che Enrico Bottero ha dedicato al tema sul suo sito. 
 
All'interno è possibile trovare interventi video, testi, bibliografia.
 

sabato 5 dicembre 2020

Dai voti numerici ai giudizi descrittivi: pubblicata la nuova Ordinanza

Dal sito del Miur

È stata firmata e inviata alle scuole l’Ordinanza che prevede il giudizio descrittivo al posto dei voti numerici nella valutazione periodica e finale della scuola primaria, secondo quanto stabilito dal Decreto Scuola approvato a giugno.

La recente normativa ha infatti individuato un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa. Un cambiamento che ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno. L’Ordinanza, oggetto di apposita informativa sindacale e del parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, è stata inviata insieme ad apposite Linee Guida e ad una nota esplicativa.

Secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:
 
Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.

Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.

Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.

In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione.

La valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP).

Al seguente link sono disponibili l'Ordinanza n. 172 del 4 dicembre 2020 e le Linee Guida:

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-primaria-firmata-l-ordinanza-che-prevede-giudizi-descrittivi-al-posto-dei-voti-numerici-inviata-alle-scuole-insieme-ad-apposite-linee-guida 

Al sito dedicato:

https://www.istruzione.it/valutazione-scuola-primaria/index.html

domenica 29 novembre 2020

Alberto Manzi, l'ultima intervista al maestro di "Non è mai troppo tardi"

Mentre è in arrivo l'Ordinanza sulla valutazione nella scuola primaria, incontro un invito da Insegnare - Rivista del Cidi, che mi piace fare mio. Lo condivido.

Guardiamolo e ascoltiamolo fino alla fine. La penultima parte è dedicata agli amanti della valutazione e alla commissione che deve redigere le nuove schede di valutazione. Tutto il resto a chi riesce ancora ad essere almeno un insegnante. Un/a "maestro/a" è più difficile.

lunedì 2 novembre 2020

Quando i puntini verdi non bastano

Non metto niente sui quaderni dei bambini. Mai numeri, mai giudizi. Se lo facessi, dovrei farlo sempre e con tutti perché i bambini ci guardano. Da moltissimo tempo, sui lavori dei miei bambini, ci sono solo puntini verdi, laddove necessario, che invitano a ricontrollare ancora; qualche volta un consiglio o un promemoria. È una scelta che è diventata definitiva con A. e M. due mie bambine di diversi anni fa, che sedevano accanto e che mi avevano sollecitato tante nuove riflessioni. I miei alunni non ci fanno caso, non si impegnano meno. Per loro è normale, lavorano per il piacere di lavorare. E da fuori, ormai, pressioni di questo tipo non ne arrivano più. Ciò che faccio è sostare con loro, per consegnare riflessioni dirette, suggerimenti di lavoro, apprezzamenti. Li aiuto a vedere ciò che non vedono, a mettere a fuoco ciò su cui devono lavorare di più. Sono molto esigente, e questo lo sanno. Insieme torniamo su rilevazioni utili a tutti, sugli errori ricorrenti; ancora insieme ci mettiamo davanti alle griglie per ragionare su che cosa occorra osservare in quel determinato lavoro...
Ma poi succede che ci sia una frase che non riesco proprio a trattenere, come questa mattina. Ed è mentre ripercorro e leggo la determinazione di chi partiva svantaggiato, di chi per ogni piccola cosa ha dovuto faticare tanto di più. Così la lascio perché sì, mi sento orgogliosa, e perché credo davvero che ci siano bambini capaci di essere un esempio per tutti noi. Dirglielo diventa necessario.
 

martedì 16 giugno 2020

Trattenersi è fatica. Su valutazione, PAI e riletture mancate.

