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sabato 23 marzo 2019

Breve riflessione sulle strategie di insegnamento

Condivido due minuti di video, proprio due, che ho estrapolato da un intervento di Daniela Lucangeli sull'intelligenza numerica. È lo straordinario esempio dell'insegnamento del nuoto che invita a riflettere sul fatto che le più diffuse strategie di insegnamento tendono a rendere plastico il dominio verbale anche quando dovremmo essere impegnati a modellare altre funzioni cerebrali.
Una vera e propria provocazione che, a mio avviso, si presta benissimo anche per riflettere sui compiti autentici, se li pensiamo come traguardi, così come spesso li immagina la scuola


All'intervento completo, già presente sul blog: https://youtu.be/Il4zpiGLxq0

mercoledì 13 marzo 2019

Imparare dai bambini, contare sui bambini

Ci sono parole sulle quali fa bene tornare, specie quando la convinzione dominante è sempre la stessa: la scuola che non ingozza non "prepara".
E invece ci sono scelte che hanno radici profonde e che sono sostenute dai nostri più importanti documenti di riferimento - primo fra tutti le Indicazioni nazionali - e dagli studi sul funzionamento dell'apprendimento.

Daniela Lucangeli: "Imparare dai bambini, contare sui bambini"

Sul come funzionano l'apprendere, l'apprendere ad apprendere e sul ruolo delle emozioni nell'apprendimento.

[...] Il potere creativo del cervello non sta nel portar dentro, perché quella è assimilazione; non sta nel portar fuori, perché quello è prodotto già determinato e creato, ma sta nel meccanismo fondamentale che è il da dentro a dentro. Il da dentro a dentro, dice Fischer, neurofisiologo di Harvard, rappresenta la capacità dei nostri neuroni di prendere quello che sai tu, collegarlo a quello che sono io - non so, ma sono io - selezionare le informazioni, buttare quelle non pertinenti e ricollegare in nuovo sapere che non è più quello che è entrato, ma è qualcosa di completamente arricchito di me che si riprodurrà entrando nel circolo. È l'intelligenza sociale, in cui nessuno di noi è intelligente senza l'altro. E l'intelligenza sociale è questo flusso che non è intelligenza, ma intelligere: cioè porto dentro, trasformo e ricostruisco, arricchito di me. Se la scuola adopera un modello in cui io ti insegno, tu apprendi, io verifico che ti insegno, che apprendi che verifico... noi rendiamo plastiche solo le funzioni che riguardano il da fuori a dentro, cioè l'apprendimento passivo a breve termine. Il cervello impara ad imparare l'apprendimento passivo a breve termine, che è quello dell'ingozzamento delle anatre. Siccome il cervello non è stato creato, pensato, disegnato per l'ingozzamento, è intelligente e sputa fuori in breve tempo perché altrimenti non si libera per tutto lo spazio necessario agli apprendimenti successivi.
L'eccesso di carico di quantità e di qualità. Quando il sistema è completamente ingozzato - pensate a quando ci danno da mangiare - cosa produce? Disregolazione dell'organismo, obesità, mancanza di salute. Così fa il cervello. Il cervello più tu lo ingozzi, meno riesce ad entrare nel dentro a dentro, e l'intelligenza è la potenza di modifica, non di prestazione identica, altrimenti il pensiero si ferma. Più voi lo ingozzate di informazioni, date carico di esercizio per la stabilizzazione delle prestazioni e delle procedure, meno ha risorse bioenergetiche per la trasformazione intelligente. Quindi il carico va scelto per la qualità e la quantità adeguata a stabilizzare ciò che è appreso con voi. Tutti i compiti per casa che sostituiscono l'insegnante sono un danno etico ai cervelli altrui.
[...]

Al video dell'intervento (Terzo convegno internazionale Flipnet, Roma 24 febbraio 2017, "Imparare ad imparare - Equipaggiati per il futuro").

