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venerdì 14 maggio 2021

Didattica a bassa direttività: la strada che vedo, la strada che percorro

Venerdì 14 maggio, ore 10:00

Pausa di un'ora nella mia attività didattica di oggi su digitale. I bambini, al momento, sono impegnati con l'attività di religione o di alternativa, e io sono qui che, ancora una volta, faccio fatica a trattenere l'emozione di ciò che ho osservato questa mattina, durante i primi cinquanta minuti di attività.
Davanti a me, i bambini, organizzati in stanze, impegnati a completare le risposte alle domande sui consumi digitali che hanno preparato loro stessi per la nostra indagine destinata ai compagni della scuola. Devono testarle e individuare, tra le risposte, le voci da inserire nel questionario che abbiamo deciso che sarà prevalentemente a scelta multipla per facilitare la raccolta e l'elaborazione dei dati.
Nel mio schermo ho tutte le stanze, compresa la plenaria, nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di me, ma attivo l'audio di una alla volta e mi immergo, tanto che faccio fatica a spegnere per attivare l'audio della successiva. I coordinatori svolgono il compito in modo impeccabile e i gruppi si sono autogestiti per gli altri incarichi. Ogni tanto si divaga - e meno male, visto quello che arriva - ma c'è sempre chi riconduce al compito. Le domande sono sulla chat, le risposte nei blocchi personali delle bozze. E c'è un gruppo che è arrivato alla fine del lavoro. Così decido di trattenermi di più mentre rileggono ogni domanda e le risposte. Sono stati raccolti i pensieri di tutti tutti. Io osservo: organizzazione, attenzione alla consegna, la loro capacità argomentativa, il linguaggio, i consigli che offrono e raccolgo informazioni sui loro consumi digitali di cui sapevo poco o niente e nomi di applicazioni che so già che non saprò nemmeno scrivere.
Così sono qui che ragiono su una scuola che ancora separa, quando per tanti è diventato praticamente l'unico luogo in cui stare insieme attorno a progetti comuni. Penso al valore dei loro scambi tra pari, di come si supportano, delle contaminazioni. E penso che questo che ho davanti oggi, già da solo, trasforma la scuola in un'altra cosa.
Eppure siamo ancora lì. Agli alunni distanti, alla collaborazione tenuta fuori a vantaggio della competizione e della classificazione - Non aiutatevi, devo capire che cosa sai fare tu, proprio tu, da solo - all'errore demonizzato, al controllo costante dell'adulto.
Chi mi conosce sa che c'è una parola che ripeto di continuo e che trova spazio in tanti incontri che organizzo. Questa parola è "costruire". Ecco, per me la scuola è questa. È quella che costruisce, che mette insieme, che riconosce il valore aggiunto dell'apprendimento collaborativo, senza che gli insegnanti vengano meno al ruolo di creare contesti, mettere a disposizione materiali, guidare la metacognizione e gli approfondimenti.
Per me la scuola è quella che non ha fretta di valutare, ma è luogo in cui si osserva molto, di continuo, e con le osservazioni guida, sostiene, offre strumenti su misura. Ma sa aspettare. Sa che certe conquiste hanno bisogno di tempo. Di fiducia.
Ieri sera, ero con tante insegnanti, genitori, dirigenti, studenti universitari a ragionare di Cittadinanza. E parlavamo di una cittadinanza che non può stare racchiusa in un'ora dedicata all'educazione civica, ma che si costruisce giorno dopo giorno.
Oggi, sempre con più chiarezza, so che, per farlo, più di qualunque altra cosa, conta chi scegliamo di essere e la scuola che facciamo.
Sono felice di avere scelto di documentare tutto questo in modo puntuale. Essere su digitale mi ha offerto la possibilità di una documentazione impossibile in presenza, non con i nostri strumenti. E io sento di avere un tesoro fra le mani perché questi materiali dicono più di qualunque libro.
Basta sostare davanti a queste immagini vive per leggere il valore aggiunto della bassa direttività e fugare ogni dubbio.
È un lavoro impegnativo, certo, ma io, che pure vivo nel dubbio continuo, sento che la strada è questa.