Una curiosità grande ce l'ho.
Ho sentito e visto adottare le soluzioni più diverse per la valutazione di fine anno che chiedeva i voti in uno scenario come quello che abbiamo affrontato. 
Ad avere la meglio sono state la conferma del voto del primo quadrimestre o quella dell'attribuzione del dieci a tutti. 
Mi riferisco in particolare alla scuola primaria.
Poco ha importato che tutto fosse cambiato. 
Se non era possibile fare la stessa didattica, come poteva esserlo ragionare con la stessa valutazione?
Ma su questo il silenzio è calato presto.
La normativa ha confermato la valutazione in decimi e si è trovato il modo per aggirarla, semplicemente. 
Messe da parte le letture offerte da questa scuola altra, sono rimasti i numeri, i voti. E per lo più per disciplina. 
Via le osservazioni vere, spazio a quelle "costruite".
Sì, costruite perché con i bambini tanto piccoli, soprattutto con loro, a essere fondamentale, oltre alle dotazioni tecnologiche e alla connessione, era la presenza della famiglia, la possibilità che potesse essere assicurato loro un supporto e, tanto, il contesto socio-culturale di appartenenza. 
Ma poi: era davvero possibile ragionare con proposte che consegnassero strumenti per una valutazione disciplinare?
Se al centro, prima di tutto, doveva esserci tenere insieme la comunità, non perdere nessuno, non era conseguenza naturale che si razionalizzasse il carico di lavoro, si ragionasse per percorsi, più che per discipline? Non era naturale in un vissuto tanto complesso, mettere al centro la serenità e osservare altre cose?
Mi sono allontanata troppo. Torno alla curiosità.
Se in questi mesi si è lamentata tanto la difficoltà della didattica a distanza, si è parlato di continuo delle grandi perdite, come è possibile che i PAI, rivolti proprio a questi bambini (sto alla primaria) siano in numero così esiguo? Sarà davvero interessante leggere i dati.
Che siano stati schiacciati dalla riconferma dei voti del primo quadrimestre o dai dieci a tutti?
Le Circolari dicevano che dovevano essere redatti per gli alunni ammessi alla classe successiva in presenza di votazioni inferiori a sei decimi o comunque di livelli di apprendimento non adeguatamente consolidati...
Non so. 
In questi mesi passati, sono stata coinvolta in diverse interviste. In quasi tutte, la chiusura era con uno sguardo sul dopo. Ecco, in quei contesti, la mia voce, che non è di esperta ma di maestra, esprimeva una preoccupazione grande. Quella che, ad attività didattiche chiuse, mancasse una vera rilettura di quanto vissuto e di questa nostra scuola scoperchiata e che, ancora una volta, ad avere la meglio fosse la logica dell'adempimento.
Mi dispiace dirlo e so che saranno pochi ad essere d'accordo con me perché alla fine siamo diventati tutti così: ci attraggono le cose veloci che si chiudono in fretta; trattenersi è fatica.
Ma quello che leggo è il principio proprio di questo. Stiamo iniziando con la logica dell'adempimento. 
Ci siamo detti bravi,  abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo messo i numeri per ogni disciplina, li abbiamo messi belli, così nessuno sarà scontento e farà ricorso, ma abbiamo già perso la prima opportunità per rileggerci davvero e per guardare in faccia uno ad uno i nostri bambini e i loro bisogni, quelli veri.

sabato 6 giugno 2020

Non abbiamo finito

Credevo che ci aspettasse il momento più difficile di quest'anno: esprimere le valutazioni finali. Ma mi sbagliavo.
Certo, non è mancata la fatica di rivedere il percorso di ogni bambino, a partire da come ha accolto la scuola a casa e da come si è riorientato nel nuovo scenario, per poi costruire uno strumento di sintesi che ci accompagnasse al profilo finale con serenità.
Tanti i documenti da tenere presenti: il portfolio, organizzato in tre file condivisi, uno per ogni mese; i materiali nati dalle nostre attività; il form dell'autovalutazione finale e il documento che riunisce gli sguardi coinvolti: il nostro, quello dei bambini e quello dei genitori.
Quello che non sapevo è che le ultime fatiche avrebbero racchiuso la parte più bella, quella impossibile da ridurre dentro anche il migliore e più accurato degli strumenti.