Ne consiglio vivamente la visione a tutti i genitori. Trenta minuti spesi bene.

mercoledì 6 dicembre 2017

Daniela Lucangeli: "Come potenziare l'intelligenza numerica"

Dato che questa mattina all'alba sono tornata alla Lucangeli, condivido con voi anche questo intervento, questa volta più vecchio, risale a tre anni fa. 
Ve lo propongo perché contiene le ragioni delle mie scelte didattiche in ambito logico-matematico, che si trattengono poco sulle procedure verbali e privilegiano il calcolo mentale e le proposte pratiche.
Arrivate fino alla fine, alle indicazioni per la pratica del nuoto: si può imparare a nuotare con le istruzioni che indicano fase per fase cosa dobbiamo fare? Accadrebbe che al momento di nuotare... si affogherebbe!
Con la matematica funziona allo stesso modo: non la si può insegnare offrendo procedure verbali e proponendone la ripetizione. Significherebbe rendere plastica la funzione sbagliata. 

Daniela Lucangeli: "I cortocircuiti emozionali"

L'emozione è più potente del sistema cognitivo: è il grande decisore. [...] È acqua e pane. La scienza è ritornata all'acqua e pane.
Lei è Daniela Lucangeli, è entrata nella mia vita in un freddo sabato sera di diversi anni fa, credo più o meno sette, che avevo trascorso guardando video sulla matematica segnalatimi da una preziosa amica che si occupa di disturbi specifici di apprendimento. Ricordo che rimasi talmente colpita che sentii subito il bisogno di scriverle per condividere le mie riflessioni e le emozioni che provavo: avevo trovato conferma di tante convinzioni che stavano guidando il mio lavoro e che erano frutto di intuizioni. É da allora che ho iniziato ad insegnare matematica in modo nuovo. 
Oggi lei, scienziata, riflettendo su alcuni incontri significativi, ha approfondito nuove strade e lavora per una "scienza servizievole", una scienza che possa essere al servizio degli insegnanti e a vantaggio degli alunni.
Vi ho anticipato qualcosa ieri, durante l'Assemblea, ma vi invito ad ascoltare questo suo intervento direttamente, ci ritroverete la forza di tante mie scelte, certamente quella che mi fa mettere il ben-essere sempre al primo posto.
Questo filmato viene dal TedxMilano, ci parla di cortocircuiti emozionali, e ci invita a riflettere sul peso che può avere, da educatori, scegliere consapevolmente quali emozioni far transitare.

lunedì 6 marzo 2017

Daniela Lucangeli: imparare dai bambini, contare sui bambini

L'intervento di Daniela Lucangeli al Terzo convegno internazionale Flipnet, Roma 24 febbraio 2017, "Imparare ad imparare - Equipaggiati per il futuro"

Ne consiglio un ascolto attento di tutti i passaggi, fondamentali per riflettere su come funzionano l'apprendere, l'apprendere ad apprendere e sul ruolo delle emozioni nell'apprendimento.

(...) Il potere creativo del cervello non sta nel portar dentro, perché quella è assimilazione; non sta nel portar fuori, perché quello è prodotto già determinato e creato, ma sta nel meccanismo fondamentale che è il da dentro a dentro. Il da dentro a dentro, dice Fischer, neurofisiologo di Harvard, rappresenta la capacità dei nostri neuroni di prendere quello che sai tu, collegarlo a quello che sono io - non so, ma sono io - selezionare le informazioni, buttare quelle non pertinenti e ricollegare in nuovo sapere che non è più quello che è entrato, ma è qualcosa di completamente arricchito di me che si riprodurrà entrando nel circolo. É l'intelligenza sociale, in cui nessuno di noi è intelligente senza l'altro. E l'intelligenza sociale è questo flusso che non è intelligenza, ma intelligere: cioè porto dentro, trasformo e ricostruisco, arricchito di me. Se la scuola adopera un modello in cui io ti insegno, tu apprendi, io verifico, che ti insegno, che apprendi che verifico... noi rendiamo plastiche solo le funzioni che riguardano da fuori a dentro, cioè l'apprendimento passivo a breve termine. Il cervello impara ad imparare l'apprendimento passivo a breve termine, che è quello dell'ingozzamento delle anatre. Siccome il cervello non è stato creato, pensato, disegnato per l'ingozzamento, è intelligente e sputa fuori in breve tempo perché altrimenti non si libera per tutto lo spazio necessario agli apprendimenti successivi. 
L'eccesso di carico di quantità e di qualità. Quando il sistema è completamente ingozzato - pensate a quando ci danno da mangiare - cosa produce? Disregolazione dell'organismo, obesità, mancanza di salute. Così fa il cervello. Il cervello più tu lo ingozzi, meno riesce ad entrare nel dentro al dentro, e l'intelligenza è la potenza di modifica, non di prestazione identica, altrimenti il pensiero si ferma. Più voi lo ingozzate di informazioni, date carico di esercizio per la stabilizzazione delle prestazioni e delle procedure, meno ha risorse bioenergetiche per la trasformazione intelligente. Quindi il carico va scelto per la qualità e la quantità adeguata a stabilizzare ciò che è appreso con voi. Tutti i compiti per casa che sostituiscono l'insegnante sono un danno etico ai cervelli altrui. (...)


