domenica 8 marzo 2020

A scuola con Edmodo: si parte!

Eccomi per informarvi che domani mattina, terminata la fase di avvio, partiranno le attività su Edmodo con proposte organizzate su tre giorni alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì.
Domani, al loro ingresso, i bambini, insieme alla video-lettura del secondo capitolo di Cipì di Mario Lodi, troveranno un secondo video che illustrerà loro l'organizzazione che ci siamo dati, supportata da un'infografica, e le prime attività per questa settimana.
Sono stati giorni di lavoro intenso, adesso non resta che augurarci buon lavoro!

All''infografica

Ai video organizzativi rivolti ai bambini e alle famiglie:


sabato 7 marzo 2020

Ci siamo quasi... a tutti voi, grazie!



Ringrazio tutti i genitori per la preziosa collaborazione in questa fase di apertura della nostra classe virtuale su Edmodo. Già ieri, con mia grande sorpresa, ho visto che tanti bambini hanno fatto il loro primo ingresso, perciò ho lasciato per loro le primissime indicazioni e la video-lettura del primo Capitolo di Cipì di Mario Lodi.

Adesso attendo che tutti si orientino un po', così da poterci muovere agevolmente, riprendendo le nostre attività.
Intanto sto organizzando l'ambiente in modo da facilitare al massimo il nostro lavoro, facendo attenzione ai bisogni che leggo e leggerò man mano.

Insegnare: "Quali sono state le mie scelte?"

Un mio contributo sulla Rivista Insegnare del Cidi in "Opinioni a confronto, La scuola al tempo del contagio":

http://www.insegnareonline.com/rivista/opinioni-confronto/scelte

venerdì 6 marzo 2020

Attività a distanza: verso l'apertura della classe su Edmodo

Carissimi, eccomi con un video per raggiungere i bambini in attesa di lunedì, quando dichiareremo ufficialmente aperta la nostra classe su Edmodo che, come precisato nelle diverse comunicazioni, terrà conto degli strumenti effettivamente a disposizione delle famiglie.
In questa fase, anche poter contare semplicemente su uno smartphone può essere sufficiente.

Entro oggi sarete raggiunti da Rossella, la mamma di Viola, con le credenziali d'accesso (nome utente e password), in modo che possiate iniziare ad entrare e esplorare l'ambiente.

Nel ringraziarvi per la grande disponibilità espressa, riporto anche qui il modulo per l'indagine su disponibilità e strumenti già messo a disposizione ieri grazie alla cartella condivisa con le famiglie a inizio anno scolastico:

Grazie a tutti per la preziosa collaborazione.

giovedì 5 marzo 2020

Aula Aperta: lo sguardo di Chiara


 Post di Chiara Pusceddu, studentessa

«Come è andata a scuola?»
«Bene.»
«Cosa avete fatto?»
« Niente.»
Tipica scenetta familiare di cui siamo stati i diretti protagonisti o alla quale abbiamo assistito più volte all’uscita della scuola o al rientro a casa, con lo zaino ancora in spalla e la giacca indosso.
Eppure mamma e papà fremono dalla voglia di sapere in che modo il proprio figlioletto abbia trascorso tutte quelle ore in loro assenza.
Più tardi, stimolati da altre domande, durante i pasti, il gioco o prima di dormire, alcuni bambini si dilettano in racconti ricchi di dettagli e fantasia che riguardano la mattinata scolastica; altri genitori invece, ahi loro, si devono accontentare del niente.
“Aula aperta” permette alle mamme e ai papà di conoscere personalmente quel niente, che è invece carico di tutto.
In una comune mattinata di scuola, in cui nulla è strutturato o diverso per l’occasione, i genitori entrano in aula e sin dal primo minuto di lezione vengono accolti dai bambini e dalla maestra come parte integrante della classe, i quali addirittura si divertono ad inserirli nell’atipico “appello con i verbi”.
In giro per le isole oppure seduti in fondo all’aula nelle seggioline e sui pouf rossi, osservano i loro piccini alle prese con le attività.
È così che scoprono che il loro piccolo riesce ad essere se stesso ed è amato per ciò che è all’interno della classe, che tra l’altro ha tutto l’aspetto di una famiglia, in cui si collabora e ci si aiuta l’un l’altro. Riscoprono il proprio bambino e allo stesso tempo superano le loro paure.
Notano che c’è un tempo per riflettere sugli apprendimenti, che l’errore viene vissuto come un’opportunità per crescere e che gli stimoli belli non mancano mai. Ammirano la padronanza nel calcolo e le alte capacità attentive dei bambini.
Non puoi fare a meno di notarli i volti silenziosi di quelle mamme e di quei papà, così carichi di stupore. Come nei fumetti, mi piace immaginare la nuvoletta sopra le loro teste: «Ma vuoi vedere che questa maestra alternativa ha trovato la chiave giusta? Guarda un po’ come è attento il mio bambino, accipicchia! Quante mani alzate impazienti di intervenire e quanti bambini con una gran voglia di andare alla lavagna! Ricordo che quando io andavo a scuola non era proprio così…».
Quando dal punto di vista didattico ed educativo la maestra sceglie una rotta diversa, quando il quaderno non parla, un genitore fa fatica a comprendere.
“Aula aperta” è l’occasione giusta per capire che a parlare, quando non ci sono i libri di testo, c’è tutto il resto. Aprire le porte ai genitori consente loro di riflettere sui ruoli educativi propri della famiglia e della scuola e attuare una collaborazione fruttuosa e vincente, per camminare insieme nella stessa direzione.
Per riuscire a fidarsi e costruire una solida alleanza educativa è indispensabile condividere e conoscere: vedere con i proprio occhi e sentire con le proprie orecchie.
D’altronde, dalle porte aperte entra sempre la luce.

