mercoledì 12 marzo 2014

Memorie

Non sembra vero... Un anno fa, in questo stesso giorno, in partenza per Roma con una classe che ha lasciato un segno indelebile.

In ricordo di quei giorni, un abbraccio a ognuno di voi, con tanto, tantissimo bene. 

 5ª A Scuola primaria via Roma, a.s. 2012/13

A Palazzo Chigi

A passeggio per la città con maestra Enrica

In Piazza San Pietro con maestra Francesca

sabato 8 marzo 2014

8 marzo con Rossociliegia

 

"Se cammini lungo una certa strada
in una certa città della Cina,
dopo avere oltrepassato la bancarella degli animali,
con gli uccellini gialli e verdi, i pesci rossi
e le tartarughe d'acqua dolce,
incontrerai una bambina di nome Rossociliegia.
Il suo sogno è di poter andare all'università
proprio come i suoi fratelli.
Potrà questo privilegio essere concesso
anche alla piccola Rossociliegia?"

Anche oggi, giornata della donna, a venirci in aiuto è stata la narrativa. 
Una storia semplice, coinvolgente, immediata: "Il sogno di Rossociliegia" di Shrin Yim Bridges. 
Un libro che, accompagnato dalle bellissime illustrazioni di Sophie Blackall, ci ha aiutato a scoprire un mondo, apparentemente molto lontano dal nostro, in cui le bambine non godono degli stessi privilegi dei maschi della famiglia: a loro non è ammesso andare all'Università.

«Come mai vi abbiamo letto questa storia proprio oggi?» dico io, al termine della lettura che non abbiamo voluto introdurre in alcun modo.
Risponde subito Marco, un bambino della classe terza che ha accolto l'invito di fare questo percorso con noi: «Perchè oggi è la festa della donna!»
«Festa della donna?»
«Sì!, la festa della donna.» Rinforza qualcuno.
«Siete sicuri?» «Che cosa è una festa?»
«Quando c'è qualcosa di bello... Un compleanno, il carnevale, un matrimonio...» Risposte che arrivano da più parti.
«Allora no, bambini. Non possiamo proprio dire che questa sia una festa perchè oggi non si festeggia niente di bello. É più una giornata per ricordare, conoscere e riflettere».
Facce sorprese in attesa.
Da qui il racconto dell'otto marzo 1908 - della cui veridicità in realtà oggi si dubita -  in cui le operaie di una fabbrica tessile di New York, in sciopero per la riduzione dell'orario e del carico di lavoro, morirono in un incendio esploso all'interno, dove erano state chiuse per evitare che si muovessero in corteo.
Informazioni sulla situazione delle donne ieri e oggi.
«Dovremmo fare proprio come il nonno di Rossociliegia, riflettere sulle differenze che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e che l'abitudine non ci consente neanche di vedere...»
Emergono nuovi spunti, discutiamo; torniamo alla storia e poi ci fermiamo.
Di più non è il caso. C'è tempo. Ci saranno nuove storie a venirci in aiuto. 
L'importante era stimolare la riflessione e iniziare a conoscere il lungo cammino delle donne per la conquista dei diritti di parità.

Rossociliegia_Lavoro sul testo
Rossociliegia_Lavoro sul testo_completato
Percorso bibliografico su educazione di genere e pari opportunità, Progetto integrato per le pari opportunità nelle scuole, Provincia di Alessandria, a.s. 2007/2008

venerdì 7 marzo 2014

Progetto di flipped classroom: incontro di avvio

Vi informo per il giorno martedì 11 marzo 2014 alle ore 16, nei locali della scuola media (via Isonzo, 1° piano), si terrà un nuovo incontro sul Progetto di flipped classroom con lo scopo di facilitare e supportare la fase di avvio, prevista per la terza settimana di marzo.
Contenuti dell'incontro:
- messa a punto dell’organizzazione;
- programmazione delle attività specifiche;
- rivisitazione congiunta dell’ambiente di apprendimento (pannello alunno) e della gestione dei “compiti assegnati”.

La vostra partecipazione è fondamentale. Non mancate!

Ad ogni buon fine, sono qui riproposte le slide di sintesi che hanno guidato l'incontro del 25 febbraio.