giovedì 6 maggio 2021

Nonostante tutto... la bellezza

Nonostante gli anni di servizio.
Nonostante la stanchezza immensa dovuta alla fatica del periodo.
Nonostante il nostro ritorno in dad.
Nonostante... il mio lavoro ancora mi emoziona, tanto da non stare nella pelle quando so di essere davanti a un'immensa bellezza.
E, senza voler essere presuntuosa, davanti alle pratiche che si fanno risposta alle tante discussioni di mesi e mesi.
Oggi, dopo un percorso propedeutico, avviato mercoledì: analisi di una serie di grafici per scoprirne scopo e caratteristiche, siamo partiti con un'indagine sui consumi mediali, che ci ha visto intercettare obiettivi e metodo. 
 

 
La palla è passata ai bambini (otto anni; non riesco mai a prescindere dalla loro età e dai loro vissuti di questo tempo): organizzati in sottogruppi e individuati i facilitatori, a loro il compito di ragionare sulle domande per costruire un questionario da proporre a tutti i compagni della scuola, utile per la registrazione delle informazioni, per la quale predisporremo una tabella, ed elaborare dei grafici per comunicare gli esiti. Una parte del mio piano di lavoro che, quest’anno, è stata penalizzata.
Così, dopo una plenaria aperta con un brainstorming per ripercorrere la fase precedente, sono iniziati i lavori.
 
 
 
A me un ruolo completamente esterno, che mi ha consentito di visualizzare le stanze una alla volta e osservare organizzazione e ragionamenti. Rari i miei interventi, se non quelli per sbloccare qualche situazione particolare o aiutare a rimettere a fuoco l'obiettivo e a tener conto dei tempi stabiliti.
A osservare, con me, sempre con ruolo esterno, ma con ingresso nelle stanze una ad una, un'altra studentessa, Claudia, che è con noi in questo periodo (quest'anno il tirocinio è possibile solo per una studentessa per volta e, nonostante questo, nessuna si è risparmiata la quarantena).
Conclusi i lavori, nuova plenaria per la restituzione.
Un gruppo per volta, tramite il facilitatore e l'incaricato degli appunti, ha riportato le informazioni in merito a: organizzazione, collaborazione e domande formulate che io avevo cura di riportare immediatamente su file perché venissero visualizzate e analizzate da tutti per eventuali osservazioni. Così si è parlato di pertinenza, di contenuti, di linguaggio... 
 
 
Ad assistermi Chiara, una delle mie bambine, in modo che la comunicazione fosse ben regolata anche durante la condivisione dello schermo.
Infine, il mio compito: estrapolare gli aspetti più importanti emersi, metterli a fuoco con i bambini, fermarli e offrirglieli per riflettere ancora in vista del lavoro che ci aspetta domani: ritornare su tutte le domande, raggrupparle per tipologia, selezionarle e costruire un unico questionario da sperimentare prima di tutto tra di noi, ancora nei piccoli gruppi.
Vediamo.
Intanto la mia emozione esplode nell'avere avuto l'intuizione di documentare tutto puntualmente e nell'essere consapevole di avere in mano la teoria che si fa pratica.
Giorni in cui il senso delle scelte è davanti agli occhi insieme agli effetti.
Adesso è tempo di stare concentrati e di proseguire, poi deve arrivare quello del condividere. Non sono esperienze da tenere solo per sé.

giovedì 29 aprile 2021

Didattica a distanza: nuovo avvio dal 3 maggio

Facendo seguito all'ordinanza del Sindaco e alle disposizioni della Dirigente Scolastica, vi comunico che da lunedì 3 maggio riprenderà la didattica a distanza. Nella classe virtuale sono reperibili l'organizzazione e l'orario delle attività sincrone:
https://classroom.google.com/c/MTI4NTg3NTY1Mjgw/p/MzI4Nzg3MDUyODk0/details
Confidiamo, come sempre, nella vostra collaborazione a vantaggio della serenità dei bambini e del prosieguo del loro percorso formativo.