(...) Mentre un bambino impara, se sperimenta paura, il circuito della memoria mette in memoria sia ciò che sta imparando, sia l'emozione che la transita. E se mette in memoria la paura tutte le volte che dalla memoria a lungo termine va a ripescare quell'informazione, il cervello riporterà, sia l'informazione studiata a livello cognitivo, che l'emozione che l'ha tracciata, e determinerà un circuito che si chiama impotenza appresa; apprendo che non mi piace, che non mi viene, che mi fa paura. Quindi, se un bambino, uno studente, ha paura della scuola, la fugge la scuola. E voi non potrete in alcun modo - per quanto capovolgiate con i metodi migliori – raggiungerlo, perché a direzionare la sua macchina non è la sua parte cognitiva, è la sua parte emozionale. (...)

lunedì 15 giugno 2015

Daniela Lucangeli: sul diritto all'errore e sulla creatività

In questa intervista, la Professoressa Daniela Lucangeli, ordinario di Psicologia dello Sviluppo presso l'Università degli studi di Padova, parla di errore e di creatività in occasione del convegno “In classe ho un bambino che...” (Firenze, 6-7 febbraio 2015).

Molto importante soffermarsi, in modo particolare, sul contributo in chiusura: "Non c'è atto della vita psichica che non abbia correlate le emozioni. Se un bambino, apprendendo, sperimenta paura dell'errore, ogni volta che riprenderà l'apprendimento, la sua memoria riprenderà la paura dell'errore. Se il bambino sperimenta giudizio del suo errore, ogni volta che riprenderà l'apprendimento riprenderà quel giudizio sul suo errore. Quindi ne verrà una minore o maggiore forza del potere educativo, quanto più si capisce quanto questi meccanismi sono nella nostra struttura neurofunzionale e non soltanto reattiva".



Intervista pubblicata nel canale youtube GiuntiScuola e T.V.P. editori

venerdì 9 gennaio 2015

Intelligenza numerica: l'importanza di arrivare puntuali e utilizzare il "giusto linguaggio"

A proposito di strade che vanno ripensate...
Questo efficace contributo di Daniela Lucangeli sullo sviluppo delle competenze numeriche mette in discussione percorsi intenzionali che arrivano in ritardo e approcci didattici che sbagliano linguaggio, con effetti che spesso vengono attribuiti a discalculia.
Mi permetto di consigliarne la visione anche alle famiglie.
A chi volesse approfondire, ricordo che nel blog è presente una pagina dedicata a un seminario precedente (2011) veramente illuminante: http://enricaena.blogspot.it/…/…/lintelligenza-numerica.html

"Quando intelligo, intelligo, non imparo a memoria prestazioni. Quando intelligo, mi viene di pensare attraverso"

giovedì 31 ottobre 2013

L'intelligenza numerica non è un'utopia

Condivido con i colleghi e i genitori interessati i video sull'interessantissimo seminario di Daniela Lucangeli dal titolo "L'intelligenza numerica non è un'utopia". 
L'incontro mira a descrivere le ricerche più recenti relative allo sviluppo dell'intelligenza numerica e delle abilità di calcolo. Vengono anche trattate in sintesi le ragioni che hanno portato la Consensus Conference (2009) ad individuare i possibili profili cognitivi della discalculia evolutiva.