giovedì 12 novembre 2020

Consegnare la verità

È ora della revisione tra pari, una pratica che sta prendendo sempre più spazio, anche perché, durante la didattica a distanza, è stato grazie a questa che siamo riusciti a mantenere una dimensione sociale dell'apprendimento e a custodire le "contaminazioni" tra i bambini, quelle a cui ormai riconosciamo una forza straordinaria.
A volte sono revisioni più strutturate, che arrivano dopo aver stabilito insieme che cosa osservare e aver costruito strumenti ad hoc; altre sono più leggere, aperte.
A essere molto importante, qualunque sia la forma, è il momento in cui la parola sui lavori passa ai bambini, che condividono e argomentano le loro rilevazioni.
Oggi, il nostro compito era quello di visionare in classe i video condivisi da ognuno in preparazione del Contest "Io leggo perché". Era una revisione di secondo livello, perché i bambini, già ieri sera, muniti di una tabella che avevo consegnato loro, con nomi dei compagni e lavori svolti, dovevano analizzare i video e indicare, per ognuno, osservazioni e consigli.
In questa fase, ripreso in esame ogni video, era il momento di condividere quanto registrato e di offrire una restituzione comune che, in più casi, ha invitato i bambini a tornare sul lavoro con dei correttivi ritenuti importanti.
Ogni osservazione è stata rivolta ai compagni sempre con grande attenzione alle parole perché, quando le mie consegne prevedono proposte di questo tipo, mi soffermo sempre molto sul modo in cui va offerto il proprio sguardo. Deve essere chiaro che ciò che conta è consegnare strumenti per migliorare.
Per questo, ma certamente anche per l'attenzione e l'empatia che crescono, i bambini si sono abituati a partire sempre dagli apprezzamenti, dalla bellezza; tanto che, davanti alla fragilità, ho iniziato a percepire la loro difficoltà a consegnare la verità. Non è facile alla loro età comprendere che è possibile custodire gentilezza e verità insieme.
Così è accaduto che, questa mattina, arrivato il momento di esprimersi su un compagno che ha condiviso un lavoro visibilmente debole, abbiamo raccolto tantissimi apprezzamenti che non rispecchiavano ciò che osservavamo e che, di conseguenza, davano un messaggio disorientante al bambino che, durante il video, ho sorpreso osservare sé stesso con perplessità.
A quel punto, da educatrice, ho sentito l'urgenza di trovare il modo di intervenire, ben sapendo quanto sia difficile mostrare ai bambini alcuni confini particolarmente sottili.
Ma il lavoro non rappresentava neanche lontanamente ciò che il bambino avrebbe potuto esprimere se avesse lavorato davvero sulla consegna e io so bene di non potermi sottrarre da uno dei miei compiti più importanti: aiutare ogni mio alunno a conoscersi, a mettere a fuoco le proprie forze ma anche le proprie debolezze, perché solo mettendole a fuoco è possibile trovare il modo di superarle.
Ho scelto di essere sincera. Contravvenendo alle regole, che mi impediscono di toccare i bambini in tempo di covid-19, mi sono igienizzata, e ho raggiunto il bambino nel suo banco, l'ho preso per mano e l'ho tenuto con me.
- Non gli state dicendo la verità - ho detto ai compagni che, a quel punto, sapevo che mi avrebbero guardato con molta attenzione. - Questa non è la verità – Ho ribadito. E con il mio sguardo rivolto al bambino, ma anche alla classe, perché in nessun modo si potesse fraintendere il difficile compito che mi ero assunta, ho continuato: - Voler bene è prima di tutto volere il bene dell'altro. Dare modo all’altro di vedersi perché possa fare sempre meglio. Con le vostre parole, avete scelto la gentilezza, ma state venendo meno al compito di aiutare il vostro compagno che può, e quindi deve, fare tanto di più. Lui stesso lo sa. Quando qualcosa ci mette in difficoltà, possiamo ridurre il nostro lavoro, concentrarci su una piccola attività, ma su quella dobbiamo investire tutte le nostre energie perché in quel risultato dobbiamo poter vedere il massimo che sappiamo di poter esprimere. 
- Quindi - e mi sono rivolta nuovamente al bambino - farai solo un pezzo piccolo, ma lo dovrai presentare mettendo in questo lavoro il massimo del tuo impegno, lavorandoci ogni giorno più volte al giorno, fino a quando sarà pronto. Noi ti aspettiamo un'altra settimana.
Poi, rivolgendomi di nuovo alla classe, ho aggiunto: - Io, anche quando è faticoso, vi consegno sempre quello che vedo davvero e vi chiedo sempre di più. Questo per me è credere in voi e desiderare che siate sempre il meglio di ciò che potete essere.
Adesso - ho concluso, rivolgendomi al bambino - ti diamo tutti i consigli necessari e ti aiuteremo ogni giorno in modo che quando sarai di nuovo davanti al tuo lavoro, tu possa essere felice.
- Io so che ce la fai. Lo so – ho aggiunto a bassa voce.
Abbiamo ripreso con gli ultimi lavori, ma io ormai aspettavo di tornare in quel banco per sostenere e rassicurare ancora.
È difficile essere maestri. Certi giorni di più. Ma quando scegli di costruire, con ognuno, sempre, sai bene che il tuo compito ti mette davanti a scelte continue. Se sono pesanti le responsabilità di chi non sa costruire tranquillità, non lo sono meno quelle di chi, per farlo, si accontenta.
Mi piace pensare che, oggi, i bambini abbiano imparato che la gentilezza può camminare insieme alla verità perché il bene, quello vero, non sottrae possibilità.
Consegnare sincerità è il regalo più prezioso che possiamo fare agli altri e il più prezioso che possiamo ricevere. E credo che sia questo a dirci tanto del rispetto che proviamo per ognuno.