Grazie a tutti per l'attenzione!

mercoledì 14 aprile 2021

A proposito di occhi bendati

Ne abbiamo parlato a lungo lo scorso anno: mentre ci ritrovavano dentro una situazione senza precedenti, la scuola, messa su la didattica a distanza, dopo una buona dose di lezioni frontali, interrogava e proponeva verifiche. Anche alla primaria. 

Cose che accadono quando si smette di chiedersi a cosa serva la scuola e quale sia il nostro compito. Quando non si è conquistata la capacità di attenzione al contesto e ai vissuti di chi apprende.

E ora, davanti alla notizia di una nuova interrogazione a occhi bendati, siamo allo sconcerto generale.

Ma cosa potevamo aspettarci da una scuola che si è occupata di tutto, ma è ripartita senza prendersi il tempo per rileggere ciò che durante il primo lockdown è stato messo in piedi in tutta fretta?
È sufficiente soffermarsi a guardare i contenuti di alcune sezioni dei vari Piani per la didattica digitale integrata e le preoccupazioni più diffuse che li hanno guidati saltano subito all'occhio. Documenti che dicono tanto su che scuola siamo e sull'incapacità di ripensarsi a partire dalle fragilità che sono state subito evidenti.

Eppure noi, ben prima di valutare, dovremmo avere il compito di aiutare i ragazzi a crescere (come ben scrive Regi Palermo), in un clima di fiducia, aggiungo io, costruendo autonomia e responsabilità.

Eppure, mentre noi siamo qui che discutiamo di occhi bendati durante un'interrogazione, ci sono tante altre bende che andrebbero rimosse.

Sono quelle di chi, in piena pandemia, con scuole e classi che aprono e chiudono tra colori e quarantene, famiglie in grave disagio economico e psicologico, docenti e studenti stremati, sta mandando circolari con il "cronoprogramma per la somministrazione delle prove per classi parallele".
Ne ho letto con attenzione una che mi è stata mandata ieri sera e mi sono chiesta: ma ci si è accorti dentro che cosa siamo? Come è possibile esprimere questo davanti alle evidenti difficoltà di essere accanto ai nostri studenti come meriterebbero e di garantire il nostro compito in modo adeguato?

È sconcertante osservare che anche ora, la scuola, scoperchiata come non mai, sia incapace di tornare al suo compito e di scegliere cosa mettere al primo posto. 

Perciò non stupiamoci troppo delle bende che si vedono: sono solo l'effetto di troppa cecità laddove, più che in qualunque altro luogo, si dovrebbe essere capaci di guardare lontano.

martedì 23 marzo 2021

Il mio tirocinio di emozioni e l'amore spiegato dai bambini di 8 anni

Post di Chiara Pusceddu

La DAD non è necessariamente monotona, noiosa e alienante. La chiave giusta è capace di aprire porte magiche, anche quando non si è vicini.

Stamattina, ad attendermi su Google Meet, un'attività più speciale del solito: i bambini dovevano osservare questa bellissima immagine e successivamente confrontarsi in piccoli gruppi sul significato della parola 𝙖𝙢𝙤𝙧𝙚.


Bambini, ha detto maestra Enrica, che cos'è per voi l'amore?

Di seguito solo alcuni dei meravigliosi pensieri emersi:

L'amore è... quando due persone soffrono entrambe e cercano di stare più vicine per sconfiggere la sofferenza. Ad esempio quando cercano di sconfiggere una malattia insieme. Perché secondo me, quando stai vicino a una persona e le vuoi bene, si può superare tutto.

L' amore è... un viaggio con mia madre e mio padre insieme.

L'amore significa che qualcuno farebbe qualsiasi cosa per un altro.

L'amore è... quando tu vedi una persona che per te è bellissima e ti scatta una roba fortissima perchè ti piace talmente tanto e ogni volta te ne innamori.

L'amore è... quella cosa che mi permette di sentire mio nonno sempre vicino al mio cuore anche se è morto.