Sguardo lungo e sguardo tondo

Nella scuola si parla ormai da tanto di curricolo verticale, in qualche scuola lo si è costruito con confronti professionali significativi ed è diventato un riferimento importante; in altre è stato considerato un semplice adempimento burocratico e per questo predisposto da piccoli gruppi e subito dimenticato.
Eppure il curricolo verticale è lo strumento perché l’insegnante abbia lo sguardo lungo. E questo cambia tutto anche nel quotidiano.
Aprire una giornata in classe pensando solo “a cosa devo insegnare oggi”, affrontare un anno scolastico concentrati sul programma specifico o lavorare in una scuola conoscendo unicamente il percorso dell’ordine e grado in cui si è impegnati, significa rischiare di perdere il senso del viaggio.
Lo sguardo lungo è un’altra cosa. Lo sguardo lungo è quello che guarda alle competenze che un alunno deve acquisire al termine del ciclo di appartenenza e, soprattutto, a quelle che gli saranno necessarie per la vita.
Sembra tutto banale. Cose dette e ridette.
Eppure questo cambia completamente le scelte didattiche.
Conoscere le mete del percorso, è come accompagnare qualcuno in un luogo che si è già esplorato: saprò bene quali spazi mostrare; quali di questi, a seconda del tempo a disposizione, potranno essere sacrificati e quali non si può evitare di scoprire. E quando qualcosa in un angolo ci sorprenderà, saprò come guidare ad accogliere ciò che restituirà senso al valore complessivo del viaggio.
Così è per l’insegnante. Chi ha piena consapevolezza del percorso, non può guardare al quotidiano fine a se stesso, non può guardare alle opportunità che arrivano dall’esterno non pensando al ruolo che possono avere per la formazione complessiva, non può perdere di vista la visione tutta intera.
Allora sì che il lavoro del docente si fa davvero intenzionale: il docente stimola, il docente propone, il docente accoglie, il docente leviga e dà senso.
E se il mio “programma”, quest’anno, si accontenta che insegni ai bambini la strumentalità della letto-scrittura, non posso dimenticarmi che il mio obiettivo è che quegli stessi bambini diventino amanti della lettura e dei bravi scrittori. Così la mia attività non potrà essere mai isolata da questo scenario e non sarà mai più solo strumentale; nessun contenuto farà mai una comparsa unica senza ricorrere più volte e nelle più svariate forme.
E se mentre insegno, avrò la consapevolezza che un pezzo, anche se curato nei particolari, si apre e prende vita quando, incontrando i pezzi mancanti, forma l’immagine tutta intera, allo sguardo lungo, accompagnerò uno sguardo tondo.
La chiarezza che esistono obiettivi trasversali, che il mio è un percorso tra i percorsi e che le discipline devono entrare in continuo rapporto di dialogo tra loro perché sono solo un punto di vista dal quale si osserva e si interpreta la stessa realtà.
Sguardo lungo e sguardo tondo.
Curricolo verticale e curricolo orizzontale.

L'angolo di Ciripò

Questa mattina, è tornato "L'angolo di Ciripò". Maestra Annalisa ha letto per noi "Il canto delle arpie" per accompagnarci a riconoscere una nuova emozione: la tristezza.
Si è trattato di un percorso d'apertura che proseguirà la prossima settimana con le attività di gioco.

Condividiamo con voi la filastrocca che ha chiuso l'incontro di oggi:

Filastrocca per piangere di Bruno Tognolini, tratta da "Rima rimani", Salani

Gli uccelli piangono persi nel volo
Lacrime piccole piovono al suolo
I pesci piangono lacrime amare
Acqua nell’acqua persa nel mare
I grandi piangono dietro le mani
I pianti grandi degli esseri umani
Io che son piccolo non mi nascondo
Piango benissimo davanti al mondo
Pianti di pioggia che asciugano i venti
E non m’importa se tu mi senti
E non m’importa se tu mi vedi
IO PIANGO IN PIEDI

giovedì 6 marzo 2014

Sei assente? Nessun problema!

Mi preme ricordarvi che qualora vi assentaste dalle lezioni è sufficiente entrare nella nostra aula virtuale (Ambiente Edmodo) per avere le informazioni sulle attività svolte in classe, su eventuali compiti assegnati e ricevere i materiali utilizzati.
Le informazioni sono assicurate, di norma, dalle ore 15.30 di ogni giornata scolastica.

martedì 4 marzo 2014

I tormenti della valutazione

A un mese dagli scrutini del primo quadrimestre, ho trovato su "La vita scolastica" di questo mese un articolo di Giancarlo Cerini, Dirigente tecnico USR Emilia Romagna su "I Tormenti della valutazione"; un articolo sintetico ma efficace che rinforza le mie convinzioni sulle quali spesso ha pesato l'assenza di un confronto reale a vantaggio della praticità della valutazione in decimi.
Lo riporto qui per tutti quelli che come me considerano la valutazione in decimi una vera sofferenza e che credono in una valutazione che tiene conto dei personali progressi del bambino, dei suoi intereressi e dei suoi talenti e che si impegna a prendere in carico gli insuccessi.