Sto parlando dei colloqui con i bambini, per i quali devo ringraziare la mia cocciutaggine tutta sarda. Così, nello stupore collettivo, li abbiamo programmati anche ora, a scuola chiusa. Due mattinate intere e un pomeriggio. Venti minuti per ogni bambino.
I primi segnali sono arrivati subito. Il file editabile per iscriversi si è presto riempito e i bambini hanno compilato con cura l'autovalutazione in preparazione del colloquio.
Nelle date stabilite, 4 e 5 giugno, si sono presentati tutti puntuali, e puntuali abbiamo terminato; cosicché, la nostra terza stanza su Jitsi, quella dedicata agli incontri, ha visto un traffico ordinatissimo, che ci ha consentito di vivere serenamente quel tempo. 
Per ognuno avevo messo da parte l'autovalutazione, per tornarci velocemente con la condivisione dello schermo solo alla fine. In pochissimi casi questa era discordante dalle mie osservazioni, perciò meglio lasciare più spazio possibile alla loro rilettura di questi mesi.
Dopo la richiesta di alcune informazioni su organizzazione, autonomia nel lavoro e difficoltà incontrate, il tempo ha visto al centro due domande "Se fra noi, ora, arrivasse un extraterrestre che non sa niente di ciò che è accaduto sulla terra e alla nostra scuola, come glielo racconteresti?" e ancora "Come immagini settembre?"
Domande che hanno aperto completamente e mi hanno reso parte del loro sguardo.

Ciò che ho visto sono bambini di sette anni - non posso prescindere un attimo dalla loro età - completamente consapevoli di ogni cosa: di ciò che è accaduto, del perché sono state chiuse le scuole, di come ci siamo organizzati e di che effetti hanno avuto le nostre scelte, del ruolo della classe virtuale e degli appuntamenti sincroni, delle differenze tra tutto questo e la scuola vera. "Qui vedi, senti, usi anche le mani per scrivere, ma questa scuola non ha odore, non ha sapore..." Sono le parole di Vinicio. "Qui, sì, mi piace perché ci vediamo, perché facciamo le cose insieme - dice Chiara, mentre quasi attraversa lo schermo con la sua gestualità - ma non ci possiamo abbracciare."
Nessuna parola entrata per caso, ogni cosa un nome, il suo, che, probabilmente, tre mesi fa non era mai entrato nel loro vocabolario.
Li ho visti cresciuti, maturati. Ho visto che questo tempo gli ha regalato quella capacità grande di dare voce alle cose che vivi, che senti. Forse perché era davvero l'unico modo di condividerle con tutti noi.

Non è finita. Non può. L'ho capito subito durante il primo pomeriggio dedicato ai colloqui. Ascoltandoli, ho avuto chiaro che non sarebbe stato possibile chiudere un vissuto come questo con l'ultimo post della settimana nella bacheca della classe virtuale, né con una videoconferenza, ancora a sfidare connessioni fragili e strumenti in cui c'è sempre qualcosa che non va.
Ho capito che, ora più che mai, il nostro ultimo giorno doveva essere quello di sempre, e che non poteva che essere in presenza: il giorno della consegna del documento di valutazione.
Non possono mancare uno spazio e un tempo dedicati a rileggere l'anno insieme, e un'ultima semplice attività comune che faccia da ponte tra questo e il prossimo anno. Non può mancare un luogo, fisico, in cui proclamare i promossi ad alta voce, uno ad uno, regalare loro un applauso. Non può mancare un saluto guardando insieme verso settembre con fiducia.
Lo meritano. Glielo dobbiamo.
I rituali sono importanti. Ora più che mai.

È seguita una richiesta formale. Va bene all'aperto, va bene con le distanze, va bene con un solo genitore per ognuno. Ma deve essere come scuola, non altro.
Dobbiamo sapere di essere a scuola e i bambini dovranno sentirlo.
E mentre aspettiamo la risposta, già immagino un grande cerchio, con sedie distanziate le une dalle altre. Ogni bambino, un suo genitore. Questo sì, vicino.
Immagino uno spazio al centro con tanti gessi colorati con i quali dar vita, uno per volta, a un grande brainstorming con ciò che porteremo con noi a settembre.
E già li vedo quando, chiamati uno ad uno, rispettosi delle distanze, ritireranno questo documento che raccoglie un vissuto importante, per il quale non esiste voto, ma la capacità di riconoscere che non è passato per niente e che lascerà un segno indelebile nelle loro vite.
E li vedo mentre accolgono il nostro applauso che li accompagna in terza elementare. Commossi loro, commosse noi.
Quando le cose le vedo così, come se fossero già state, vuol dire che non possono mancare.
Aspettiamo la risposta alla nostra richiesta. Fiduciosi.