E c'è chi ancora mi chiede che cosa mi spinga a diventare una maestra.

giovedì 18 marzo 2021

Prove di bassa direttività su digitale

Quando lessi le Linee guida per la Didattica Digitale integrata, rimasi sconcertata davanti alle ore previste per l'attività sincrona fin dalla scuola primaria. Nel paragrafo "L'orario delle lezioni", il documento parla di quote orarie settimanali minime di lezione in sincrono, indicando dieci ore per la classe prima e quindici per le restanti classi.
 
Sapevo bene di come in molti, moltissimi casi nel precedente anno scolastico la didattica a distanza era stata costruita sul modello “lezione, esercitazione, verifica”, con due opzioni prevalenti: video-spiegazione e una buona dose di compiti e pagine di studio, assicurate con WhatsApp e/o registro elettronico; lunghe mattinate in videoconferenza con replicazione pura delle lezioni frontali, per chi era ricorso ad ambienti di apprendimento con sistema di videoconferenza integrato.
Non solo. Ci sono state scuole che nel mettere su questa organizzazione, hanno addirittura seguito lo stesso orario delle lezioni in presenza, e che, per questo, venivano portate come esempio.
Ricordo ancora la mia preoccupazione davanti ad articoli usciti sulla stampa isolana che elogiavano queste pratiche.
 
È per questo che quando lessi le Linee Guida, pensai che se fossi stata nella condizione di ricorrere ancora alla didattica a distanza, mi sarei impegnata a studiare un’organizzazione attenta a salvaguardare, anche in sincrono, gli spazi per la didattica a bassa direttività, in modo da garantire momenti di attività collaborativa nei piccoli gruppi.
 
Venivo da scelte molto diverse, certamente condizionate anche dal momento: una progettazione completamente autogestita, un ambiente di apprendimento che non prevedeva al suo interno la videoconferenza, competenze delle famiglie da costruire, strumenti e reti in molti casi non adeguati.
Tuttavia, ad aiutarmi, in quel contesto, insieme alle competenze sul digitale maturate nel tempo, sono state proprio le scelte metodologiche basate su pratiche didattiche collaborative a bassa direttività.
 
La nostra esperienza, che ho documentato puntualmente e raccontato in diversi contesti, ha mosso da subito da una progettazione esplicita articolata in proposte asincrone, garantite a cadenza regolare per tre giorni la settimana, con scelte pensate per custodire una dimensione di comunità anche a livello di apprendimento, e appuntamenti sincroni (quattro) della durata di un'ora, rivolti a un massimo di 5/6 bambini per volta (che sceglievano liberamente giorno e orario, registrandosi sul calendario proposto) dedicati prevalentemente alla metacognizione ripartendo dai lavori svolti (vedi).
Per assicurarmi che i bambini continuassero ad arricchirsi grazie ai lavori di tutti, ho organizzato la valutazione tra pari, integrata da una semplice strategia che si è rivelata molto efficace: negli incontri sincroni i bambini erano invitati a presentare non il loro elaborato, ma quello di un compagno, argomentando la propria scelta.
 
Torno ad oggi. Ho sempre creduto che il lavoro più importante da fare dopo l'esperienza dello scorso anno fosse quello di riflettere per conoscersi meglio e guardare alle diverse scelte con nuova consapevolezza.
 
La nostra esperienza, nonostante i limiti oggettivi, è stata positiva. Le scelte ci hanno tenuto tutti insieme fino alla fine. Ci siamo completamente ripensati in uno scenario nuovo, senza però perdere mai di vista il modo in cui guardiamo alla scuola e le nostre scelte.
Tuttavia, c’era una grande assente, insieme alla vita di comunità, e questo ci è stato chiaro da subito: la vivacità tipica dell’apprendimento collaborativo, che consente di muovere da provocazioni alte rese possibili dal sapere che nessuno è mai solo.
 
Questa settimana di quarantena, per noi che siamo stabilmente in presenza da settembre, non poteva che essere tradotta in opportunità per ripensarci ancora e per dare gambe alle nostre convinzioni.
 