mercoledì 11 novembre 2020

Il Festival della scuola. Complessità e prospettive al tempo del coronavirus.

È stato pubblicato, questa mattina, il programma definitivo del Convegno annuale ANP:

IL FESTIVAL DELLA SCUOLA
Complessità e prospettive al tempo del coronavirus

2 dicembre 2020, ore 9:30 - 18:30

al quale avrò piacere di offrire un contributo partecipando - alle ore 10:30 - alla Tavola rotonda "Dai dati alle politiche: le cose stanno funzionando?"

I lavori saranno aperti da una conversazione di Flavio Insinna con Antonello Giannelli, Presidente ANP, e la Ministra Lucia Azzolina, alla quale seguiranno una serie di interessanti tavole rotonde, alternate ad interventi molto stimolanti, con relatori quali Massimo Recalcati, Leonardo Fogassi, Gino Roncaglia, Luciano Floridi.
La conclusione dei lavori è affidata a una conversazione di Antonello Giannelli con Paola Pisano, Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione.

Alla pagina del Convegno con programma, relatori e form per l'iscrizione

lunedì 9 novembre 2020

Il coraggio di cambiare la storia. In classe con Kamala Harris.



Oggi, gran parte della nostra mattinata l'abbiamo dedicata a Kamala Harris, all'importanza storica della sua elezione quale Vice Presidente degli Stati Uniti (prima donna nella storia) e alla forza delle parole che ha consegnato a tutti noi, con il suo discorso.

L'apertura l'ho affidata alla condivisione "al buio" - senza anticipazione alcuna - del video del messaggio di Kamala (vedi).

Undici minuti che ci hanno tenuti immobili. 

Subito dopo, ci siamo dedicati a un brainstorming molto essenziale per mettere insieme le informazioni che i bambini avevano trattenuto dal video, con quelle che avevano acquisito fuori scuola, per poi passare a un'organizzazione guidata delle conoscenze, offrendo i necessari approfondimenti.

 

Queste le domande che hanno guidato il nostro lavoro:

- Qual è l'evento di cui ci stiamo occupando?

- Chi è Kamala Harris?

- Perché abbiamo scelto di ascoltare il suo discorso e non quello Joe Biden, Presidente neoeletto?

- Quali sono gli aspetti che rendono così importante questa nomina? 