mercoledì 27 maggio 2020

Verso la chiusura: autovalutazione finale e colloqui con i bambini

È stata dura organizzare questa fine dell'anno in vista della valutazione finale, ci sono tornata e ritornata infinite volte e, certamente, ci sono limature che mi impegneranno ancora. 
Così, mentre con i bambini siamo completamente immersi in un impegnativo lavoro sul 2 giugno, che si completerà lunedì pomeriggio con l'incontro con Anna Sarfatti, solo ieri, a notte fonda, ho messo finalmente a punto tutti i passaggi finali. 
Lunedì i bambini riceveranno il form per l'autovalutazione finale, che andrà ad integrare il Portfolio e le mie osservazioni. 
Per i giorni successivi, ho programmato i colloqui con i bambini: giovedì mattina, venerdì mattina e venerdì pomeriggio. Venti minuti a bambino, durante i quali raccogliere le loro riflessioni in modo più diretto, discutere insieme dell'autovalutazione, ascoltare ciò che pensano di avere imparato: da questo periodo, dall'ambiente e dagli strumenti che abbiamo utilizzato, dalle attività proposte. 
Per me, questo passaggio, ora più che mai, non poteva mancare. So già che non basterà comunque, ma di più non sono proprio in grado di fare. 
Adesso non resta che attendere le iscrizioni dei bambini ai colloqui nel file editabile che, da questa mattina, li attende dalle 8:30 in aula virtuale. 
Un altro passo importante è fatto, eppure, so bene che la fase più difficile deve ancora arrivare.

domenica 3 maggio 2020

Verso un profilo narrativo: portfolio e autovalutazione

Questo video è da considerarsi un completamento del precedente, con il quale ho accompagnato a conoscere la nostra classe virtuale (Pronti? Vi porto in classe!).
Illustra il nostro Portfolio e le scelte che ne hanno guidato l'elaborazione.

Si tratta di uno strumento articolato, ma molto semplice, elaborato per:
- tenere traccia di tutte le attività effettivamente svolte con la  didattica a distanza;
- invitare i bambini a ripercorrerle insieme ai genitori per esprimere un'autovalutazione;
- raccogliere informazioni in merito agli impegni assunti, anche su scelta autonoma, e alla partecipazione alla vita di classe.

Sarà questo strumento, insieme ai materiali raccolti e alle osservazioni registrate durante l'intero percorso a supportare l'elaborazione di un profilo finale narrativo.

venerdì 1 maggio 2020

I voti proprio no

Nelle mie classi, i voti non hanno mai fatto il loro ingresso, se non al termine dei periodi didattici e dopo un lungo percorso di autovalutazione che da diversi anni si chiude anche con i colloqui con i bambini.
Non ci ho mai creduto, ma ho scelto il rispetto della legge e ho trovato la strada.
Ma ora proprio no. E non risponderò con un voto uguale per tutti. Il problema si risolverebbe in fretta, ma io non amo le non scelte.
Ho documentato con attenzione tutto, ma è una narrazione quella che posso offrire, nulla più. Ci sta dentro ciò che ho fatto io e quelle che sono state le risposte. Di più non posso. Quanto è accaduto dipende tanto da noi, da ciò che la scuola aveva e ha saputo mettere in piedi, dalla nostra formazione, dalle famiglie, dagli strumenti, dalla connessione, dal contesto sociale e culturale, dal tempo di cui i genitori potevano disporre... Non mi ripeto. Sono cose che sappiamo tutti.
Perciò, se le sappiamo tutti, è possibile essere qui anche solo a metterlo in discussione?
Io non mi rifiuto. Ma non chiedetemi di fare ciò che non posso fare.
Mi chiedereste di non rispettare i miei bambini e le mie famiglie. E non voglio e non posso permettermelo perché se la scuola è continuata, nonostante tutto, comprese le nostre mancanze, è grazie a loro e a quanto mi hanno riconosciuto maestra e si sono fidati di me.