Oggi, la nostra terza può contare su bambini in cui sono cresciute molto autonomia e responsabilità e su competenze digitali sviluppate in modo importante, sia nei docenti sia negli studenti.
Abbiamo curato la formazione dei genitori e possiamo contare su strumenti e connessioni più adeguati.
 
Neanche per un attimo, pertanto, nonostante l’efficacia della nostra esperienza, abbiamo pensato di replicarla.
 
Ciò che abbiamo fatto è stato tornare al Piano scolastico per la DDI del nostro Istituto e ai suoi vincoli, per costruire una proposta che avesse la nostra forma e custodisse le nostre pratiche didattiche.
 
Le quindici ore di attività sincrona obbligatoria prevedono tre mattine articolate prevalentemente in due sottogruppi, mentre, le due restanti sono pensate per attività destinate alle attività in quattro sottogruppi, così da garantire proposte in forma collaborativa da gestire in autonomia.
Questi sono: formiche, farfalle, tartarughe e coccinelle.

La regia è assicurata dal pannello delle breakout rooms che consente la supervisione esterna a cura dei docenti con interventi nei vari gruppi quando necessario.
 
Sapevo che non sarebbe andato subito tutto liscio e che gli spostamenti richiesti ai nostri alunni fra i vari ambienti erano tanti. Ma, al solito, sta tutto nel fidarsi dei bambini e nel costruire un'organizzazione forte.
 
La prima proposta con questa modalità è stata dedicata ad un'attività "ordinaria": l'analisi grammaticale con il supporto delle forme geometriche (una semplificazione del modello Montessori). Data una frase, i bambini dovevano associare la forma adeguata (cerchio, triangolo grande/piccolo, mezzaluna) alle parti del discorso conosciute, mettendole in relazione a partire dal verbo e dai nomi.

Ho nominato i coordinatori (in questa fase ci ho pensato io) con il compito di assicurare il coinvolgimento di tutti e curare la restituzione del lavoro in plenaria.
 
Il tempo si è ristretto in un attimo, come sempre accade in questi casi, e non è mancato qualche problema da gestire. Tuttavia, sono intervenuta in modo molto discreto dove necessario e, al solito, per gestire il resto, ho atteso la fine dei lavori.
 
La bellezza - già perché bisogna vederla ed essere consapevoli di che motore sia - è stata tanta.
Mentre osservavo le stanze da esterna, attivando l'audio di ognuna a rotazione per capire come i bambini si fossero organizzati e come procedessero i lavori, è stato impossibile per me non mettere in primo piano l'attenzione all'apprendimento collaborativo che, in questa forma, mancava dai primi giorni di marzo dello scorso anno. Davanti ai miei occhi i bambini lavoravano di nuovo in gruppo, senza mascherina e senza doversi preoccupare delle distanze. Collaboravano come se fossero fianco a fianco.


Scaduto il tempo, di cui l'organizzazione, essendo la prima volta, ne aveva occupato buona parte, i bambini hanno fatto la loro seconda pausa destinata alla merenda e, puntuali, alle 11:20 sono tornati in plenaria per la restituzione.
Non tutti i gruppi avevano finito il lavoro, ma era una cosa messa in conto da subito; così come lo era la gestione di alcuni problemi.
 
La restituzione al grande gruppo è stata fatta dai coordinatori. Questi sono stati inviatati a condividere a due livelli: aspetti organizzativi e funzionamento del gruppo; svolgimento del lavoro.
 
Prima di questa, tuttavia, cinque minuti pieni li ho occupati io per riportare ciò che avevo appuntato durante le mie osservazioni da esterna, ma anche per rassicurare su alcuni problemi che, nel frattempo, avevano creato preoccupazione in qualche genitore, rendendo necessario ricordare che la scuola sperimenta di continuo nuove strade e che questo comporta tanti aggiustamenti prima che tutto funzioni come atteso.
 
Ancora una volta, perciò, ho chiesto fiducia nella consapevolezza che guida le scelte di noi docenti, ricordando che nel nostro lavoro le regolazioni non finiscono mai. E che in nessun caso la strada può essere la rinuncia.  Questo in presenza, questo sul digitale.
 