Riflessioni a scuole chiuse

La vita - sarà stata lei - mi deve aver reso molto equilibrata perché di tutto ciò che leggo vedo la terza via.
E qui mi sto riferendo alle possibili risposte che la scuola può dare in questo momento.
Niente sostituirà la vita di scuola, le relazioni in presenza, le esperienze come comunità, il prezioso supporto tra pari, lo smontare e rimontare significati insieme dando senso alle cose... Ma le scuole sono chiuse e tutto questo non ci sarà comunque. Perciò, per chi ha fatto sue esperienze altre e ne conosce anche la bellezza che può nascere (quanta vita nelle nostre classi su Edmodo, tant'è che ci commuoviamo a tornarci..), non capisco come non possano essere percepite come risorsa.
Se si sono costruite appartenenza, relazioni con e tra la comunità, se si condividono insieme importanti percorsi di senso, perché riusciamo a pensare alle esperienze a distanza solo come a qualcosa che sia incapace di mettere insieme? Sì, è vero, possono essere solo video e compiti, e a questo bisogna fare molta attenzione. Ma non sarà che stiamo trasferendo agli spazi digitali l'unica forma della scuola che conosciamo?
Perché non immaginare una comunità che, essendosi lasciata senza sapere che non si sarebbe ritrovata (io penso a T. che ieri alle 13.30 mi ha detto... già finite cinque ore? Vorrei farne altre cinque ora...) senta il piacere di continuare a sentirsi, di continuare a tenere vivi alcuni percorsi, di condividere la motivazione verso ciò che si sta esplorando e verso tutte quelle attività che sono già nostre. 
Certo - ma questo accade sempre - con la dovuta attenzione alle storie differenti, alle diverse situazioni di contesto, agli strumenti di cui si è in possesso, ai diversi bisogni del momento.
Non lo so, scoprirmi così equilibrata, io sempre accesa partigiana, quasi mi sorprende. Ma mi piace. Devo essere maturata.
Sul resto neanche entro perché credo che il mio sguardo sia già chiaro da tempo. Non penso che la scuola sia tutto. Non lo penso oggi e non lo pensavo ieri. Credo che tutto ciò che appartiene alla vita sia importante.
E per me, oggi più che mai, la scuola è ciò che aiuta a orientarsi nel troppo che ci circonda, che consegna gli strumenti per capire cosa guardare, per leggere e interpretare quel mondo che gli alunni abitano soprattutto senza di noi...
Perciò sarò felice con i miei bambini se saranno più passeggiate, più letture, più riflessioni... E anche se sentiranno un po' di male.
D'altro canto voglio che sia tutto questo anche per me.
Non cerco la normalità perché tutto questo normale non è e non desidero che attraversi le nostre vite senza lasciare traccia.

mercoledì 4 marzo 2020

Sospensione delle attività didattiche nelle scuole dal 5 al 15 marzo

Carissimi genitori, come già anticipato dai mezzi di comunicazione, vi informiamo che oggi, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo ha disposto, sull'intero territorio nazionale, la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado [...] (Art. 1 punto d) allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19.

Per ulteriori informazioni: leggi Dpcm del 4 marzo 2020

In attesa di disposizioni della Dirigente Scolastica, le nostre comunicazioni proseguiranno utilizzando il registro elettronico e i nostri canali interni, tra cui la cartella condivisa con le famiglie, nella quale ho appena inserito una nuova nota.