I tormenti della valutazione
di Giancarlo Cerini, Dirigente tecnico USR Emilia Romagna
La vita Scolastica, marzo 2014

I tormenti sulla valutazione ci accompagnano da ormai molti anni. Nella scuola primaria, in particolare, da quando nel 2008 fu deciso di ripristinare l’uso dei voti in decimi, una pratica che era stata abbandonata negli anni ’70 (a seguito della legge 517). Ma a fianco del voto in questi ultimi anni sono apparsi via via: la certificazione delle competenze, la valutazione del comportamento, le prove Invalsi, un esame più severo in terza media (con una prova nazionale), cui si aggiungeranno presto: le visite alle scuole, i progetti di autovalutazione, i piani di miglioramento, il bilancio sociale. È un crescendo inarrestabile, quasi che la società avesse bisogno di dati inoppugnabili (di qui il mito della valutazione “oggettiva”) per potersi fidare della scuola.
Gli stessi genitori sembrano alla ricerca di conferme immediate sui risultati dei loro figli (e si fa presto, allora, a conteggiare gli otto, i nove, i dieci) piuttosto che di una comprensione dei loro progressi, dei loro interessi, dei loro talenti. E non sono sempre disponibili a dialogare con gli insegnanti su come poter aiutare i ragazzi a dare il meglio di sé, su come interpretare i loro cambiamenti, i successi ma anche gli insuccessi. In fondo anche valutare è un’arte, perché occorre saper coniugare la sincerità di un apprezzamento con la serenità e la fermezza di una relazione di aiuto. La valutazione non può essere racchiusa in un punteggio, né in un test asettico perché è parte integrante di un processo reciproco di crescita (e di conoscenza) tra chi è valutato e chi valuta. Il sistema dei voti non rende ragione di questa delicatezza e fu adottato troppo sbrigativamente sull’onda emotiva della richiesta di serietà e autorevolezza della scuola. È tempo di ripensare l’intera questione della valutazione, in particolare il decreto (Dpr 122/2009) con il quale si regolano esami, scrutini, pagelle, promozioni, bocciature. Aprendo a tutto campo la riflessione. Potremo scoprire con sorpresa che Paesi che ottengono livelli di eccellenza negli apprendimenti (come la Finlandia) non utilizzano valutazioni codificate fino a 12-13 anni, perché prima vogliono prendersi cura in modo “personalizzato” di ogni singolo allievo, promuovendone talenti, partecipazione, scelte autonome. Bravi! Pedagogicamente da 10 e lode.

lunedì 3 marzo 2014

Dalla cooperazione allo sviluppo delle competenze individuali

Amante della trasformazione della teoria in pratica didattica e del ritorno continuo dalla pratica alla teoria, consiglio questa lettura a tutti quelli che, come me, credono fortemente nella cooperazione e nella metecognizione.
Si tratta di uno studio sulla teoria Vygotskijana, realizzato da Lidio Miato (Iprase del Trentino).

La teoria Vygotskijana
Segnalo a tutti gli interessati l'incontro-dibattito "Elogio del ripetente" con Eraldo Affinati.
L'incontro si terrà venerdì 7 Marzo 2014, dalle ore 16,30 alle ore 19,30 presso la Mediateca del Mediterraneo, via Mameli 164 Cagliari.


 

sabato 1 marzo 2014

Carnevale in collages

Alcuni collages fotografici per raccontarvi il nostro Carnevale. 
É stata una mattina intensa che ci ha sorpreso per la rapidità con la quale è volata via. E già... è proprio così: il tempo delle cose belle scorre sempre troppo veloce!
Solo una nota amara che ha rattristato tutti  noi: erano assenti Samuele Serpente, Alessia Albero e Veronica Vaso. Tutti e tre malati.
A loro vogliamo dire: «Non siate tristi! Ci aspettano ancora tante feste insieme e voi sarete con noi!».