Completata la restituzione, ci siamo messi insieme davanti al file nel quale io avevo riportato man mano il lavoro dei singoli gruppi. Ma non abbiamo completato. Non c'è fretta. La nostra analisi grammaticale si è fermata sulle forme grandi; sulle piccole torneremo.
Oggi la proposta era un pretesto, un buon pretesto, ma l'attenzione era su ciò che renderà possibile tanto di più.
 

Questa mattina si tornerà per completare ed approfondire il lavoro e mettere a punto l'organizzazione. Il desiderio è di consegnare tempi più distesi.

Il ritorno in plenaria sarà gestito con una restituzione più snella da parte dei coordinatori e una ruota della fortuna sulle parti del discorso organizzata per dare la parola a tutti tutti.
 
Se tutto procede, nei giorni che restano, ci attende la ripresa della scrittura collaborativa che proporrò a partire da un'immagine.
Vediamo che cosa succede.

lunedì 15 marzo 2021

Didattica a distanza: una mozione

La nostra prima giornata in didattica a distanza di quest'anno inizia con una mozione di T., seguita alla condivisione dell'organizzazione a cui si è fatto spazio nella fase di apertura, all’interno dell’ora dedicata alle attività trasversali.
- Maestra, ma lo possiamo avere un tempo solo per noi, per parlare, per condividere delle cose nostre?
Io rispondo ricordando che hanno lo spazio "Chiacchiere in libertà" e che anche questi primi cinquanta minuti sono proprio come il nostro tempo al mattino in cui, con il programma della giornata e la lettura del libro (al momento, Lucy), ci sarà sempre anche il tempo dedicato alle condivisioni.
- No, maestra - riaccende il microfono - ma io intendo proprio una videoconferenza tutta per noi, per parlare direttamente e poterci mostrare le nostre cose.
Mi rendo conto che ha ragione. Chiacchiere in libertà è uno spazio di comunicazione asincrona e qui ci siamo sempre noi. 
Già... ciò che chiede T. è qualcosa a cui non abbiamo proprio pensato.
Mentre la testa è già impegnata a riflettere, spiego che per una questione di sicurezza - e illustro i possibili rischi - da soli in videoconferenza non possiamo proprio lasciarli.
Tuttavia, subito dopo, con uno sguardo d'intesa con Chiara, la tirocinante presente con noi, mi dico che questo è un bisogno che non si può proprio non accogliere. In quattro e quattr'otto propongo di integrare quindici minuti liberi a fine attività, dove però saremo presenti da esterne: videocamera e microfono spento.
T. Accetta. Il compromesso lo convince. È soddisfatto. E tutti sono felici con lui.
Così alle 12:00, completate le attività, i gruppi hanno potuto ritrovarsi, noi abbiamo assunto uno sguardo esterno e sullo schermo sono comparsi altri spazi della casa, animali, costruzioni, PlayStation... Di tutto di più.
Non tutti sono tornati in plenaria. Forse la decisione presa in itinere non è stata chiara. O, forse, le famiglie si erano già organizzate su questi orari.
Da domani, tuttavia, un nuovo quarto d'ora entrerà stabilmente nella nostra organizzazione e l'appuntamento sarà nella videoconferenza dello spazio "Chiacchiere in libertà".
Anche questa non è un'idea nostra. È arrivata da V., una delle nostre bambine, e ci è piaciuta subito. Uno spazio dedicato anche "fisicamente" e distinto da quello delle attività.
Che dire? Al solito condividere il programma e tutta l'organizzazione con i bambini non può essere un solo presentare e io sono felicissima ogni volta che loro ci aiutano a vedere ciò che sfugge al nostro sguardo.

Beh... come primo giorno in didattica a distanza non possiamo che essere soddisfatti. Ora seguiranno le attività autogestite.
Certo è che poter vedere gli effetti dell'esperienza a un anno di distanza è veramente interessante. Che questa quarantena avesse anche questo scopo? Chi lo sa… 
I bambini, comunque sia, dai loro otto anni, sono stati davvero straordinari, sia in termini di autonomia che di maturità. E questo va detto.

lunedì 22 febbraio 2021

Festival della Scuola: "Dai dati alle politiche: le cose stanno funzionando?"