Per qualunque informazione aggiuntiva, potrete contattare la rappresentante di classe che sarà puntualmente aggiornata su sviluppi e scelte.

Colgo l'occasione per comunicare che la piantumazione dell'albero in onore di Gino Bartali, programmata in occasione della Giornata dei Giusti dell'Umanità, è rimandata a data da destinarsi.

Non ci aspetta un momento facile, ma sono certa che, con la collaborazione di tutti, riusciremo a farlo vivere ai bambini con la dovuta serenità, lavorando contestualmente per costruire la necessaria attenzione nei confronti di quanto sta accadendo.

Grazie per la vostra collaborazione.

martedì 3 marzo 2020

Giornata dei Giusti dell'Umanità: un leccio per Gino Bartali

Il giardino dei Giusti di Gerusalemme, voluto da Moshe Bejski, salvato da Oskar Schindler

Con piacere, vi comunichiamo che venerdì 6 marzo, Giornata dei Giusti dell'Umanità, pianteremo - nell'area verde individuata dall'Amministrazione Comunale di Iglesias nel quartiere di Serra Perdosa (fronte Super Pan), un leccio dedicato a Gino Bartali, con la volontà di dare vita, anche nella nostra città, ad un Giardino che celebri l'esempio dei Giusti del passato e del presente e richiami all'importanza di promuovere i valori della responsabilità, della tolleranza e della solidarietà.

Questa iniziativa è organizzata ad integrazione del percorso che sta vedendo i bambini della classe impegnati in un lavoro di studio e approfondimento di alcune storie di coraggio e determinazione, tra cui proprio quella di Gino Bartali. Impegno che si completerà il 22 aprile, con la proposta "Campioni nella vita", che proporremo all'interno della Fiera del Libro di Iglesias.

Tra la terra che verrà utilizzata per la piantumazione sarà nostro piacere mescolare la Terra di Tutti, prezioso simbolo di integrazione, che abbiamo portato con noi dal bellissimo Festival Tuttestorie di Cagliari che ha aperto il nostro anno scolastico.

L'appuntamento è per le ore 10.30. 
Chiunque vorrà unirsi a noi sarà il benvenuto.

Si ricorda che la Legge nr. 212 del 20 dicembre 2017, che ha istituito la Giornata dei Giusti dell'Umanità, ha individuato proprio nelle Istituzioni scolastiche le sedi privilegiate per far conoscere alle giovani generazioni le storie di vita dei Giusti, per renderli consapevoli di come ogni persona debba ritenersi chiamata in causa, in ogni tempo e in ogni luogo, contro l'ingiustizia, a favore della dignità e dei diritti umani, in difesa del valore della verità.

lunedì 2 marzo 2020

Accogliere, rilanciare

- Maestra - mi chiede questa mattina E. - Io e V. possiamo far vedere alla classe la presentazione che abbiamo fatto sabato alla gara di ginnastica artistica?
- No - rispondo io. E. mi guarda stupita. È chiaro che non si aspettava questa risposta.
- Potrete farlo venerdì in palestra - riprendo io - ma prima dovete preparare una proposta scritta con tutte le attività che intendete presentare.
Durante la ricreazione, le osservo al lavoro e sorrido. Dieci minuti di confronto e mi raggiungono.
- Fatto, maestra. Abbiamo scritto tutte le attività, distinguendo quelle facili e quelle difficili.
- Perché le avete separate?
- Perché quelle facili sono per i maschi e quelle difficili per le femmine.
- Ah... facili per i maschi... perché?
- Beh - mi dice E. - loro non sono elastici. Mio padre ha provato a fare la ruota in spiaggia e non ti dico maestra...
Io controllo la proposta, faccio qualche altra domanda e rilancio: - Va bene, ma qui ci sono solo le attività. - Mi avvicino alla stampante, tolgo un foglio dal cassetto e glielo consegno. - Ora preparatela meglio. Scrivete di che cosa si tratta, per quando è prevista l'attività, che cosa farete, chi sarà coinvolto e di che cosa avete bisogno. Poi firmatela.
Eccomi a insegnargli che tutto trova spazio, ma programmato e organizzato, e che devono esserne responsabili dall'inizio alla fine :-)
E io so già che questa sarà una proposta che aprirà a una lunga serie...