Mi unisco all'appello della Redazione e del Gruppo di lavoro della Rivista "Insegnare" del Cidi e ne chiedo la sottoscrizione e la condivisione a tutte le colleghe e i colleghi.
Nel frattempo, impegniamoci a divulgare nei nostri Collegi dei docenti l'appello di Cidi e MCE che invitano a non utilizzare i voti numerici, bensì la definizione di un profilo formativo.

http://www.insegnareonline.com/rivista/editoriali/moratoria-valutazione-voti-ordine-scuole

martedì 18 febbraio 2020

Apprendere sempre

Ieri lavoravano sul Carnevale, i miei bambini. Sì, sul Carnevale, con quattro testi: il racconto della storia di Arlecchino e tre filastrocche, perché, a fine lavoro, potessero scegliere loro quale imparare. Ma c'era un di più: erano testi pieni di errori ortografici da dover scovare, e non erano soli. Un lavoro in coppia, con un timer: trenta minuti di tempo a caccia di errori e altri dieci per un'ulteriore ricerca dopo aver comunicato il numero di errori effettivamente presenti in ogni testo. 
Non c'era nessuna preoccupazione tra i bambini: era un gioco. Ma per me era anche un'attività di verifica/consolidamento: una nuova occasione per insegnare l'autocorrezione, ma anche per imparare a lavorare dentro tempi dati. 
Eppure l'impegno non era meno. Non meno di quello che avrebbero avuto sapendo che ad attenderli ci sarebbe stata una valutazione (e non parlo del voto, parlo proprio di una qualunque forma di valutazione). C'era la volontà di fare del proprio meglio, semplicemente, perché è bello mettersi in gioco con una proposta insieme ai compagni, ed è una soddisfazione trovare tanti errori e magari tutti...
Poi c'è stata la restituzione da parte delle coppie: come è andata la collaborazione, eventuali difficoltà, che errori abbiamo trovato, perché sono errori... Infine abbiamo acceso la LIM e riletto insieme, evidenziato, ragionato, cercato di ricondurre a regole generali, con gli elementi in possesso dei bambini e portandone dentro di nuovi.
Ho riflettuto molto, ieri, come mi accade sempre in queste occasioni che sono la norma nel mio fare scuola. Ho riflettuto sul fatto che la scuola non può andare in sospensione per valutare, che valutare è sempre anche un importante momento per continuare ad apprendere, per rinforzare ancora... E ho pensato che abbiamo voglia di fermarci su quel decreto che tanto non ci piace perché porta dentro i voti, se non siamo in grado noi, prima di tutto, di liberarci e di liberare i nostri bambini da ciò che non li mette nella condizione migliore per imparare. Se non siamo in grado di ritornare al ruolo della scuola, che è quello di costruire sempre e con tutti. 
Ma noi - lo so che non è bello dirlo - siamo ancora così: "Devo capire che cosa sai fare tu, proprio tu, da solo", prima ancora ancora di esserci soffermati a creare situazioni di apprendimento, di apprendimento, di apprendimento...

giovedì 26 settembre 2019

Consegne aperte: lavori completati


Questa mattina abbiamo completato la seconda parte delle presentazioni dei lavori realizzati dai bambini con la prima "consegna aperta", proposta alla classe a fine anno scolastico.
Come noto, si tratta delle storie di campioni che hanno cambiato il mondo, esplorate partendo dal libro di Riccardo Gazzaniga "Abbiamo toccato le stelle", ed. Rizzoli, approfondite in modo libero.

