lunedì 16 aprile 2018

Iqbal Masih, una storia di coraggio

Impossibile, oggi, non chiudere la mattinata con gratitudine per l'Associazione Culturale Teatrale La Cernita che ha proposto alle nostre classi la storia di Iqbal Masih, nel giorno in cui ricorre l'anniversario della sua morte.
Uno spettacolo delicato, che è stato capace di avvicinare con gradualità alla durezza della condizione del lavoro minorile fino a sviluppare empatia, tanto che i bambini hanno finito con il sentire forte la vicinanza a Iqbal e il desiderio di unirsi a lui nell'opporsi al suo padrone per riconquistare la libertà.
Davvero coinvolgente vedere le braccia dei bambini muoversi in aria seguendo i gesti di Iqbal sul telaio e sentire le loro voci levarsi con forza per accompagnarlo verso la fuga: "Qui e ora coraggio e libertà!".
Lo spettacolo si è chiuso con le domande dei bambini a cui sono seguite importanti riflessioni perché fosse loro chiaro che il lavoro minorile non era prerogativa del Pakistan ma che è stata una realtà a noi molto vicina e che, ancora oggi, ci sono luoghi in cui sopravvive nonostante ne sia stata riconosciuta l'illegalità.
Ci vuole tanto coraggio per cambiare le ingiustizie del mondo, e far conoscere le storie di chi ha saputo trovarlo è un primo importante passo per insegnare che il cambiamento è difficile, ma possibile.
Certo, resta la triste consapevolezza che tanti di coloro che hanno lottato contro le ingiustizie, hanno pagato questo coraggio con la loro stessa vita.

domenica 15 aprile 2018

Io sono un NO è alle porte, vi aspettiamo numerosi!

Ci siamo quasi... manca una sola settimana alla Fiera del libro di Iglesias e io sono qui per ricordarvi che i bambini vi aspettano con l'iniziativa "Io sono un NO", durante la quale vi racconteranno ventitre storie di eroica disobbedienza tratte dal libro "Io dico NO!" di Daniele Aristaco, Einaudi Ragazzi.
Sono storie di uomini e donne che hanno influito in maniera profonda sul corso della storia. Non sempre hanno vinto le loro battaglie, ma ognuno di loro è riuscito a cambiare il nostro modo di pensare, tutti uniti dall'aver saputo dire "NO!" davanti a un'ingiustizia.
L'appuntamento è per l'intera giornata del 23 aprile, tra piazza Lamarmora e via Nuova. Sarà presente l'autore.
Per godervi al meglio l’iniziativa, preparate il vostro smartphone, scaricando un'applicazione per la lettura dei QR Code, Anchor e HP Reveal così da poter accedere ai contenuti di approfondimento, ai podcast e alla realtà aumentata che i bambini hanno preparato per voi.

Aiutateci a divulgare! 

sabato 14 aprile 2018

Sguardo sulla Siria: incontro con Muhammad Sayfaddin

Oggi, in classe, è stato impossibile non trattenersi sull'aggravarsi della crisi in Siria e sul bombardamento della scorsa notte ad opera di americani, inglesi e francesi che ha richiamato l'attenzione internazionale, creando divisioni e forte preoccupazione.
Come sempre accade, sono nate tante riflessioni e i bambini hanno manifestato molte curiosità che non sempre siamo state in grado di soddisfare come avremmo voluto. Così, confidando nella mediazione di Giovanna Grillo (direttrice di Casa Emmaus e madre del nostro alunno Mattia Ferranda), abbiamo pensato che fosse l'occasione giusta per invitare in classe Muhammad Sayfaddin, cittadino siriano, che ha immediatamente offerto la sua disponibilità.
Pertanto, l'incontro è programmato per martedì 17 aprile, alle ore 9.00.
Sono sicura che sarà un'altra importante occasione di arricchimento per i bambini ma anche per tutti noi.
Ringraziamo Giovanna Grillo per il supporto e Muhammad Sayfeddin per aver prontamente accolto il nostro invito.

A teatro con Iqbal Masih

"Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro.
Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite". (Iqbal Masih) 
Si ricorda che in data lunedì 16 aprile, ricorrenza della morte di Iqbal Masih, parteciperemo allo spettacolo teatrale "Iqbal", proposto dall'Associazione Culturale Teatrale La Cernita.
La rappresentazione si terrà alle ore 10.15 presso la Sala Lepori di Iglesias.

Chi è Iqbal?

