Dopo un anno, ieri abbiamo accolto di nuovo in classe un ospite in presenza: Pierluigi Carta, ex Sindaco della nostra città, conoscitore e cultore della memoria e della legalità.
Un incontro dedicato ai Giusti tra le nazioni, che ha consentito di riprendere un percorso lasciato in sospeso lo scorso anno quando, a ridosso del lockdown, e dopo aver incontrato Gioia Bartali, ci accingevamo alla piantumazione di un albero dedicato a suo nonno: Gino Bartali. Così, ieri, dopo esserci occupati nei giorni precedenti di rintracciare i Giusti in tutte le storie incontrate sin dalla prima, ci siamo dedicati interamente al tema della giustizia e ai cittadini sardi riconosciuti Giusti tra le nazioni dall'Ente nazionale per la memoria della Shoah a Gerusalemme: lo Yad Vashem. Si tratta di Salvatore Corrias, Girolamo Sotgiu e Bianca Ripepi, e dell'Iglesiente Vittorio Tredici. Tutte persone che hanno messo a rischio la propria vita, senza interessi personali, al fine di salvare quella degli ebrei dal genocidio nazista.
Il nostro percorso, proprio come pensato dalla Legge 212 del 20 dicembre 2017, che ha assunto quella del Parlamento europeo, voluta da Gabriele Nissim, è stato proposto andando oltre i Giusti di Israele, per concorrere a costruire la consapevolezza di come ogni persona debba ritenersi chiamata in causa, in ogni tempo e in ogni luogo, contro l'ingiustizia a favore della dignità e dei diritti umani. Al centro delle riflessioni: la responsabilità, l'impegno a essere testimonianza e la capacità di costruire dentro di noi un senso di giustizia che sappia guardare all'umanità, sopra qualunque legge dell'uomo.
Il coinvolgimento dei bambini, oggi di otto anni, è stato altissimo. Ancora una volta hanno mostrato grande attenzione e sensibilità nei confronti di questi temi che riteniamo fondamentali nel nostro costruire cittadinanza e che ritornano ogni volta che i fatti del mondo, i vissuti e le ricorrenze che consideriamo centrali ce ne danno occasione. In classe è risuonata ancora la parola indifferenza, con la consapevolezza che ognuno è chiamato a fare la cosa giusta al momento giusto e che è in quel momento che al girarci dall'altra parte, possiamo scegliere di essere differenza.
La conclusione del percorso è stata affidata alla visione del video: Il Giudice dei Giusti, di Emanuela Audisio e Gabriele Nissim. "L'esempio dei Giusti rappresenta la più importante eredità morale per le nuove generazioni, affinché il male possa essere combattuto ogni volta che si ripropone nella storia."
Abbiamo un progetto in cantiere, che questo tempo di pandemia e le nuove conoscenze ci hanno dato modo di far maturare oltre la proposta iniziale; perciò, questo incontro vogliamo guardarlo come un prezioso contributo a qualcosa che è tempo che nasca.
Grazie Pierluigi per aver accolto il nostro invito, per averci consegnato storie vicine a noi che non conoscevamo e, soprattutto, per il tuo essere testimonianza.
Il 17 febbraio è il compleanno del Manifesto della comunicazione non ostile, l’occasione per soffermarsi sui principi e i valori della comunicazione non ostile.
Ma cos'è il Manifesto della comunicazione non ostile?
È una carta che elenca dieci modi per migliorare il nostro comportamento quando si usa il telefono, il tablet, il computer. È stato scritto soprattutto per i più grandi, ma può servire tanto anche ai bambini/e e ai ragazzi/e per fare in modo che la Rete sia un posto bello e sicuro per tutti.
Il Manifesto è nato a Trieste quattro anni fa e in questi anni ha incontrato tanti bambini, ragazzi, maestre e professori, ma anche mamme e papà, personaggi del mondo della politica, dello sport e della scienza. Ha già molti amici, ma è necessario essere tanti di più, così da sconfiggere le parole ostili, ovvero quelle parole appuntite, cattive, aggressive, di rabbia, che fanno male agli altri e diffondere le parole con lo stile, quelle parole che ci fanno stare bene, che sono come una coccola e un abbraccio.
Parole appuntite, parole piumate,
un libro scritto da Anna Sarfatti e illustrato da Nicoletta Costa; questo, con cinque filastrocche, spiega ai più
piccini l'uso delle parole sul web ispirate ai principi del Manifesto
della comunicazione non ostile per bambini:
Come da programma, un brainstorming ricco e significativo ha aperto, oggi, la settimana dedicata alla Memoria, ripartendo dalla consegna pubblicata nella classe virtuale.
