domenica 29 settembre 2019

Università Milano Bicocca: "Non sono un voto"

Il 28 ottobre, è programmato - all'Università Milano Bicocca - un nuovo e importante appuntamento sulla scuola senza voto.

Avrò il piacere di essere presente anche io per contribuire con l'esperienza già documentata all'interno delle proposte "Il cambiamento nasce da dentro" e per condividere i percorsi ai quali abbiamo scelto di dare vita, guidati dalla convinzione che la scuola debba superare l'ossessione valutativa per mettere al centro il costruire, sempre e con tutti.

Al modulo di iscrizione: shorturl.at/cfjow
All'interno sono presenti le presentazioni di ciascun laboratorio.

giovedì 26 settembre 2019

Consegne aperte: lavori completati


Questa mattina abbiamo completato la seconda parte delle presentazioni dei lavori realizzati dai bambini con la prima "consegna aperta", proposta alla classe a fine anno scolastico.
Come noto, si tratta delle storie di campioni che hanno cambiato il mondo, esplorate partendo dal libro di Riccardo Gazzaniga "Abbiamo toccato le stelle", ed. Rizzoli, approfondite in modo libero.

Questa settimana è stata la volta di Toma, storia di Mikael Lindnord e Arthur, "Ce la faremo insieme"; Nicola, storia di Dorando Pietri, "Sebbene abbia perso la gara, ho vinto"; Nicholas, storia di Shizo Kanakuri, "È stato un lungo viaggio"; Grace, storia di Yusra Mardini "Non solo un numero"; Riccardo, storia di Terry Fox, "Voglio tentare l’impossibile, per mostrare che può essere fatto"; Ettore, storia di Kim Vilfort e sua figlia Line, "Non i migliori giocatori, ma la miglior squadra"; Leoś, storia di Jesse Owens e Lutz Long, "Le cose possono essere diverse".

Le presentazioni, oltre a essere state una bellissima opportunità per conoscere le storie di sportivi molto speciali, ci hanno offerto l'occasione per confrontarci con le diverse scelte in termini di materiali e di esposizione e di riflettere su quelle presentazioni le cui modalità sono risultate particolarmente efficaci.

Al momento, è in corso l'attività di autovalutazione che sarà completata domani. A questa, come anticipato, sarà integrato un feedback offerto dalla classe.


Il nostro grazie ai genitori per aver sostenuto questa proposta e per essersi messi in gioco insieme ai propri figli. 

Da qui parte la fase successiva del percorso, quella che ci vedrà individuare alcune storie da approfondire e arricchire in gruppo valorizzando al massimo la creatività espressa in questa prima parte del lavoro.

Per concludere, una bella notizia: presto avremo il piacere grande di avere in classe - grazie a Skype - lo scrittore Riccardo Gazzaniga, che ha gentilmente accolto il nostro invito.

Alla cartella con le immagini della seconda settimana

martedì 24 settembre 2019

C'è un'improvvisazione che fa bene alla scuola

Quando uno studente in formazione, o un giovane collega, mi chiede quali siano per me, a livello didattico, le competenze del docente che ritengo fondamentali, rispondo, con sempre maggiore consapevolezza, che, accanto a quella del promuovere una didattica a bassa direttività, capace di liberare, e quindi di garantire un tempo autogestito per smontare e rimontare saperi e significati; l’altra, fuori da ogni dubbio, è quella tanto presente nelle aperture delle mie mattinate: l'utilizzo intenzionale delle anticipazioni cognitive.

Sono quelle che io ho sempre chiamato “anticipazioni funzionali”, denominazione che continuo a privilegiare in quanto mi riporta alla centralità di ciò che faccio: leggo con attenzione il contesto e favorisco, ogni volta che è possibile e utile, delle riflessioni, che si traducono in anticipazioni funzionali ai nuovi apprendimenti.

Una pratica di cui nel tempo ho potuto rilevare la grande efficacia, tant’è che mi ha visto impegnata ad affinare la mia attenzione a vantaggio di questa forma di improvvisazione che fa bene alla scuola, per liberarla dall’episodicità e cercare strategie che la rendessero più significativa.

Io ne sono davvero convinta: questa competenza del docente, che sta tutta nella capacità di leggere le opportunità del contesto e nella consapevolezza di ciò che interessa portare dentro, fa davvero la differenza nella costruzione di apprendimenti significativi e stabili.

È chiaro che questa rende necessario uno sguardo lungo, che affonda in una conoscenza profonda delle indicazioni nazionali e nella capacità del docente di sapere identificare quei saperi e quelle abilità che, a breve o a lungo termine, saranno al centro dei nostri percorsi.

