Ricordo che nei giorni 9 e 10 luglio sono programmati gli incontri di formazione attiva: "Valutare per dare valore. Esperienze di scuole senza voti in dialogo."
Il programma, rispetto a quanto previsto inizialmente, si arricchirà della partecipazione in videoconferenza di Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Didattica e Tecnologie dell'Istruzione e dell'apprendimento presso l'Università Cattolica del S. Cuore di Milano, e direttore del CREMIT (Centro di Ricerca sull'Educazione ai Media, all'Informazione e alla Tecnologia), con un contributo dal titolo "Valuto sempre e non valuto mai. Dalla frenesia valutativa alla valutazione formatrice".
Vi aspettiamo, certi che queste giornate saranno occasione per riflettere sul compito della scuola, rileggere le nostre pratiche di valutazione e aprirci a nuovi sguardi.
Le iniziative sono promosse all'interno de "Il cambiamento nasce da dentro", spazio di formazione itinerante che ha la finalità di favorire la riflessione sulla scuola e la diffusione orizzontale di pratiche didattiche significative sperimentate dentro le scuole.
Il gruppo di lavoro, composto da insegnanti e genitori, fa riferimento all'Istituto Comprensivo "Pietro Allori" di Iglesias.
Ci siamo... questa mattina, alle 10 in punto, vi aspettiamo per chiudere questo primo anno di scuola insieme.
Ad attenderci la consegna del documento di valutazione (preparatevi... a noi piacciono molto i rituali) ma, ancora prima, una rilettura condivisa dell'anno scolastico e un primo sguardo su quello che verrà...
Per tutti coloro che si trovano sul territorio, vi aspetto domani - venerdì 21 giugno 2019 - a Orzinuovi con un mio contributo su "La scuola che costruisce".
Con piacere condivido alcuni scatti dell'ultimo giorno di scuola, trascorso con la rilettura dell'anno scolastico, la proiezione de "La Gabbianella e il Gatto" e l'uscita ai Giardini pubblici per regalarci il tempo di un gelato e di giocare ancora insieme...
Perché fare scuola senza voti? - mi hanno chiesto ieri - Alla fine cosa cambia davvero?
In effetti non è solo una questione di voti sì o voti no. Il solo togliere questi, cambia ben poco. Ciò che conta è il liberare la scuola dall'assillo continuo della valutazione che sta invadendo tutto lo spazio, oramai anche alla scuola primaria, generando una pressione continua che è tutta a svantaggio dell'apprendimento.
Mi piace l'idea di una scuola che all'essere concentrata sul valutare ogni singolo passo, sappia scegliere il riportare al centro ciò che conta: il costruire, con tutti, sempre.
In una scuola che sappia fare questo, la valutazione c'è, non può non esserci, ma gli alunni non si accorgono di essere valutati perché il momento della valutazione non è distinto da quello dell'apprendimento, vuol dire che valuto sempre e non valuto mai (il riferimento è all'idea di valutazione formatrice di Charles Hadji).
Questo modifica completamente il clima di classe. Gli alunni si concentrano solo sulle proposte e, non essendoci competizione data dall'attesa del voto o del giudizio dell'insegnante, trovano spazio favorevole l'apprendimento collaborativo, l'aiuto reciproco, la cura l'uno dell'altro. Ed è proprio grazie al supporto continuo tra pari - la più importante risorsa di cui disponiamo e ancora poco valorizzata - che tutti crescono.
In uno scenario di questo tipo, assumono molto spazio l'autocorrezione, l'autovalutazione e la valutazione tra pari.
Sono tanti a pensare che senza verifiche continue e senza valutazione non ci sia motivazione ad apprendere. Ma le esperienze dicono altro. Dicono che costruire una motivazione intrinseca è possibile. La motivazione viene dalle scelte didattiche, non dalla continua valutazione della prestazione; viene dalla capacità di non dare risposte prima che ci si sia fatti le domande (per dirlo con Freinet: non ci si può ostinare nella pedagogia del cavallo che non ha sete) e viene dalla capacità del docente di garantire un'organizzazione forte per poi sapersi spostare e "passare la palla" agli studenti, senza sottrargliela fino alla fine, per poi fare spazio alla metacognizione.