Grazie, Maestra Marcella, per aver documentato e condiviso.
Quando ad essere costretta a casa è una maestra che da tempo ha messo la Memoria al centro dei percorsi che costruiscono Cittadinanza, non è possibile mancare nel trovare una strada per aggiungere quel fondamentale pezzo di puzzle che ogni anno, combinato con altre date significative - in particolare il 25 aprile e il 2 giugno - consente di contribuire a dare forma a quell'immagine intera che vogliamo consegnare ai nostri alunni a fine percorso.
La strada è nell'alleanza con le colleghe e nella programmazione comune, resa possibile dai nuovi ambienti virtuali condivisi e dalla coprogettazione che ad inizio anno ci ha visto ragionare insieme sull'educazione civica.
Il punto di partenza sarà un breve video, con lo scopo di riavvicinare i bambini al tema della Shoah, senza anticipazione alcuna, che sarà messo a disposizione nella classe virtuale, accompagnato da qualche prima domanda che guidi la riflessione.
Il video: presentazione del libro Fino a quando la mia stella brillerà, La storia di Liliana Segre scritta con Daniela Palumbo, Edizione Piemme Lettura di Federica Molteni, una produzione Luna e GNAC Teatro
Le domande guida:
Di che video si tratta? Di chi si parla? In quali occasioni ricordi di avere già conosciuto la protagonista? Qual è il momento storico a cui si fa riferimento? Quali sono gli eventi più importanti che racconta il video? Secondo te, perché le maestre vi hanno proposto questo video in questo momento?
Di seguito la proposta sarà ripresa in classe con un brainstorming che raccoglierà quanto emerso dalle risposte dei bambini, per poi procedere al riposizionamento e arricchimento di quanto registrato.
La fase successiva sarà caratterizzata da due letture in continuità con i percorsi precedenti:
"Non puoi più andare a scuola", da Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre e Daniela Palumbo, che consentirà di ritornare sull'ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre, seguita in diretta con la classe il 12 ottobre 2020;
Carlo, da Le valigie di Auschwitz, di Daniela Palumbo; un libro con il quale, lo scorso anno abbiamo già conosciuto una delle quattro storie dei ragazzini (quella di Émeline) che,in un'Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l'orrore della deportazione.
Il percorso si arricchirà dell'apprendimento del canto Evenu Shalom Halehem e proseguirà con il ritorno al libro La Costituzione raccontata ai bambini di Anna Sarfatti, incontrato in occasione del 2 giugno scorso, con la partecipazione dell'autrice. In particolare, approfondiremo tre nuovi articoli dei Principi fondamentali per comprenderne il valore profondo in relazione alla storia che li ha resi necessari:
Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. [...]
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. [...]
Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. [...]
Per concludere, torneremo in aula virtuale con un'attività di rinforzo e verifica che sarà oggetto di valutazione tra pari.
Una proposta semplice, che recupera e arricchisce i pezzi precedenti, senza mai smettere di guardare lontano per concorrere all'appropriazione di quei valori che siamo impegnati a coltivare ogni giorno: uguaglianza; rispetto di ogni diversità e contrasto di ogni forma di violenza.
L'intero percorso sarà risorsa per le nuove proposte che coincideranno con tre ricorrenze: 6 marzo, Giornata in memoria dei Giusti dell'Umanità; 25 aprile, Anniversario della liberazione dell'Italia dal nazifascismo; 2 giugno, Festa della Repubblica italiana.
È alle ricorrenze, infatti, che abbiamo affidato il compito di consegnarci, in modo ricorsivo, quelle pagine di storia che diversamente sarebbero escluse dai nostri percorsi e di conoscere, comprendere e fare nostri, per salvaguardarli, i valori che sono alla base della nostra Costituzione e che caratterizzano la nostra vita di comunità.
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L'unità è proposta accogliendo quanto previsto dalla Legge n. 211 del 20 luglio 2000, che riconosce il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della memoria”.
Questi gli obiettivi programmati per il quinquennio:
Analizzare le circostanze che hanno dato avvio ad uno dei periodi più oscuri della storia dell’Europa e approfondire gli eventi che ne hanno segnato il tragico sviluppo.
Comprendere il dovere della memoria come atto doveroso per evitare che gli errori del passato si ripropongano, pur in forme diverse.
Comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo per essere capaci di contribuire alla realizzazione di una pacifica convivenza tra differenti etnie, culture e religioni.
Riflettere sul pericolo del silenzio di fronte all’oppressione e far maturare nei giovani un’etica della responsabilità individuale e collettiva.
Promuovere, attraverso la riflessione sulle drammatiche conseguenze delle discriminazioni, la nascita della ferma determinazione ad impegnarsi per un domani di pace.
Motivare verso l’esercizio di una cittadinanza attiva e consapevole.
Ieri mattina, dopo un saluto di apertura e il nostro appello fonologico, ormai tutto associato agli aggettivi, mi sono spostata in fondo all'aula, affidando la classe alle mani di Lucilla, la mia ex alunna tredicenne, venuta a portare tra noi il diritto all'istruzione con la storia di Malala Yousafzai.
Che cosa è successo poi, pur conoscendo le capacità progettuali e organizzative maturate nella mia classe precedente a furia di consegne aperte, è stato tanto di più di quanto io stessa mi potessi aspettare.
Dopo una narrazione iniziale, supportata da una serie di parole chiave, ognuna collegata ad una slide, Lucilla è passata a condividere con i bambini l'organizzazione delle attività, a cui ha dato avvio subito dopo, testimoniando una forza organizzativa importante e attenta al momento che stiamo vivendo. Aveva predisposto una cartella trasparente per ogni bambino. All'interno: cartoncini colorati, la stampa delle foto delle diverse fasi della storia, fogli a righe ad anelli, spago, l'articolo sul diritto all'istruzione, alcune frasi di Malala... tutto il necessario per confezionare un "libro" che ricostruisse i passaggi più importanti della vita di Malala, assemblando il materiale e arricchendolo con delle didascalie.
- Quando, a sette anni, presentai Malala alla mia classe, avevo consegnato una dispensa con la sua storia ad ogni mio compagno. Oggi voglio proporne la costruzione a voi. -
E mentre si accinge a distribuire il materiale, Lucilla si avvicina a me per chiedermi se ci sia qualche alunno con difficoltà: aveva preparato anche delle cartelle, riconoscibili solo a lei, che contenevano la stessa attività, ma facilitata da didascalie già pronte, così da lavorare solo sull'associazione testo-immagine.
Un'attenzione ancora rara anche tra noi insegnanti.
Il coinvolgimento dei bambini potete immaginarlo. L'aula, in un attimo, si è animata. Cartoncini, foto, forbici, colla, carta dappertutto, mentre i "libri" piano piano, prendevano forma.
Al termine del lavoro, ad attenderli, una seconda attività: l'invito a scrivere, nell'ultima pagina del libro, ciò per cui ogni bambino sarebbe disposto a combattere.
La mattina si è conclusa con una valutazione aperta dell'attività da parte dei bambini, a cui è seguita la visione delle prime scene del film documentario su Malala. Giusto venti minuti, il tempo di far nascere il desiderio, in attesa della visione integrale programmata per la prossima settimana.
Tanti i grazie che i bambini hanno rivolto a Lucilla, accompagnati dalle motivazioni del loro apprezzamento.
Da parte mia, difficile aggiungere altro a ciò che le ho espresso direttamente davanti alla classe e mentre rientravamo a casa a piedi, facendo un pezzo di strada insieme.
È sempre meraviglioso spostarsi. Non credo esista qualcosa di più bello, per un insegnante.
Oggi, poi, mi sono sentita tanto Zorba sulla balaustra mentre vedeva Fortunata volare.
"Zorba rimase a contemplarla finché non seppe se erano gocce di pioggia o lacrime ad annebbiare i suoi occhi gialli di gatto nero grande e grosso, di gatto buono, di gatto nobile, di gatto del porto."
Giovedì 19 novembre, ci attende una giornata molto particolare, di cui avverto già la bellezza. Giocando in anticipo di un giorno sulla "Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza", le attività saranno dedicate a una lezione su Malala Yousafzai, interamente guidata da Lucilla, un'ex alunna che oggi frequenta l'ultimo anno della Scuola secondaria di primo grado del nostro Istituto.
Lucilla, quando era in seconda elementare (a.s. 2014/2015), accogliendo il mio invito che voleva valorizzare il suo interesse per la straordinaria storia di questa ragazzina pakistana, aveva presentato Malala alla classe, in occasione della Giornata della donna (vedi). Su questa storia, in seguito, è tornata ancora, presentandola in città all'interno della nostra iniziativa "Io sono un libro" (vedi). Era il 2017.
Per me è stato naturale pensare a lei per un'occasione come questa, perché, oltre a conoscere la profondità con la quale ha curato lo studio della storia di Malala, ho avuto modo, in tante occasioni, di apprezzare la sua attitudine in termini di progettazione e organizzazione didattica.
Perciò... appuntamento a giovedì per un incontro davvero speciale. Saranno con noi Lucilla, Malala e il diritto all'istruzione.
Marzo 2015, Lucilla racconta Malala alla classe
Maggio 2017, Pannello dell'iniziativa "Io sono un libro"
Oggi, gran parte della nostra mattinata l'abbiamo dedicata a Kamala Harris, all'importanza storica della sua elezione quale Vice Presidente degli Stati Uniti (prima donna nella storia) e alla forza delle parole che ha consegnato a tutti noi, con il suo discorso.
L'apertura l'ho affidata alla condivisione "al buio" - senza anticipazione alcuna - del video del messaggio di Kamala (vedi).
Undici minuti che ci hanno tenuti immobili.
Subito dopo, ci siamo dedicati a un brainstorming molto essenziale per mettere insieme le informazioni che i bambini avevano trattenuto dal video, con
quelle che avevano acquisito fuori scuola, per poi passare a un'organizzazione guidata delle conoscenze, offrendo i necessari approfondimenti.
Queste le domande che hanno guidato il nostro lavoro:
- Qual è l'evento di cui ci stiamo occupando?
- Chi è Kamala
Harris?
- Perché abbiamo scelto di ascoltare il suo discorso e non quello Joe Biden, Presidente neoeletto?
- Quali sono gli aspetti che rendono così
importante questa nomina?
- Quali sono le parole che abbiamo
raccolto durante il discorso di Kamala?
- Perché Kamala ha parlato di
"nuova alba"?
- Che cosa dice Kamala rivolgendosi alle bambine e alle
ragazze?
Le riflessioni nate con ogni passaggio, ci hanno consentito di ricondurci a tanti contenuti significativi incontrati con percorsi
precedenti, sui quali ritorniamo in modo ricorsivo ogni volta che i temi ce ne offrono l'occasione: il significato di democrazia; le diverse forme di governo; i temi dell'immigrazione e del razzismo; il difficile cammino delle donne
per la conquista dei diritti.
Con noi, sempre a disposizione, GoogleEarth, per mettere a fuoco la posizione geografica di ogni luogo che si è affacciato nella nostra discussione.
Il percorso lo abbiamo completato con una sintesi scritta sul quaderno e con la rilettura del passaggio più significativo del discorso di Kamala Harris, che ho consegnato ai bambini perché possano ripercorrere con le loro famiglie e magari rivedere con loro il video che da questo pomeriggio è anche tra i materiali della nostra classe virtuale.
È stata un'emozione grande aver potuto apprezzare con quanto interesse i bambini abbiano fatto spazio a questo importante momento storico, e a quanti contributi e collegamenti siano stati in grado di offrire dai loro 7 e 8 anni. Ne è nata un'ulteriore conferma della convinzione che uno dei nostri compiti più importanti, oggi, sia proprio quello di offrire strumenti per dare senso alla grande quantità di conoscenze che raggiungono i nostri alunni nei diversi contesti, facendo spazio a occasioni continue di confronto e di riflessione che consentano loro di metterle in relazione e di costruire significati sempre più profondi. Sarà questo, nel tempo, a dare forma e parole al loro pensiero.
"Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.” (Kamala Harris)
Nel 2008, avevo portato in classe l'elezione di Barack Obama. Non importava che fosse una prima elementare. Era il primo presidente di colore e l'emozione era troppo grande per non fare spazio al significato di un evento così importante. Nacque un lavoro bellissimo che ritornò spesso nei nostri percorsi.
Domani, guidata dalla medesima emozione e dalla volontà di portare tra i bambini il peso storico dell'elezione di Kamala Harris, prima vicepresidente donna, nera e di origine indiane, faremo spazio alle sue parole. C'è così tanto dentro, che lasciarle fuori sarebbe una mancanza troppo grande. Mi piace "Una scuola grande come il mondo".