 
Festival della Scuola ANP, 2 dicembre 2020. Il mio contributo alla tavola rotonda "Dai dati alle politiche: le cose stanno funzionando?"

martedì 17 novembre 2020

Andreas Robert Formiconi: "Spremere valore dai contesti online"

Condivido, con piacere, la registrazione di un incontro molto interessante, di cui consiglio vivamente la visione a tutti, in particolare a chi sta intraprendendo il mestiere di maestro. 

L'incontro, dal titolo "Spremere valore dai contesti online" è tenuto da Andreas Robert Formiconi, docente dell'Università di Firenze, e fa parte del ciclo di appuntamenti, coordinati dalla Prof.ssa Daniela Lucangeli: "Didattica e digitale: verso una trasformazione consapevole", Università degli Studi di Padova.

All'interno, anche la narrazione dell'esperienza di tirocinio a distanza, alla Facoltà di Scienze della formazione primaria dell'Università di Firenze, alla quale ho avuto il piacere grande di prendere parte. 

Un progetto coraggioso con persone belle. Di quelle cose che fanno bene.

Segnalo che nella parte finale, dal minuto 55 circa, è presente anche una lettura della nostra esperienza con la DaD, riprendendo quanto da me condiviso con studentesse e studenti durante i due incontri tenuti nel mese di maggio 2020.

giovedì 6 agosto 2020

Apprendere tra casa e scuola con il digitale: un nuovo patto con le famiglie

Carissimi genitori, vi segnalo che all'interno del percorso formativo di cui ho dato informazione con un precedente post (vedi) - Metodologie didattiche per la scuola digitale - promosso da Coop per la Scuola, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze – FORLILPSI Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia e condotto dalla Prof.ssa Maria Ranieri (docente di Tecnologie dell'Istruzione e Didattica generale), è presente un modulo molto interessante dal titolo "Apprendere tra casa e scuola con il digitale: un nuovo patto con le famiglie", che vi invito a seguire perché sono certa che ci sarà particolarmente utile per andare verso i nuovi scenari con maggiore consapevolezza.

Per entrare è sufficiente cliccare qui: entra e compilare il modulo proposto. Qualora doveste sospenderlo, potete riprenderlo in qualunque momento compilando nuovamente il modulo.

Per qualunque informazione, sono a disposizione.

lunedì 13 luglio 2020

Formazione all'uso del digitale: Coop per la scuola

Segnalo un ciclo di eventi formativi, attualmente in corso, proposti da Coop per la Scuola, per accompagnare insegnanti, educatori, famiglie e studenti sulle Metodologie didattiche per la scuola digitale.

Si tratta di webinar, completamente gratuiti, aperti ad un massimo di 3.000 iscritti per ciascun evento, per i quali viene rilasciato un attestato di partecipazione.

I percorsi sono già iniziati; tuttavia, è possibile accedere tramite le registrazioni che restano a disposizione. I webinar saranno completati da apposite pillole multimediali che consentiranno un approfondimento delle singole tematiche.

La proposta è svolta in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze – FORLILPSI, Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia, e sono condotti dalla Prof.ssa Maria Ranieri, docente di Tecnologie dell'Istruzione e Didattica generale.

La proposta prevede anche un percorso orientato allo sviluppo di competenze digitali funzionali ad un uso responsabile, sostenibile e critico delle tecnologie digitali.

Saranno presto attive due nuove sezioni, sempre in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze:

- Voci dalla scuola, che raccoglierà testimonianze e studi di caso dagli attori della scuola per facilitare la traduzione operativa di metodi e teorie nella pratica.

- Benessere digitale e Cittadinanza, un nuovo ciclo di webinar sempre condotto dalla Prof.ssa Maria Ranieri, docente di Tecnologie dell'Istruzione e Didattica generale.

Alla pagina:

Al calendario completo degli eventi: