venerdì 23 marzo 2018

In classe con Daniele Aristarco

 
Mi piace proprio che la scuola sia un luogo dove si costruisce passione e, perchè no?, dove i sogni si realizzano. Pensavo a questo, stamattina, mentre osservavo i bambini intervistare, per il nostro giornale di classe, Daniele Aristarco, l'autore del libro che ha ispirato "Io sono un NO", l'iniziativa che ad aprile ci vedrà in città con le storie di eroica disobbedienza all'interno della Fiera del libro. 
Era impossibile non rimanere colpiti dalla loro gestione matura, dall'ascolto attento, dalla curiosità che faceva nascere tante nuove domande, quasi a non voler perdere proprio niente di questo autore, della sua passione per la scrittura, delle sue scelte, del suo personale rapporto con le storie disobbedienti.
Quando lo scorso anno scolastico abbiamo incontrato "Io dico NO", il libro di Daniele Aristarco, avevamo sentito un profumo familiare, avevamo capito subito che ci assomigliava. Oggi ne abbiamo avuto conferma con ciò che è entrato in classe, con le risposte generose dell'autore, rese ancora più piacevoli dal tono e dal ritmo della sua voce. Era l'incontro che doveva esserci, il migliore epilogo per le scelte che abbiamo fatto con il nostro fare scuola, per i temi trattati in questi cinque anni, per la nostra attenzione a riconoscere e contrastare le ingiustizie.
Oggi abbiamo trattenuto il più importante degli insegnamenti, che è poi quello che vogliamo offrire alla città. Non basta dire no, non basta levare la voce, fare dimostrazioni, abbiamo bisogno del coraggio di tradurre il nostro dissenso in azioni. E non servono cose grandi. A volte bastano azioni semplici ma ferme, proprio come ci ha insegnato Rosa Parks. Ciò che è importante è non abbassare mai la guardia ed essere pronti a riconoscere le ingiustizie.
Grazie di cuore, Daniele, per questo tempo insieme, che resterà tra i più preziosi insegnamenti. Grazie a Eleonora e Maurizio di ArgoNautilus per la grande disponibilità che ha reso possibile l'incontro, e per la professionalità, impegno e passione che li anima. E grazie ad Alberto, che con una presenza discreta ha fatto sì che l'intervista possa presto essere condivisa con tanti altri.
Ora non resta che aspettare aprile, quando i bambini accoglieranno gli ospiti in spazi aperti appositamente allestiti, con le loro presentazioni, materiali autoprodotti, podcast e realtà aumentata.


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