Questa settimana è stata la volta di Toma, storia di Mikael Lindnord e Arthur, "Ce la faremo insieme"; Nicola, storia di Dorando Pietri, "Sebbene abbia perso la gara, ho vinto"; Nicholas, storia di Shizo Kanakuri, "È stato un lungo viaggio"; Grace, storia di Yusra Mardini "Non solo un numero"; Riccardo, storia di Terry Fox, "Voglio tentare l’impossibile, per mostrare che può essere fatto"; Ettore, storia di Kim Vilfort e sua figlia Line, "Non i migliori giocatori, ma la miglior squadra"; Leoś, storia di Jesse Owens e Lutz Long, "Le cose possono essere diverse".

Le presentazioni, oltre a essere state una bellissima opportunità per conoscere le storie di sportivi molto speciali, ci hanno offerto l'occasione per confrontarci con le diverse scelte in termini di materiali e di esposizione e di riflettere su quelle presentazioni le cui modalità sono risultate particolarmente efficaci.

Al momento, è in corso l'attività di autovalutazione che sarà completata domani. A questa, come anticipato, sarà integrato un feedback offerto dalla classe.


Il nostro grazie ai genitori per aver sostenuto questa proposta e per essersi messi in gioco insieme ai propri figli. 

Da qui parte la fase successiva del percorso, quella che ci vedrà individuare alcune storie da approfondire e arricchire in gruppo valorizzando al massimo la creatività espressa in questa prima parte del lavoro.

Per concludere, una bella notizia: presto avremo il piacere grande di avere in classe - grazie a Skype - lo scrittore Riccardo Gazzaniga, che ha gentilmente accolto il nostro invito.

Alla cartella con le immagini della seconda settimana

martedì 25 giugno 2019

Ricordi da custodire, ricordi che salvano

Sappiate dunque che non c'è nulla di più alto, 
e forte, e sano, e utile per la vostra vita a venire,
di qualche buon ricordo, 
specialmente se recato con voi fin dai primi anni... [...]

Se l'uomo può raccogliere molti di tali ricordi 
e portarli con sé nella vita, 
egli è salvo per sempre.

(Fëdor Dostoevskij)

   
A tutti voi, felici vacanze!

domenica 16 giugno 2019

Scuola senza voto? Perché?

Perché fare scuola senza voti? - mi hanno chiesto ieri - Alla fine cosa cambia davvero?

In effetti non è solo una questione di voti sì o voti no. Il solo togliere questi, cambia ben poco. Ciò che conta è il liberare la scuola dall'assillo continuo della valutazione che sta invadendo tutto lo spazio, oramai anche alla scuola primaria, generando una pressione continua che è tutta a svantaggio dell'apprendimento.
Mi piace l'idea di una scuola che all'essere concentrata sul valutare ogni singolo passo, sappia scegliere il riportare al centro ciò che conta: il costruire, con tutti, sempre.

In una scuola che sappia fare questo, la valutazione c'è, non può non esserci, ma gli alunni non si accorgono di essere valutati perché il momento della valutazione non è distinto da quello dell'apprendimento, vuol dire che valuto sempre e non valuto mai (il riferimento è all'idea di valutazione formatrice di Charles Hadji).
Questo modifica completamente il clima di classe. Gli alunni si concentrano solo sulle proposte e, non essendoci competizione data dall'attesa del voto o del giudizio dell'insegnante, trovano spazio favorevole l'apprendimento collaborativo, l'aiuto reciproco, la cura l'uno dell'altro. Ed è proprio grazie al supporto continuo tra pari - la più importante risorsa di cui disponiamo e ancora poco valorizzata - che tutti crescono.
In uno scenario di questo tipo, assumono molto spazio l'autocorrezione, l'autovalutazione e la valutazione tra pari.

Sono tanti a pensare che senza verifiche continue e senza valutazione non ci sia motivazione ad apprendere. Ma le esperienze dicono altro. Dicono che costruire una motivazione intrinseca è possibile. La motivazione viene dalle scelte didattiche, non dalla continua valutazione della prestazione; viene dalla capacità di non dare risposte prima che ci si sia fatti le domande (per dirlo con Freinet: non ci si può ostinare nella pedagogia del cavallo che non ha sete) e viene dalla capacità del docente di garantire un'organizzazione forte per poi sapersi spostare e "passare la palla" agli studenti, senza sottrargliela fino alla fine, per poi fare spazio alla metacognizione.
Queste sono scelte che non solo fanno crescere gli apprendimenti, ma costruiscono autonomia e responsabilità. Entrambe troppo assenti da una scuola e da famiglie che hanno dimenticato che niente è più importante dell' "aiutami a fare da solo", eredità di Maria Montessori.