Queste sono scelte che non solo fanno crescere gli apprendimenti, ma costruiscono autonomia e responsabilità. Entrambe troppo assenti da una scuola e da famiglie che hanno dimenticato che niente è più importante dell' "aiutami a fare da solo", eredità di Maria Montessori.
Condivido, avendo acquisito i permessi necessari, questo video sul colloquio di Anna (febbraio 2017, quarta primaria). Ci sono alcune riflessioni sul voto, così come lo vedono i bambini.
Occorre ascoltarlo con le cuffie o attivare i sottotitoli perché, essendo stato realizzato con lo smartphone, senza averlo deciso in anticipo, l'audio è debole.
Scegliere di fare scuola eliminando i voti e qualunque altra forma di giudizio, ha significato, nella nostra esperienza, fare spazio importante all'autovalutazione e ai colloqui con i bambini. Percorsi che chiedono coerenza fino alla fine.
Pertanto, il giorno delle consegne, accanto al documento ufficiale rivolto alle famiglie, ce ne sarà uno che verrà consegnato personalmente ai bambini e che parla la loro lingua. Un documento, certamente più "morbido", più snello e più colorato, ma che contiene la stessa serietà che ha guidato l'autovalutazione finale e il colloquio all'interno del quale è stata discussa.
Sono impegni in più, certamente, ma lasciano la piacevole sensazione di sapere di aver fatto in modo che la valutazione sia davvero al servizio della crescita dei bambini, e non solo in termini di apprendimento.
Non dimenticate che vi aspettiamo il 24 giugno alle ore 10. Non mancate!
Con grande piacere, segnalo che il 27 giugno 2019 si terrà, all'Università di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici, un pomeriggio, rivolto a insegnanti ed educatori, sul rapporto tra neuroscienze ed educazione.
Tra i relatori, il neuroscienziato di fama internazionale, professor Sergio Della Sala (University of Edinburgh, UK).
L'evento si terrà in aula Magna Capitini, del plesso didattico di Sa Duchessa (via Is Mirrionis 1 - Cagliari).
Alla lavagna spunta una scritta 8 giugno: la scuola è finita! A noi il compito di salutare la nostra prima elementare. Mi fermo sull'aula ancora festosa che da domani sarà silenziosa su qualche grembiule sbottonato per il caldo ormai arrivato Ma a incantare è l'armonia di tanta unione ed allegria. Tante le immagini a tornare nel cuore le nostre routine, suoni e parole numeri in gioco, fatti ed eventi per incuriosirci e scoprire contenti. Ma soprattutto quel fare insieme di cui abbiamo piantato il seme il prendersi cura l'uno dell'altro che nel nostro viaggio sarà un gran vantaggio. Felice estate bambini gioiosi andate incontro a ogni giorno curiosi godete di amici, di sole e di mare per poi ritrovarci ancora a imparare.
Maestra Enrica
Appuntamento al 24 giugno, ore 10, per rileggere l'anno insieme e consegnare il documento di valutazione. Vi aspettiamo!
Nel piè di pagina del blog c'è una scritta che è qui da sei anni, la prima che ho portato con me e che continuo a sentire presenza importante, necessaria. È di Daniel Pennac e contiene le parole più belle per dire quale deve essere l'impegno di un insegnante: conoscere attentamente i suoi studenti, uno ad uno, e creare le condizioni perché siano gruppo impegnato in un percorso comune, che li veda esrimere il proprio massimo nel rispetto delle proprie qualità e dei propri tempi. Ciò che conta non è essere reggimento che marcia al passo, ma suonare la stessa sinfonia e trovare l'armonia.
La riporto qui. Voglio che, oggi, nostro ultimo giorno di scuola, sia nella parte alta del blog, per ricordarci che è questo l'obiettivo del nostro impegno. Lo è stato quest'anno e lo sarà negli anni a venire, perché i nostri bambini stiano bene e conquistino serenità e fiducia, le qualità più importanti perché possano andare nel mondo e farcela.
Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini.
Grazie per la fiducia. Grazie per questo anno insieme.