mercoledì 29 marzo 2017

Tre tulipani in un campo di girasoli



Questa mattina, continuando il lavoro aperto da Valentina Campus e Laura Farris, del Centro Clinico Matrioska in preparazione della Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo, ho deciso di trattenermi con i bambini sul concetto di inclusione e di sollecitare un loro scritto con un'informazione provocatoria, muovendomi sulla falsariga di quanto avvenuto di recente in una scuola media in provincia di Vercelli (vedi articolo su Orizzonte Scuola).

I bambini hanno avuto poco più di una mezz'ora di tempo e hanno lavorato senza bozza. I pensieri espressi, che abbiamo raccolto e letto in classe senza intervento alcuno, trasmettono dei messaggi che ci hanno fatto riflettere molto. Per questo, anche se non amo condividere i testi dei bambini - mi sembra quasi di mancare loro di rispetto - ne porterò qui alcuni perché credo che abbiano una pienezza che vada conosciuta.
Consegna: "Esiste una scuola in cui il Preside ha deciso di formare delle classi dove mettere insieme tutti gli alunni con difficoltà di apprendimento in modo da lasciare che le altre possano lavorare tranquille con un ritmo adatto agli alunni bravi.
Scrivi al Preside esprimendogli il tuo pensiero."
Egregio Signor Preside,
ho saputo dalla mia maestra della sua scuola per bambini con difficoltà di apprendimento.
Io le dico che disapprovo completamente la sua idea perché ogni volta che abbiamo un problema dobbiamo affrontarlo e non spostarlo. Le faccio un esempio: immagini di vedere un campo bellissimo e ordinatissimo pieno di girasoli e che in mezzo a questi ci siano due o tre tulipani. La prima cosa che salta in mente è di toglierli così il campo ridiventa bello e ordinato, ma questo è sbagliato perché da quei semplici tulipani può crescere un qualcosa di speciale!
La stessa cosa succede con i bambini. Pensi se lei avesse un bambino con delle difficoltà e fosse spostato in una scuola con dei bambini con le sue stesse difficoltà, escluso e ritenuto diverso, lei come si sentirebbe?
Nel mondo non c'è nessuno diverso, non c'è un qualcosa che dice che ci sono persone normali e persone no... ognuno ha un qualcosa da coltivare, ognuno è speciale.
Quindi, Signor Preside, la invito a ripensarci!
Grazie per l'ascolto, distinti saluti.
Lucilla Giua

Egregio Signor Preside,
dopo che ho saputo della sua decisione ho pensato che: da una parte sono d'accordo con lei perché ora nella classe dei bambini in difficoltà il maestro/a può dedicarsi a loro con più attenzione ed insegnargli tutto ciò che gli servirà in futuro; invece, dall'altra parte, sono contrario a questa decisione perché qualche bambino potrebbe trovarsi ad essere separato dai suoi migliori amici e comunque: posso dirle una cosa? Lei chi è per decidere quali sono i bambini bravi e quelli non capaci? 
Egregio Signor Preside, le chiedo di riflettere bene e cercare di capire se la sua scelta funziona e se i bambini che non imparano bene stanno davvero imparando meglio.
Distinti saluti.

Alessandro Ballocco

Egregio Signor Preside,
ho saputo della sua decisione di fare delle classi formate solo da bambini con difficoltà di apprendimento e le voglio dire che non sono d'accordo perché tutti i bambini devono essere trattati allo stesso modo e nessuno deve essere escluso solo perché ha delle difficoltà in più rispetto ad altri.
Lei deve imparare che i bambini sono tutti uguali, che abbiano difficoltà o meno.
Tutti i bambini, se vengono trattati come se fossero meno intelligenti, diventano ancora più tristi e passivi e con questo lavorano ancora meno.
I bambini, se non lavorano, hanno bisogno di aiuto, di stimoli per riuscire a fare del proprio meglio e lavorare bene, con serenità.
Io le consiglio di togliere quelle classi e farne solo con bambini che vengono trattati esattamente come quelli bravi perché nessuno è diverso. Ci sono dei bambini che hanno delle difficoltà a capire, altri che non vogliono sbagliare e altri che vengono emarginati, ma tutti hanno il diritto di essere uguali. 
Dovete pensare come quei bambini e capire il loro disagio, ci ripensi.
Grazie per la sua attenzione.
Cordiali saluti.
Chiara Era

Egregio Signor Preside,
volevo farle sapere che non sono d'accordo con quello che ha fatto perché non si devono separare i bambini che hanno difficoltà da quelli che sono bravi.
Secondo me dovreste lasciarli tutti insieme perché possano imparare e non si sentano esclusi. 
Vorrei che la sua scuola fosse come quella che frequento io dove i compagni bravi aiutano quelli che hanno difficoltà.
La ringrazio tanto per l'attenzione e spero che ci ripensi un po' perché non è bello dare questo esempio.
Distinti saluti

Seynabou Niang

Egregio Signor Preside,
ho saputo della sua decisione e volevo dirle che lei ha fatto un'ingiustizia perché smistare dei bambini perché hanno dei problemi è una cosa sbagliata. I bambini che hanno dei problemi sono speciali perché ti fanno capire tante cose importanti della vita e devono essere trattati come tutti gli altri.
I bambini hanno dei talenti tutti diversi e bisogna valorizzarli perché se uno è meno bravo di un altro in qualcosa, può essere più bravo in un'altra cosa, quindi non bisogna separare, ma bisogna avvicinare.
E lei Signor Preside, pensi ai talenti di ogni bambino.
La ringrazio per la sua attenzione.

Maria Elena Chessa

1 commento:

  1. Leggo i testi dei bambini e penso.
    La pienezza non è mai nelle grandi cose, ma nelle piccole cose offerte con grande sentimento…
    Grazie a voi, grazie a te, Enrica, per aver condiviso parole tanto piene, quanto alte.

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