Iqbal Masih nasce nel 1983 a Muridke, una città pakistana in cui lo sfruttamento del lavoro minorile è la norma. Il suo destino è stabilito ancor prima della sua nascita, in quella regione tormentata dalla fame e dalla miseria.
A soli quattro anni inizia a lavorare in condizioni di schiavitù, dopo esser stato venduto dal padre al direttore di una fabbrica di tappeti, legato ad un telaio per dodici ore al giorno.
Nonostante tutto Iqbal non si arrende, cresce in lui il desiderio di libertà e riscatto, finché un giorno nel 1992, a soli 9 anni, riesce a scappare dalla fabbrica.
Durante la fuga incontra per strada un gruppo di esponenti del "Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato" e in quell’occasione trova il coraggio di raccontare la propria storia.
Iqbal diventa così un simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
È un bambino che lotta per uscire da un incubo, fuori dal quale trascina migliaia di piccoli lavoratori indifesi. Dopo alcuni anni, esattamente il 16 aprile del 1995, la domenica di Pasqua, mentre torna a casa in bicicletta viene assassinato da un sicario della mafia dei tappeti.

lunedì 9 aprile 2018

Colloqui generali aprile 2018

Vi comunichiamo che nei prossimi giorni sono programmati i colloqui generali con le famiglie:
  • giovedì 12 aprile, dalle 15 alle 18: italiano, storia, geografia, matematica, scienze, arte e immagine, educazione motoria;
  • venerdì 13 aprile dalle ore 15 alle ore 18: inglese, musica e religione cattolica.
Di seguito i dettagli organizzativi volti ad agevolare la vostra partecipazione.

Un sabato sera davvero speciale

Sabato sera, all'interno della serata di sensibilizzazione sull'Autismo organizzata dall'Associazione "Amici della Vita", un gruppo di nostre alunne - su invito del "Centro Clinico Matrioska", ha collaborato alla realizzazione di uno spettacolo di burattini tratto dal libro "Martino piccolo lupo".
Un progetto carico di significato che, per la sua capacità di mettere semplicemente insieme ha emozionato molto tutti noi.
Il nostro grazie di cuore per questo invito all'Associazione "Amici della Vita", alle psicologhe del "Centro Clinico Matrioska" e alle nostre bambine - Maria Elena, Alessia e Chiara - per aver rappresentato la classe in questa bellissima iniziativa.

giovedì 5 aprile 2018

A che cosa serve la scuola?

Ieri pomeriggio, ho consegnato ai bambini uno dei soliti foglietti verdi che utilizzo quando voglio chiedere loro qualcosa al volo e li ho invitati a rispondere a questa domanda: - A che cosa serve la scuola?
È un periodo in cui ci sto riflettendo molto, perciò sto rivolgendo questa domanda a diverse persone, non poteva certamente mancare la voce dei bambini.
Sono sincera, pur conoscendo i pensieri di cui sono capaci, un po' per l'orario, e un po' anche per la forma della proposta, che non invitava certo a grossi ragionamenti, mi aspettavo delle risposte essenziali. Speravo solo che non ripetessero per me esclusivamente ciò che sentono dire di continuo: - La scuola serve a imparare!
Quello che certamente non mi aspettavo era di vederli trattenersi sui quei foglietti a lungo e di sentirli lamentarsi per lo spazio: - Maestra, questo spazio è troppo poco per dire che cosa è la scuola! - ma, soprattutto, di leggere ciò che avrei letto...

Due pensieri.

"La scuola serve a sbocciare. Noi arriviamo in prima elementare che siamo dei semi e con l'aiuto dei maestri diventiamo dei fiori grandi e forti.
La scuola serve a imparare, ma la parola imparare rappresenta la scuola solo per chi la vede da fuori. Chi la vede da dentro, la vive, secondo me non dice che la scuola serve per imparare, perché la scuola serve più che a imparare a pensare.
La scuola è un posto dove trovi l'aiuto degli altri e questo è importante perché ognuno, bravo o meno bravo, senza l'aiuto degli altri sarebbe sempre meno di quello che può diventare.
La scuola serve a socializzare perché con i compagni ognuno impara a conoscere se stesso e si apre.
La scuola non serve solo a sbocciare ma a volare. All'inizio voliamo tutti bassi, ma poi, sorreggendoci a vicenda, ci alziamo sempre più in alto fino a formare un arcobaleno dove ci sono tutti, anche i più deboli.
La scuola serve a valorizzarsi perché nella scuola c'è spazio per tutti.
Ognuno è un genio, diceva Albert Einstein, e io in questa frase sento profumo di vero. Per me è uno dei pensieri più importanti e la scuola serve proprio a questo, a capire che ognuno è un genio, e chi non se ne rende conto è solo perché ancora non ha trovato chi lo fa sbocciare!"


"Lo dicono tutti, la scuola serve a imparare. Ma secondo me la scuola nella nostra vita fa qualcosa di più profondo.
Per me la vita è formata da tante piccole strade e la scuola è una di queste. È una strada molto importante. Tu la percorri e può esserti d'aiuto, ti può insegnare a vivere (se hai dei maestri che hanno questa grande competenza), ti può far capire chi sei e aiutarti a tirar fuori il meglio di te. Ti può insegnare, anche se non si tratta proprio di insegnare, che cosa sono le emozioni, come si affrontano e ti fa accorgere che dentro ognuno di noi c'è qualcosa di grande.
Ti fa capire che per ognuno c'è sempre una speranza e che non ci si deve mai arrendere.
Questa è la scuola per me. Un posto dove respiri aria pulita, dove trovi serenità e tanto amore."