Nessuna situazione, infatti, se pur proposta in analogia alla realtà, può essere significativa quanto la realtà stessa.
Le anticipazioni, dunque, possono essere lette semplicemente come la capacità di sollevare veli e di mostrare agli alunni ciò che è già lì ma che non riescono a vedere. In questo modo, quando le proposte didattiche apriranno su determinati saperi, questi non saranno mai nuovi. L’attenzione sarà allora tutta orientata a creare le condizioni per riflettere sugli stessi, facendo leva sui diversi incontri, per poi procedere verso percorsi che garantiscano un’appropriazione profonda.

Una sorta di trasposizione di quello che avviene con la lingua. I nostri alunni la conoscono, ne fanno uso costante, la parlano. Il nostro lavoro, quando ragioniamo su questa, non è portarla dentro,  quanto far riflettere muovendo proprio dall'uso che ne facciamo.

È alle anticipazioni che io faccio riferimento soprattutto per alcuni  apprendimenti di ambito logico-matematico, in particolare per quelli che ho rilevato essere particolarmente ostici per i bambini e che, dunque, necessitano di acquisire significato.

È con queste che, già al terzo giorno della nostra seconda elementare, ho accolto l’opportunità di portare in classe le frazioni, per rappresentare la riduzione del tempo scuola, in risposta alla domanda di un alunno. Anticipazione rinforzata, il giorno successivo - le anticipazioni si traducano in vere opportunità solo se oggetto di attenzione ricorsiva - passando per la verifica dell’avvenuta restituzione delle buste dei documenti consegnate il primo giorno di scuola. Un’occasione che ha visto i bambini intuire la rappresentazione sotto forma di frazione e individuare, in modo naturale, l'intero e la frazione complementare.

Con la stessa modalità, in questo caso grazie al salvadanaio di classe per il nostro viaggio di istruzione, nello scorso ciclo, hanno fatto il loro ingresso significativo i numeri decimali e le equivalenze.  Condividere le monete arrivate giorno per giorno per il nostro salvadanaio, ci ha trovato a familiarizzare con gli euro, a fare delle scelte di conversione che rendessero possibili i calcoli, che si sono piano piano tradotti in vere e proprie espressioni con numeri decimali ed equivalenze.

Ma questo avviene costantemente anche accogliendo opportunità che ci vengono offerte dalla lingua, dai fatti del mondo, dai nostri viaggi… Tutte cose che vanno a costituire un bagaglio fondamentale che si radica completamente in quanto incontrato dentro significati profondi.

So bene che non sto dicendo niente di nuovo e che è una pratica diffusa tra gli insegnanti. A essere meno scontata è la serenità con la quale si va incontro a quel tempo sottratto e l'uso che se ne fa. La vera efficacia, infatti, arriva con la crescita dell’intenzionalità, che la libera dall'episodicità e ne valorizza la ricorsività che stabilizza.

Se saper portare dentro è una grande qualità, tuttavia - e dico sempre anche questo a chi mi rivolge la domanda – ritengo che lo sia altrettanto il saper tenere fuori, il saper filtrare, tra il tanto, ciò che è opportuno far entrare e che cosa no.  Il pericolo che corre un bravo lettore è infatti quello di portare dentro troppo, con il rischio di spostare l'attenzione dai percorsi in atto e di sovraccaricare cognitivamente.

E allora la risposta è ancora una volta nella competenza più alta fra tutte, che è poi anche la più difficile: saper scegliere.


Nel video, una riflessione post-attività (è il momento della ricreazione), sul percorso attivo alla scoperta delle frazioni - terza elementare, a.s. 2015//16. Le domande sono del Prof. Giovanni Bonaiuti, docente di didattica generale all'Università di Cagliari, presente in classe per un'attività di ricerca. 
A partire dal minuto 1.40 - ben più silenzioso - un riferimento esplicito alle anticipazioni cognitive. 

sabato 21 settembre 2019

Orario definitivo delle attività

Vi informo che nella sezione Strumenti del blog di classe, è disponibile l'orario definitivo delle attività didattiche, che entrerà in vigore da lunedì 30 settembre 2019.

La prossima settimana il prospetto sarà illustrato e consegnato anche ai bambini in cartaceo.

Silenzio assoluto... si legge!