- Quali sono le parole che abbiamo raccolto durante il discorso di Kamala? 

- Perché Kamala ha parlato di "nuova alba"?

- Che cosa dice Kamala rivolgendosi alle bambine e alle ragazze? 

Le riflessioni nate con ogni passaggio, ci hanno consentito di ricondurci a tanti contenuti significativi incontrati con percorsi precedenti, sui quali ritorniamo in modo ricorsivo ogni volta che i temi ce ne offrono l'occasione: il significato di democrazia; le diverse forme di governo; i temi dell'immigrazione e del razzismo; il difficile cammino delle donne per la conquista dei diritti. 
 
 
 
Con noi, sempre a disposizione, GoogleEarth, per mettere a fuoco la posizione geografica di ogni luogo che si è affacciato nella nostra discussione.

Il percorso lo abbiamo completato con una sintesi scritta sul quaderno e con la rilettura del passaggio più significativo del discorso di Kamala Harris, che ho consegnato ai bambini perché possano ripercorrere con le loro famiglie e magari rivedere con loro il video che da questo pomeriggio è anche tra i materiali della nostra classe virtuale.

 

È stata un'emozione grande aver potuto apprezzare con quanto interesse i bambini abbiano fatto spazio a questo importante momento storico, e a quanti contributi e collegamenti siano stati in grado di offrire dai loro 7 e 8 anni. Ne è nata un'ulteriore conferma della convinzione  che uno dei nostri compiti più importanti, oggi, sia proprio quello di offrire strumenti per dare senso alla grande quantità di conoscenze che raggiungono i nostri alunni nei diversi contesti, facendo spazio a occasioni continue di confronto e di riflessione che consentano loro di metterle in relazione e di costruire significati sempre più profondi. Sarà questo, nel tempo, a dare forma e parole al loro pensiero.

"Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.” (Kamala Harris)

domenica 8 novembre 2020

Kamala Harris: una storia da portare in classe

 
Nel 2008, avevo portato in classe l'elezione di Barack Obama. Non importava che fosse una prima elementare. Era il primo presidente di colore e l'emozione era troppo grande per non fare spazio al significato di un evento così importante. Nacque un lavoro bellissimo che ritornò spesso nei nostri percorsi.
Domani, guidata dalla medesima emozione e dalla volontà di portare tra i bambini il peso storico dell'elezione di Kamala Harris, prima vicepresidente donna, nera e di origine indiane, faremo spazio alle sue parole. C'è così tanto dentro, che lasciarle fuori sarebbe una mancanza troppo grande. Mi piace "Una scuola grande come il mondo".

"Quando mia madre è arrivata qui a 19 anni, dall’India, non immaginava questo momento, ma credeva in un’America dove questi momenti sono possibili. Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, nativo americane, che nel corso della storia di questo paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma sono la spina dorsale della nostra democrazia. Penso a tutte le donne che hanno lavorato per garantire il diritto di voto e che ora nel 2020 con una nuova generazione hanno votato e continuano a lottare per farsi ascoltare. Stasera voglio riflettere sulle loro battaglie, la loro determinazione, la loro capacità di vedere ciò che sarà a prescindere da quello che è stato. E questa è una testimonianza della personalità di Joe, che ha avuto il coraggio di buttare giù uno dei muri che continuavano a resistere nel nostro paese scegliendo una donna come vicepresidente.
Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda vede che questo è un paese pieno di possibilità. Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.
” (Kamala Harris)