"Quando mia madre è arrivata qui a 19 anni, dall’India, non immaginava questo momento, ma credeva in un’America dove questi momenti sono possibili. Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, nativo americane, che nel corso della storia di questo paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma sono la spina dorsale della nostra democrazia. Penso a tutte le donne che hanno lavorato per garantire il diritto di voto e che ora nel 2020 con una nuova generazione hanno votato e continuano a lottare per farsi ascoltare. Stasera voglio riflettere sulle loro battaglie, la loro determinazione, la loro capacità di vedere ciò che sarà a prescindere da quello che è stato. E questa è una testimonianza della personalità di Joe, che ha avuto il coraggio di buttare giù uno dei muri che continuavano a resistere nel nostro paese scegliendo una donna come vicepresidente. Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda vede che questo è un paese pieno di possibilità. Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.” (Kamala Harris)
Storia, geografia, educazione civica, italiano, arte e immagine. Una mattina interessante e intensa quella di oggi in classe, interamente dedicata a ripercorrere e approfondire l'incontro in streaming, con il quale venerdì abbiamo accolto l'ultima testimonianza di Liliana Segre, rivolta alle scuole e a tutti i giovani. Siamo ripartiti con l'aiuto di un breve video pubblicato sul sito di Rondine Cittadella della Pace, per poi intrufolarci nella storia di Liliana Segre, prima e dopo la deportazione, attraverso le foto di alcuni momenti significativi della sua vita (i bambini avevano espresso questo desiderio). Abbiamo proseguito curiosando nelle foto del Memoriale della Shoah, scattate con gli ex alunni durante il nostro viaggio di istruzione, e siamo passati a scrivere un testo collettivo di sintesi. Per concludere, abbiamo rintracciato sulle carte geografiche tutti i luoghi della testimonianza.
Un lavoro che ha abbracciato diverse discipline e che abbiamo chiuso con un impegno: tornare ancora sulla storia di Liliana Segre tra qualche anno, quando, più grandi, si potrà affrontare la bellissima lettura di "Fino a quando la mia Stella brillerà", il libro scritto con Daniela Palumbo. E lì, chi lo sa, magari sarà ancora occasione per riportare tra noi qualche ex alunno.
Oggi la storia è entrata in classe. È entrata con un emozionante streaming di due ore da Rondine Cittadella della Pace, dalla quale Liliana Segre ha scelto di consegnare la sua ultima testimonianza agli studenti.
Vista l'età dei bambini, ho riflettuto molto sull'opportunità di partecipare; perciò nei giorni scorsi ho preso diversi contatti per avere informazioni sull'organizzazione dell'evento, mentre non ho avuto dubbi sulla delicatezza che avrebbe usato Liliana nel consegnare la sua storia, perché è quella che ha connotato ogni sua testimonianza.
Così c'eravamo. Abbiamo ascoltato i discorsi di apertura e quelli dei rappresentanti del governo e del Parlamento europeo, tutti particolarmente contenuti perché lo spazio fosse tutto per Liliana, e abbiamo accolto la sua storia, uniti virtualmente ai tanti presenti.
Con loro, al termine, abbiamo applaudito in piedi per un tempo infinito e ci siamo commossi con le note di Gam Gam.
Non potevamo mancare. E il motivo è nelle parole semplici che ho consegnato ai miei bambini alla fine del collegamento. Perché ho scelto di farvi seguire questo incontro nonostante i vostri otto anni? Perché questa è la storia. La storia che arriva con una testimonianza diretta. Non c'è libro che possa contenere lo stesso valore. Perché Liliana è diventata "l'altra" proprio a otto anni, quando aveva la vostra età e frequentava la scuola elementare. Perché desidero che la parola indifferenza, quella che Liliana ha incontrato proprio con la sua maestra, le sue compagne di classe i vicini di casa, le persone che fino ad allora aveva considerato amiche, non trovi mai spazio nelle vostre vite. Perché al di là di quello che siete riusciti a capire - ci sarà tempo per questo - oggi avete vissuto un momento storico che so che non dimenticherete, e mi piace immaginarvi mentre, ormai adulti, lo racconterete ai vostri figli e ai vostri nipoti.
Un grazie di cuore a maestra Francesca per aver scelto di condividere questa esperienza e averci generosamente messo a disposizione il suo tempo.
Domani, a partire dalle 10, dal borgo medioevale di Rondine Cittadella della Pace, ad Arezzo, Liliana Segre offrirà l’ultima testimonianza pubblica alle scuole italiane e a tutti i giovani per sottolineare l’importanza della memoria come strumento efficace contro l’indifferenza.
Perciò domani seguiremo la diretta streaming per accogliere il suo testimone, consapevoli che sia un momento storico importante al quale è impossibile mancare.