Tra le varie condivisioni, ce n'è una che oggi non posso evitare di fare.
Questa mattina, in classe, per la prima volta, abbiamo incontrato il silenzio completo. Un'esperienza particolare per una classe come la nostra, tant'è che sono corsa nell'aula accanto a chiamare maestra Maria Efisia. - Maestra, vieni un attimo - le ho detto - C'è qualcosa che devi assolutamente vedere con i tuoi occhi! Non ti ricapiterà tanto facilmente di osservare ancora qualcosa del genere...-
Così, maestra Maria Efisia, si è unita a me a sorprendersi dell'incanto.
E che cosa è stato a determinarlo?
La lettura autonoma della sintesi delle attività svolte in questa prima settimana di scuola. Tutti concentratissimi davanti a due fogli A4 che parlavano proprio di noi.
Se poi al silenzio irreale, aggiungiamo la riflessione che, lo scorso anno, in questi giorni, eravamo alle prese con il riconoscimento del suono iniziale e finale del proprio nome e faticavamo con la compitazione, beh... impossibile non provare emozione e sorpresa davanti a tanta bellezza.
Che dire? Siamo proprio alla fase successiva. Classe in crescita :-)


Prima settimana: le nostre vacanze

Tra le attività svolte in questa prima settimana di scuola, ce n'è stata una dedicata alle vacanze estive, che è stata studiata come occasione per verificare i principali apprendimenti e aprire ai nuovi.

Questa, infatti, organizzata sotto forma di gioco, ha messo i bambini nella condizione di: leggere autonomamente, comprendere il messaggio consegnato, narrare le esperienze vissute, cogliere gli aspetti fondamentali delle storie ascoltate; fermare le narrazioni attraverso l'individuazione di tre parole-chiave.

Metà dei bambini ha ricevuto una carta nella quale era spiegato che cosa doveva fare in completa autonomia: raggiungere il compagno indicato sul cartoncino e raccontargli le proprie vacanze in modo ricco (con attenzione a luoghi visitati, esperienze e incontri). Al termine, a ricevere una carta sono stati i bambini destinatari delle narrazioni. In questa era spiegato il seguito dell’attività. La consegna era quella di scrivere su un foglietto tre parole-chiave su ciò che li aveva maggiormente colpiti delle vacanze del compagno.
Al termine ci si è scambiati i ruoli.


L’attività si è conclusa pescando i vari foglietti dal cestino nel quale erano stati riposti. I bambini dovevano ascoltare e riconoscere la loro vacanza. 

Infine, ci si è fermati su tutti i luoghi visitati, in molti casi non presenti tra le parole-chiave, per poi cercarli sulle carte geografiche. Si è così ripreso il lavoro avviato l'anno scorso a partire dai viaggi, per i quali i bambini erano stati invitati a portate una calamita in classe. 
Quest'ultima attività è ancora in corso. 

Premio Letterario Giuseppe Dessì

Vi informo che domani - domenica 22 settembre 2019 - avranno inizio, a Villacidro, gli incontri della XXXIV Edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì, organizzato dalla Fondazione che sostiene e ospita gran parte degli incontri formativi del Progetto di formazione itinerante "Il cambiamento nasce da dentro", che ho il piacere di coordinare.

Vi allego il link al programma, che prevede tanti appuntamenti di grande interesse: vedi.

Giovedì 26 settembre, alle ore 17 - presso il Mulino Cadoni, avrò il piacere di essere presente anche io per accompagnare Daniela Palumbo nella presentazione del suo libro "Maria Montessori. La voce dei bambini", Einaudi ragazzi.

Consegne aperte: le foto della prima settimana


Eccomi a condividere la cartella completa delle consegne aperte della prima settimana, alla quale saranno integrate quelle di lunedì e mercoledì prossimo che chiuderanno le presentazioni.
Ricordo che queste sono state articolate in tre momenti:
  • riflessione sulle attività svolte: lettura, comprensione, dove e quando, sport, materiali, frasi;
  • presentazione della storia a tutta la classe;
  • illustrazione dei materiali alle diverse isole.
I lavori saranno completati con la compilazione di una scheda per l'autovalutazione nella quale è prevista anche una sezione per raccogliere un feedback da parte dei compagni.

giovedì 19 settembre 2019

Gino Bartali, Giusto tra le nazioni

"Perché essere un campione non significa soltanto conquistare una medaglia, battere un record, dominare nella propria disciplina, ma conquistare un primato morale, sapere difendere un ideale nobile, dare un esempio." (Riccardo Gazzaniga, Abbiamo toccato le stelle, ed. Rizzoli).