Aula aperta, l'osservazione di una studentessa

Post di Erica Puddu

Come studentessa ho spesso sentito parlare di continuità educativa, di come questa sia importante da attuarsi e da porsi come finalità. Paradossalmente però, sono state poche, se non nessuna, le volte in cui si è riusciti ad associare con un esempio pratico, o delle testimonianze di esperienze dirette sul campo, questo fondamentale aspetto. Essere presente durante due mattinate dedicate alla proposta "Aula aperta", mi ha dato l'occasione per vivere davvero quel bisogno e quella volontà, di congiungere i due mondi più importanti per il bambino, la scuola e la famiglia, definendo i contorni di un aspetto fino ad allora rimasto astratto e poco nitido. Per spostarsi dalla dimensione teorica a quella pratica è bastato compiere un gesto che, seppur semplice, sia da un punto di vista figurativo che pratico possiede un'importanza enorme, ed un significato prezioso: aprire le porte, accogliere i genitori dentro l'aula che i propri figli vivono ogni giorno, il campo di battaglia, il terreno fertile per le curiosità e le domande, dove il quotidiano entra e viene affrontato, senza paura, senza inutili filtri. Quell'aula era già pronta ad accogliere i genitori, proprio perché è sempre stata, in primo luogo, aperta al mondo e alle sue storie, buone e cattive che fossero, tutte degne di essere comprese grazie alla guida della maestra, che ha il fondamentale compito di prendere per mano i propri alunni e tracciare il sentiero, laddove il bosco fitto di informazioni e false notizie minaccia il cammino. Ed erano pronti anche i bambini, sereni nell'accogliere i propri genitori, o quelli degli altri compagni, senza farsi distrarre o condizionare dalla loro presenza, sicuramente già abituati a condividere la loro mattinata, sia grazie all'esperienza di "Aula aperta" conosciuta l'anno prima, che in altre occasioni, come ad esempio con noi tirocinanti. Ricordo molto bene quanto desiderassi anch'io, durante gli anni della scuola primaria, che i miei genitori vedessero coi loro occhi il lavoro di ogni mattina, il luogo che mi accoglieva per cinque ore tutti i giorni, la routine, i miei compagni, la mia maestra. E ho potuto osservare, alla luce di questo ricordo, quanto un simile bisogno appartenga anche ai genitori; lo si percepisce dagli sguardi rapiti, attenti e, al contempo, desiderosi di poggiarsi sui propri figli, se chiamati a rispondere o in procinto di intervenire durante la lezione. Si nota il divertimento e la voglia d'essere coinvolti fin dal primo momento, quando i bambini li hanno aiutati a trovare il verbo perfetto che riportasse l'iniziale del loro nome, coinvolgendoli nell'appello, quasi questa diventasse la parola magica per entrare ufficialmente nel loro mondo. E la magia si compie per davvero. Le mamme e i papà rimangono colpiti dalle abilità di calcolo a mente dei loro figli e dalla capacità di scardinare grandi numeri nelle loro componenti e valori, dall'organizzazione delle attività, dai momenti di verifica sereni e non condizionati dai voti, dove i bambini possono mettere in gioco la loro creatività anche affrontando la grammatica, col predicato verbale e nominale, ma non solo. L'aspetto positivo che viene colto riguarda la voglia dei bambini a partecipare, le numerose alzate di mano, gli interventi puntuali, il clima di condivisione che ci avvolge. Quando l'attività si ferma per riprendere qualche bambino, le parole della maestra non sono mai fini a se stesse, ma sono spesso cariche di significato, hanno il sapore di un lavoro educativo avviato da tempo. Così ai genitori viene presentata l'immagine dell'equità, uguaglianza e giustizia, che i bambini conoscono bene fin dall'anno precedente e che ricorda loro una lezione molto importante, sul non essere tutti uguali, sulle loro capacità e talenti, sulle richieste d'aiuto e il malumore di chi non lo riceve. Durante le attività le mamme e i papà hanno potuto lasciare i loro posti per girare liberamente tra le isole, con l'unica importante condizione di non aiutare i bambini nel lavoro. Questa richiesta non è risultata semplice per tutti i genitori allo stesso modo e, talvolta, ha vinto la tentazione di sedersi accanto ai propri figli, piuttosto che curiosare liberamente anche altrove. Nonostante ciò, le mattine sono state vissute all'insegna della condivisione e collaborazione, non soltanto da parte dei bambini che si ritrovano spesso a lavorare a coppie, ma di tutti i soggetti coinvolti, in un continuo scambio reciproco non soltanto verbale ma anche, e soprattutto, silenzioso. Perché spesso basta solo osservare e osservarsi, restituire uno sguardo, cogliere attimi e piccoli gesti importanti per farli propri, fermarsi un momento e ritrovarsi a sorridere, con la consapevolezza che ciò che accomuna tutti i presenti in quell'aula non è un tiepido fare, ma l'esserci per davvero, con la fame di vivere delle mattine speciali, nel ritaglio di un tempo condiviso.