Se vorrete unirvi idealmente a noi, la diretta è programmata anche su Rai3, sempre alle 10.
l'opuscolo sull'educazione alla cittadinanza sostenibile: vedi
Programma dell'evento:
Civis sum. Dalla legge alla comunità educante, Dott. Marco Bruschi, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Ministero dell’Istruzione
La trasversalità dell’insegnamento dell’educazione civica, Dott.ssa Lucrezia Stellacci, coordinatrice Commissione nazionale per l’educazione civica Ministero dell’Istruzione
La collegialità della valutazione, Dott.ssa Maria Assunta Palermo, Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione Ministero dell’Istruzione
Partire bene. Prime esperienze di educazione civica alla scuola dell’infanzia, Dott.ssa Maria Rosa Silvestro, Dirigente Tecnica Ministero dell’Istruzione Ministero dell’Istruzione
Coordinamento dei lavori, Ing. Maria Chiara Pettenati, Dirigente di Ricerca, Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca educativa)
Il 24 si riparte anche da noi. Perciò, al momento, a essere al centro di tutti i confronti tra docenti e con le famiglie finiscono per essere le regole per far ripartire la scuola in sicurezza e con le quali il primo giorno dovranno essere istruiti i bambini. Ne sono conferma i tanti materiali che circolano tra le condivisioni: perlopiù cartelli con regole da far trovare alle pareti di androni e aule, o qualche colorata infografica da consegnare ad ogni alunno o da incollare nella prima pagina del quaderno con la richiesta di colorarla.
Così, da maestra, perché non voglio dimenticare neanche un attimo chi sono e qual è il mio compito, mentre penso al primo giorno di scuola, mi domando: perché continuiamo a fare per loro e non con loro? Che spazio trova in tutto questo il "costruire cittadinanza?"
Pensiamo davvero che i bambini si affacceranno alla scuola senza conoscere gran parte delle regole sulle quali stiamo lavorando? E qual è l'effetto di regole semplicemente illustrate e consegnate o appese alle pareti?
Credo che la risposta stia in un imperativo: fidiamoci! Facciamo spazio perché siano loro a dirci cosa conoscono e lasciamo che, nel farlo, possano liberare le tante preoccupazioni che, inevitabilmente, avranno respirato in tutti questi mesi. Diamo loro modo di confrontarsi sul senso di ogni comportamento e di approfondirne gli effetti. Lasciamo che possano trovare le parole e le immagini per preparare cartelli e strumenti informativi, magari anche qualche video diretto ai loro genitori.
Può essere il primo percorso trasversale della nuova educazione civica, capace di rendere ogni vincolo più facile da accettare, per poi ripartire, ancora con loro, perché ognuno di questi si traduca in stimolo a trovare strade altre per far sopravvivere ciò che conta.
Non ci si può toccare neanche durante il gioco? Andiamo alla ricerca di giochi antichi, moderni, inventati, da fare senza toccarsi. Organizziamo uno spazio in cui raccoglierli (analogico? digitale?). Scriviamo per spiegare di che gioco si tratta, che cosa occorre, quali sono le regole. Realizziamo qualche video.
Facciamo lo stesso per le attività collaborative, per l'uso dei materiali, per la ricreazione...
E sarà un modo naturale, morbido, anche per avviare le nostre prime osservazioni di ingresso e per far ripartire, con sguardo lungo, tutte le nostre attività.
Educazione civica in pratica è un progetto dall’impostazione originale, completamente gratuito, che si rivolge agli insegnanti della scuola primaria e alle classi, presentato da Mondadori Education e sviluppato con Daniele Aristarco. Ogni tematica viene affrontata attraverso videolezioni per gli insegnanti e materiali diretti ai bambini.
È previsto un primo incontro introduttivo sull’importanza dei valori civici e sociali per crescere i cittadini di oggi e di domani, soffermandosi su come si possono avvicinare i giovani alunni a tematiche apparentemente “da grandi”, e si procede con cinque incontri tematici, dedicati ai seguenti temi:
difesa del patrimonio artistico e ambientale;
migrazioni e razzismo;
differenze di genere;
educazione alla legalità;
cittadinanza digitale.
Se conoscete Daniele Aristarco, non avrete dubbi sul fatto che sarà un percorso ricco e vivo. Se non lo conoscete, sappiate che sarà un'occasione per formarvi sull'educazione civica ma anche per fare un incontro speciale, di quelli che restano.