Con le consegne aperte di questo inizio anno, è arrivata in classe anche la straordinaria storia di Gino Bartali. A raccontarcela è stata Alice, portando con sé una scatola che conteneva due storie: quella del campione nel ciclismo e quella, ben più preziosa, del campione nella vita.
La narrazione, guidata da piccoli cartoncini, carte geografiche e oggetti vari, ci ha riportato, con estrema delicatezza, in un periodo storico - quello della seconda guerra mondiale - entrato in classe l'anno scorso, nella settimana dedicata alla Memoria. E ci ha messo davanti, ancora una volta, alle scelte coraggiose di quelle persone che, proprio come La Portinaia Apollonia del libro di Lia Levi, letto in classe, anche a rischio della propria stessa vita, hanno scelto da che parte stare.
Gino Bartali è un Giusto e il suo insegnamento sarà per i bambini bagaglio prezioso.
Incastri grandi dalla forma semplice, mi è sempre piaciuto chiamarli così. La nostra educazione civica passa da qui.
Tornerò presto a condividere le nuove presentazioni.




martedì 17 settembre 2019

"Abbiamo toccato le stelle", la nostra prima consegna aperta.

Ieri è iniziata in classe la presentazione dei lavori realizzati dai bambini con la prima "consegna aperta", proposta alla classe a fine anno scolastico. Si tratta delle storie di campioni che hanno cambiato il mondo, esplorate partendo dal libro di Riccardo Gazzaniga "Abbiamo toccato le stelle", ed. Rizzoli, e approfondite in modo libero.

Storie non semplici per bambini così piccoli, ma certamente molto belle per avvicinarsi alla pratica delle consegne aperte, in cui un ruolo importante è riservato ai genitori nel condividere la proposta per poi supportare e sostenere la progettazione dei lavori a cura dei propri figli. La scelta del libro poi, si propone di avvicinare i bambini alla conoscenza delle diverse discipline sportive con uno sguardo nuovo, quello che passa attraverso chi ha fatto dello sport strumento per cambiare il mondo.
Lo sport non è un fatto solo di vittorie e di sconfitte. È importante anche come si vince e come si perde. Perché essere un campione non significa soltanto conquistare una medaglia, battere un record, dominare nella propria disciplina, ma conquistare un primato morale, sapere difendere un ideale nobile, dare un esempio. E combattere contro avversari invisibili e subdoli come la discriminazione razziale, politica o sessuale, contro malattie o infortuni gravissimi, o semplicemente contro regole ingiuste e tradizioni fuori dal tempo.
I protagonisti di questi racconti, con le loro scelte coraggiose e la loro straordinaria capacità di lottare, ci mostrano come lo sport può cambiare il mondo, quando si fa portavoce dei più alti valori umani.
Ricordo che le consegne aperte, a carattere volontario, prevedevano:

LETTURA - Lettura della storia assegnata insieme ai genitori.
COMPRENSIONE - Sottolineatura delle parole non note e ricerca dei significati.
DOVE E QUANDO - Individuazione di luoghi e tempo in cui si sono svolti i fatti, con l’aiuto delle carte geografiche.
LO SPORT - Ricerca di informazioni sullo sport trattato nella storia.
MATERIALI - Ricerca di informazioni aggiuntive, video, foto su quanto affrontato nella storia.
FRASI – Individuazione di una o più frasi particolarmente significative.
PRESENTAZIONE – Organizzazione, in piena libertà, della narrazione della storia da rivolgere alla classe, costruendo qualche strumento di supporto.

La condivisione delle prime tre storie, conclusa questa mattina, ha riguardato Gaia, con la storia di Kathrine Switzer, "Non mi fermerete"; Chiara, con la storia di Martina Navrátilová e Chris Evert, "Amiche nonostante tutto" e Vinicio, con la storia di Muhammad Ali, "Impossibile è solo una parola".

Alla presentazione, rivolta all'intera classe, è seguita quella organizzata per isole per una migliore condivisione dei materiali.

Momenti belli che aprono a nuove esperienze, di cui vi regaliamo qualche primo scatto.





Domani si prosegue con Samuele, storia di Tommie Smith e John Carlos, "Per quelli che non vogliono e per quelli che non possono" e con la storia di Peter Norman "Fiero di farne parte".
A seguire, presentaranno Alice, storia di Gino Bartali, "Campioni si nasce, sì, ma si può anche non diventarlo" e Viola con la storia di Surya Bonaly "Se avete fatto del vostro meglio, allora avete fatto bene".
Questa prima settimana di presentazioni, la concluderemo sabato con i lavori di: Rocco, storia di Jermain e Bradley, "Cosa è importante davvero"; Elia, storia di Alex Zanardi, "Ho guardato la metà che è rimasta"; Emma, storia di Věra Čáslavská, "Una strada di pietre".

Torneremo per condividere.