EAS - Essere a Scuola - Marzo 2018

Vi informo che è disponibile il numero 7 di EaS - Essere a Scuola, rivista scolastica rivolta a tutto il primo ciclo di istruzione, diretta da Pier Cesare Rivoltella.
Questo mese, la rubrica "Aula Aperta" è dedicata a un tema a me particolarmente caro, quello dell'inizio mattinata. 
Mi ha sempre fatto riflettere osservare come tanti bambini, al suono della campanella, si rechino verso la loro aula e, tempo pochi minuti, le porte si chiudano per aprire subito il quaderno, il libro. Il tempo per ritrovarsi assente e assenti quei momenti importanti per portare i nostri alunni dentro con la testa e il cuore.
Ad avere la meglio è sempre la stessa paura: il tempo che scorre veloce, i compiti da correggere, il programma che non avanza come dovrebbe, le tante pagine del libro ancora da fare...
Così il prima lo si chiude rapidamente fuori, e allo stesso modo il mondo. Gli alunni si abituano presto a lasciare buona parte di sé appesa agli attaccapanni, insieme ai cappotti. La recupereranno all'uscita. Forse.
Ma non mancano le esperienze in cui il ritrovarsi, in cui quel tempo che accompagna verso viene letto come preziosa opportunità e trova il giusto spazio. Un valore riconosciuto da chi sa che da tempo invisibile si tradurrà in benessere, appartenenza, motivazione, desiderio di offrire il proprio contributo. 
La rubrica ne riporta tre perché i lettori possano posarvi lo sguardo e riflettere. Sono realtà diverse: la scuola dell'infanzia, su cui apre Sofia Poeta; la scuola primaria, in cui è presente la mia stessa esperienza; un Liceo, in cui è possibile conoscere il rapporto con gli inizi di Fabio Fiore, professore di storia e filosofia.
Ma non accontentandoci, viene proposto anche un inizio privato, quel prima che accompagna verso la scuola, proposto da Isabella Ongarelli. È un altro tempo speciale. È l'incontro con il nuovo giorno.

La rivista è disponibile online e in cartaceo per i soli abbonati:
http://www.morcelliana.net/3028-essere-a-scuola

Giornata per la consapevolezza dell'autismo

Iglesias, 4 aprile 2018
Giornata dedicata alla consapevolezza dell'autismo

"No, non è vero che non sei capace, 
e che non c'è la chiave..."





martedì 3 aprile 2018

La restituzione di Cristiana, futura maestra

Ho appena ricevuto queste parole da Cristiana Corradi che, dopo aver svolto il suo tirocinio con noi, ha accolto l'invito di offrirci una breve restituzione.
A Cristiana il nostro grazie di cuore, sempre molto felici di accogliere nuovi sguardi da custodire in questo spazio per noi tanto importante.

da Cristiana Corradi, studentessa della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria, Università degli Studi di Cagliari.
Quante volte sono entrata in quest’aula? Tantissime…Tanti anni fa come alunna, di recente come mamma. Oggi però è diverso, entro con un altro stato d’animo, oggi entro come futura maestra! Devi solo osservare”, “Fai attenzione all’ambiente di apprendimento (in poche parole, all’organizzazione dell’aula)” mi dicono dalla facoltà. Devo ammettere che non sono stata una brava studentessa, dopo qualche minuto in classe la mia attenzione è tutta verso i bambini, anzi ormai dovrei dire ragazzi! Ho la fortuna di conoscerli da tempo e oggi li vedo cresciuti, organizzati e collaborativi. Me ne accorgo subito, dall’inizio della mattinata, quando Enrica stabilisce con loro l’ordine del giorno; si potrebbe pensare che gli alunni siano spettatori passivi in questa circostanza, tutt’altro! Loro propongono, ricordano, sono parte integrante della vita scolastica. E così rimane per tutto il resto del tempo, non ci si ferma un attimo. La giornata è ricca di lavoro, momenti di ascolto, confronto, emozioni. Più di una volta, incrociando lo sguardo di Chiara, la mia compagna di viaggio, mi accorgo che abbiamo entrambe gli occhi lucidi. Ricordo che qualche tempo fa Enrica mi disse: “Dal di fuori non si possono capire certi momenti di magia che avvengono all’interno della classe”. Ora capisco cosa intendesse dire! Io ringrazio Enrica e tutta la sua piccola grande squadra per queste magiche venticinque ore. A prestissimo!