Piccole provocazioni per grandi anticipazioni

- Ci proviamo. Ma non è detto che ce la faremo. Visti i tempi, la scelta è quella di lavorare su ciò che avete già selezionato, ma parteciperemo solo se almeno 2/3 di voi preparerà un breve contributo video dal quale muoverà il nostro lavoro di cucitura.
Ho detto questo ai bambini, alla fine della condivisione della proposta che ci potrebbe vedere partecipare al Contest dell'iniziativa Io leggo perché, valorizzando i lavori che abbiamo preparato in occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari.
Ma in quel momento era su quei 2/3 che volevo "giocare". I due terzi del numero. Un'anticipazione ghiotta. Una provocazione a tutti gli effetti...
Quindi, cosa deve accadere entro il 10 novembre per poter decidere la nostra iscrizione?
Le frazioni i bambini le conoscono già, non perché facciano parte dei contenuti affrontati, ma perché le abbiamo utilizzate in tutte le occasioni in cui una situazione poteva essere ricondotta a una frazione e con questa rappresentata. Ormai le riconoscono e le utilizzano con dimestichezza e individuano con facilità complementare e intero. Perciò, hanno iniziato a cercare la soluzione, scontrandosi con il fatto che, pur avendo chiaro il significato di due terzi, la frazione era riferita a 18, gli alunni della classe. Quanti bambini dovranno portare il lavoro se devono essere 2/3 di 18? 
Dopo qualche tentativo da parte di chi ha cercato di rispondere ricorrendo all'approssimazione, è arrivata la risposta: 12!
Così ho dato avvio alla parte che amo di più: smontare le intuizioni e argomentare i ragionamenti.
Qui la cosa è stata ancora più interessante dato che non abbiamo fatto ancora la divisione.
Ma qualcuno ha pensato bene di introdurre il termine gruppi: perché sono due gruppi su tre!  
E allora chiedo: da quanti bambini è composto un gruppo?
Tutto è proceduto con facilità.
Formo tre gruppi e ne prendo in considerazione solo due. Ogni gruppo è di 6, quindi 12. 
Nessuno ha usato il termine divisione, così l'ho portato dentro io. Procedo come in palestra: divido la classe in tre gruppi, così ogni gruppo è formato da 6. 
Amo la matematica che si affaccia così, come amo quella che entra al mattino con il salvadanaio, che apre alle trasformazioni e ai decimali. Perciò sono sempre attenta ad accogliere o sollecitare tutte quelle situazioni che, muovendo dal reale, portano tra noi tutti quei concetti che per i bambini sono più ostici ma che, in questo modo, acquistano significato. A me il compito di rendere le opportunità ricorsive, in modo che quando arriva il tempo in cui soffermarsi su quei contenuti, l'appropriazione c'è già stata e a noi non resta che dare il nome alle cose per poi concederci qualche interessante approfondimento.

sabato 7 novembre 2020

Il Festival della Scuola. Complessità e prospettive al tempo del coronavirus.

Con piacere condivido l'evento: 

IL FESTIVAL DELLA SCUOLA
Complessità e prospettive al tempo del coronavirus

Convengo annuale ANP (edizione phigital) al quale offrirò un mio contributo con la partecipazione alla tavola rotonda: “Dai dati alle politiche: le cose stanno funzionando?” 

2 dicembre 2020, ore 9.30 – 18.30

Cliccando sul link è possibile prendere visione delle anticipazioni sui relatori e accedere al form di iscrizione:

https://www.anp.it/il-festival-della-scuola-convegno-annuale-anp-2020/

Nei prossimi giorni, non appena sarà disponibile, avrò cura di condividere il programma completo dell'evento.

ClassDojo: riprende l'autovalutazione settimanale!

Vi informo che ieri sono riprese le attività di autovalutazione con ClassDojo.

Analizzate le abilità individuate dalla classe lo scorso anno, le abbiamo ripensate nel contesto attuale e riformulate, attribuendo un peso ad ognuna.

L'autovalutazione è stata avviata in classe, con una gestione nel grande gruppo; è poi proseguita sul tablet, coinvolgendo i bambini a turno, con il supporto dell'alunna con l'incarico di assistente per questa settimana (Gaia).

Questa sarà proposta a cadenza settimanale (fine o inizio settimana, a seconda del tempo a disposizione) e sarà visibile alle famiglie con gli account forniti l'anno precedente. 

Qualora qualcuno avesse smarrito le credenziali, potrà farne richiesta attraverso la mail della GSuite.