Condivido, avendo acquisito i permessi necessari, questo video sul colloquio di Anna (febbraio 2017, quarta primaria). Ci sono alcune riflessioni sul voto, così come lo vedono i bambini. 
Occorre ascoltarlo con le cuffie o attivare i sottotitoli perché, essendo stato realizzato con lo smartphone, senza averlo deciso in anticipo, l'audio è debole.

Verso le consegne: la valutazione rivolta ai bambini

Scegliere di fare scuola eliminando i voti e qualunque altra forma di giudizio, ha significato, nella nostra esperienza, fare spazio importante all'autovalutazione e ai colloqui con i bambini. Percorsi che chiedono coerenza fino alla fine.
Pertanto, il giorno delle consegne, accanto al documento ufficiale rivolto alle famiglie, ce ne sarà uno che verrà consegnato personalmente ai bambini e che parla la loro lingua. Un documento, certamente più "morbido", più snello e più colorato, ma che contiene la stessa serietà che ha guidato l'autovalutazione finale e il colloquio all'interno del quale è stata discussa.

Sono impegni in più, certamente, ma lasciano la piacevole sensazione di sapere di aver fatto in modo che la valutazione sia davvero al servizio della crescita dei bambini, e non solo in termini di apprendimento.


Non dimenticate che vi aspettiamo il 24 giugno alle ore 10. Non mancate!

mercoledì 5 giugno 2019

24 giugno: consegna del documento di valutazione finale

Vi informiamo che la consegna del documento di valutazione finale è programmato per  lunedì 24 giugno 2019.

In continuità con quanto costruito nel tempo, il desiderio è che questo adempimento si traduca in occasione per trascorrere due ore insieme (dalle 10 alle 12), bambini, insegnanti e genitori, così da poter:

- condividere la rilettura dell'anno scolastico;
- offrire una restituzione sulle valutazioni espresse dai genitori;
- annunciare le promozioni;
- donarci il tempo per un saluto informale.

Perciò... mettete la data in agenda e non mancate! Vogliamo impegnarci perché questo sia un incontro importante e bagaglio di emozioni positive che i bambini possano custodire nel tempo.

mercoledì 22 maggio 2019

Cari genitori, è il momento di offrire una vostra valutazione!

Carissimi genitori, l'anno scolastico volge al termine ed è per me molto importante invitarvi ad offrire una valutazione sull'esperienza formativa ed educativa vissuta dai vostri bambini nell'anno scolastico, così da poter conoscere, e quindi gestire, eventuali criticità.
Si tratta di un questionario completamente anonimo interno alla classe; per potervi accedere è necessario disporre del codice di riferimento che vi sarà fornito dalla Rappresentante di classe.
La compilazione è consentita fino alle 24 di domenica 2 giugno.
Confidando nella vostra collaborazione, vi ringrazio fin d'ora.

Accedi al questionario

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfbOXy3VrRcTM7_AYMB8Hydw4kI9hhgLs0r0mmPEDIX5ptjhg/viewform

sabato 30 giugno 2018

Momenti finali: le foto



Con grande ritardo, eccomi con alcune foto del saggio di musica, organizzato dalla maestra Daniela Fadda, e con quelle del giorno delle consegne.
Ancora grazie di cuore ad Annalisa Cani, Silvia Frongia e Laura Aru per essersi unite a noi per questo importante momento che ha chiuso un viaggio davvero speciale...

A presto su Edmodo con i consigli di lettura dal Festival Tuttestorie e con i podcast del nostro libro da terminare...

Un abbraccio carico di bene a tutti voi, sperando che stiate già assaporando la vostra estate...

p.s. Le foto sopra sono della festa finale organizzata dalle famiglie :-)

Consegne finali (23 giugno 2018)