 

Io leggo perché 2020

L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati. (Gianni Rodari, La Grammatica della fantasia)


Ho il piacere di informarvi che, anche quest'anno, seppure con i necessari adattamenti dovuti alla situazione epidemiologica, parteciperemo all'iniziativa "IO LEGGO PERCHÉ", invitando familiari, amici e conoscenti all'acquisto di un libro da donare alla nostra scuola.

Gli acquisti saranno possibili nei giorni dal 21 al 29 novembre 2020, presso la libreria con noi gemellata: Libreria Mondadori Iglesias (Piazza Lamarmora nr. 8).

Quest'anno, sfidando la complessità, abbiamo deciso di partecipare anche al Contest, che prevede di organizzare un evento a distanza di sicurezza. Nel nostro caso si tratta di un'iniziativa interamente dedicata a Gianni Rodari, così da valorizzare le attività svolte in classe per approfondire la conoscenza di questo scrittore che ormai sentiamo tanto parte di noi. 

Ma di questo vi diremo solo quando saremo certi di poter dare gambe al nostro progetto con il contributo di tutti.

Perciò... tenete sotto controllo il nostro blog, torneremo ad informarvi quanto prima!

Per informazioni:

 

 

 

Io leggo perché - Il progetto: https://www.ioleggoperche.it/progetto

Io leggo perché - Il contest: https://www.ioleggoperche.it/contest

Comunicazioni: i nostri canali informativi

Carissimi genitori, vi invito anche da qui, vista la delicatezza del momento che ci troviamo ad affrontare e il flusso di comunicazioni importanti che si rende necessario condividere, a consultare regolarmente i diversi canali informativi istituzionali in cui è sempre assicurata una pubblicazione puntuale di tutte le notizie e documenti di interesse per la nostra comunità scolastica.

Si ricordano i link per l'accesso diretto ad ognuno, riportati anche nel blog:

- Sito d'Istituto: https://comprensivoallori.edu.it/
- Registro elettronico Axios, nel quale da qualche giorno è attiva una funzione specifica:
  https://family.axioscloud.it/Secret/RELogin.aspx
- Posta elettronica sulla GSuite d'Istituto: https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=om#inbox
Con quest'utlima sono gestiti gli inviti per i meet (riunioni e colloqui) e le comunicazioni dirette con i docenti.

Al blog resta riservato il compito di ospitare informazioni, riflessioni e documentazione della vita di classe, nonché la condivisione di articoli e/o eventi di interesse legati al mondo della scuola.

Grazie per la collaborazione.

lunedì 2 novembre 2020

Quando i puntini verdi non bastano

Non metto niente sui quaderni dei bambini. Mai numeri, mai giudizi. Se lo facessi, dovrei farlo sempre e con tutti perché i bambini ci guardano. Da moltissimo tempo, sui lavori dei miei bambini, ci sono solo puntini verdi, laddove necessario, che invitano a ricontrollare ancora; qualche volta un consiglio o un promemoria. È una scelta che è diventata definitiva con A. e M. due mie bambine di diversi anni fa, che sedevano accanto e che mi avevano sollecitato tante nuove riflessioni. I miei alunni non ci fanno caso, non si impegnano meno. Per loro è normale, lavorano per il piacere di lavorare. E da fuori, ormai, pressioni di questo tipo non ne arrivano più. Ciò che faccio è sostare con loro, per consegnare riflessioni dirette, suggerimenti di lavoro, apprezzamenti. Li aiuto a vedere ciò che non vedono, a mettere a fuoco ciò su cui devono lavorare di più. Sono molto esigente, e questo lo sanno. Insieme torniamo su rilevazioni utili a tutti, sugli errori ricorrenti; ancora insieme ci mettiamo davanti alle griglie per ragionare su che cosa occorra osservare in quel determinato lavoro...
Ma poi succede che ci sia una frase che non riesco proprio a trattenere, come questa mattina. Ed è mentre ripercorro e leggo la determinazione di chi partiva svantaggiato, di chi per ogni piccola cosa ha dovuto faticare tanto di più. Così la lascio perché sì, mi sento orgogliosa, e perché credo davvero che ci siano bambini capaci di essere un esempio per tutti noi. Dirglielo diventa necessario.